Kriminal Global – Dall’Ucraina alla Siria

Nell’Ovest dell’Ucraina (la zona culturalmente vicina alla Polonia), l’80 per cento dei giovani coscritti non hanno risposto alla cartolina-precetto, facendo perdere le loro tracce. Almeno 13 mila soldati hanno disertato dall’esercito di Yats e Poroshenko. E secondo un’inchiesta del Washington Post dell’aprile scorso, gli ufficiali si aspettano che dei soldati in permesso, solo il 15% tornino alle loro unità. Se c’è qualcosa che mobilita, è la protesta contro la situazione economica disastrosa, le pensioni tagliate, il Pil crollato del 17

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Elementi di teologia del Mercato. E di come somigli al wahabismo.

 

Ronald Harry Coase (scomparso nel 2013) è stato premio Nobel per l’Economia nel 1991. E’ stato lui a lanciare l’idea   che sta dietro ai protocolli di Kioto: l’idea che   possiamo risolvere i problemi ecologici causati dall’industrializzazione totale, l’inquinamento e il riscaldamento globale, non imponendo divieti che sarebbero inefficaci, bensì lasciando agire il mercato. In pratica, privatizzare i beni comuni rimasti, acqua ed aria compresa. Le imprese, dando a questi beni un prezzo, rimetteranno ordine nelle cose meglio di ogni

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Questa non la sapevo. La racconta il giornalista Jean Claude Guillebaud, accreditato a Bruxelles. Alla Commissione, “le conferenze stampa sono minuziosamente codificate. I portavoce non rispondono alle domande dei giornalisti se non sono state espressamente autorizzate, per iscritto. Anche in questo caso, se è in gioco un’attualità un po’ calda, il portavoce si contenterà di leggere il testo scritto che la sua gerarchia gli preparato…Il formalismo e il culto del segreto sembrano aver a poco a poco asfissiato il funzionamento

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Washington preparara una Operazione Barbarossa 2.0 contro la Russia?”: titolo del giornalista Stephen Lendman (Progressive Radio Network), 7 giugno.

“Follia militare: capo del Pentagono valuta colpi nucleari contro la Russia” Niles Williamson per World Socialist Website, 5 giugno.

“Gli Usa contano di usare armi nucleari in Medio Oriente”: Michael Chossudovski, Globalresearch, 5 giugno 2015.

Sarà allarmismo di blogger alternativi si sinistra (ne avessimo in Italia di sinistri così) ma l’accelerarsi di simili titoli segnala il rapido aggravarsi del clima anti-russo

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“Siamo qui per essere venduti”: così i migranti – quasi tutti subsahariani – che sono parcheggiati nel centro di raccolta di Zaouia, in Libia, un 50 chilometri ad ovest di Tripoli.   Due inviati di Le Monde sono riusciti a avvicinarli (non si conoscono i particolari): come risultai dai loro agghiaccianti racconti, diversi sono rtimasti vittime di retate delle ‘autorità’ libiche della zona e del momento.

 

“Le autorità ci accusano di voler partire per l’acqua, ma è falso”, dice uno

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Una preghiera per Tarek Aziz,  cristiano in mani spietate.

Tareq Aziz, l’ex ministro degli Esteri e vice premier cristiano iracheno durante il regime di Saddam Hussein, e’ morto a 79 anni. Aziz e’ morto in prigione, dove si trovava da 12 anni. Nel 2003, s’era consegnato agli invasori statunitensi spontaneamente, laddove gli altri esponenti della cerchia interna di Saddam avevano cercato di fuggire, s’erano nascosti, erano stati braccati. Tutti sono stati impiccati da una superpotenza senza onore, criminale, che ha bisogno di bollare i governanti degli stati a cui

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John Kerry non è caduto dalla bici. E’ stato ferito da un “amico” DAESH

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John Kerry si è rotto il femore cadendo dalla bicicletta”: così i media del 31 Maggio scorso. Il ministro degli esteri di Obama, a Ginevra per le trattative con l’Iran, s’era voluto prendere uno svago, a 71 anni, in una località della Francia, Scionzer .

Ci ho creduto anch’io. A 71 anni, rompersi il femore in bici è un guaio, il pvero Kerry starà fuori dalla scena politica per chissà quando, la politica estera Usa finirà in mano alle Nuland…

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Il 27 maggio, la tv Al Jazeera ha fatto uno scoop: una lunga intervista ad Abu Muhammad Al-Julani. Chi è costui? L’ “emiro” di Jabhat Al-Nusrah. Cioè, grosso modo, la vecchia Al Qaeda.

 

 

Benchè nascondesse il volto durante la lunga intervista, questa è stata rispettosa come davanti ad un capo di Stato. Magnanimo e soave,   Al Joulani ha detto: quando il regime di Assad sarà caduto, in Siria tutte le minoranze sarano consultate prima di instaurare lo

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