Roberto Pecchioli

di Roberto PECCHIOLI

Il sistema attuale non ha abolito la pena di morte.  Ne ha solo trasferito l’applicazione dal ministero della Giustizia e quello della Sanità” (cit).

 

Vincent Lambert è morto. Nel modo più atroce, per disidratazione imposta dal potere, con i genitori impediti ad assisterlo nell’ora estrema dai gendarmi della République dei diritti dell’uomo, libertè, egalité, fraternité.  Un altro indifeso, dopo Alfie e mille altri sconosciuti, ha sperimentato la pena di morte della società aperta, liberale e

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di Roberto PECCHIOLI

                                         Parte I. Metafisica del capitalismo.

Werner Sombart (1863-1941) è stato il maggiore sociologo del suo tempo, per decenni professore ordinario a Berlino. Fu l’inventore della parola capitalismo nel significato che ancora attribuiamo al termine, riportò lo studio di Marx al centro della cultura tedesca e fu l’autore dello studio più completo sullo spirito del capitalismo e sulla natura borghese. Ciononostante, il suo destino è quello di essere pressoché dimenticato. Difficile reperire le sue opere in libreria e

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                                                      di Roberto PECCHIOLI

 

I paradisi fiscali prosperano accanto alle grandi aree economiche e finanziarie del pianeta per nascondere il denaro, schermare i nomi dei proprietari, celarne la provenienza – spesso indicibile, frutto dei traffici più immondi e criminali- ripulirlo e reinvestirlo legalmente. In più, assolvono alla funzione di evadere ed eludere le imposte, bypassando le legislazioni degli Stati. Sono, per così dire, retrobottega e sentina di un’organizzazione economica e finanziaria- quella liberal liberista- fondata sull’inganno, la prepotenza, l’aperta irrisione

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di Roberto PECCHIOLI

Procedure d’infrazione, richieste di spiegazioni, calcoli pignoli di ragionieri per verificare se gli Stati abbiano oltrepassato le colonne d’Ercole postmoderne, le regole finanziarie fissate a Maastricht, tavole delle legge la cui violazione fa scattare l’interdetto massimo, l’esclusione dal paradiso chiamato sobriamente Unione Europea. Hic sunt leones, era scritto nelle rudimentali carte geografiche dell’antichità per designare l’ignoto, al di là dell’attuale Gibilterra. Di qui la civiltà, di là i barbari. Da tempo ai barbari sono state aperte

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di Roberto PECCHIOLI

 

Ci chiede un amico, esule anch’egli in un mondo straniero, di riflettere sul significato di essere “oltre la linea”.  La tentazione è rispondere fingendo di essere colti, persino filosofi, citando la conclusione di due liriche del Novecento. Varcare la linea può essere la gravosa scoperta di Eugenio Montale in Meriggiare pallido e assorto: e andando nel sole che abbaglia/ sentire con triste meraviglia/com’è tutta la vita e il suo travaglio/in questo seguitare una muraglia/che ha in

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di Roberto PECCHIOLI

La notizia è grossa, ma dubitiamo che interessi le masse distratte o i pensosi opinionisti in rianimazione post elettorale. Netflix, la grande casa di produzione televisiva e cinematografica, sollecitata da un’associazione di attori, ha minacciato la Georgia di ritirare i suoi investimenti dallo Stato delle noccioline, bastione del vecchio Dixieland, se non verrà ritirata la nuova legge sull’aborto, più restrittiva rispetto a quella vigente. Il principio mercantile delle sanzioni economiche come arma di guerra, tanto utilizzato

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di Roberto PECCHIOLI

 

Le elezioni europee sono passate. Unite alle regionali del Piemonte e alle comunali in oltre 3.500 municipi italiani, hanno dato un risultato chiaro, sul cui giudizio finale influirà poco l’esito dei ballottaggi. Tentiamo di esprimere un’opinione a caldo, con la presunzione di ragionare in termini prospettici. Innanzitutto, i freddi numeri. Ha vinto Salvini, il Capitano, hanno perso i 5 Stelle, travolti dalla deludente prestazione governativa, crolla Forza Italia, rimbalza il PD. Impressiona il risultato globale delle forze

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                                                          di Roberto PECCHIOLI

 

Il peggio, nel peggio, è l’attesa del peggio. E’ la curiosa riflessione di Malaussène, il protagonista della strampalata ma deliziosa saga letteraria di Daniel Pennac, un brav’uomo ricco di buoni sentimenti, rovinato dalla sua stessa bontà, destinato a diventare il capro espiatorio di guai di ogni tipo. Il suo ci pare l’unico commento adeguato a troppi fatti di cronaca che mostrano il degrado progressivo e finora irrefrenabile della nostra superba civilizzazione. Stupri di gruppo, assassinii spaventosi come

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