SALVINI, UN’IDEA DA STATISTA: LA CONFERENZA SULL’EUROPA

In questo video che ha  prodotto da sé su Facebook,  Salvini  (bastano i  primi dieci minuti)  dice le cose giuste che l’Italia dovrà dire alla UE.  Che i vecchi vincoli, a cui ci siamo sottoposti con fin troppa disciplina, sono quelli che hanno portati a una mancata crescita che non ha eguali nella storia italiana, e in più  sono la causa dell’aumento del debito,  che  “le vecchie regole” erano presunte farci diminuire.

 

 

  • Ma soprattutto, fa una proposta da statista: “Chiediamo al nuovo parlamento europeo e alla nuova commissione la convocazione di una grande conferenza europea sul lavoro e sul debito, sul ruolo della banca centrale come garante della stabilità e la garanzia sul debito”.

In questa proposta si riconoscono suggerimenti  di Claudio Borghi.  Sarà accettata dalla “nuova” UE? Mi stupirebbe: intanto la “nuova” UE non è poi tanto nuova, Merkele  Macron hanno pur sempre la maggior voce in capitolo, i Grunen sono una protesi artificiale a favore dello status quo,  un centrismo “progressista” e “pro-immigrati”  inventato per raccogliere gli idealisti-standard (clima Greta, accoglienza) in un movimento il cui vero scopo è sostituire i socialdemocratici,   la cui evaporazione rende impossibile una GrosseKoalition –  i Grunen sono ordiliberisti come  esattamente  il CDU e  lo SPD e anche come lo AfD;  nel parlamento i “sovranisti” sono pochi,  saranno ghettizzati altezzosamente,  e vige nella UE la ferma  e meschina volontà di non riconoscere  nessuna buona idea  se viene da un “inferiore”  populista di uno Stato “indebitato”.

Quindi l’idea sarà rifiutata,  per il momento almeno.  Ciò non toglie che sia l’idea buona, anzi una   necessità proprio  “se l’Europa vuole  salvarsi”, come dice.   E’ la proposta di vincere quella orrenda afasia, quel “divieto di far domande”  che è la prova della natura dittatoriale e stupida del sistema UE, la sua cecità e inumanità   che Varoufakis  ha descritto avendola sperimentata: una paralisi intellettuale che, tra l’altro, rende impossibile cercare (e discutere) soluzioni, blocca il pensiero e l’intelligenza in tutta Europa, e  da troppo tempo .

Il governo giallo-verde può fare il pre-congresso  a Roma

Dunque  la proposta di Salvini riceverà un no.  A questo punto, il governo italiano (c’è? Ci sono i grillini?)  potrebbe e dovrebbe organizzare una conferenza internazionale sul tema. A Roma, con i fondi della presidenza del Consiglio, riunire  in congresso  gli economisti di fama mondiale che hanno sviscerato da anni le disfunzionalità dell’euro, e dell’ordoliberismo.  Fra i critici ci sono  notoriamente  sei (6)  premi Nobel

https://scenarieconomici.it/6-premi-nobel-p-krugman-m-friedman-j-stigliz-a-sen-j-mirrless-c-pissarides-leuro-e-una-patacca

Non sarebbe male  se l’invito fosse esteso ad Ashoka Mody, Adam Tooze,  per la Francia a Jacques Sapir ed Emmanuel Todd, e ovviamente i due professori tedeschi dello IFO, Hans W. Sinn e Clemens Fuest , e ad altri che verranno  in mente. Creare un evento internazionale di alto livello e con l ‘ampia partecipazione dei media.  Sarebbe la preparazione alla grande conferenza intergovernativa proposta da Salvini, e darebbe all’Italia  prestigio culturale e intellettuale.

Le trame di Macron con Sanchez e Costa

Perché intanto nella UE, il dopo-elezioni   inteso come mercato del bestiame è cominciato  senza di noi. Macron,  che dopotutto non  è stato debellato dal voto francese,  ha corteggiato intensamente (absit iniuria verbis) i socialisti del Sud Europa, ossia il portoghese Costa e lo spagnolo Sanchez per avere il loro appoggio nelle nomine da fare.  I francesi  hanno fatto balenare a Costa un  mezzo  appoggio  sul suo nome per presidente della Commissione UE:  “Ha  buone maniere [impara, Salvini] . Come primo ministro ha fatto un buon lavoro. Sostiene apertamente Macron, quindi sul suo nome potrebbero convergere l’ALDE, i socialisti, i verdi, con l’estrema sinistra che si  astiene”   – Con  lusinghe e promesse, Macron sta organizzando una specie di alleanza coi subalterni meridionali,  tagliando fuori l’Italia, e a quanto pare in opposizione ai candidati della Merkel.  La liquidazione di Manfred Weber come capo della Commissione, sostenuta (a metà) dalal Merkel, è cosa fatta.  Carisma zero, è parso troppo amico di Orban. Inutilmente oggi Weber protesta: “Non permetteremo ai populisti  di distruggere la nostra Europa!”,  la  sua vicinanza a Orban non gli viene perdonata.  Soprattutto dal gruppo ALDE .2 ,  liberale, ordoliberista, che ha fatto sapere: “Il “nuovo equilibrio di potere” del Parlamento richiede un candidato che “possa costruire una solida maggioranza al di là delle linee di partito.

Fatto sta che la situazione  sembra preoccupante alla Merkel: tanto che essa “ha ritirato il suo ritiro”,  come titola spiritosamente Zero Hedge. Non solo resterà cancelliera fino al 2021,  ma  anzi   forse  si candiderà al cancellierato per la quinta volta. Quasi come Berlusconi….

https://www.zerohedge.com/news/2019-05-28/merkel-unretires-chancellor-determined-remain-power-until-2021-succession-plan

E’ stata traumatizzata dalla caduta (8%) del partito alle elezioni: caduta che attribuisce (non solo lei) alla goffa nullaggine della ragazza che aveva scelto lei stesa a succedergli, Annegret Kramp-Karrenbauer o AKK.  La AKK ha fatto bene nel compito asegnatole di mettere in riga Macron e le sue speranze di “amicizia franco tedesca”, ma poi ha commesso diverse gaffees politicamente scorrette per esempio attribuendo il collasso  del partito a…Rezo: che è un “influencer” dai capelli blu, il quale aveva fatto un video sarcastico contro la CDU e la grande coalizione (“dei ricchi”), ed è stato visto milioni di volte. Insomma per Merkel la AKK  “non è all’altezza”, e dunque lei stessa riprende le redini del partito (che lei stessa ha portato alla perdita)

Il Colpevole del crollo CDU.

https://www.thelocal.de/20190528/germanys-conservative-party-leader-akk-under-fire-over-election-campaign-censorship-comments

Questi pochi cenni sul mercato delle vacche UE giusto per far capire il livello mentale, prima che morale, a cui  è giunto chi ha il potere nella UE.  Ci sarebbe davvero  bisogno  della Conferenza  internazionale sui fini dell’Europa, per elevare il livello: ma è esattamente per questo che i potenti di fato non l’accetteranno. Non sono all’altezza.

La  sola cosa che si può  desumere, è la frammentazione che inquieta questi potenti.  Per decenni si sono abituati al triumvirato, Germanaia, Francia e Regno Unito.  Adesso col Brexit e la perdita di potere economico della Francia, la Germania è diventata  il solo vero potere.  La Francia appare sempre più marginalizzata  rispetto al  blocco germanofono, un vero  rullo compressore economico. Basti dire che la Francia ha perso il posto di partner  commerciale  privilegiato in favore dei Paesi Basis, che sono a poco il principale partner della GEr,anoa e superano la  Francia come livello di importazioni dlla Germania.

La Francia fuori dal “salotto buono” del Nord

Il peggio è che i Paesi Bassi hanno radunato attorno a sé la ”Nuova lega anseatica”  (Svezia, Danimarca, i baltici, l’Irlanda)    per la difesa estrema dell’ordoliberismo e delle sue regole contro i paesi spendaccioni del Sud – categoria in cui comprendono anche la Francia di Macron.  Questa nuova Lega anseatica si oppone a Parigi e alle sue  proposte di riforma europea con lo sgarbo  esplicito che Berlino non può permettersi.

Più rivelatore ancora, nel Libro Bianco sulla Difesa tedesca, nessun riferimento è fatto  alla “amicizia franco-tedesca”. Il recente incontro di Aquisgrana, che doveva addirittura fondere i due paesi in un blocco economico-politico e militare, è lettera morta,  per palese  mala volontà germanica.  La Francia si trova ad essere tenuta allo stesso  livello della Polonia, nel “Triangolo di Weimar” (forum informale sulla difesa) e ormai  ogni attenzione di Berlino è definitivamente volta ad Est.

In altre parole, Berlino mette il suo peso determinante nella dinamica che porta alla sempre maggior coesione dei paesi del Nord (e centro-orientale), uniti da una loro  omogeneità economica e volontà di   rigore  di bilancio,  e la sempre più evidente frattura con  i paesi del Sud con le loro falle di bilancio, debito pubblico, degrado economico e governi spendaccioni, come l’Italia ma anche la Francia.

Macron sta tentando di unire attorno al suo peso leggero una specie di anseatica del Sud con Portogallo e Spagna; ma ovviamente escludendo l’Italia,  la “nemica” politica e già satellite sul piano economico (ora ancor più con al fusione Fiat- Renault). Sono questi i fattori che rendono la UE  tutt’altro che solida, senza un ripensamento dei suoi fini.

Va segnalata infatti la chiara proposta di Joerg  Meuthes, uno dei capi dell’AfD, che  ha proposto   esplicitamente una Europa a due velocità :  “Noi possiamo avere una moneta comune con i Paesi  Bassi, l’Austria, la Finlandia, e gli stati baltici: hanno la  nostra  stessa cultura di stabilità. Ma i francesi ne hanno un’altra, senza parlare degli italiani,  degli spagnoli,. Dei portoghesi, dei greci. Questi non vogliono sentir  parlare di austerità”.

La cosa umiliante per Macron è che la Francia sia nominata   fra  le cicale del Sud, e non  come il grande partner del Nord. Macron, che se la prende contro l’Italia, si troverà dentro lo stesso nostro sacco quanto prima.  La UE sta diventando quella a due velocità, che lo si voglia o no. L’importante è guidare il

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