Voci dal sottosuolo


VACCINI E DINTORNI

VACCINI: Reazioni avverse dal Belgio. Sindrome di Stevens-Johnson e CANCRO FULMINANTE con amputazione gamba!

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Di seguito riportiamo due importantissime e inquietanti reazioni avverse ai vaccini dal Belgio.

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Belgio. Bambina di 4 mesi a seguito del vaccino “infanrix hexa” (esavalente) ed “prevenar 13” (contro la meningite) sviluppa la sindrome di Stevens-Johnson che inizialmente dà sintomi simili a quelli dell’influenza e successivamente scatena dolorose e visibilissime eruzioni cutanee.

Facendo una banalissima ricerca, su un qualsiasi motore di ricerca, della “sindrome di Stevens-Johnson” viene riportato apertamente che trattasi di reazione avversa a farmaci o vaccini.

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Un’altra testimonianza di un’altra madre su facebook:

“Mia figlia si è trovata con un cancro fulminante al femore a seguito di un vaccino alla coscia che è rimasta gonfia e rossa. Dopo due mesi è stata amputata la gamba.

Inizialmente non abbiamo collegato il cancro al vaccino. Finché un’infermiera ci ha chiesto se avessimo fatto un vaccino poco prima.

(L’originale qui:
http://initiativecitoyenne.be/2017/10/l-horreur-des-deputes-francais-votent-l-obligation-vaccinale-sans-rien-savoir-des-consequences-penales-qui-vont-avec.html

Togliere i figli agli etero omofobi”:

https://twitter.com/ZioKlint/status/1312444565895352320

Dario Accolla chi è?

https://www.ilfattoquotidiano.it/blog/daccolla/

Sessualizzazione dell’infanzia e direttive OMS: il caso del Friuli e il compito dei genitori

di Lucia Comelli

Ho letto con molto interesse l’articolo che questo Blog ha dedicato l’altro ieri alla sessualizzazione dell’infanzia come prossima tappa della rivoluzione sessuale[1]: i suoi fautori spacciano l’educazione sessuale precoce dichiarando l’intentodi evitare gravidanze indesiderate, prevenire gli abusi e fermare le malattie sessualmente trasmissibili, in realtà mirano ad influenzare le abitudini e gli affetti dei bambini, le loro azioni e i loro atteggiamenti, rendendo gradualmente concepibile nella nostra società la liberalizzazione dei rapporti sessuali tra adulti e minori, anche bambini.  

Quello che non emerge dall’articolo è che la sessualizzazione dei bambini viene promossa attivamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalle istituzioni europee collegate: vi basti leggere il documento “Standard for Sexual Education in Europe”. Concepito dalla sezione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, esso fornisce le linee guida dell’educazione sessuale dei bambini (a partire dalla prima infanzia) di 53 Paesi, tra europei e zone limitrofe. Il documento dell’Oms – composto di 65 verbosissime pagine – si apre chiarendo che il compito di condurre i bambini e i ragazzi alla scoperta delle loro facoltà sessuali ricade prima di tutto sulla scuola, sugli psicologi, psicoterapeuti e sessuologi e non sui genitori che “non sono all’altezza del compito”, anche perché spesso “si imbarazzano ad affrontare l’argomento”.

Ma anche gli insegnanti non sono considerati un elemento positivo al riguardo, come evidenziano i corsi di educazione sessuale organizzati nelle scuole italiane che si ispirano ai suddetti Standard.

 Il Corso di prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle infezioni sessualmente trasmesse tra gli adolescenti delle classi prime o seconde delle scuole secondarie della provincia di Udine[2],di cui mi sono interessataad esempio, non prevede – durante gli interventi degli operatori – la presenza dell’insegnante in classe[3], giudicata negativamente come un elemento di disturbo.

Questa indicazione esclude a priori che – in un percorso di educazione all’affettività – la letteratura, la filosofia, le scienze e le altre discipline, così come la professionalità e l’umanità dei docenti possano contribuire positivamente a quell’Integrazione dei diversi aspetti – somatici, emozionali, intellettivi e sociali – dell’esistere sessuale, in cui consiste – almeno a parole – secondo l’OMS, la salute sessuale.

Gli studenti non possono quindi confrontarsi con i propri docenti sulle affermazioni – che magari li hanno turbati – degli esperti esterni; oltretutto la richiesta esplicita agli insegnanti, presente nel progetto, di abbandonare l’aula costituisce un illecito, in quanto la presenza di un esperto esterno per progetti svolti in orario curricolare non esonera il personale docente dalla diretta responsabilità sulla vigilanza degli alunni e sul controllo delle complessive condizioni ambientali nelle quali viene effettuata quella determinata attività[4].

Un altro elemento critico di tali corsi (così come dei corsi contro l’omofobia, ispirati – almeno nella mia regione – alla teoria gender[5]), è l’informazione spesso carente, se non inesistente, sul loro contenuto fornita alle famiglie: una mancanza che contrasta con la descrizione, alquanto particolareggiata, fornita dalla scuola per altre iniziative – come le uscite didattiche.  Il consenso richiesto per legge ai genitori degli allievi coinvolti può considerarsi informato se non viene fornito alle famiglie, assieme al relativo modulo, la possibilità di prendere visione del progetto e dei test somministrati durante il corso[6]? I genitori sono consapevoli del fatto che uno degli obiettivi dichiarati di questo, come di altri consimili progetti, è quello di stabilire un contatto diretto tra i loro giovanissimi figli e i consultori presenti sul territorio, e quindi un accesso autonomo alla contraccezione e allo stesso aborto[7]?

Quanto ai contenuti proposti, se l’intenzione dichiarata del progetto (e di altri consimili) è quella di  stimolare gli adolescenti a far proprie le diverse dimensioni, corporea, affettiva, cognitiva e sociale, che devono integrarsi per raggiungere una vita sessuale soddisfacente, (p. 4) -leggendo con attenzione – presentazione e test (vedi sotto)[8], si capisce che l’intervento degli esperti è di tipo informativo (non educativo) e riguarda sostanzialmente la sfera sessuale cioè la prevenzione delle malattie infettive (in primis HIV), la contraccezione e, se serve, il ricorso all’aborto. Come si evince dalle domande del test somministrato agli allievi prima e dopo l’intervento, gli incontri si incentrano sulla trasmissione di informazioni di natura igienico-biologica, in un’ottica individualistica e non relazionale, quindi riduttiva rispetto al vissuto familiare dei ragazzi e alle stesse dichiarazioni iniziali del Corso.

🚨🚨TAMPONI ATTENZIONE

VISTA 🔗L’ORDINANZA Di  ZAIA PRESTA MOLTA ATTENZIONE ALLA SEGUENTE PRECISAZIONE REDATTA DA UN MEDICO!!!

ATTENTI A CHI ESEGUE IL TAMPONE!

  • IL TAMPONE FARINGEO È UN ATTO MEDICO;
  • IL TAMPONE NASALE È UN ATTO MEDICO-SPECIALISTICO;
  • DEVE ESSERE IL MEDICO E LO SPECIALISTA CHE COME ATTO MEDICO E TERAPEUTICO NE DECIDONO LA ESECUZIONE;
  • DEVE ESSERE IL MEDICO E LO SPECIALISTA CHE CONSIDERATO IL RAGIONAMENTO CLINICO DELLA PERSONA, DECIDE DI EFFETTUARE L’ESAME;
  • GLI ESAMI DEVONO ESSERE PRESCRITTI DAL MEDICO E NON DA ALTRE PERSONE!!!
  • I TAMPONI ESEGUITI ATTUALMENTE DEVONO ESSERE ESEGUITI SOLO DA PERSONALE MEDICO SPECIALIZZATO IN OTORINOLARINGOIATRIA QUALSIASI ALTRA PERSONA CHE LO ESEGUE COMPIE IL 🔗REATO PENALE DI ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA (Art. 348 C.P.);
  • TUTTI I TAMPONI ESEGUITI NON NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI VALIDI SE ESEGUITI DA PERSONALE NON MEDICO SPECIALISTA IN OTORINOLARINGOIATRIA;
  • CHIUNQUE ABBIA DATO L’AUTORIZZAZIONE È COMPARTECIPE DI 🔗ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA. SIA LA PERSONA CHE ESEGUE IL TAMPONE, SIA SIA CHI HA DATO L’AUTORIZZAZIONE, SONO PERSEGUIBILI PENALMENTE SE NON MEDICI SPECIALISTI IN OTORINOLARINGOIATRIA (🔗Art.348 Codice Penale)

PRECISAZIONE NECESSARIA PER IMPEDIRE ABUSI SULLE PERSONE

DOTT. ALBERTO MOSCHINI

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#ABUSI #ZAIA #ORDINANZA

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