ALTER CHRISTUS

L’aggressione è avvenuta mentre si trovava insieme a un altro sacerdote copto, padre Benjamin Moftah. I due religiosi sono scesi dalla loro autovettura e hanno trovato ad aspettarli un uomo che ha estratto un grosso coltello colpendo padre Shehata alla testa e lasciandolo senza vita a terra sulla strada. Anche il secondo prete copto è stato ferito. L’aggressore è poi fuggito ma sarebbe stato fermato dalle forze di sicurezza egiziane.

Con questa morte i copti tornano a piangere una propria vittima al Cairo a dieci mesi dall’attentato alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo nel quartiere di Abbassiya, che l’11 dicembre 2016 lasciò dietro di sé 25 morti tra i fedeli che affollavano la celebrazione domenicale. Nei mesi successivi erano poi arrivate le stragi della domenica delle Palme a Tanta ed Alessandria e quella di maggio contro un convoglio di pellegrini che si stavano recando a un monastero, nella regione desertica di Minya.

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11 commenti


  1. Dare designazioni pseudo religiose ai crimini dà argomenti ai persecutori atei, i quali, nel nome della pubblica sicurezza, proibiranno la religione in toto, per fare spazio alla loro pseudo religione globale, quella si violenta, ed anche impersonale parvente, per nascondere il diavolo. Il prete è stato ucciso dai terroristi e basta, più o meno coscientemente dedicati a qualche demone.

    1. Luigi Ranalli

      Sig.ri Parisi & Company,
      questo omicidio fa seguito a tutta una serie di attentati perpetrati contro i cristiani copti d’Egitto negli ultimi mesi, tutti rivendicati finora dai miliziani islamici.
      Poi che siano miliziani dello Stato Islamico o “terroristi devoti a qualche demone” come dice lei poco cambia: questo sacerdote sempre martire cristiano rimane!
      Lei scrive:”Dare designazioni pseudo religiose ai crimini dà argomenti ai persecutori atei, i quali, nel nome della pubblica sicurezza, proibiranno la religione in toto”
      Ecco guardi, non è che voglia polemizzare per il gusto di farlo, ma trovo questa affermazione che vorrebbe sembrare politicamente opportuna di uno squallore disgustoso…
      Vada pure avanti, tanto di fronte ad una frase simile rimango solo senza parole…

      1. Diego Grandi

        Non si confonda il Wahhabismo con l’Islam e nemmeno la neochiesa Bergogliana con la Vera Chiesa di Cristo. Non si faccia i lanzichenecchi per conto di Sion; non si faccia ridere di gioia il “neocon de noantri” Giuliano Ferrara tra una fettuccina e l’altra.

        1. Luigi Ranalli

          Ma guardi, questo è un po’ il discorso del “compagno che sbaglia” dei comunisti. Perché non è possibile che ogni volta che un islamico commetta un fatto efferato tutto si risolva togliendogli la patente di islamico. Le sette islamiche sono tante, spesso opposte e molte si disconoscono vicendevolmente. Allora il gioco è facile.
          Alla fine della fiera un martire cristiano provoca sempre profondo imbarazzo per questa gente – e giustamente!
          Sono d’accordo che gli ebrei strumentalizzino gli arabi anche in funzione antislamica, per farceli odiare. Ma questo non significa che non siano effettivamente odiosi. Se un malintenzionato mi lancia contro un mastino feroce non è che per non fare il suo gioco io possa far finta che il mastino non morda.
          E comunque la frase che sconsiglia l’ovvia attribuzione dell’omicidio agli islamici (perché è ovvia come il sole alla luce dei fatti) per mere questioni di opportunità e convenienza per me è assolutamente irricevibile. Su questo non voglio neanche discutere.

          1. Luigi Ranalli

            Mi scusi ancora, ma sulla questione reale della strumentalizzazione ebraica della bestialità islamica per l’israelizzazione dell’occidente, per quanto mi riguarda non è mai valido il discorso che il nemico del mio nemico sia mio amico. Non vale per gli ebrei, ma non vale neanche per i musulmani.
            E per me la Palestina è solo di quel 2% scarso di palestinesi cristiani. Mi spiace, ma parteggio solo per loro.

          2. Diego Grandi

            I Khazari non strumentalizzano gli “islamici” “solo” per farceli odiare, bensì per giustificare guerre contro i loro vicini che placano (momentaneamente) il famigerato “stress pre-traumatico”, come più volte ha ricordato Blondet. Che ci piaccia o no, in Terra Santa esistono veri Mussulmani (Lealisti Siriani, Hezbollah, Truppe speciali Iraniane, Sciiti in generale) che combattono dalla nostra parte, e lo fanno col fucile in pugno, rischiando la vita ogni giorno, d’essere ammazzati da qualche maledetto drone yankee o di Sion. Mica come noi, ai quali Iddio, grazie alla Sua immensa misericordia, ha concesso di combattere la Buona Battaglia con l’intelletto ed in pugno la tastiera del nostro P.C. Infine, vorrei aggiungere, io non sono Mussulmano, e nemmeno l’avvocato difensore dell’Islam; però non voglio essere nemmeno un barbagianni per conto terzi.

          3. Luigi Ranalli

            La ringrazio per le precisazioni ma credo di aver già risposto a tutte le sue ultime obiezioni nei commenti che ho scritto sopra.


  2. Altro sacrificio rituale di stampo satanico, perché sono convinto che certi efferati delitti abbiano sempre delle chiavi di interpretazione sovrapposte: in primis, hanno finalità politiche (in questo caso mettere in difficoltà il governo di al Sisi), ma di fatto possono essere interpretati anche come i sacrifici rituali.
    Decisamente viviamo tempi difficili, e senza cipresso che nessuno ne abbia coscienza.

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