NICOLA BUX: “LA SINODALITÀ PARALIZZA E DISTRUGGE LA CHIESA”. “INSIPIENTE” RINCORRERE I PROTESTANTI.

Marco Tosatti

Rilanciamo un’intervista estremamente lucida e interessante concessa da mons. Nicola Bux a La Fede Quotidiana. Ne pubblichiamo qualche stralcio, consigliando caldamente la lettura integrale sul sito de La Fede Quotidiana. Il noto teologo, una voce estremamente nitida e libera in un panorama di Chiesa spesso confuso e confondente tocca molti argomenti, dal voto dei cattolici alla discussa dichiarazione di fratellanza di Abu Dhabi.

“L’aspetto che maggiormente colpisce quando si ascoltano prolusioni e interventi dei vescovi, è che non parlino da vescovi. E se non parlano da vescovi, i fedeli che se ne accorgono non li ascoltano. Cosa vuol dire parlare da vescovi? Un esempio lo dà san Paolo: “Non regni più il peccato nel vostro corpo mortale, sì da sottomettervi ai suoi desideri” (Rm 6,12)”..

“Eppure, in maniera insipiente, i vescovi rincorrono il protestantesimo; o la sinodalità che, come sanno bene gli orientali, paralizza e può distruggere la Chiesa. Se i vescovi si concentrassero di più sul peccato che opprime e sulla grazia che salva, non cadrebbero in questi banali errori tipici della politica, campo nel quale sono per di più inesperti. “L’idea di una Chiesa migliore creata da noi stessi – dice Benedetto XVI – è in verità una proposta del diavolo con la quale vuole allontanarci dal Dio vivo, servendosi di una logica menzognera nella quale caschiamo sin troppo facilmente”. Dal ’68 in poi, la chiave di comprensione della nostra epoca è il superamento di ogni limite: ora, questo si sta affermando anche tra i pastori della Chiesa. Invece “il primo compito che deve scaturire dagli sconvolgimenti morali del nostro tempo consiste nell’iniziare di nuovo noi stessi a vivere di Dio, rivolti a lui e in obbedienza a lui”.

“Concordo con Stefano Fontana, che un primo insegnamento che i vescovi dovrebbero trarre da queste elezioni, allora, dovrebbe essere di conoscere la Dottrina sociale della Chiesa e di insegnarla correttamente. Un altro insegnamento è anche quello di insegnare chiaramente dei contenuti ed anche di gerarchizzarli. Sviluppare la democrazia in Europa è meno importante che difendere la vita e la famiglia. La verità su Dio, l’uomo e il mondo, è il principio – non negoziabile – dell’ordine e del bene sociale”.

“Fa soffrire il vedere pastori preoccupati di problematiche che nulla hanno a che fare con la loro missione. I migranti? Se ne possono occupare solo se si vuol adempiere al mandato ricevuto da Cristo di evangelizzarli. L’ecologia? Se ne possono occupare solo se si annuncia che Dio è il creatore del mondo e di certo non lo farà perire”.

“Del resto, senza vero Catechismo da decenni, direbbe san Paolo: “Come crederanno se non c’è nessuno che annunci loro la verità?”.

“…si può supporre che molti cattolici abbiano votato alcuni partiti perché vi hanno riconosciuto presenti i principali valori della tradizione cattolica; ma ci sono anche cattolici che, in misura minore,  hanno votato partiti che non aderiscono a tali valori: lo hanno fatto o perché sono confusi, o perché sono convinti che non siano più valori”.

“Come ha scritto Guido Vignelli, il modello del globalismo contemporaneo è la Torre di Babele, targato Onu e Ue. Una pretesa di costruire un regno fondandolo non in obbedienza alla legge divina, come era stato il patto di Noè, ma su un mero contratto sociale, ricomparso ad Abu Dhabi come ‘fraternità universale’”.

 

Il Papa va dai rom rumeni. Il teologo  Bux: “Non possiamo diventare una Ong”

Aumentano le voci fuori dal coro all’interno della chiesa. E c’è chi lo fa apertamente. Come don Nicola Bux, che ha commentato il viaggio apostolico di Papa Francesco in Romania. Un viaggio che prevede anche un incontro tra Bergoglio e la comunità rom di Blaj.«La Chiesa non può trasformarsi in una Ong – dice il noto teologo e consigliere di Papa Ratzinger –  la sua missione è diversa perché, diciamo così, nello statuto fondativo della religione cattolica c’è la volontà di far conoscere il vangelo a tutti. Quindi penso che sia giusto e sacrosanto stare vicino agli ultimi, senza fare distinzioni di etnia o nazionalità, ma non si deve dare solo un aiuto materiale ma anche spirituale. La Chiesa deve evangelizzare, altrimenti diventa una semplice organizzazione internazionale».

Chi è don Nicola Bux

«La Chiesa nella sua storia ha compiuto un’opera di evangelizzazione prima in Europa, poi in Asia Minore e nel Nord Africa e infine nelle Americhe – prosegue monsignor Bux . Ma anche quando i barbari si impadronirono dell’Europa, con le loro diverse tradizioni religiose, la Chiesa fu capace di portarli a sé e di evangelizzarli. Un esempio su tutti la regina longobarda Teodolinda.  Per fare un parallelismo con l’attualità, è quello che dovrebbe essere ancora in grado di fare la Chiesa oggi con i migranti che arrivano in Europa. La dottrina dell’accoglienza è sacrosanta, ma va indirizzata anche verso la diffusione della conoscenza  del  vangelo».

“La chiesa deve parlare anche  con Salvini”

«Credo anche che non si possano avere pregiudizi nei confronti di Salvini», spiega Bux. «Si dialoga con persone che non appartengono al mondo cattolico e si cerca di escludere chi invece ne fa parte. Questo è sbagliato». «La dottrina cattolica è contenuta nel catechismo, che è l’unico baluardo contro il rischio di interpretare il vangelo a seconda delle mode, come diceva anche San Paolo. Credo quindi che oltranzismo e progressismo siano due categorie di comodo, entrambe fuori dal vangelo», conclude Bux commentando le divisioni all’interno del mondo cattolico.

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