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PAOLO SENSINI  Riflettevo su una locuzione che oggi va per la maggiore: i cosiddetti “diritti umani”. In poche parole significa farsi paladini di un gruppo di persone, poche o molte che siano, e fare contemporaneamente guerra ad altre (vedi per esempio i casi di ex Jugoslavia, Iraq, Somalia, Libia, Siria, ecc.) fino alla loro completa distruzione. Ma se esistono i “diritti umani”, deve esistere anche il suo opposto, ossia i “diritti dis-umani”. Mi chiedo: uno Stato che espropria della gran

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20  apr.  2015 |

Di recente, nell’ambito delle celebrazioni del centenario del primo conflitto mondiale, abbiamo avuto modo di apprezzare un’opera storica che, benché tratti per lo più di storia diplomatica e militare, è tuttavia illuminante per comprendere le motivazioni sia geopolitiche sia culturali di quel conflitto. Ci riferiamo all’ultima fatica di un grande germanista italiano, Gian Enrico Rusconi (1).

Crediamo che l’aspetto più meritorio di questa opera stia soprattutto nell’enucleazione del sentimento di peculiarità culturale che i tedeschi

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Paolo Sensini

Ma che cuore grande hanno i burocrati del Partito-Regime targato PD? Oggi “chiedono” ai propri sudditi di mettere a disposizione gli appartamenti sfitti, ma il passo per l’imposizione coatta non è che dietro l’angolo. Il tutto, ovviamente, in nome della “solidarietà” verso i “migranti”. Tanto ormai oggi la “proprietà” della casa non è che una pura finzione giuridica, un feticcio, visto che tutti coloro che posseggono una casa sono costretti a pagare un fitto allo Stato sotto forma

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Vorrei innanzitutto segnalare che se è vero che i liberali classici ritengono l’Autorità politica una necessità, ovvero un “male necessario”, oltretutto sorgente non dalla natura sociale dell’uomo ma dal contratto tra soggetti assoluti di illimitata libertà individuale che compongono sinallagmaticamente le loro conflittualità 1, bisogna sottolineare l’esito totalmente anti-statualista del liberalismo classico rappresentato, oggi, da posizioni come quelle anarco-liberiste, che proprio dalla famosa frase della Thatcher sull’inesistenza della società a favore dei soli individui prendono le mosse. Posizioni secondo

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da Stampa Libera – fonte: ilgiornale.it

Il gioco dei bimbi travestiti conquista le giunte rosse

Le “lezioni del rispetto” piacciono: dopo Trieste altri Comuni le chiedono per i loro asili. La scrittrice Tamaro: “Siamo al declino dell’educazione”

Il «gioco del rispetto» o del «gender» comincia a fare proseliti e, dopo Trieste, altri Comuni italiani avrebbero chiesto di importarlo negli asili delle loro città.

Per chi avesse perso la prima puntata della vicenda, la riassumiamo brevemente. Il Comune di Trieste ha

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