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                                                    di ROBERTO PECCHIOLI

Il nostro è il tempo dei diseredati. Padri che non vogliono più essere padri, figli che non sono tali e rifiutano di diventare padri. Si è interrotta la catena di trasmissione. La terza guerra “mentale” ha prodotto una generazione di diseredati. Eredità dissipate dai padri, rigettate dai figli, in nome del “brave new world”, l’ammirevole Mondo Nuovo descritto da Aldous Huxley. Il mondo occidentale è sottosopra e non è affatto vero che abbia cancellato il mondo di

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LA NUOVA BABIOLONIA

Danilo Quinto – 16 gennaio 2020

Dopo l’inaudito titolo di ieri, “Cancellare Salvini” (senza virgolette) – che è servito solo per tentare di aumentare l’odio contro l’”altra parte”, a dieci giorni dalle decisive elezioni in Emilia-Romagna – oggi, giovedì 16 gennaio 2020, “Repubblica” ne compie un’altra delle sue, sempre in prima pagina, a caratteri cubitali: “Francesco: io, Ratzinger e la terra da salvare”. Sottotitolo: “Preti sposati, dopo la solidarietà ricevuta da Benedetto, il Pontefice ha archiviato la polemica”. Il testo
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di Roberto PECCHIOLI

Ha sostenuto qualcuno che abbiamo molte più cose in comune con un albero che con un transistor. Anche il neomarxista francofortese Ernst Bloch ha una lezione da impartire: la nostra tecnica sta alla natura come un esercito straniero di occupazione. Non c’è dunque che da seguire il consiglio di Martin Heidegger: colui che rispetta l’ambiente salva la terra, non la padroneggia né la assoggetta. Armati di questi principi basici, tentiamo do orientarci individuando un corpo di idee

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NON ABBIATE PAURA!"; "NON SAPETE CHE DEVONO COMPIERSI LE SCRITTURE?"

di Gianluca Marletta
Di fronte allo sfascio inarrestabile dell’istituzione vaticana (non della Chiesa, la quale deve rimanere – nel suo cuore inviolabile – fino alla fine dei tempi) molte persone sembrano rimanere sconcertate e sorprese.
Sbagliato, cari amici! Le forme del mondo si dissolvono necessariamente, e così deve essere anche per “l’abito esteriore” che la Chiesa ha assunto negli ultimi secoli.
Del resto, non sapete che questo DEVE ACCADERE? Non è scritto forse a chiare lettere nelle Scritture, nei testi

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di Roberto PECCHIOLI- I parte

 

Riordinando vecchie carte, abbiamo ritrovato un nostro intervento, datato 2001. Un brano riguarda il tema ambientale e, purtroppo, sembra scritto oggi, segno che i problemi si trascinano, non vengono risolti e neppure affrontati. Questo è ancora più vero “a destra”, dove un riflesso condizionato inestirpabile fa chiudere gli occhi davanti a troppe verità. La più bruciante riguarda l’ambiente e la parola che lo definisce, l’ecologia. Così ci esprimevamo quasi vent’anni fa: migliaia di specie

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                                                               di Roberto PECCHIOLI

 

In una nazione senza memoria, ha poca fortuna chi studia la storia e scrive la verità. Potrebbe essere questa la chiave per raccontare la vicenda umana e professionale di Giampaolo Pansa, il giornalista e scrittore piemontese scomparso a Roma all’età di 84 anni. Eppure, ricordandolo così, facciamo torto a un percorso che ha attraversato oltre mezzo secolo, dall’inizio degli anni Sessanta, quando Pansa si laureò nella Torino della Fiat, dell’editore Einaudi e della cultura improntata dal

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di Walt Garlington

Le nazioni del mondo non hanno nulla da temere a lungo termine: il Sacro Impero Repubblicano d’America alla fine crollerà, perché non ha coltivato facoltà in grado di discernere, apprezzare, partecipare o creare bellezza spirituale.

La Cina ha il suo fondamento nella raffinatezza dell’anima attraverso gli insegnamenti e l’esempio di saggi come Confucio. Il guqin [uno strumento musicale a corde] era, ad esempio, “lo strumento preferito di Confucio”:

“Molte persone dicono che dovremmo ripristinare la

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                                                     di Roberto PECCHIOLI

L’impero delle bombe democratiche, l’America che, disse Jefferson, innaffia ad ogni generazione “l’albero della libertà con il sangue dei tiranni e dei martiri” (altrui), ha colpito ancora. Il generale iraniano Suleimani è caduto in Iraq nell’adempimento del dovere di soldato comandato in missione dalla sua Patria. Decliniamo lealmente le generalità: chi scrive è antiamericano fin dalla giovinezza. Figlio di chi contro gli “Alleati” aveva combattuto sul campo, detesta gli occupanti della sua terra e più ancora

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