Un Lavoro in Pelle

Anche se ad uno sguardo distratto può essere scambiato per un essere umano, piccoli particolari tradiscono la sua natura androide. Non solo durante l’interrogatorio la testa resti nella stessa posizione, e orecchie e collo fissi come incollati.

E’ un “lavoro in pelle”, come i chiamano spregiativamente in Blade Runner. Evaso dall’extramondo. Come gli androidi del film, infatti, a certe domande speciali non sa rispondere – ha ricordi posticci  di qualcun altro? – e proprio questo lo rivela come un cyborg.

(Il cyborg con la capigliatura in dotazione,concepita per restare ben pettinata anche ai geli interstellari).

“Google, Twitter e Facebook si coordinano per decidere  quali temi, hashtag o siti web vadano censurati. Signor Zuckerberg lei conosce la piattaforma Tasks, giusto?”. Come può rispondere? Non ha una coscienza. Del resto, come quasi tutti gli esseri ritenuti umani oggi. Lui è un po’più avanti: è   fatto già per quell’extramondo che il Forum di Davos prepara per tutti noi, grazie alla “rara finestra d’opportunità” del corona: la fusione della  nostra identità fisica, digitale e biologica, grazia i microchip innestati sottopelle. 

Un altro grazie a Byoblu che ci ha reso possibile questa audizione.

FACEBOOK “UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA”: ZUCKERBERG MESSO KO DAL CONGRESSO AMERICANO

Sul SENTRA di cui si parla nell’audizione, un lettore informa:

“Se oggi non stai sui social non sei nessuno. Tuttavia, SENTRA (o centra) è una API, una libreria per app, basata sull’intelligenza artificiale che annusa il sentiment (in senso informatico) dei post pubblicati sui social e crea correlazioni fra quanto postato da un profilo e dalle sue i(n)terazioni. E’ stata contestata a Zuckerberg in audizione governativa ieri 17.11.20, sebbene questi l’abbia negata. Ogni post, commento, foto ma anche ogni like, dislike, abbraccio, cuoricino, sghignazzata viene analizzato, memorizzato, impiegato per la profilazione psicologica dell’utente.

Tale profilazione subisce una data retention di tempo indeterminato e, poi, probabilmente viene impiegata in modo attivo. Magari viene ceduta, rectius: venduta, a multinazionali tipo Cambridge Analytica o ai vari ministeri dell’interno, tra i quali probabilmente il nostro.

E’ il magnifico mondo dei bigData. Dati tuoi ma affari loro, usati anche per la predizione della stabilità sociale di una nazione. Quest’azione di profilazione, ovviamente mai autorizzata consapevolmente dall’individuo che però è stato raggirato con quel famoso click-wrap ‘aiaggrì’ (i agree), comporta pertanto la valutazione di quanto postato dall’utente.

In Cina, luogo ammirato da certi babbei all’amatriciana, ne hanno addirittura fatto uno strumento per incidere sul credito sociale, sulla patente a punti dell’individuo. Il basso credito si fa però strumento di controllo in una inaccettabile ingerenza del collettivo nella sfera individuale, limitando o addirittura impedendo l’accesso a servizi fino a ieri dati per scontati quali lo stadio, il cinema, il teatro, l’aereo, il bus, la scuola. La sanità.

Il controllo dell’individuo attraverso il ricatto, roba forte, roba da stato etico.

Il fatto, a mio avviso, estremamente grave è che fb, twitter e google (che pure quest’ultima è di Alphabet, che pure è a sua volta operazione NSA) si stiano larvatamente imponendo nel decidere per noi cosa sia giusto o sbagliato. Bene o male diventano così categorie etiche impiantate, però, deviate e basate tutte e solo sulla loro percezione delle cose e sul loro punto di vista, addirittura politico, teso ad instilare attivamente il loro ‘pensiero unico’.

Qui, si va ben oltre lo sbotto rivelatore della Botteri alla quale alle passate elezioni presidenziali USA, si tradì con quel suo divertentissimo “eh, ma allora noi giornalisti che ci stiamo a fare?”.

I social operano attraverso strumenti estremamente sofisticati per indurre “l’assuefazione e la dipendenza dopaminica, attraverso ricatti emotivi, indirizzi di scelta, controllo dell’informazione, riprogrammazione mentale”, come già ci diceva con lungimiranza l’ottimo Stefano Re.

Servono per ‘ammaestrare’ la scimmia digitante. Pilotare la mandria. Si tratta di #nerfing che si accoda ad altri strumenti di ingegneria sociale quali lo #shadowBan o il #profileShaping.

cco, come quei tre di cui sopra, ti mettono il guinzaglio. E se censurano addirittura un Donaldo capo di Stato, più probabilmente per ammaestrarlo che per contrastarne la comunicazione in una grave e indebita interferenza, figurarsi cosa potranno o già fanno con i caracazzotti qualsiasi.

Quelli che vanno oltre ai gattini postati. Ma questo s’inserisce nel perenne contrasto fra Stati e multinazionali che vede queste ultime, enormi complessi in perfetto stile OCP – Omni Consumer Product alla Robocop dalla capitalizzazione superiore addirittura alla Germania, sgomitare per soffocare i primi. Sul serio è questa la società DEM che stiamo consentendo prenda piede?

Un saluto

Paolo L. , Bolzano

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