Roberto Pecchioli

                                                    di ROBERTO PECCHIOLI

Il nostro è il tempo dei diseredati. Padri che non vogliono più essere padri, figli che non sono tali e rifiutano di diventare padri. Si è interrotta la catena di trasmissione. La terza guerra “mentale” ha prodotto una generazione di diseredati. Eredità dissipate dai padri, rigettate dai figli, in nome del “brave new world”, l’ammirevole Mondo Nuovo descritto da Aldous Huxley. Il mondo occidentale è sottosopra e non è affatto vero che abbia cancellato il mondo di

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di Roberto PECCHIOLI

Ha sostenuto qualcuno che abbiamo molte più cose in comune con un albero che con un transistor. Anche il neomarxista francofortese Ernst Bloch ha una lezione da impartire: la nostra tecnica sta alla natura come un esercito straniero di occupazione. Non c’è dunque che da seguire il consiglio di Martin Heidegger: colui che rispetta l’ambiente salva la terra, non la padroneggia né la assoggetta. Armati di questi principi basici, tentiamo do orientarci individuando un corpo di idee

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di Roberto PECCHIOLI- I parte

 

Riordinando vecchie carte, abbiamo ritrovato un nostro intervento, datato 2001. Un brano riguarda il tema ambientale e, purtroppo, sembra scritto oggi, segno che i problemi si trascinano, non vengono risolti e neppure affrontati. Questo è ancora più vero “a destra”, dove un riflesso condizionato inestirpabile fa chiudere gli occhi davanti a troppe verità. La più bruciante riguarda l’ambiente e la parola che lo definisce, l’ecologia. Così ci esprimevamo quasi vent’anni fa: migliaia di specie

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                                                               di Roberto PECCHIOLI

 

In una nazione senza memoria, ha poca fortuna chi studia la storia e scrive la verità. Potrebbe essere questa la chiave per raccontare la vicenda umana e professionale di Giampaolo Pansa, il giornalista e scrittore piemontese scomparso a Roma all’età di 84 anni. Eppure, ricordandolo così, facciamo torto a un percorso che ha attraversato oltre mezzo secolo, dall’inizio degli anni Sessanta, quando Pansa si laureò nella Torino della Fiat, dell’editore Einaudi e della cultura improntata dal

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di Roberto PECCHIOLI

La presente riflessione ha il punto interrogativo. Non afferma, chiede. Non si propone di fare luce, si limita a cercare una lanterna. Nella tradizione dei Veda, le scritture sacre induiste, il Kali Yuga è l’ultima delle quattro ere del mondo: un’età oscura, caratterizzata dal conflitto e dall’ignoranza spirituale. Al termine, il mondo rinascerà con una nuova Satya Yuga (età dell’oro). Non prosegua la lettura chi è convinto che il presente sia un’era di libertà, progresso e

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di Roberto PECCHIOLI

Nel corso della lettura dei resoconti della recente conferenza sul clima di Madrid, rallegrata- si fa per dire- dalla presenza di una santa laica, Greta Thunberg-  conclusa con un solenne fallimento a malapena occultato dalle frasi fatte dei comunicati finali, ci siamo più volte imbattuti in un concetto vago, assai sospetto agli occhi di chi, come noi, ha smesso da tempo di credere alla buona fede delle istituzioni.

Si tratta della “responsabilità sociale d’impresa”. Abbiamo svolto una

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 di Roberto PECCHIOLI

Dalle mie parti, chiamiamo tanardo, un po’ bonariamente e un po’ no, un tipo poco dotato di intelligenza, un incrocio tra il tontolone, l’imbranato e il cretino del villaggio. Non penseremmo mai di affidargli incarichi importanti, tanto meno di metterlo a capo di una nazione, figuriamoci di un impero, per quanto in disarmo come quello britannico. Invece, il Tanardo britannico è giunto al vertice e ha stravinto le decisive elezioni del 12 dicembre scorso. Boris Johnson

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di Roberto PECCHIOLI

 

Abbiamo sostenuto molte volte l’inservibilità delle categorie destra/sinistra. Torniamo sull’argomento con un titolo in cui compare la parola sinistra. Non è un cambio di opinione, ma un espediente linguistico. I termini corretti per designare i filoni odierni del pensiero “di sinistra” sono progressismo e globalismo. Società contro comunità, liberazione versus libertà, cosmopoli anziché identità. L’indigeribile minestrone somministrato ed imposto dal liberalcapitalismo nella sua declinazione ultima: libertario libertino sui temi civili, quelli che i francesi definiscono “societali”, liberista

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