Obama, Bush e Clinton si faranno vaccinare ‘in diretta’

Con questa  siringa

(Hollywood aiuta con gli effetti speciali)

In Usa, il numero degli anziani morti è rimasto lo stesso

di prima della pandemia stragista:

Anzi, il numero totale dei deceduti anno dopo anno è rimasto invariato. Dov’è la strage per Covid?

 

In Italia il numero dei morti è stato dai media alquanto esagerato per terrorizzare:

 

Ed hanno distrutto le economie dell’Occidente intero per questo

https://www.sadefenza.org/2020/12/operazione-segreta-un-virus-per-copertura/

Invece i medici e infermieri, al contrario di Obama, non vogliono ricevere il vaccino !

A quanto pare già nel 2009 (suina) in UK hanno vaccinato prima i medici e lo staff del servizio sanitario nazionale (NHS)   brutti effetti collaterali, e non hanno nemmeno pagato i danni. Sembra che ora chissàcomemai non vogliano vaccinarsi!

A questo personale dell’NHS è stato detto che il vaccino contro l’influenza suina era sicuro e ora ne stanno subendo le conseguenze

Decine di lavoratori del NHS stanno combattendo per un risarcimento dopo aver sviluppato la narcolessia da un vaccino contro l’influenza suina che è stato messo in servizio senza i consueti test quando la malattia si è diffusa in tutto il mondo nel 2009. Dicono che abbia distrutto le loro carriere e la loro salute.

 

 

Anche in Italia proprio i medici non sono  propensi a farsi vaccinare da quella sostanza. Proprio no

Medici del Lazio contro l’obbligo ai sanitari: «Pronti a intasare i tribunali»

Denise Baldi 3 Dicembre 2020

…. Secondo Cisl Medici Lazio è importante chiarire gli interessi economici in ballo e quelli riguardanti la sicurezza e l’efficacia del farmaco.

Questo perché «qualcuno, tra gli abituali frequentatori di salotti televisivi, vorrebbe venisse reso obbligatorio per gli operatori sanitari e magari obbligatorio per la popolazione».

I medici del Lazio hanno chiesto al professor Ippolito di convincere la politica a non emanare decreti commissariali che impongano l’obbligatorietà del vaccino ai sanitari con la minaccia della inidoneità lavorativa.

In caso contrario il sindacato ha previsto che i Tribunali amministrativi s’intaseranno di ricorsi vincenti da parte dei cittadini.

Il segretario generale regionale Luciano Cifaldi si è reso disponibile per rispondere ad alcune domande.

Intervista al dottor Luciano Cifaldi

Siete preoccupati per la sicurezza e l’efficacia del vaccino. Ma solo un paio di giorni fa Burioni ha rassicurato gli italiani dicendo che: «Se non fosse sicuro non verrebbe messo in commercio. I controlli sono severissimi». Come si spiega questa differenza di opinioni? Burioni ha dei dati che voi non avete?

Il professor Burioni ha un curriculum di tutto rispetto e la sua carriera si è svolta, a quanto mi risulta, nei settori di immunologia e microbiologia.

Il sottoscritto è specialista in oncologia e pertanto la mia esperienza è ultratrentennale ma in una disciplina diversa. Da medico so bene che ogni farmaco deve corrispondere a criteri di efficacia (efficacy) ed efficienza (effectiveness).

Sul sito AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, anche se i contenuti della pagina potrebbero non essere aggiornati, ancora oggi si legge che “lo sviluppo di un vaccino è un processo piuttosto lungo ed elaborato che parte dalla conoscenza del microrganismo responsabile della malattia che si intende prevenire e delle sue modalità di interazione con l’organismo umano. Inizialmente si effettuano studi sperimentali in vitro, in base ai quali è possibile stabilire quale sia la composizione qualitativa e quantitativa ideale di un vaccino (tipologia e quantità della componente attiva e di tutte le altre sostanze previste).

Una volta definito questo aspetto, il potenziale vaccino viene sottoposto alla sperimentazione pre-clinica che include studi in vitro e su modelli animali attraverso i quali si definiscono il meccanismo d’azione (cioè la capacità di indurre la risposta immunitaria), il profilo tossicologico e le prime evidenze di efficacia e sicurezza su un organismo vivente complesso.

Cisl Medici Lazio e il precedente con l’antinfluenzale

Mi limito ad osservare che l’odierno comunicato della Cisl Medici Lazio chiede al Direttore Scientifico dello Spallanzani, la cui autorevolezza è nota a livello mondiale, di dare “una mano ai cittadini a capire ciò che si muove sul pianeta vaccino anti Covid. È forte la confusione dopo avere sentito di tutto e di più sugli enormi interessi economici in ballo. Grandissima è anche la preoccupazione sulla sicurezza e sulla efficacia di un vaccino che qualcuno, tra gli abituali frequentatori di salotti televisivi, vorrebbe venisse reso obbligatorio per gli operatori sanitari e magari obbligatorio per la popolazione”.

La sua domanda mi da l’occasione per ribadire, come non credo sfugga ai suoi lettori, che sull’argomento la confusione è tanta e quando si parla di salute del cittadino servono chiarezza e certezze.

Il ruolo del sindacato medico non è quello di arruolarsi tra i favorevoli o tra i contrari alla vaccinazione ma quello di chiedere garanzie in merito alla efficacia e alla efficienza clinica di un vaccino, anche in relazione al fatto che qualcuno potrebbe ipotizzare debba essere reso obbligatorio per determinate categorie.

Se i dati scientifici sono probanti viene meno ogni forma di dubbio. Qualcuno ricorderà le problematiche insorte nel Lazio quando fu resa obbligatoria la vaccinazione anti influenzale per gli operatori sanitari. E qualcuno ricorderà le polemiche che ne sono seguite e le sentenze del tribunale Amministrativo.

Noi della Cisl Medici Lazio non contestammo la vaccinazione anti influenzale in sé ma l’imposizione per decreto commissariale senza alcun confronto con le associazioni dei cittadini e con le organizzazioni sindacali e peraltro con la esplicita minaccia di inidoneità lavorativa per quanti, tra gli operatori sanitari, non avessero accettato di riceverla.

Forse la siringa-Hollywood può risolvere il problema

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