Hollande “alleato” di Putin? Per favore, non cascate nella Matrix

Un lettore commenta che ho sbagliato tutto a sospettare il mega attentato di Parigi di essere un false flag o auto-attentato del regime francese, perché:

1) La Francia va a bombardare l’Isis direttamente a braccetto con la Russia di Putin 2) Si e’ riformata l’alleanza Russia-Francia, come non si vedeva dalla I guerra mondiale. Se c’e’ qualcuno che ha guadagnato politicamente dall’attentato di Parigi, e’ proprio Putin, e non certo Obama, Merkel, Hollande, Cameron e soci. Al contrario di

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Di cosa abbiamo paura. E di cosa dovremmo averne.

Devo riconoscerlo:  anche l’ultimo false flag ha avuto successo, nel senso che ha raggiunto lo scopo che si prefiggevano i suoi mandanti globali. Tutte le buone persone che conosco sono spaventatissime dei fatti di Parigi; si sentono minacciati personalmente da questo Nemico orribile che non ha veramente un volto e una forma – che appare di colpo ed uccide a Parigi, in Siria, in Mali. Tutti credono alle “fonti dell’intelligence Usa” religiosamente riferite dai media che dicono: ISIS colpirà Roma,

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L'Armée Française ama Putin. E   disprezza Hollande

Vladimir Putin ha compreso ciò che François Hollande è stato incapace di vedere: se Damasco diventava capitale islamica nelle mani dell’Armata di Conquista (Al Nusra e soci) o dello Stato Islamico, “l’islamismo avrebbe comprovato la sua forza. E allora niente avrebbe potuto arrestare l’ondata di entusiasmo mondiale popolare che seguirebbe, e nessuna armata sarà mai lanciata all’assalto di questa città di due milioni di abitanti. Il mondo cambierà di posizione come ha fatto simbolicamente dopo la caduta del Muro

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Parigi: qualche kamikaze era radiocomandato?

Vi è piaciuta la sceneggiata “Caccia all’uomo a Parigi?”. Un thriller che nemmeno l’indimenticabile Frenzy di Roman Polanski con Harrison Ford ha uguagliato. Vi è piaciuto? Ai giornalisti italiani è piaciuto: hanno occupato tutta la giornata a raccontare – da dietro transenne lontanissime – cosa stava succedendo. Non vedevano niente, ma li informava la polizia, e si sentivano gli spari, le raffiche, gli scoppi. Erano così eccitati che i giornalisti della Rai avevano il fiato grosso, come se fossero loro

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L'Asia schiaccerà il wahabismo.  L'Europa invece...

 

Il governo di Delhi si sta allarmando della “wahabizzazione” dei musulmani d’India. Sul periodico militare Indian Defence Review di settembre 2014 un analista, il generale Afsir Karim ha raccontato come i sauditi stanno dominando (anzi cancellando) le altre forme di Islam, shia, sufi eccetera, pompando milioni di petrodollari in mosche e madrasse dove i loro imam insegnano che “chinque sia fuori dal wahabismo è un eretico e brucerà nell’inferno”. Questa dottrina di intolleranza e violenza sta polarizzando le società dal

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E' strategia della tensione. Lo dimostra la cronologia.

Siccome i media continuano a raccontare come fosse vera la pochade orchestrata dai cosiddetti investigatori – impagabile la ricerca della SEAT nera in Belgio e Italia, mentre era a Parigi (con 2 kalashnikov dentro) ben parcheggiata; comicissima l’attribuzione della statura di “mente” al ragazzotto dalla faccia di cammello Abdelamid Abaaoud nato in Belgio, proviamo a mettere i dati che mostrano trattarsi di una classica strage di stato.

23 settembre 2014 . Obama ordina bombardamenti in Siria per distruggere le infrastrutture

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Stoltenberg  vuole la NATO in guerra. Putin: Ma chi è il mandante?

Tutto come da programma: il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha addirittura sollecitato Parigi ad invocare l’articolo 5, che obbliga i paesi membri dell’alleanza a scendere in guerra a fianco di uno di loro che sia aggredito. Stoltenberg obbedisce come sempre ad ordini americani. Se del “governo” americano non è certo. E ‘ certo invece che William Kristol, il guru dei neocon, esige dalle colonne del Washington Post l’invio di truppe di terra: mai sprecare un bell’attentato-strage. Jerry Hendrix,

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Tutti in guerra   contro l'ISIS!  Come   voleva Erdogan

Un generale tedesco : “La Turchia vuol trascinare la NATO in questa situazione (la guerra in Siria) perché lo scope reale della Turchia è di abbattere Assad…Le azioni dell’ISIS e quel che accade ai curdi sono secondarie. Deve essere chiaro che un alleato che si comporta così non merita la protezione dell’Alleanza”. Era l’8 ottobre 2014, il generale tedesco (ora a riposo ) si chiama Harald Kujat, e in qualità di membro della Commissione Militare NATO denunciava – durante una

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