In USA infuria la rivoluzione: psichiatrica

L’ambasciata USA a Mosca ha esposto una grande bandiera arcobaleno sotto quella nazionale: una provocazione a Putin che sta inserendo nella Costituzione la definizione del matrimonio come “un’unione tra un uomo e una donna” di fatto inserendo nella Costituzione “il divieto di matrimoni gay, biasima l’ANSA. Ma non coglie che la provocazione dei diplomatici americani in Russia è anche più fortemente diretta contro The Donald: una dichiarazione di sostegno ai “diritti LGBTQ+” che nella frenesia ideologica in corso costoro uniscono alla “causa di Black Lives Matter” in uno stesso grumo: delirante in un paese dove i diritti  elementari  dei lavoratori sono calpestati al punto che migliaia di “working poors”, senzatetto, defecano sui marciapiedi di Seattle e Los Angeles. Ma per quei diplomatici con stipendio pubblio i diritti da difendere sono quelli gay; la appendono come sfida buttata in faccia a Trump, il Nemico; è una dichiarazione di fedeltà al “movimento” nazionale avverso contro “l’istituzione” – e ormai è quella la bandiera della “rivoluzione” psichiatrica.

L’aspetto psico-patologico del grande evento in corso in Usa è confermato dal fatto che in Australia, la tv pubblica ha invitato gli spettatori a pronunciarsi sullo scottante tema seguente: “Gli scacchi sono razzisti?”, perché sulla tastiera il bianco muove per primo. In Australia! Il che prova che le affezioni psichiatriche sono altamente contagiose.

E non ci si illuda che il delirio resti confinato agli anglo.
Di “Scissione psichiatrica che ha colto l’America parla Alistair Crooke, il grande analista britannico, ex diplomatico che oggi ha scelto di vivere a Beirut.
L’America si scinde, dice, in “due sostanze distinte; stiamo vedendo una nazione che si dissolve in due. Sono “due stati mentali” che influiscono sulla politica estera degli Usa “non come strategia, quanto come proiezione della psiche interiore” dei due campi. Ciascun campo “ cerca di dimostrare la sua validità morale all’esterno, perché non può farlo all’interno della nazione, essendo l’equilibrio delle forze a livello nazionale è tale che nessuna delle parti può, come vorrebbe, forzare la sottomissione dell’”altro” alla sua visione del mondo.

“Sono separati in due campi inconciliabili, ciascuno avventato alla gola dell’altro”, ciascuno dominato non da fatti reali, ma dall’”emotivismo psichico” (definizione di Alsdair Macintyre, altro analista notevole)
“Negli Stati Uniti i “fatti” non sono più tollerati come fatti. I fatti, come l’ideologia, si sono separati in due campi inconciliabili e nemici”.  Enorme  violazione del principio british, i fatti separati dalle opinioni; ciascun campo sputa in faccia all’altro i “fatti” che fanno comodo alla sua tesi, “fatti” la cui “autorità” l’altra parte non riconosce, anzi si grida che i fatti segnalati dall’altro campo sono “fake”: “ queste persone mentono e adoperano qualsiasi mezzo illegittimo e sedizioso (cioè incostituzionale) per ottenere i loro fini illeciti. È così che entrambe le parti vedono l’altra. Hyper-partigianeria”.
Non è ciò che vediamo anche qui? Repubblica, Open, gruppi di potere mediatico che schedano gli avversari informativi come creatori di “fake news” e “crimini d’odio” da punire per legge (vedi legge Scalfarotto).
Il grave è ,continua l’analista, che “nel perseguire la validazione delle proprie posizioni psichiche, ciascuna fazione Usa è disposta a obbligare alla sottomissione l’altra, senza riguardo alle conseguenze”. La fame per intere popolazioni e regioni? Ben venga se dimostra che Trump ha torto.
Lo ha dimostrato Alexandra Ocasio Cortez in un suo tweet, subito (ma troppo tardi) ritirato, in cui invitava i governatori democratici degli stati a “mantenere restrizioni della pandemia sulle imprese fino a dopo le elezioni di novembre perché la ripresa economica aiuterebbe Trump a essere rieletto. Un po’ di fallimenti, chiusure di imprese e perdite di posti di lavoro sono un piccolo prezzo da pagare per essere liberi dalla sua presidenza. #KeepUsClosed”

Alexandra Ocasio Cortez

Ecco l’originale:
“It’s vital that Governors maintain restrictions on businesses until after the November Elections because economic recovery will help Trump be re-elected. A few business closures or job losses is a small price to pay to be free from his presidency. #KeepUsClosed.” The post in the image is dated May 20, 2020.
Naturalmente, le Open e il Butac statunitensi hanno dichiarato che il tweet era un fake, infilato nel sito della Ocasio Cortez dai nemici hacker.

L’America spaccata  “in due sette”

Sulla base della sua esperienza (e dei suoi contatti diplomatici ) in Medio Oriente, Crooke attesta come “ certi  funzionari si rallegrino del dolore e della fame che possono causare. Se è il cosiddetto “interesse” americano a far crollare Hezbollah, il presidente siriano Assad o il governo rivoluzionario iraniano, allora anche l’interesse americano è che queste intere nazioni, i loro popoli, debbano subire un’apocalisse economica. Il loro linguaggio svela il sottofondo “religioso” implicito in queste azioni: parlano di “giusta retribuzione” [dei loro peccati, ndr.]. Fame? Sia pure: “Se lo sono meritato”.
Il punto è che l’America oggi non è solo scissa in due nazioni; è scissa in due “sette religiose separate e in lotta l’una contro l’altra”, ciascuna delle quali però riflette una delle due polarità della “pulsione religiosa originale” fondatrice degli Stati Uniti. E’ la civic religion che si è spaccata.
La scissione è analizzata, con giustificato alalrme, dallo storico Michel Vlahos (Hopkins University) in

#NewAmericanCivilWar: The Unmaking of the Constitution on the Road to Disorder and Disunion. Michael Vlahos.

Il Soffocato cristificato

“Uno  dei due culti, (la parte attualmente alla Casa Bianca), proclama che l’identità nazionale ha le radici in un’età dell’oro americana precedente, sostenendo la proprietà, il commercio e la libertà come diritti tradizionali (l’arricchimento significando la grazia di Dio, nel calvinista meme protestante).
L’altro (messianico-apocalittico), pone la mitica Età dell’Oro nel futuro. Per questo si definiscono progressisti; lanciati verso la perfezione e la purezza che ci attende, guardano al passato come una macchia profonda, oscura e sporca, da cancellare – per cui abbattono tutte le statue: del passato non si salva nulla, è imperfetto, barbaro, primitivo che deve essere   cancellato  – perché possa apparire il futuro luminoso edificante”, morale, senza discriminazioni, senza polizia, senza religioni….
Entrambe sono visioni esistenziali e contrastanti, dice il professor Vlahos , “perché sono due narrative normative: ci raccontandoci come dobbiamo vivere; siccome definiscono il bene e il male, non c’è spazio per un compromesso tra loro ”. A sinistra, il “progressismo” potabile dell’amministrazione Obama ha lasciato il posto a una critica radicale delle istituzioni e della storia americana che implica – e lo dice sempre più apertamente – che il cambiamento rivoluzionario è l’unica strada da percorrere ”. Con lo sgozzamento dei bianchi omofobi e los tendardo arcobaleno

Il giovane Obama col fidanzato (e futuro moglio)  che portò alla Casa Bianca)

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Per contro, il “partito dell’Età dell’Oro” preme perche siamo ridotti alla fame gli occupanti CHAZ (la zona autonoma di Seattle) tagliandogli l’acqua e la luce – solo che non possono: susciterebbero tumulti interni negli Stati Uniti e un aggravamento della protesta violenta.

Inevitabilmente, le cause reali della rivolta – la plutocrazia sfruttatrice che manda in miseria i lavoratori  –   è completamente assente. Il che non stupisce:  Black Lives Matter  ha ricevuto 33 milioni di dollari da George Soros attraverso Open Society, e 100 milioni da “fondazioni” culturali finanziate dalle multinazionali, che sostengono così  il Partito Democratico. Come dice Israel Shamir, “non è che  Black Lives Matter (BLM) o  la direzione del partito democratico  (DNC) siano meglio o peggio dei guerrieri di Trump.  DNC et BLM sono vicini alla potenza egemonica.  Sono amati dai media, dai padroni del discorso. Se il candidato democratico vince le elezioni del 2020, l’Occidente sarà unito sotto di lui. Umilierà la Cina, la Russia, il Venezuela, l’Iran; i “deplorevoli” e i “sans-dents” saranno vilipesi; i nazionalisti europei  [sovranisti populisti] saranno eliminati; il Nuovo Ordine Mondiale  sarà somministrato a doppia  razione” .

Il pluto all’operaio: “Tu devi a questo nero il tuo biscotto”

Provo a concludere.

Si può pensare (come il vostro cronista confessa) che, in fondo, una guerra civile americana avrebbe almeno il vantaggio di far sparire per un po’ dal pianeta la destabilizzazione bellicista degli Stati Uniti, con cui ci rallegra da vent’anni: li terrebbe occupati all’interno, nella loro rivoluzione colorata.
Crooke però ci toglie l’illusione. “Per le sfortunate popolazioni di Siria, Libano , Iraq e Iran”, il destino non cambia, anzi peggiora: “Sono “macchiate moralmente” in entrambe le “visioni” religiose statunitensi. Una parte degli Stati Uniti non può sopportare il rifiuto della giusta visione “morale” degli Stati Uniti; e l’altro vede queste nazioni risiedere in condizioni così barbare, primitive e imperfette, e passatiste, che il rovesciamento dello stato diventa inevitabile e desiderabile.
Lo confermano “le ultime sanzioni senza precedenti contro i popoli siriano e libanese (tramite il Caesar Act) che sono l’effusione di una visione missionaria. Queste sanzioni globali hanno esattamente lo scopo di nuocere alle persone, persino di farle morire di fame o di precipitarle nella guerra civile. Questa  è la fine  che meritano : l’inviato americano in Siria, James Jeffrey, ha celebrato il fatto che le sanzioni statunitensi contro Damasco hanno “contribuito al collasso” dell’economia siriana.
E l’Europa? “La maggior parte dell’Europa rientra anche in quest’ultima categoria, iperpartigiana, se rivestita da una patina del “laicismo liberal”, dice Crooke.
A peste, fame et bello libera nos, Domine.

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