LA SOLENNITA’ DEL SACRO CUORE di Luigi Copertino

LA SOLENNITA’ DEL SACRO CUORE

di Luigi Copertino

Il cuore in tutte le Tradizioni spirituali dell’umanità non è simbolo o il luogo del romanticismo né semplicemente dell’affettività. A questo è stato ridotto dal riduzionismo moderno che ha messo al primo posto il cervello e il pensiero razionale, relegandolo al mero ruolo di pompa cardiaca nella circolazione sanguigna. Invece nella Tradizione il cuore è il Centro spirituale e metafisico della persona umana. È nel cuore che risiede Dio in noi ed è nel cuore che è incardinata la coscienza, l’io spirituale dell’uomo (non l’anima, la quale è altra cosa) che lo differenzia dalle altre creature. Per questo nei Vangeli Nostro Signore usa continuamente l’espressione “i pensieri del vostro cuore”. La Cardiognosi è un fenomeno ben noto nella letteratura mistica, non solo cristiana. Quella branca della moderna della neurologia chiamata neurocardiologia o cardiognoseologia, sviluppatasi a partire dall’ultimo ventennio del secolo scorso, ha dato conferma scientifica alla verità tradizionale del cuore “pensante” e “cosciente”. Il cuore possiede circa 40.000 neuroni indipendenti dal cervello con il quale comunica attraverso un reticolato psicofisico che costituisce un vero e proprio asse Cuore-Cervello. Esattamente come attestato in tutte le tradizioni spirituali. Il ritmo cardiaco modula, influenzandoli, i lobi frontali del cervello deputati alla facoltà intellettiva. In altri termini le nostre facoltà intellettive, e la loro armonia o disarmonia, dipendono da input provenienti dal nostro cuore che a sua volta è interconnesso con la realtà a noi circostante, non solo quella visibile o percepibile psichicamente. Lo Spirito divino, nelle esperienze sovrannaturali, si manifesta misticamente come Fuoco d’Amore che arde nel cuore senza bruciarne la carne. Allo stesso modo la Fiamma divina ardeva senza consumarlo il roveto di Mose’. Qui l’Amore, pur manifestandosi sensibilmente, non ha nulla di romantico ma è Amore di Dio, perché “Dio è Amore” (1Gv. 4,8 e 1Gv. 4,16). Si rammenti il passo evangelico dei discepoli di Emmaus. Dopo aver finalmente riconosciuto Gesù che aveva viaggiato con loro, spiegando ad essi il vero significato della Scrittura in tutto ciò che lo riguardava, quale segno dell’oggettività dell’esperienza vissuta constatarono “non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc. 24,32). Nella Tradizione cristiana il culto del Sacro cuore è intrinsecamente connesso con la transustanziazione eucaristica nella quale il pane si trasforma nel Cuore di Cristo e il vino nel suo Sangue. Come viene spiegato nel video di cui al link postato più sotto. Detto culto se ha trovato una espressione definitiva con santa Margherita Maria Alacoque nel XVII secolo tuttavia è radicato in una millenaria tradizione precedente risalente ai tempi anticotestamentari. Benché venga troppo spesso equivocato con un dolciastro devozionalismo in realtà siamo di fronte al più grande Mistero Metafisico. È ora di tornare ad esserne consapevoli. È ora di ritornare al Centro, al Cuore.

Luigi Copertino

 

https://youtu.be/734-7LQgBu4?is=_lrDPrtKe79eMK-k