Contro a UE nasce la rivolta.  Prêt-à-porter.

Sabato notte, 9 aprile:  In Francia, “Nuit Debout”  in oltre 60 città, immense folle, disordini a Parigi. Nuit Debout (notte in piedi) è un movimento dal basso  contro le nuove leggi del lavoro, una specie di Jobs Act alla Hollande. Vi partecipano centri sociali, militanti di estrema sinistra ma  uno dei loro massimi ispiratori è Frédéric Lordon, economista anti-euro, anti-austerità e sovranista.  “Andiamo a prendere l’aperitivo da Valls!”, hanno gridato centinai di manifestanti, cercando di giungere  all’abitazione del primo ministro

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E comincia la persecuzione dei cristiani.  Dai medici.

 

I medici saranno obbligati a procurare aborti.  Sarà cancellato il diritto all’obiezione di coscienza.  E quelli che non vorranno uccidere, saranno espulsi dal Servizio Sanitario Nazionale, ossia perderanno il lavoro. E’ questo a cui mira la “pronuncia” del Consiglio d’Europa, che ha dato ragione ad un ripetuto ricorso – ebbene sì – della CGIL.  L’ex sindacato comunista “dei lavoratori”, avendo  abbandonato allo sfruttamento ipercapitalistico questi ultimi,  si ricicla come Mammana  Collettiva.  “Una sentenza importante”, ha plaudito la capo-mammana Camusso.

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In guerra contro Al Sisi. Ce lo chiede Regeni. Anzi Obama

“Gentiloni ritira l’ambasciatore dal Cairo. La  mamma di Regeni: non ci fermeremo”.  Bombarderemo l’Egitto per mamma Regeni?  Niente di impossibile dati i precedenti: dopotutto, la politica estera anti-siriana l’hanno dettata al paese  le due Vanesse, obbligandoci a finanziare i terroristi loro amici con 6 milioni (e forse più).  Eppure la cosa non cessa di apparire demenziale. Un amico giornalista mi chiedeva l’altro ieri:  “Perché secondo te continuano  menarla con Regeni, in tv, radio giornali? Non l’hanno mai fatto..”.

Adesso si

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Il problema dello Statale con  il pensiero logico

Appena si prova toccare l’argomento dei privilegi dei dipendenti pubblici – descrivendoli  per quel che  sono: una  casta parassitaria, inadempiente e che si sente estranea al destino nazionale – subito mi  scrivono degli statali raccontando il loro caso personale. Esibiscono le loro piaghe: gli anni di precariato, la fatica del concorso  (“erano chiusi da dieci anni”),  i trasferimenti ad altra sede,  il misero stipendio;  mi giurano che loro lavorano onestamente, anzi si esauriscono a sgobbare senza riscuotere la minima soddisfazione

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Putin: spuntano  nemici interni?

Pochi giorni fa’, Putin ha creato la Guardia Nazionale, trasferendo a questo nuovo corpo i 170 mila militari del Ministero dell’Interno e i 40 mila “Omon”, forze speciali non  meno dure degli spetznaz. Tutti adesso alle sue dirette dipendenze,  ufficialmente per combattere “terrorismo, droga e criminalità organizzata”.

“Il dittatore ha aumentato il suo potere”,  ne hanno concluso i tg italioti,  scemi nell’analisi quanto più si può.  Ben diverso – e estremamente più inquietante –  il titolo del Deutsche Wirtschaft Nachrichten

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Dietro i "Banana Pampers" si vede troppo Soros

Di rivelazioni e scandali ne avremo per mesi, vista la mole dei dati trafugati.  Intanto, uno degli effetti   dei Panama Papers  – e probabilmente degli scopi per cui sono stati diffusi – lo ha  definito benissimo l’ottimo blogger Nuke the Wales:  è parte della “guerra che gli americani attraverso i loro servizi segreti e l’influenza su alcuni organismi sovranazionali chiave (Ocse) hanno fatto contro i così detti “paradisi fiscali”  altrui;  una battaglia altamente morale – come sempre – che

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Michele telefona: "Sono diventato uno statale a Londra!"

“…e non  ho fatto o’concuorzo!”,  esordisce.  Era  da un po’ che non sapevo più  niente dall’amico, che chiamerò Michele.  Un annetto fa lui e sua moglie mi avevano detto la loro intenzione di cercar lavoro all’estero.  Non che fosse disoccupato: ingegnere informatico, Michele è un genietto nel  suo campo;  ha lavorato 12 anni in ditte di information technology e  grosse banche  nostrane. Con una parentesi di ricerca pura – un dottorato  in università italiana –  finito in questo modo: il

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Perché Boeri nasconde le pensioni pubbliche

Il fotogenico presidente dell’Inps è tornato a suonare il suo ritornello: chiedere un contributo di solidarietà alle pensioni più alte. Quelle private, s’intende. Quelle pubbliche, mai. Boeri ci ha rivelato l’ultimo scandaloso privilegio che i conti Inps alimentano: 475 mila italiani  percepiscono la pensione da 36 anni. A questi – che hanno il torto di essere ancora vivi – Boeri pensa di chiedere “un contributo di solidarietà” – però, leggo dalla stampa, “escluse le baby pensioni degli statali”.

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