Per i nostri cari al Purgatorio

San Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars

Le s. messe per le anime del Purgatorio.

«QUANTI SONO QUELLI CHE VANNO DIRETTAMENTE IN PARADISO?

POCHISSIMI! E MOLTI All’inferno.

«Quando una persona muore, non va direttamente in Paradiso, a meno che non sia Santa in Terra. Fai un gran male ai tuoi cari, se non preghi per loro. Non dire, il mio parente è in Paradiso ora (come fanno i sacerdoti modernisti n.d.r.)! No, non lo sono. Se sono cattolici e muoiono confessandosi, sono andati in Purgatorio. È tuo obbligo assicurarti che quella persona riceva gli ultimi Sacramenti, è tuo obbligo, se la ami veramente, pregare affinché possa uscire presto dal fuoco del Purgatorio.

Una Santa Messa una volta all’anno, è crudele ! Una volta al mese non è meglio. Pensa al tuo tempo, a come vorresti che le persone pregassero per te. Ricorda, un solo secondo in Purgatorio è come fossero passati anni. Pregate e dite tante Messe per i vostri cari. Nessuno va in Paradiso se non è puro.

Vengo a dirvi che soffrono nel Purgatorio, che piangono e che chiedono con grida urgenti l’aiuto delle vostre preghiere e delle vostre buone opere. Mi sembra di sentirli gridare dal profondo di quei fuochi che li divorano: “Ditelo ai nostri cari, ditelo ai nostri figli, dite a tutti i nostri parenti quanto sono grandi i mali che ci fanno soffrire. Ci gettiamo ai loro piedi per implorare l’aiuto delle loro preghiere. Ah ! Dite loro che da quando siamo separati da loro, siamo stati qui a bruciare tra le fiamme!».

(San Giovanni Maria Vianney)

Dio è un fuoco che scalda e accende il cuore e l’interiorità.

Quindi, se sentiamo nei nostri cuori il freddo che viene dal diavolo – perché il diavolo è freddo – invochiamo il Signore. Verrà a scaldare i nostri cuori con amore perfetto, non solo per Lui ma anche per il nostro prossimo, e il freddo di colui che odia il bene fuggirà davanti al calore del Suo volto.

San Serafino di Sarov

COSA VUOLE DIO DA NOI?

“Dio vuole la nostra disponibilità, la nostra buona inclinazione espressa, anche se solo un pò, ma attraverso un atto lodevole. Vuole anche che ammettiamo il nostro peccato. Tutto il resto lo dà. Il bicipite non è necessario nella vita spirituale.

Lavoreremo umilmente, chiederemo la misericordia di Dio e lo ringrazieremo per tutto. Il piano di Dio si compie in una persona che, senza alcun piano suo, si mette nelle mani di Dio. Una persona viene lasciata indietro in base a quanto tiene sul suo “io”. Non ha successo spiritualmente, perché ostacola la misericordia di Dio. Per avere successo, è necessaria molta fiducia in Dio…

Una persona che tiene traccia delle benedizioni divine, impara a rendersi dipendente dalla Divina Provvidenza. E più tardi, si sente come un bambino nella sua culla, che, non appena sua madre lo lascia, inizia a piangere e non si ferma fino a quando non torna da lui. È una grande azione – affidarsi a Dio!”

* San Paisios l’aghiorita (professore del deserto – 1924/1994)

Venerabile Fulton Sheen

Il grande peccato è che tanti si sono preoccupati così tanto del corpo da trascurare l’anima, e, trascurando l’anima, perdono l’appetito per lo spirituale. Come è possibile, nell’ordine fisiologico, che un uomo perda ogni appetito per il cibo, così è possibile, nell’ordine spirituale, che perda ogni desiderio per il soprannaturale. I golosi del corruttibile, diventano indifferenti all’Eterno.

“Il proposito del digiuno è la preparazione a partecipare alla Santa Eucaristia e alle solenni celebrazioni cristiane…. Il digiuno non è mera astensione da certi cibi, ma soprattutto un’astensione dalle azioni malvage.”

“È possibile che chi digiuna non venga ricompensato per il suo digiuno. Come? Quando infatti ci asteniamo dai cibi, ma non ci asteniamo dalle iniquità; quando non mangiamo carne, ma rosicchiamo le case dei poveri; quando non diventiamo ubriachi di vino, ma diventiamo ubriachi di piaceri malvagi; quando ci asteniamo tutto il giorno, ma passiamo tutta la notte in spettacoli sfrenati. Allora a che serve astenersi dagli alimenti, quando da un lato privi il tuo corpo di un alimento selezionato, ma dall’altro ti offri un cibo illecito?”

(San Giovanni Crisostomo, nel Mercoledì delle Ceneri)

Bisogna supplicare la Madonna perché ci aiuti a imparare a pregare affinché venga la grazia divina. Non è quello che dice una preghiera della nostra chiesa?

“Fa’ risplendere nei nostri cuori, o Sovrano amico degli uomini, la pura luce della tua divina conoscenza, e apri gli occhi della nostra mente…” (Divina Liturgia di Giovanni Crisostomo)

Eppure, come accade con l’aquila quando addestra i suoi aquilotti e insegna loro a volare, lo stesso è con la grazia divina. Qualche volta si nasconde. Affinché l’anima impari a volare nei mondi spirituali, Dio la addestra. Questo lo fa per amore, ma anche per un altro motivo: per evitarci di diventare schizofrenici. Perché, quando Dio manifesta la sua grazia e noi non siamo pronti ad accoglierla a causa delle passioni, possiamo anche subirne un danno, perché ci troviamo divisi in due. La grazia divina richiede ciò che è superiore, mentre le nostre passioni ci tirano verso il basso. Nel caso in cui siamo attaccati alle passioni e le vogliamo mantenere, ma allo stesso tempo vogliamo anche la grazia divina, allora dentro di noi avviene uno scontro terribile. Cosí la grazia divina non si avvicina perché ci ama e vuole che manteniamo l’equilibrio e la nostra libertà. Quando, però, abbiamo una buona intenzione, la grazia divina arriva.

Tratti da: “Perché tutti siano Uno” – Vita e detti di San Porfirio