“COME MAI VOTA SEMPRE MENO GENTE?”

Zagrebeisky e Boldrini

Come mai la gente non vota più?  Se lo  chiede col dovuto ritardo un costituzionalista radicalchic, Zagrebelski. Era ora. Col 60 % di astensioni ad Osta, che qualcuno si accorgesse: del semplice fatto  che quando l’astensione supera la metà,  i risultati del voto non hanno alcun senso né legittimità.

Naturalmente Zagrebelski, essendo un radical-chich,  non dà risposte  se non sbagliate,  proprie del suo ceto di privilegiati che dalla democrazia “rappresentativa” o “delegata” traggono i loro privilegi.

Egli cioè appartiene a quella oligarchia il cui principale carattere è “farsi passare per detentrice di una conoscenza  superiore e universalmente valida, atta a legittimare le riforme che essa ritiene necessarie e  razionali alla società” (Paul Picone.

Dalle 12 vaccinazioni obbligatorie allo jus soli  imposto contro la volontà popolare, all’accoglienza obbligatoria, a spese di noi contribuenti e votanti, delle centinaia di migliaia di clandestini, dalle  nozze gay  al “nomadismo”   che secondo la Boldrini “dovrà  diventare il nostro stile di vita”, fino alla “negazione del passato”,  questa oligarchia, essendo un prodotto terminale del liberismo senza freni, promuove “la soppressione di tutte le regole” come nel “mercato”, così nella vita sociale.

“Ora, il popolo non interpreta la soppressione di tutte le norme come sinonimo di maggior libertà”, ed è spontaneamente ostile a quella “controcultura”  che gli sta decostruendo attorno tutti i suoi riferimenti sulla base di una concezione astratta della libertà che  spoglia tale libertà di ogni rapporto con un quadro normativo; percepisce confusamente che “essere libero” non significa staccarsi e rifiutare, bensì aderire e partecipare.  In un mondo in cui tutte le forme di autorità sono state delegittimate l’una dopo l’altra,  con l’eccezione dell’autorità tecnocratica degli “esperti”;  e in cui le uniche istituzioni che ancora regolano i rapporti tra  gli uomini sono il contratto  giuridico e lo scambio commerciale, la  gente  vede che questa perdita di senso è dovuto alle relazioni economiche che hanno preso il sopravvento sulle relazioni sociali,  una reificazione dell’esistenza umana che mette termine alla società organica,ossia all’interdipendenza tra gli uomini”.

In più, gli oligarchi alla Zagrebelski o Boldrini ci insegnano, col ditino levato, dall’alto della loro  superiorità morale, che “non c’è alternativa”, nel mondo della riproduzione economica, alla perdita di senso. Dovete sopportare i vaccini, gli immigrati, le sfilate sodomitiche, sentirvi estranei a casa vostra, dovete sopportare la disoccupazione al 40% dei vostri figli, perché “non si arresta il progresso”. Molti   sentono  che la  loro vita è minacciata dalla presenza, sul suolo nazionale, di una popolazione dai costumi  differenti, che percepiscono  come ostili o estranee; e contrariamente ai ricchi, non possono separarsi da quei vicini trincerandosi nei quartieri alti.  “Sono sottoposti ogni giorno alle conseguenze di decisioni che non hanno preso, e costretti a  fronteggiare il disconoscimento mediatico e  la superiorità morale   di cui le elites si attribuiscono con arroganza il monopolio” .

In più, se guarda la tv o legge i giornali, gli si insegna che lui è una minoranza insignificante; infatti, sui media e talk show deborda “la società civile” felice delle libertà fornite  dal nomadismo e dalla formazione permanente,  grata delle  12  vaccinazioni obbligatorie, esultante che i diritti dei gay siano finalmente riconosciuti,  profondamente misericordiosa e generosa nell’accoglienza alle miglia di clandestini,  contentissima di “stare nell’Euro” e  cedere la sovranità  – questo residuo arcaico – alla banca centrale.  A vedere le tv, questa “società civile” sembra la maggioranza assoluta dell’elettorato. E’ un trucco.  “La “società civile” è ciò con cui oggi il circo mediatico-politico vuol sostituire   il popolo  (De Benoist)… L’importanza attribuita alla società civile è un modo di consacrare l’azione dei gruppi di interesse e delle lobby, tutte  ugualmente rappresentativi di questa “società civile”  –  senza dire che molte ONG rappresentate come “società civile” sono  creazioni artificiali finanziate da Soros, dal Dipartimento di Stato, dalla nota lobby e dalle massonerie…

Il  popolo è  quella parte di cittadini “il cui sentimento dominante è quello di  una triplice esclusione: politica, sociale e culturale”. Siete riusciti a farle crede di essere una minoranza ridicola e passatista, cari oligarchi  “di  sinistra”.   Scopre di essere maggioranza solo con l’astensione dal voto.    E anche voi state cominciando a vederlo. Voi gli dite di votare “per l’Europa”, la destra  berlusconiana  di votare  per l’Europa, tutti i grandi mezzi di informazione gli dicono per cosa devono votare bene – e loro, in numero sempre maggiore, non votano. Rifiutano la vostra rappresentanza.   Vogliono non essere rappresentati da voi,  per ora si rifugiano nel 5 Stelle, ultima speranza ed ultima istanza; quando saranno traditi anche da quelli,  quel 29% si unirà all’astensione, formerà appunto il 60% di quelli che non vogliono essere rappresentati. Voi già li chiamate “populisti”, assenteisti incolti, non-interessati alla politica.

Ma, come  spiega Carl Schmitt, “un popolo ha tanto meno bisogno di essere  rappresentato quanto più e politicamente presente a se stesso”:

 

 

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26 commenti

  1. Massimo

    La posto in lettere maiuscole…
    “LA PERCENTUALE DI ELETTORI CHE SI ASTENGONO DAL VOTO
    MISURA IL GRADO DI LIBERTÀ CONCRETA IN UNA DEMOCRAZIA.
    NEI CASI IN CUI LA LIBERTÀ È FITTIZIA, O QUANDO È MINACCIATA,
    LA PERCENTUALE TENDE A ZERO”.
    (Nicolas Gomez Davila)


  2. ….questo articolo può benissimo essere sintetizzato dallo spezzone tratto da un confronto televisivo tra Mughini e Diego Fusaro ove il primo replicava sprezzante, tipico della gauche-caviar, che – testualmente – la “globalizzazione” è non-discutibile, allineandosi non per caso colle tesi mondialiste di Toni Negri: per fortuna il magistrale Fusaro l’ha controbattuto e deriso come si merita. Certo che il culturame rappresentato da Mughini detta legge: non per nulla quasi tutti gli epigono del ’68 e degli Anni di Piombo godono delle laute prebende del Sistema Globalistico, mentre un Fusaro viene osteggiato da tutti.


          1. Adam Mordechai Levy, giudeo massone, teorico della spersonalizzazione e collettivizzazione forzata tramite la prevista violenza di classe di cui fu inventore per poter confiscare all’aristocrazia europea la quale era l’unica difesa che i popoli avevano da loro. Scienziato sulla negazione della coscienza quindi dell’anima, parte della cospirazione pianificata dei protocolli dei savi di sion. C’è altro da capire? A me non interessa approfondire


  3. ” È sulla finzione di questa pretesa rappresentanza del popolo e sul fatto concreto del governo delle masse popolari da parte di un pugno insignificante di privilegiati, eletti o no dalle moltitudini costrette alle elezioni e che non sanno neanche perché e per chi votano; è sopra questa concezione astratta e fittizia di ciò che s’immagina essere pensiero e volontà di tutto il popolo, e della quale il popolo reale e vivente non ha la più pallida idea, che sono basate in ugual misura e la teoria dello Stato e la teoria della cosiddetta dittatura rivoluzionaria. ”

    ” Nessuno stato, per quanto democratiche siano le sue forme, foss’anche la repubblica politica più rossa, popolare solo nel suo falso significato noto con il nome di rappresentanza del popolo, sarà mai in grado di dare al popolo quello che vuole, e cioè la libera organizzazione dei suoi interessi dal basso in alto, senza nessuna ingerenza, tutela o violenza dall’alto, perché ogni Stato, anche lo stato pseudo-popolare ideato dal signor Marx, non rappresenta in sostanza nient’altro che il governo della massa dall’alto in basso da parte della minoranza intellettuale, vale a dire quella più privilegiata, la quale pretende di sentire gli interessi ideali del popolo più del popolo stesso ”

    ” Il suffragio universale tramite il quale il popolo intero elegge i suoi rappresentanti e i governanti dello Stato – questa è l’ultima parola dei marxisti e della scuola democratica. Tutte queste sono menzogne che nascondono il dispotismo di una minoranza che detiene il governo, menzogne tanto più pericolose in quanto questa minoranza si presenta come espressione della cosiddetta volontà popolare ”

    ” Risultato: il dominio esercitato sulla grande maggioranza del popolo da parte di una minoranza di privilegiati. Ma, dicono i marxisti, questa minoranza sarà costituita da lavoratori. Si, certo, ma da ex lavoratori che, una volta diventati rappresentanti o governanti del popolo, cessano di essere lavoratori

    ” E dall’alto dei vertici dello Stato cominciano a guardare con disprezzo il mondo comune dei lavoratori. Da quel punto in poi non rappresentano più il popolo, ma solo se stessi e le proprie pretese di governare il popolo. Chi mette in dubbio ciò dimostra di non conoscere per niente la natura umana ”

    Michail Aleksandrovic Bakunin


  4. IL PARTITO

    Il partito è la dittatura contemporanea.
    È lo strumento di governo delle moderne dittature poiché rappresenta il potere di una parte sul tutto. È il più recente sistema dittatoriale. Poiché il partito non è un individuo, esso dà luogo a un’apparente democrazia, formando assemblee e comitati senza contare la propaganda svolta dai suoi membri. Il partito non è affatto un organo democratico poiché è composto da individui che hanno o gli stessi interessi o le stesse opinioni o la stessa cultura o che appartengono alla stessa regione o che hanno la stessa ideologia.

    Essi formano un partito per realizzare i loro interessi o per imporre le loro opinioni o per estendere il potere della loro dottrina a tutta la società. Il loro obiettivo è giungere al potere con il pretesto di attuare i loro programmi. Non è democraticamente ammissibile che uno qualsiasi di questi gruppi governi l’intero popolo, che è formato da numerosi interessi, idee, temperamenti, luoghi di provenienza e credi. Il partito è uno strumento di governo dittatoriale in quanto permette a coloro che hanno le stesso opinioni e gli stessi interessi di governare il popolo nel suo insieme.

    Rispetto al popolo, il partito è una minoranza.
    Lo scopo che determina la formazione di un partito è quello di creare uno strumento per governare il popolo, in altre parole, di governare tramite il partito su coloro che sono al di fuori di esso. Il partito, infatti, si fonda essenzialmente su una teoria autoritaria ed arbitraria… vale a dire sul dispotismo dei membri del partito sugli altri elementi del popolo.

    Il partito afferma che l’accesso al potere è il mezzo per realizzare i propri obiettivi, pretendendo che questi obiettivi siano quelli del popolo. Questa è la teoria che giustifica la dittatura del partito ed è la stessa teoria su cui si fonda qualsiasi dittatura. Qualunque sia il numero dei partiti, la teoria è sempre la stessa. L’esistenza di più partiti inasprisce la lotta per il potere, che si risolve nella distruzione di ogni conquista del popolo e nel sabotaggio di ogni programma di sviluppo della società. Questa distruzione serve da pretesto (al partito di opposizione) per giustificare il tentativo di indebolire la posizione del partito al potere, allo scopo di prenderne il posto.

    La lotta tra i partiti, se non si risolve nella lotta armata, il che avviene raramente, si svolge per mezzo della critica e della denigrazione reciproca. È una lotta che si combatte inevitabilmente a danno degli interessi vitali e supremi della società e da ciò consegue che una pane o tutti gli interessi della società cadranno vittime della lotta dei partiti per giungere al potere. Infatti, è nella distruzione stessa di questi interessi che il partito o i partiti all’opposizione trovano la giustificazione della loro controversia con il partito al potere.

    Il partito all’opposizione per giungere al potere deve abbattere lo strumento di governo che è al potere. Per fare questo deve distruggerne le realizzazioni e denigrarne i programmi anche se sono utili alla società. Di conseguenza, gli interessi ed i programmi della società diventano vittime della lotta dei partiti per giungere al potere.

    Certo, il conflitto nato dalla molteplicità dei partiti suscita un’intensa attività politica, ma rimane sempre il fatto che tale conflitto è, da una parte, politicamente, socialmente ed economicamente distruttivo per la società e, dall’altra, si risolve sempre con la vittoria di un altro strumento di governo identico al precedente; vale a dire con la caduta di un partito e con la vittoria di un altro. È sempre la sconfitta del popolo, e, quindi, la sconfitta della democrazia. Inoltre i partiti possono essere comprati o corrotti sia dall’interno che dall’esterno.

    Originariamente il partito nasce come rappresentante del popolo, poi la direzione del partito diventa la rappresentante dei membri del partito, e il presidente del partito diventa il rappresentante della direzione del partito. È chiaro così che il gioco dei partiti è un’ingannevole farsa fondata su una caricatura di democrazia dal contenuto egoista e fondata sul gioco degli intrighi e delle manovre politiche.

    Tutto questo conferma che il partitismo è uno strumento della dittatura moderna. È una dittatura che si presenta apertamente, senza maschera, e che il mondo non ha ancora superata. È realmente “la dittatura dell’epoca contemporanea”.

    Il parlamento del partito vincitore e in realtà il parlamento del partito; il potere esecutivo designato da questo parlamento è il potere del partito sul popolo. Il potere del partito, che dovrebbe essere al servizio del popolo intero, è in realtà nemico mortale di una parte di esso, di quella, cioè, costituita dal partito o dai partiti all’opposizione e dai loro sostenitori. L’opposizione non rappresenta il controllo popolare sul partito al potere; piuttosto, cerca, essa stessa, una possibilità di sostituirlo al potere.

    Secondo la tesi della democrazia moderna, il controllo legale appartiene al parlamento, la cui maggioranza è costituita da membri del partito al potere, vale a dire, che il controllo è nelle mani del partito al potere e che il potere è nelle mani del partito che esercita tale controllo.
    Sono dunque evidenti l’impostura, la falsificazione, la inefficacia delle teorie politiche dominanti oggi nel mondo dalle quali scaturisce la democrazia tradizionale nella sua forma attuale.

    Il partito rappresenta soltanto una parte del popolo, ma la sovranità popolare è indivisibile. Il partito governa in nome del popolo, ma il principio fondamentale è che non deve esserci “nessuna rappresentanza al posto del popolo”.
    Il partito è la tribù e la setta dell’età moderna. La società governata da un partito è identica a quella governata da un’unica tribù o da un’unica setta.

    Il partito, come abbiamo già affermato, rappresenta le opinioni, gli interessi, le ideologie, il luogo di provenienza di un solo gruppo della società. Il partito, quindi, è ùna minoranza rispetto all’intero popolo, cosi come lo sono la tribù e la setta. La minoranza ha gli stessi interessi e la stessa ideologia. Da questi interessi o da questa ideologia scaturiscono identiche opinioni.

    Non vi è nessuna differenza tra il partito e la tribù, eccezion fatta per il legame di sangue, che, d’altra parte, può esistere anche nel partito al momento della sua costituzione. La lotta dei partiti non differisce in alcun modo dalla lotta delle tribù o delle sette per ottenere il potere. Se il sistema tribale o settario è da rifiutare e da deplorare politicamente, si deve anche rifiutare e deplorare il sistema dei partiti, poiché tutti e due i sistemi procedono nello stesso modo e conducono allo stesso risultato. Per la società, la lotta dei partiti ha lo stesso effetto negativo e distruttivo della lotta tribale o settaria.

    IL REFERENDUM

    Il referendum è una frode contro la democrazia.
    Quelli che dicono “Si” e quelli che dicono “No” non esprimono di fatto la loro volontà, ma sono stati imbavagliati in nome del concetto di moderna democrazia. È permesso loro dire una parola soltanto: “Si” o “No”.
    Questo è il sistema dittatoriale più oppressivo e crudele. Colui che dice “No” dovrebbe poter motivare la sua risposta e spiegare perché non ha detto “Si”. Colui che ha detto. “Si” dovrebbe poter giustificare la sua scelta e spiegare la ragione per cui non ha detto “No”. Ognuno dovrebbe poter dire ciò che vuole ed esprimere le ragioni del suo consenso o del suo rifiuto.

    Qual è, allora, la via che le società umane devono seguire per liberarsi definitivamente dalle epoche dell’arbitrio e della dittatura? Poiché, nella questione democratica, il problema insolubile è quello dello strumento di governo, problema che si esprime nella lotta tra i partiti, le classi o tra individui, dato che l’invenzione dei metodi elettorali e del referendum non è altro che un tentativo di camuffare l’insuccesso di questi esperimenti, che non riescono a risolvere questo problema, ne consegue che la soluzione è nel trovare uno strumento di governo diverso dagli attuali, che sono causa di conflitto e che rappresentano solo una parte della società.

    Si tratta, dunque, di trovare un sistema di governo che non sia il partito, la classe, la setta o la tribù, ma che sia il popolo nel suo insieme e che, quindi, non lo rappresenti e non si sostituisca ad esso. “Nessuna rappresentanza al posto del popolo”, “la rappresenranza è un ‘impostura”. Se fosse possibile trovare questo sistema di governo il problema sarebbe risolto. La democrazia popolare sarebbe realizzata e le società umane avrebbero posto fine ai tempi dell’arbitrio e ai sistemi dittatoriali che sarebbero sostituiti dal potere del popolo.

    Tratto da:
    Il Libro verde
    di Moammar El Gheddafi

  5. luca

    Forse, lentamente, il popolo bue si accorge che la democrazia è solo un colossale inganno e che il voto non serve a nulla.

  6. learco

    La fine della partecipazione dei cittadini alla politica penso sia il risultato di cui le elite transnazionali e i politici al loro servizio vadano più fieri.
    Nella società del pensiero unico neoliberista non ha più alcun senso votare perchè non esiste più una scelta tra idee politiche conflittuali.
    In questo tipo di società le persone devono solo ascoltare ed assistere passivamente allo spettacolo delle merci che promettono di soddisfare dei bisogni e dei politici ridotti a merce proposti al pubblico con tecniche di marketing.
    La passività di fronte alla falsa “narrazione” della classe dominante e l’incapacità dei cittadini di organizzarsi e di combattere il potere delle elite economiche e intellettuali è la manifestazione più eclatante della vittoria di queste ultime, il segnale di una resa, la conferma che il popolo e gli intelletuali “non organici” non riescono più ad elaborare forme di società alternative e di lottare per imporle.


    1. Sempre attuale questo pensiero di Amiel sulla democrazia.
      E direi che gli accadimenti hanno superato le previsioni.

      “Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazione delle apparenze si paga. (da Frammenti di diario intimo 12 giugno 1871 )

  7. FBF

    La gente non vota piú perché le 12 vaccinazioni obbligatorie, lo jus soli imposto contro la volontà popolare, l’accoglienza obbligatoria, i clandestini, le nozze gay il “nomadismo” e l’oligarchia non vengono percepite non come cause ma come effetto. O puerili anche se pericolose provocazioni.
    Per cui non votare vuol dire non appartenere. Una battaglia senza speranza.
    Probabilmente la cosa è voluta in attesa che votino i nuovi italiani.


  8. Blondet, questo articolo che si snoda con ragionamenti drammatici ma pacati fino alla fine, é in realtà per la portata delle conclusioni implicite, uno dei suoi più rivoluzionari: non per niente mi ha ricordato parzialmente una persona che a Schmitt era molto vicina: Ernst Jünger, che nel Trattato del Ribelle (e in altri saggi) analizza proprio le dinamiche del voto (e del non-voto) concesso dal popolo a una dittatura. Non é il voto contrario di una piccola minoranza che intimorisce il tiranno (anzi), ma il fatto che i non votanti aumentino, così preludendo al passaggio al bosco cioè alla sospensione della credulità verso la narrazione del potere. Il fatto che giornali e televisioni, autorità governative, figure eminenti di intellettuali di regime, professori universitari si schierino a favore di questo governo non significa per il popolo più niente: la forza nuda e cruda dei fatti sta lentamente rimettendo in discussione le deleghe del patto sociale.

  9. Rudi

    Caro Maurizio, io dissento circa la rimozione di tutte le regole imputata al Liberismo. E non sono più un liberale da tempo ormai, sempre ammesso che lo fossi prima. La rimozione è in realtà una sostituzione; del resto le liberalizzazioni e le privatizzazioni le fece fino Lenin, sulla cui liberalità ci sarebbe parecchio da discutere. A mio parere, l’instaurando sistema mondiale le regole le ha già tutte e quelle dei vecchi Stati nazionali sono semplicemente d’impiccio. E’ questo che stanno facendo: distruggono lo Stato, sia quello cosiddetto di Diritto che la sua struttura amministrativa ed economica, prima di tutto delegittimandolo e rendendolo più inefficiente di quanto già non fosse prima, e poi trasferendo quelle che erano le sue competenze a livello internazionale. In un sistema liberista noi avremmo un’imposizione fiscale limitata agli scambi, mentre non fa che crescere, nè si può ricondurre questa prassi alla sola fase dell’esproprio del residuo risparmio privato e pubblico. E l’esproprio non è mai stato un metodo molto apprezzato dai liberali in genere. E’ proprio questo esproprio a caratterizzare il regime globale: esproprio pubblico (degli Stati) e privato. Il tutto in nome di una pretesa Umanità che funziona esattamente come il Proletariato di una volta, della quale le società multinazionali e finanziarie, attraverso l’ONU, si ergono ad amministratori. Quando si legge “il mondo è di tutti”, tra le dichiarazioni ONU e lo si sente ripetere sempre più spesso dalla nostra classe dirigente che ha un passato comunista, i dubbi dovrebbero sciogliersi come neve al sole. Temo che sia la solita questione di confusione tra mezzi e fini nella quale caschiamo sempre tutti, presi come siamo nel marasma della dissoluzione del mondo antico.


  10. Premetto che io non voto da decenni perchè non riconosco questo stato e questa costituzione in quanto sono illegali secondo tutti i trattati internazionali. L’unica repubblica italiana è quella sociale rsi. Ma voglio aggiungere un commento a questa discussione: chiunque pensi di poter cambiare le cose nel chiuso di una cabina elettorale con una matita in mano ed un foglio di carta è un pazzo scatenato, un essere meritevole dei peggiori insulti e della stessa fine che sta facendo. Come puoi credere a questo teatrino??? Ci vuoi credere solo perchè sei un vigliacco che non vuole esporsi in prima persona o sei un complice del sistema che ti ha promesso dei tornaconto personali.
    saluti distinti

  11. Massimo

    …da quando il governo della Repubblica ha consegnato il diritto e l’autorità nelle mani di pochi prepotenti… noi altri tutti, pur valorosi e onesti, nobili e plebei, non siamo stati che volgo senza influenza, senza considerazione, sottomessi a questa gente, che in una repubblica degna di questo nome avrebbe paura di noi.
    Così hanno amministrato, manipolando per sé e per i propri amici, favori, potere, cariche pubbliche e pubblico denaro; a noi hanno riservato un’esistenza precaria, emarginazione, processi ingiusti, povertà.
    Fino a quando, dunque, o miei valorosi, sopporteremo tali angherie?
    Non è più degno morire da valorosi, piuttosto che trascorrere passivamente e con vergogna un’esistenza misera e senza onori, soggetti allo scherno e all’alterigia? In verità, grazie al cielo, la vittoria è nelle nostre mani, dato che siamo vigorosi e potenti, al contrario di loro, che sono logorati dagli anni e dalle ricchezze.
    Ora è necessario agire, il resto verrà da sé. Infatti, quale uomo sano ed equilibrato può sopportare che questi sperperino il denaro, spianando montagne e costruendo sul mare, mentre a noi manca persino lo stretto necessario? Come tollerare che si costruiscano di seguito due o più palazzi, mentre noi non possediamo neppure una casa?
    Per quanto acquistino quadri, statue, vasi decorati; per quanto distruggano strutture ancora solide per edificarne delle altre; insomma, per quanto cerchino in tutti i modi di sperperare le ricchezze, tuttavia non riescono, con tutti i loro stravizi, a dar fondo al loro danaro.
    A casa nostra regna la miseria, fuori il tormento dei debiti; viviamo una situazione disastrosa destinata a diventare molto peggiore: insomma, che ci rimane d’altro se non la nostra misera vita? Cosa aspettiamo a risvegliarci?
    Ecco, quella libertà proprio quella libertà che spesso avete atteso…

    Catilina 64 a.C.

    1. Rudi

      E’ uno dei passi delle Catilinarie che piacevano tanto anche ai comunisti. Salvo che quando arrivò davvero un Cesare l’appesero per i piedi ad un distributore di benzina.

  12. itaman2408

    Se nonostante tutti i mezzi illegali che usano i creatori del denaro dal nulla, utilizzando i loro tariffati e fedeli servitori , per schiavizzare e sottomettere le popolazioni intossicandole e avvelenandole con i cibi dei supermercati; con i farmaci ed i vaccini di BIG pharma; con la incultura delle genuflesse scuole ed universitá; con l’oppio delle pseudo-religioni ad uso e consumo del potere imperante; con le menzogne del mainstream cine-radio-televisivo e mediatico; con la sottomissione al sistema delittivo del bank-sterismo imperante assurto a potere supranazionale; con la subdola manipólazione geo-ingegneristica, ecc.ecc. riscontriamo che il 60 % degli elettori, si astiene dall’andare a votare, significa che ogni giorno c’é sempre piú gente che si sveglia dal torpore in cui i Padroni del Discorso vorrebbero rilegarci e rimarco le parole di Carl Schmitt che il Dott. Blondet ci ha opportunamente ricordato: “ Un popolo ha tanto meno bisogno di essere rappresentato quanto piú é politicamente presente a sé stesso”


  13. Non votando il “popolo” favorisce la stabilità delle oligarchie che detesta. Infatti – diminuendo i votanti – per raggiungere la maggioranza sono sufficienti numeri sempre più piccoli di voti a favore.
    Bastarebbe considerare gli esiti percentuali di una votazione non sulla base dei votanti, ma su quella degli aventi diritto al voto. Ovviamente, i media – quando forniscono i risultati elettorali – si guardano bene dal presentarli in questo modo.
    Quindi diminuisce lo sforzo dei potenti per mantenere la loro base elettorale ed il loro gioco diviene sempre più semplice.
    Altro che “politicamente presente a se stesso”, il “popolo” che si astiene si suicida.

    1. simone

      Anche perché le oligarchie hanno già il controllo dell’antidemocratica troika, che indirizza le economie, le politiche e le società dei paesi membri.
      Mi sembra che l’esito dell’ultimo referendum almeno un piccolo sussulto l’abbia dato, ma se continuiamo a non farci sentire, a non andare ai seggi in massa, pure astenendosi, ma facendoci vedere non sottomessi, LORO applicheranno sempre più il Metodo Juncker…

  14. sskc

    Egregio Blondet,

    il M5S ha GIA’ tradito chi si era rifugiato nel movimento ed il popolo italiano tutto! Lo ha mostrato bene il Generale Pappalardo facendo notare che da anni i 5S sono consapevoli che 630 DEPUTATI e 315 SENATORI sono INCOSTITUZIONALI ovvero ABUSIVI… Se il M5S avesse veramente voluto cambiar le cose avrebbe potuto farlo da tempo, invece si sono insiediati in Parlamento lasciando la situazione come era già… Comunque anche noi italiani siamo responsabili di tutto questo, visto che quando c’è un coraggioso Generale che denuncia la questione andando anche a Montecitorio non c’è un popolo che scende in piazza con lui… in fondo ci meritiamo tutto questo…

    http:// www. fabianadadone.it/ home/riforme-costituzionalmente-sgrammaticate/

  15. simone

    Esimio Blondet, stavo solo cercando di far capire che non si può andare avanti a dietrologie ed ignavia, credendo di vivere in un mondo a parte, non influenzabile dai maligni tessitori. Questo è ancora il nostro Stato, questa è la nostra rivedibile, eppur calpestata Costituzione(gli articoli 56e58 sarebbero chiari sul voto), questa è, volente o nolente, la nostra forma di governo e non serve appellarsi agli illustri pensatori per evitare il “problema” delle elezioni: forse lo può fare chi non pensa alle generazioni future, o chi è servo dell’oligarchia.
    Anch’io credo serva a poco, ma intanto prendiamoci quel poco, scegliamo chi, almeno a parole, contesta questo stato di cose, chi si e ci informa della realtà e vigiliamo, senza pigrizia, senza interessi, cercando di mettere in pratica almeno le virtù morali.
    Grazie

  16. simone

    Presto ci saranno le elezioni nel nostro BelPaese ed avremo finalmente un momento di democrazia . Gli italiani avranno finalmente la possibilità di scegliere , almeno speriamo. L’ unico vero momento di democrazia degli ultimi anni è stato il referendum Costituzionale , nel quale il popolo sovrano ha potuto esprimere la sua opinione. Da quando invece Berlusconi fu disarcionato nel 2011 , tutti i governi sono stati frutto di inciuci , ribaltoni o accordi sottobanco. Purtroppo con Berlusconi protagonista. Accordi per appoggi esterni, pezzi di Forza Italia che se ne sono andati a fare da stampella a governi che avrebbero dovuto rifare solo la legge elettorale ed invece sono rimasti anni contro ogni logica e contro ogni volontà popolare.

    Poi arrivano le elezioni magicamente molti di queste pecorelle smarrite nelle braccia del PD, tornano all’ ovile azzurro. Ovviamente a nessuno sorge il sospetto che sia un gioco delle parti…. Solo un malizioso come me può pensare che Verdini ad esempio , metta su un gruppo parlamentare che non andrà mai ad elezioni (prenderebbe una percentuale da prefisso telefonico) ma che serve solo che ufficialmente litighi con Berlusconi per poter appoggiare il governo Gentiloni –PD simil-Renziano , per poi ovviamente tornare all’ ovile Berlusconiano sotto elezioni. Vedremo Alfano ma il tentativo di riprenderli c’ è già stato . Per fortuna Salvini e Meloni hanno fatto da scudo. Vedremo per altri pezzettini cosa accadrà.

    Cosa dovrebbero fare i sovranisti e antiEuro ? Non lo so e non sono io a doverlo dire ,ma lo scenario più probabile a mio avviso sarà quello di una alleanza elettorale Salvini – Meloni – Berlusconi (+ pezzi rientrati vedremo quali) . L’ altrenativa a questo scenario è fare i puristi ed andare separati alle elezioni , Salvini-FDI da una parte, Berlusconi e altri pezzettini dall’ altra , che post elezioni si alleano con PD per fare un altro governissimo, governo tecnico o del Presidente o qulache altra pantomima alla quale ci siamo purtroppo già abituati. Fare i puristi vorrebbe dire prendere un 20% (Tra Salvini e FDI) che non porterebbe al governo. Il governo andrebbe o a Casaleggio oppure ad uno dei governi sopracitati . Il tutto con la regia del Napolitano di turno o del Mattarella di turno. Andare da soli è una scelta rispettabilissima e da prendere in considerazione. Oltretutto lo sfascio del Paese ricadrebbe sotto la responsabilità di chi governa.

    L’ altra soluzione , non semplice comunque , sarebbe quella di “ turarsi il naso “ e fare alleanza elettorale con Berlusconi , ma soprattutto con Brunetta , Verdini e tutto quel che rientrerebbe dalla finestra. Insomma un bel dilemma. Berlusconi è purtroppo invecchiato rispetto al Berlusconi che io ho votato tante volte . Inoltre ha dimostrato di non essere in grado di governare , visto che si è fatto disarcionare lasciando il timone del Paese a Mario Monti, l’ uomo della Troika , della UE , dei poteri forti. Quello che ha distrutto la domanda interna per riuscire a tamponare la bilancia dei pagamenti. Praticamente quello che ci ha mandato in recessione. Ricordate la guerra ai SUV , alle Barche , la riforma Fornero, le tasse sui depositi titoli, l’ IMU? Ecco Monti. Ce lo regalò Berlusconi , non altri . Tradendo il mandato elettorale che gli italiani gli avevano dato. Io giurai che non avrei più votato un voltagabbana del genere. Per salvarsi il suo didietro e le sue aziende , svendette il suo popolo. Ho votato tanti anni Berlusconi in passato anche perché stimavo Tremonti come ministro dell’ Economia. Spero che lo si possa recuperare.

    Anche dentro la Lega ci sono parti non sovraniste e che non hanno ancora capito un tubo della crisi . Zaia ne è l’ esempio. Lui che vorrebbe fare grande il Veneto , non ha ancora capito che il Veneto è in crisi perché le sue fabbriche devono pagare operai in una moneta troppo forte, e vendere i prodotti prezzati in una moneta troppo forte. Ma soprattutto non ha ancora compreso (eppure Borghi glielo ha spiegato molte volte) che la grandezza degli imprenditori veneti è stata dovuta certamente alla loro bravura , ma ANCHE al fatto che la moneta con la quale pagavano il lavoratore e con la quale prezzavano le loro merci all’ estero era una moneta più bassa di quella che sarebbe dovuta essere . E questo per “merito” del sud Italia . Se i veneti avessero avuto il Marco Tedesco e non la lira , sarebbero falliti in molti. Invece per loro fortuna la Lira aveva un valore medio tra quello che avrebbe dovuto avere al SUD e quello che avrebbe dovuto avere al Nord. Zaia questo non lo capisce o non lo vuole capire. E’ rimasto al celodurismo di Bossi. Al “ Roma Ladrona la Lega non perdona”. E forse ai cappi . E ad uno stupido referendum che non converrebbe nemmeno a loro.

    Insomma tornando al discorso elettorale i sovranisti devono capire se vogliono fare i puristi e a quel punto votare Casapound ( con tutto il rispetto e stima per Casapound) oppure avere una alleanza di centrodestra che ha l’ obbiettivo e le potenzialità numeriche per governare. E’ una SCELTA tra due posizioni rispettabilissime.

    Nel caso però che si scelga la grande coalizione di centro destra , bisognerà mettere alcuni paletti invalicabili. Ne propongo alcuni: 1) Berlusconi potrà fare il padre nobile ma non il Premier. 2) L’ eventuale Premier lo sceglierà il partito che avrà più voti all’ interno della coalizione e lo indicherà PRIMA delle elezioni. 3) nero su bianco un patto davanti agli italiani che non si potrà fare alcun ribaltone e fare la stampella del PD . Questo è il rischio / ricatto di Forza Italia nei confronti degli alleati. 4)Mettere nel programma di governo almeno la doppia moneta e i Minibot. 5) mettere nel programma di governo il non rispetto della Bolkestein, del pareggio di bilancio e di altre regole europee penalizzanti per l’ Italia. 5) non rispetto di alcun embargo nei confronti della Russia 6) Scrivere nero su bianco che la guerra a Gheddafi fu un errore . 7) espulsione immediata per qualsiasi immigrato si renda colpevole di qualsiasi reato senza attendere terzo grado di giudizio ma dal primo grado. Poi l’ immigrato potrà fare ricorso e attendere altri gradi di giudizio ma non da dentro i confini italiani. 8) schieramento della flotta italiana nel mare tra Libia , Tunisia e Italia con le navi che respingono ogni forma di immigrazione clandestina riportando le persone sulle coste libiche o tunisine. 9) organizzare in cooperazione con la Libia dei centri in Libia che valutino se il migrante viene da zone di guerra e quindi ha diritto , oppure è solo un migrante economico. 10) abolizione del limite del contante che ha massacrato la domanda. Chiedo troppo?
    Da”Ottobre rosso” il blog di Antonio Angelini de”il Giornale”
    http: // blog.ilgiornale.it /angelini/2017/11/26/i-sovranisti-possono-fidarsi-di-berlusconi/

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