Roberto Pecchioli

 

 

di Roberto PECCHIOLI

 

Entro nella piccola agenzia bancaria che custodisce a caro prezzo i miei modesti risparmi e vedo solo tre impiegati, compresi il cassiere (ma la cassa chiude alle 11.30!) e il direttore. Un paio di clienti sbrigano i loro affari con l’aiuto dei superstiti operatori, la bassa manovalanza del potere finanziario. Erano almeno dodici, una ventina d’anni fa. Ora è tutto cambiato: fusioni bancarie, accorpamento di agenzie, informatizzazione, la possibilità – sempre più trasformata in obbligo- di

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Siamo realisti. Esigiamo l’impossibile!

 

di Roberto Pecchioli

Un amico ci invita a scrivere, per fine anno, una lettera all’opposizione. Qualcosa come L’anno che verrà di Lucio Dalla: caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’, e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. No, non funziona: il finale è disperante: l’anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando, è questa la novità. Per di più, l’amico chiede di rivolgerci all’opposizione. Strano concetto, invero, per

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di Roberto PECCHIOLI

Zeno Cosini, maturo, agiato commerciante triestino, intossicato dal fumo, è indotto dal suo psicanalista a scrivere un’autobiografia, nella speranza che lo aiuti a guarire dal pericoloso vizio. Zeno narra sei episodi della sua esistenza, legati da una radice comune, l’inettitudine a vivere, la sua vera malattia. La coscienza di Zeno scava e porta alla luce le debolezze e le paure per le quali non è mai riuscito, nonostante innumerevoli tentativi, a spegnere l’ultima sigaretta e liberarsi

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di Roberto PECCHIOLI

 

 

Nei giorni scorsi il parlamento europeo ha rifiutato di esporre un regalo ricevuto da una deputata, affermando che avrebbe potuto offendere. Si trattava di un presepe. La rappresentazione della Natività, dunque, offende le delicate pupille degli europei del secolo XXI, eredi degeneri di quella nascita, di questa civiltà morente. Fotofobia, probabilmente: orrore della luce. Nulla di strano: quando ci si incammina sulla strada della follia, dell’odio di sé, della cancellazione della storia, del disprezzo per

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Grande Reset  -  dall' Effetto Flynn"  (cala il QI) al  cane di Pavlov

 

 

di Roberto PECCHIOLI

 

L’era delle masse è la vittoria della barbarie. E’ il tempo del signorino viziato, che vive come se la civiltà, secolare sforzo titanico, fosse per sempre, che valuta se stesso “come tutto il mondo, e tuttavia non se ne angustia, anzi si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri”. Scriveva José Ortega y Gasset: “la massa travolge tutto ciò che è singolare, differente, individuale, qualificato e selezionato. Chi non sia come tutto il mondo,

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di Roberto PECCHIOLI

Sarebbe bello osservare dall’esterno ciò che accade in questi mesi e poter esprimere giudizi da lontano, senza essere coinvolti, senza far parte del panorama. Invece, vince il principio di indeterminazione di Heisenberg. Il fisico tedesco mostrò che non è possibile misurare contemporaneamente e con assoluta precisione le proprietà che definiscono lo stato di una particella. Se determiniamo con precisione assoluta la posizione, ci troviamo ad avere incertezza sulla velocità, per cui le due misure comportano un’indeterminazione complessiva.

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di Roberto PECCHIOLI

Ci risiamo. Arrivano nuove restrizioni, confinamenti, chiusure. Nessuno sa quanto dureranno. E’ una delle ore più nere della storia recente dell’umanità, il primo blocco su scala globale. L’Italia non è che uno dei teatri di un’operazione planetaria la cui imponenza, simultaneità e fulminea realizzazione lasciano sgomenti. Viene in mente il titolo di uno dei romanzi più importanti del Novecento, Uomini e topi, di John Steinbeck. Salta la distinzione tra le specie. Siamo ridotti a vivere nel sottosuolo,

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                                                    di ROBERTO PECCHIOLI

Il nostro è il tempo dei diseredati. Padri che non vogliono più essere padri, figli che non sono tali e rifiutano di diventare padri. Si è interrotta la catena di trasmissione. La terza guerra “mentale” ha prodotto una generazione di diseredati. Eredità dissipate dai padri, rigettate dai figli, in nome del “brave new world”, l’ammirevole Mondo Nuovo descritto da Aldous Huxley. Il mondo occidentale è sottosopra e non è affatto vero che abbia cancellato il mondo di

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