Il gaio obitorio.
di Roberto PECCHIOLI
Chi scrive queste note ha dei seri problemi: anziché pensare di vivere nel migliore dei mondi possibili, quello delle “magnifiche sorti e progressive”, è convinto di sopravvivere in un gaio obitorio. Probabilmente è una particolare disforia, o magari una fobia, una di quelle nuove, uscite dal cappello da prestigiatore dell’estenuata post modernità. Cammina per la strada, ascolta la gente e non incontra i temibili omofobi e transfobi. Nonostante tutti gli sforzi, non si imbatte nelle quadrate legioni … Leggi tutto