SE LA FIAT MONEY CESSA DI ESSERE CREDUTA?

Abbiamo visto le autorità  americane intervenire con 1500  miliardi, pronte a darne  2 mila, anzi 3 mila; e persino la tirchia BCE promettere 750, anzi tutto quel che occorre..

Che sia troppo tardi? Il dubbio viene perché nonostante le titaniche informate di  denaro,  abbiamo visto i “mercati” finanziari  cadere e cadere: cioè  bruciare e dissipare quel denaro.

Il denaro delle banche centrali non basta mai. Perché? Perché il capitalismo terminale è un sistema di “piramidi di debiti l’una sull’altra”:  da troppi anni titoli di debito ad  interesse vengono scambiati e dati in garanzia,  come fossero moneta solida.  La  folle produzione di debiti, che dura da trent’anni, si  valuta oggi a 260 mila miliardi di dollari  a livello mondiale;  addossati ad  attivi mondiali valutati a 350 mila miliardi,  dunque  estraeva gli interessi su un  valore positivo di 100 miliardi di dollari.

Ma  questo, prima della pandemia.

Oggi, col collasso dell’economia, gli attivi (su cui l’usura trae gli interessi) non ci sono più.  Il mondo asservito all’usura  è insolvente, e tutto il trucco  starà nel nasconderlo.

Di fronte a queste cifre 260 mila miliardi,  le  apparentemenet gigantesche iniettate da Fed e Bce, 1500, 750,  sono   piccole. Non bastano.

Per  questo i mercati si bloccano nonostante le iniezioni,e la Fed deve intervenire a dare  altre centinaia di miliardi nel “repo”  che sé grippato per  mancanza  di liquidità  per il semplice motivo che  le banche non  si fidano più a prestarsi denaro  a vicenda, e per quanto ne ricevano  se lo tengono, e quindi paralizzano questo mercato a breve.

E più nel profondo  dello schema Ponzi   globale, nascono bisogni di liquidità per pagare interessi in settori oscuri,  incontrollabili, di cui le banche centrali sono ignare. Una  selva primigenia  di debiti che non sono mai rimborsati  alla scadenza, bastando “rifinanziarli” ad infinito, essenzialmente contraendo un nuovo debito per  ripagare il primo che viene a scadenza.

Perciò abbiamo visto nei giorni scorsi, con l’apice giovedì 12 (“Giorno d’inferno” per Bloomberg), il collasso generale dei valori, la fuga degli “investitori”  (tutti a  loro volta indebitati) davanti agli attivi finanziari e alle quasi-monete ed   aver bisogno della “moneta di base” fornita dalle banche centrali,  e per il momento ne sono soddisfatti.

Ma  ciò avvicina il momento,  paventa Bruno Bertez,   in cui pubblico e investitori  scoprono  che

Il credito “non”  è moneta

Una scoperta da scongiurare in assoluto, perché nel mondo  d’oggi nulla è moneta. Non lo sono i soldi che l’ingenuo tiene sotto il materasso. Non lo è il deposito sul conto corrente.  Paradossalmente, la cosa che più somiglia alla moneta, sono i Buoni del Tesoro, i debiti sovrani dei vari Stati.

Ossia sempre debiti   che rendono interessi. Ma  la firma che c’è apposta sopra è migliore di quella della banca, e soprattutto sono molto liquidi: il che significa che se li vuoi vendere, trovi sempre un compratore.

Per questo motivo i titoli più  desiderati sono i  Treasures americani, ossia del paese che mantiene un enorme deficit verso l’estero, e li paga stampando altri Treasures.  Per questo vediamo i titoli pubblici avere tassi negativi: i “mercati”  se li contendono, anche perdendoci, perché ne hanno bisogno.  Per pagare gli interessi sui loro debiti.-

Per questo  le crisi di panico vengono risolte dalle banche centrali e  gli Stati  con grandi emissioni di “moneta” che sono debiti sovrani: perché  (come monete) possono essere conservati e accumulati.  In più  – in quanto  le “cose” più simili alla moneta –  sono desiderati tanto, che  gli Stati possono stamparne facendo grossi deficit, con  cui aumentare la spesa; possono creare “moneta” se le banche e i mercati ne mancano.

Ma – dice Bruno Bertez- se la crisi di liquidità dura e se resiste alle misure della Fed, nei mercati finanziari rischia di imporsi  una conclusione:  una crisi di liquidità  è quando “mancano i soldi”, e se “i soldi” continuano a mancare nonostante   la “base-money”  che  la banca centrale continua a riversare, vuol dire che quelli non sono veramente “i soldi”, non sono moneta. Sono  digit, ma non producono la funzione della moneta.  Sono dei placebo la  cui efficacia è magica, perché siccome ci si crede,  innescano la speculazione e gli “animal spirits”.

Ma giovedì, il collasso che la Fed non è riuscita a frenare , può indicare che la  percezione dell’illusione sta per rompersi. “E se i mercati chiamassero  il bluff della Fed,  e    le dicessero: Ma i soldi, ce li hai? Facceli vedere! Powell (il capo della Fed) non può, perché quello che dà, non produce gli effetti dei soldi.

Dà un equivalente della moneta,  una simil-moneta o  quasi-moneta – che fino a ieri  tutti consideravano buona quanto la moneta sonante.

Qui siamo al cuore del sistema: la  credenza fondamentale che i titoli di debito pubblico,  poi le obbligazioni (debiti) delle imprese, poi le azioni e tutti tutte  le creazioni della ingegneria finanziaria,   sono buoni come “i soldi” , e che li si può cambiare contro monete quando si vuole senza perdite.

Ma la realtà è che  la finanza mondiale ossia su una cosa identica alla Compagnia  dell’Occidente  di cui John  Law vendeva i titoli, raccogliendo soldi veri.  Oggi, la Compagnia di John Law  è  “ l’insieme del mercato delle borse globali e l’economia  mondiale” .  Grande quanto il mondo finanziario.

Alla base della illusione, c’è la credenza della  speculazione  (“assurda, idiota, criminale”)  che gli attivi finanziari costituiscano una catena di equivalenze:  ancorata ai titoli di Stato. Ossia che  tutte   le  obbligazioni,  i  fidi e prestiti bancari,  azioni, i derivati, le valute  siano uguali ai Buoni del Tesoro, più un premio di rischio.  Che siano tutti egualmente monetizzabili.  Una teoria radicalmente falsa, una falsa sapienza.

Giovedì il re è stato vicino a farsi vedere nudo.

“L’ipotesi che sollevo è da far rizzare i capelli in testa, perché se   l’azione della Fed è inadeguata, se l’effetto placebo è scomparso, non più questione  di aumentare le  dosi,  le cifre e i volumi, non serve a niente! Bisogna trovare in velocità un’altra soluzione un’altra soluzione, bisogna inventare: cosa difficile  quando dominano le teorie false”

Per adesso è stata  scongiurata la “bolla-madre”m quella dei titoli di Stato. Ma essa scoppierà in ragione dei   bisogni di finanziamento dei deficit colossali che stanno per essere creati. Si emetterà, si emetterà, si  emetterà.. fino a…

Fino alla distruzione, la vaporizzazione,della moneta fiat,  che si autodistrugge in un gigantesco movimento di perdita della fiducia, volatilizzando la moneta e tutti i suoi avatar: azioni, obbligazioni, credito, le quasi monete

Bertez difende l’idea di una moratoria del debito.  Ma   ritiene che “loro”, le autorità come “i mercati” abbiano perso il controllo.

“Apprendisti stregoni che giocano col fuoco. Intossicati dal group-think, il pensiero di gruppo,  il pensiero unico monetario. Non  conoscono il mondo, non conoscono che lo stretto campo della loro sedicente eccellenza. Non leggono, non dibattono;  essi fanno, sono l’autorità.

Un ritratto ben noto delle  oligarchie incompetenti.

Agli ordini di  quegli apprendisti stregoni che hanno perso il controllo, il duo Conti-Gualtieri continua – probabilmente obbedendo ad ordini scaduti  -a voler  chiedere l’aiuto del Fondo Salva Stati (MES),, insufficientee  condizionante, una g gabbia. Per fortuna, persino i 5 Stelle si oppongono: dunque  il duo  non ha maggioranza .  Vedremo domani

Caos in maggioranza

“Attivare il Mes contro il coronavirus”. Conte fa infuriare i 5 stelle

Il premier al Financial Times: “Facciamo partire il salva-Stati”. Grillini sulle barricate

Colpa dei vertici notturni? Conte ordina 27mila caffè
Print Friendly, PDF & Email