Roberto Pecchioli

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Non sono un convertito alla pseudo religione ecologica, non intendo salvare il pianeta comprando un’auto elettrica, né espiare i peccati della civiltà industriale con una batteria al litio.

Tuttavia, accolgo con soddisfazione la ribellione montante negli USA – centro e motore dell’Impero – contro i data center dell’alta tecnologia, oggi dedicati in buona parte all’Intelligenza Artificiale.

Non sono neppure un luddista in trafelato ritardo, ingenuamente convinto di bloccare l’enorme avanzata della tecnologia distruggendo o sabotando i macchinari, come il mitico … Leggi tutto

“Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno” è l’incipit di una celebre lirica di Francesco Petrarca dedicata ai mali del Bel Paese, già vivi nel XIV secolo.

Il poeta aretino sa di parlare invano ma non può tacere.

A un livello infinitamente più basso, abbiamo la stessa sensazione.

A che serve elencare i mali dell’Italia – remota valvassina d’Occidente – se manca la possibilità di curarli, se non vengono percepiti come tali da una plebe che condivide il tempo e … Leggi tutto

Che barba, che noia! Il tormentone della grande Sandra Mondaini si attaglia all’opinione corrente sulle leggi elettorali.

La sconfitta del governo per un voto (segreto) su un emendamento teso a reintrodurre parzialmente le preferenze nella nuova, astrusa legge elettorale, è stata accolta da urla di giubilo dell’opposizione – sempre in prima linea per restringere i diritti politici – e dal sogghigno di decine di franchi tiratori di centrodestra.

Pensiamo che poche notizie abbiamo destato maggior disinteresse, tranne frange residuali di … Leggi tutto

Svuotato dalla calura, si vorrebbe tacere o occuparsi di massimi sistemi. Impossibile, la cronaca incombe.

Come sempre in Italia, la situazione è grave ma non seria.

Registriamo prodigiose novità, tipo l’affermazione di Elly Schlein di volersi occupare degli italiani. Una minaccia che fa tremare, tenuto conto che in genere si occupa di stranieri o dell’Italiaccia peggiore.

L’estate torrida, tra maranza, sguaiataggini assortite, trionfo di bruttezze e brutture, invita al suffisso peggiorativo.

Tempo di pagliacci e di tipacci. E di sciocchezze, … Leggi tutto

Odio gli indifferenti, scrisse Antonio Gramsci, l’intellettuale italiano più influente del XX secolo.

Presagiva l’avvento di un tipo umano il cui tratto più evidente è proprio l’indifferenza. Morale, innanzitutto, ma anche spirituale e politica. L’uomo di Ales non immaginava di aver contribuito involontariamente alla vittoria dell’indifferenza.

Il materialismo ne è, infatti, l’ideale brodo di coltura e l’egemonia culturale che teorizzò e insegnò a generazioni di marxisti (e non solo) è diventata senso comune nel trionfo del triangolo liberale, liberista e … Leggi tutto

Lasciate che per una volta lo scrivano deponga il fioretto e impugni lo spadone: quando ci vuole, ci vuole.

Ricordate il cosiddetto arco costituzionale, lo ius primae noctis eretto per un duplice obiettivo, dare piena legittimazione al PCI finanziato dall’URSS ed escludere il MSI da alleanze, interlocuzione istituzionale, agibilità politica?

L’alibi era distinguere chi aveva partecipato alla stesura della Costituzione da chi non aveva potuto farlo. L’assemblea costituente venne eletta quando il MSI non era stato ancora fondato. Lo stratagemma … Leggi tutto

In Francia, dopo aver inserito l’aborto come diritto fondamentale nella Costituzione, adesso tocca all’eutanasia, ossia al suicidio (o omicidio) di Stato.

In Canada almeno il cinque per cento di tutti i decessi sono dovuti all’ampia legalizzazione di tale pratica, così come in Belgio e Olanda, estesa ai minori; la Spagna corre sulla medesima strada.

Nella disastrata Inghilterra un primo ministro fallito, Sir Keir Starmer, dichiara che il maggiore successo del suo governo è di essere il “più omosessuale” della storia … Leggi tutto

Il passo più intenso del Gattopardo, il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è secondo noi quello in cui il Principe di Salina dialoga con il piemontese Chevalley , rappresentante dei nuovi padroni della Sicilia, che gli offre uno scranno di senatore del neonato Regno d’Italia, rifiutato dal vecchio aristocratico, che suggerisce per quel ruolo l’arrivista arricchito Calogero Sedara, simbolo dei tempi nuovi. “ Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene”. Il colloquio … Leggi tutto