GIUDICE GIULIANO AMATO, ECCO QUAL E’ LO STATO RAZZISTA

In Israele sorge un razzismo simile a quello del nazismo ai suoi inizi”. A dirlo non è un suprematista ariano,  ma Zeev  Sternhell, una delle  grandi figure della cultura ebraica:  membro dell’Accademia ebraica, docente all’università ebraica  di Gerusalemme, storico di valore  mondiale – i suoi saggi sulla storia dei fascismi europei sono  fonti di riferimento esemplari sul tema. Adesso, in un  intervento su Le Monde, Sternhell si domanda: quando precisamente questo stato  “nato nel 1948, fondato sulle rovine dell’ebraismo europeo e a prezzo  del sangue dell’1% della sua popolazione, fra cui migliaia di sopravvissuti alla Shoah, è divenuto – per i non ebrei sotto il suo dominio – un mostro?”.

Zeev  Sternhell  –  AFP PHOTO / THOMAS COEX / AFP PHOTO / THOMAS COEX

Se il nostro gran giurista costituzionale Giuliano David  Amato vuole cercare uno stato dove il Sovranismo è identico al Razzismo  più virulento ed  esibito,  invece che al governo Salvini-Di Maio   dovrebbe additare Israele.

Giovedì 19 luglio 2018, nel cuore della notte, il parlamento israeliano ha approvato la legge che  definisce Israele “lo Stato-nazione degli ebrei”:  con ciò, Israele diventa l’unico stato razziale al mondo, in cui solo gli ebrei hanno piena cittadinanza. Dovremmo precisare: unico stato razziale  basato sul fondamentalismo religioso al mondo, perché a decidere chi è ebreo (dunque cittadino) e chi no, sono i rabbini, in base alle genealogie.

Con la stessa legge  la Knesset ha dichiarato di conseguenza l’ebraico la sola lingua ufficiale  (togliendo  questo status all’arabo, che precedentemente gli era riconosciuto): dichiara le colonie di occupazione  illegali che hanno costruito sui Territori Palestinesi, “valore nazionale”:  come  prescrive  il fondamentalismo,  “l’integralità dell’ebraismo è integralità del territorio”  dato da YHVH.

Ovviamente quasi due milioni di non-ebrei viventi in Sion, musulmani ma anche cristiani (cattolici, ortodossi, armeni) da cittadini diventano “ospiti”: sgraditi, da cacciar via alla svelta.  Gerusalemme, città santa per le tre religioni monoteiste, viene dichiarata solo e integralmente proprietà di Israele – compresa  dunque la parte orientale della città, abitata da arabi ed annessa con la violenza.

Dovrebbero preoccuparsi Amato, Saviano, Ferrara, i Cerasa (de Il Foglio) tanto  urlanti per  il supposto “razzismo” di Salvini: già dal 2 gennaio scorso la Knesset ha vietato ogni cessione della parte occupata di Gerusalemme, abitata dagli arabi, case ed terreni, senza l’assenso dei due terzi del parlamento stesso:  in pratica l’esproprio puro e semplice di immobili arabi, la presa di possesso “integrale” della città divisa, che gli ingenui, ciechi volontari del giudeo-nazismo ora denunciato da  Sternhell,  sognavano potesse un  giorno diventare “capitale”  anche di uno stato palestinese di là da venire.

Le bombe su Gaza del 14 luglio. Questa ha ucciso due bambini. Nessuna ONG al soccorso.

Invece, Israele sta accelerando  l’eliminazione fisica anche dei Palestinesi che ha rinchiuso a Gazza: nei giorni scorsi essa  ha subito (nel silenzio dei media) colossali bombardamenti, mirati sapientemente a distruggere le poche attività produttive rimaste. Sono, per stessa ammissione dell’armata giudaica, i più  violenti bombardamenti effettuati sulla Striscia dal 2014,  sono la risposta alle manifestazioni de palestinesi contro il blocco disumano di Gaza, a cui Israele ha risposto con uccisioni mirate dei suoi cecchini: almeno 141 morti ammazzati dal 30 marzo.

Pulizia etnica

Con una crudeltà tale, che ha suscitato persino la protesta di Pechino: il ministro degli esteri cinese  ha chiesto l’istituzione di una Conferenza Internazionale per assicurare il diritto dei palestinesi ad uno Stato.

Dal 16 luglio, Israele ha interrotto la fornitura di carburanti e gas da cucina a Gaza, con la scusa di eliminare  la patetica “offensiva”  ideata dagli assediati,  bottiglie molotov attaccate ad  aquiloni o palloni. Da allora le autorità di Gaza hanno indicato come prioritarie per  il poco carburante rimasto, le  panetterie.

http://www.wikistrike.com/2018/07/israel-interdit-la-livraison-de-fioul-et-de-gaz-aux-habitants-de-gaza.html

Anzi, con questa scusa, Israele si prepara ad un attacco su larga scala contro Gaza: ha dato ad Hamas un ultimatum ha tempo fino a venerdì per cessare di spedire oltre il Muro  gli aquiloni incendiari, altrimenti sarà  colpita con le artiglierie. “Siamo in una campagna militare in cui  ci  sono scambi di colpi”, ha dichiarato Netanyahu, con  sprezzo razzista ebraico del ridicolo  e della logica: “L’esercito israeliano è pronto ad ogni scenario”.  https://sputniknews.com/military/201807181066451127-israel-gaza-offensive/

 

L’armata di Sion ha persino richiamato i riservisti per accrescere la difesa aerea contro questa ridicola minaccia.

https://sputniknews.com/middleeast/201807151066375299-israel-soldiers-mobilization-gaza/

E’ chiara la volontà di ripulire  anche gli ultimi angoli di razza impura superstiti  sul sacro territorio.   Secondo Sternhell, non c’è dubbio che questa accelerazione è dovuta alla decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele nel dicembre scorso;  l’ambasciata Usa sarà spostata  da Tel Aviv  nella città santa  prima della fine del 2019; il razzismo ebraico si affretta a fare  le ultime pulizie etniche, prima dell’atto finale dell’Amageddon  voluto dai neonon e dai cristianisti  americani (ma anche europei),  l’aggressione totale all’Iran.