LA DEMOCRAZIA DEL NOSTRO TEMPO COSA HO IMPARATO IN QUESTO MIO PRIMO ANNO DI RITORNO ALLA FEDE

 

Di Manuele B-

 

 

Per parafrasare una celebre canzone di Gaber, “Io G.G. sono nato e vivo a Milano…”, io sono nato e vivo in Italia e per i miei primi 25 anni di vita, in famiglia e con gli amici, dalle scuole medie all’università, mi sono sentito fieramente italiano, laico e democratico.

In fin dei conti, fra coloro che sono nati nei primi anni ‘90, chi avrebbe potuto non dirsi fortunato per essere venuto al mondo in questa epoca di massimo progresso in cui gli uomini dopo penosi secoli sono riusciti ad affrancarsi da guerre, schiavitù, fame e miserie? Finalmente liberi dal giogo dei monarchi feudali e degli untuosi e furbi preti?

I nostri nonni ci avevano liberato dalla Dittatura e ci avevano donato la Pace e la Libertà, difese dalla Costituzione, la più bella del mondo, e i nostri padri e madri, da giovani studenti, avevano protestato e vinto contro un mondo ipocrita e bigotto, sciogliendoci da ottocenteschi e insensati obblighi matrimoniali e doveri morali (sesso libero e felice! Come nei tempi antichi prima dell’oscurantismo clericale!).

Insomma io ero un venticinquenne libero e moderno, vivente in una società civile e pacifica fondata sulla Tolleranza, grazie alla Libertà donatami dalla Democrazia, e felice perché il Progresso ogni anno non faceva che regalarmi nuovi prodigi tecnologici (smartphone) e abbattere le ultime insensate anticaglie di una preistoria umana sanguinaria (finalmente un mondo arcobaleno! Chiesaroli frustrati che male vi fanno i gay? Gay vuol dire gaio!).

Qualcosa tuttavia non quadrava.

Vivevo in una società emancipata, avevo la libertà sessuale Hollywoodiana ma che all’atto pratico si rivelava una fantozziana parodia fatta di disprezzo per le generose Pine e di inconcludente brama servile per le signorine Silvani di turno.

Avevo la Repubblica Democratica fondata sul lavoro e ambigui figuri, in nome della Libertà, smontavano tassello dopo tassello il concetto di lavoro dignitoso e il c.d. stato sociale, arrivando infine a cercare di picconare la stessa tanto decantata Costituzione.

Così a maggio 2017 sono incappato su una Pietra e ne sono stato sfracellato: visionando il video dell’inaugurazione del tunnel del San Gottardo del 2016 ho potuto vedere cosa si nasconde dietro le parole Democrazia e Libertà.

Che piaccia o non piaccia prima o poi ognuno incapperà nella Pietra che è Gesù Cristo e volente o nolente comprenderà che anche le cose reali fanno i conti con questa Pietra di inciampo ed essa ne svela l’essenza concreta, smascherando ogni ipocrisia.

In questo anno in cui, tra lo shock dei miei genitori e il compatimento dei miei amici, sono ritornato alla Fede e a professarmi Cattolico (cattolico cattolico e non secondo i miei capricci e comodità) nel mio piccolo (la cartina tornasole è la mia famiglia ma rispecchia, a mio avviso e in proporzione, la vera Tolleranza e la vera Democrazia di questa nostra società) ho fatto esperienza di cosa vuol dire essere veramente Democratici.

Si può essere Democratici e:

  • dare del fascista e del santone al proprio figlio
  • obbligarlo con stracciamento di vesti e strali ad andare dallo psicologo perché ha riscoperto la Fede e per giunta  ha iniziato a sostenere Salvini
  • sentenziare che il proprio figlio non ragioni autonomamente ma che abbia subito un lavaggio del cervello da parte di una setta, da parte dei preti, a causa di quello che legge su internet (con obbligo di fornire un elenco scritto dei siti e dei blogger letti…)
  • cercare di impedire al figlio di partecipare agli incontri della Lega (anche a meri aperitivi)
  • cercare di costringerlo a rinunciare a frequentare le Sante Messe (prega a casa che è uguale!)
  • guardare con sospetto i libri che il figlio compra o porta a casa dalla biblioteca (con l’eventualità di non poterli leggere e riportarli indietro)
  • fargli promettere di non dire in giro che è Cattolico o che è leghista e contro questa società globale di strozzini e di sinistri becchini (per vergogna del giudizio degli altri e per timore di vendette e ripercussioni sul luogo di lavoro… vero esempio di libertà democratica di opinione e pensiero!)
  • SI PUO’ ESSERE DEMOCRATICI E CREARE UN COMMISSARIAMENTO POLIZIESCO MAOISTA DENTRO LA PROPRIA CASA…
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