L’eclissi, la folla, la massa
Esterno giorno, una città qualunque, otto e venti del mattino, dodici agosto. Mentre il termometro digitale della superstite tripperia – unica concessione alla modernità di un negozio sopravvissuto al passato – segna trentadue gradi, l’amico edicolante allarga le braccia. Il quotidiano locale è già esaurito: offriva gli occhialini per osservare l’eclissi senza danni. Altrove qualche bagarino dell’astronomia coglie l’occasione vendendo gli stessi visori procurati chissà dove, presumibilmente assai poco adatti a proteggere la retina. Vince sempre la forma merce, giudizio … Leggi tutto