LE ELEZIONI IN SICILIA – IL MIGLIOR COMMENTO

Di Saura Plesio

 

 

 

C’è una frase che ricorre in queste ore sui titoli dei giornali (e del Giornale) dopo lo spoglio che sancisce la vittoria del centro-destra in Sicilia: “Vittoria dei moderati.

 

Moderati?!? Una crisi di questa portata che dura da quasi 10 anni  messa in atto bell’apposta,  con punte esasperate dal 2011 ad oggi, e con quattro governi non eletti e imposti “dal Presidente”,  sarebbe forse “qualcosa di moderato”? L’invasione quotidiana sulle nostre coste è “moderata”? I provvedimenti legge imposti a colpi di fiducia sono forse “moderati”?

Moderato“un termine assai ipocrita che serve fin troppo bene a coprire il fatto che nella realtà non esiste, non deve esistere vera “alternanza”, che gli schieramenti devono rassomigliarsi il più possibile, che non deve esserci troppa differenza tra loro  e che per la Ue e l’eurocrazia,  se non è zuppa è pan bagnato.   La CDU in Germania deve rassomigliare il più possibile all’SPD, sì da poterli inglobare all’interno di quella che chiamano Grosse Koalition, come del resto avviene. Ma torno al caso Sicilia.

 

La strategia della sinistra è sempre la stessa: prima fanno terra bruciata, macerie e desertificazione; poi  lasciano  questo sfacelo (o meglio sono costrette a lasciarlo) agli avversari.

Non c’è di che gioire, a mio avviso di aver ereditato l’amaro peso di una Sicilia fallita. Basta leggere quest’intervista del “siciliano”  Pietrangelo Buttafuoco, che proprio ierisera in tv ha pregato Nello Musumeci, il vincitore, di correre a presentare i libri  in Tribunale, libri che decretino il fallimento dell’Isola. In caso contrario, tutto il peso ricadrà sul  “vittorioso di Pirro” secondo l’effetto-Raggi (stesso scenario già sperimentato nella Roma del dopo Marino) :

Chiunque governa qui inciamperà nella voragine lasciata da Crocetta, col presidente della Corte dei Conti che ne ha impugnato il bilancio regionale. Qui non ci sono più i soldi, c’ è un debito strutturale gigantesco. Quindi ci vuole uno choc”.

 

Il precedente governatore Rosario Crocetta si è circondato di una pletora di commissari, commissioni e sottocommissioni,  guardie forestali a gogò, nomine clientelari, un vero poltronificio da  Alì Pascià, e via dissipando, con 97 indagati nella sua Giunta.  Solo nel 2016 la Procura contabile ha avviato ben 13 istruttorie sulle irregolarità gestionali riscontrate in società a partecipazione pubblica della Regione e degli enti locali.

 

Ovviamente  per il Rais di Sicilia, sono tutte cose che non possono essere criticate: sarebbe “omofobo”! Intanto però il primo a svignarsela è stato proprio Battiato, suo assessore al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo.

 

Ma torniamo al redivivo Berlusconi che ora si pavoneggia e si prende tutti i meriti della citata Vittoria di Pirro.  Avete notato la strana gara dei media di questi giorni, quei media che in passato lo dileggiavano e che ora gli lisciano il pelo?
Perfino Prodi suo acerrimo nemico, ora va dichiarando che può essere un argine contro il “populismo”.  E lui ci crede e rilascia dichiarazioni “antipopuliste”, “antigrilliste” “anti-5 stelle” Insomma i “comunisti d’antan”,  ora per Berlusconi sono diventati il M5S, col rischio concreto di “santificarli”.

Non c’è da farsi grosse illusioni, stante così le cose, ed è bene che Salvini e Meloni stiano all’erta  e mettano giù dei punti chiari, perché inciuci e pastrocchi sono già dietro l’angolo. Alle élites va bene pure un ottuagenario, già anatra azzoppata, ricattabile  tenuta sotto tiro dalla magistratura, alla quale non è escluso che prometterenno qualche succulento “risarcimento”, pur di non far trionfare i “populisti”.
In ogni caso, il Pd perde sì, ma in realtà è ben contento che qualcun altro gli tolga le castagne bollenti dal fuoco. Una castagnaccia di nome Sicilia. O come la chiama Buttafuoco nel suo ultimo libro, la Strabuttanissima Sicilia.

 

http://sauraplesio.blogspot.it/

 

 

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7 commenti


  1. Poco da dire sul catanese Buttafuoco – nomen omen – il mio commento è VERGOGNATI, la tua terra non è peggiore di tante altre.
    Da dire invece che la SICILIA è sopravvissuta come entità sociale a arabi, normanni, francesi, normanni, piemontesi. 1) inglobandoli nel suo tessuto storico, culturale, geografico; 2) grazie a fortissime reti familiari allargate che hanno finora ammortizzato tutte le genie che hanno provato a distruggerla.
    Perfino l’onnipotente massoneria qui non impera come nella “civilissima” Italia del Nord. Qui conta la FAMIGLIA, prima di ogni cosa.
    Poi ricordo a chi fa “colore” che forse non sa o dimentica che AL GIORNO D’OGGI non esiste Regione d’Italia che non sopravviva di debito pubblico e carta straccia fornita dalla BCE e non sia prostrata dalla truffa della Moneta-Debito.
    Noi sopravviveremo a tutti i barbari odierni perché non riusciranno a destrutturarci, siamo sicuri che l’Italietta nordista ce la farà nel suo deserto umano-relazionale?

  2. Massimo

    Ottima analisi. Con un’unico “limite”, che si riferisce solo alla Sicilia.
    Purtroppo quello della sinistra, dei progressisti catto-comunisti, è uno sfacelo compiuto da nord a sud, dallo zenit al nadir, (se si include l’abominio delle nozze gay e quello della sostituzione degli italiani…) Magari fosse solo la Sicilia… Hanno fatto carne di porco di tutto e di tutte le istituzioni, radio, televisione (…ma lo vedete lo spettacolo dei parvenu pagati a peso d’oro, del servizio pubblico?, che siamo costretti poi a rimborsare con prelievo estorsivo?). Banche (che hanno visto volare i “loro” dirigenti dalle finestre, pur di nascondere le malefatte perpetrate…), province cancellate (sapete che fine hanno fatto?…), protezione civile, aziende strategiche…distrutte…Dove hanno potuto, hanno riempito gli organici di loro serventi…la loro riserva di voti sicuri. Hanno posto in atto i “piani quinquennali” del gratta e vinci, dei “bonus”…regalando 500 euro ai diciottenni, per la “cultura”…nella speranza di accattare il loro prossimo voto…girando però i soldi ad un elenco di fornitori amici, sparsi in tutta Italia e, peggio ancora, spingendo i 18enni a comperare (…tramite amazon!…), le merci scadute dei loro miti culturali, tutto “aggratis”, con i biglietti per le discoteche…l’acquisto di musica rock su vinile…l’ingresso per le sale cinematografiche inondate di “palp-fiction” (con le “palpeggiate” che si stracciano le poche vesti…sai che novità!) …o i libercoli della narrativa contemporanea, rigorosamente inclusiva e gender, che molti poi (per fortuna…) rivenderanno, per comprarsi meglio uno spinello…altro che Delitto e Castigo. E per quelli che non hanno fatto bingo con i 500 euro, è rimasto il premio di consolazione: la fuga all’estero. Mentre qui, a dirigere le istituzioni, se non sono direttamente mafiosi o camorristi, si può trovare al massimo qualche professionista della sagra della mortadella, del tortellino o del toscano…comunque rigorosamente laureato alla bocconi. Hanno distrutto il paese…E non è un modo di dire. Basta fare una “passeggiata” nelle centinaia di borghi abbandonati degli appennini. E non è per il sisma, ma per il sistema…La catastrofe sono loro e la loro idea di vita.

  3. Luigi Ranalli

    Analisi molto lucida della situazione!
    Il Berlusconi attuale poi è stato descritto per quello che è, o meglio per come l’hanno ridotto.
    Che tradirà lo sospettiamo in molti, d’altronde sta già tradendo ora, lui, il suo partito e le sue liste lepre di centrodestra (Meloni, Alfano, ecc…), appoggiando il governo non eletto del PD con questo lungo inciucio che non si è mai interrotto da Monti in avanti.
    Se ne ricordino gli elettori affezionati a Forza Italia: non fidatevi più!
    Il Salame ha le toghe rosse alle calcagna e quindi rimarrà ostaggio delle sinistre. La riapertura dell’inchiesta sulle stragi per mafia è un avvertimento che la casta giudiziaria sinistrorsa e massonica gli sta dando. Se Forza Italia farà il pieno dei voti, questi andranno poi in soccorso del PD – è essenziale quindi che sia Salvini il primo partito della destra (ANCHE AL SUD, cari “terroni” permalosi) e che intercetti il grosso dei voti “moderati”.
    Salvini teme il tradimento ed infatti lascia la porta aperta ad un dialogo coi grillini che comunque non avverrà; questi infatti hanno già dimostrato di non voler governare con le ultime elezioni politiche, rifiutando l’offerta di Bersani: sono solo un cestino dei rifiuti per voti di protesta.
    E non accusate quelli come me che a marzo voteranno Forza Nuova di aver sprecato il voto, perché dato anche l’astensionismo questi voti di estrema destra peseranno un po’ di più e gli unici voti davvero sprecati oggi sono quelli dati a chi non vuole governare, come i 5stelle, e chi è pronto a passare dall’altra sponda come Berlusconi & Co.


    1. Confessione strettamente personale.
      Leggevo sul blog di Nicola Porro questa riflessione: “Amici delle élite, prendete semplicemente atto che la classe media e quella popolare, per la vostra idiozia di voler imporre lo sciagurato ceo capitalism accoppiato a una globalizzazione selvaggia, stanno andando a destra alla spicciolata (dietro non c’è nessun disegno, solo legittima difesa).
      E poi, tranquilli, CasaPound prende i voti di chi, perdente causa globalizzazione, messo di fronte al dilemma “diritti sociali versus diritti civili” sceglie i primi.” http://www.nicolaporro.it/abbondano-necrologi-matteo-renzi/
      Ho commentato così: “La mia vera sorpresa, ma ci speravo, è che siamo in molti, noi della cosiddetta classe media, a ritrovarci, per gli errori e gli inganni dei traditori sinistrorsi e clericali al potere, a sostenere e a votare per i partitri patriottici, cosiddetti sovranisti. Eppure, le mie aspirazioni sociali e civili sono oggi le stesse di ieri, quando iniziavo le prime esperienze poltiche come militante e dirigente provinciale nella FGCI, di cui era segretario nazionale il noto Massimo D’Alema. E’ anche questa una sorpresa della vita!” Misterium tremendun et fascinans!


  4. Ci sono commenti e … commenti:
    […] Ad esempio a me piace il Sud perché – e reputo questa la ragione più importante – resiste ed è meno facilmente permeabile alla postmodernizzazione capitalistica dei costumi, dell’immaginario e degli stili di vita. Il Sud è – diciamolo – meno facilmente sussumibile sotto il nuovo ordine reale e simbolico: tutta una lussureggiante gamma di tradizioni e di credenze, costumi e stili di vita (essi stesso spesso non esenti da contraddizioni) rivelano una scarsissima compatibilità con i codici della postmodernità liquido-finanziaria tarata per individui cinici e isolati, post-identitari e post-tradizionali, consumisti e svuotati di ogni credenza che non sia quella nel libero mercato.

    Pur con le sue contraddizioni, il Sud è ancora in larga parte distante dall’organizzazione postmoderna della vita e del pensiero: è ancora tradizionale e comunitario, ha le sue lingue e le sue usanze. È, anche per questo, un’isola felice di resistenza alla postmodernizzazione capitalistica che ha già letteralmente colonizzato cuori e menti al Nord. Da questo punto di vista, è al Sud che dobbiamo guardare. Con rispetto e gratitudine. Ci insegna a resistere. Non tutto è perduto.
    Diego Fusaro

  5. SpadaccinoNero

    se consideriamo che c’è ancora tanta, tanta gente che vota, si, hanno vinto i moderati.

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