L’avvocato Holzeisen: il trattato dell’OMS sulle pandemie è inizio di una dittatura sanitaria

Traduzione in italiano dell’intervista con l’Avv.DDr. Renate Holzeisen pubblicata su Russia Today (RT DE):

https://de.rt.com/international/176177-anwaeltin-holzeisen-zum-who-pandemievertrag/

L’avvocato Holzeisen si pronuncia sull’accordo internazionale OMS sulla pandemia: inizio di una dittatura sanitaria

La popolazione deve essere informata sull’accordo internazionale dell’OMS sulle pandemie e sulle modifiche ancora più pericolose del Regolamento Sanitario Internazionale (RSI), finché questo è ancora possibile nei media, avverte l’avvocato Renate Holzeisen. Secondo l’avvocato, l’imminente dittatura sanitaria può essere evitata solo attraverso la pressione proveniente dai cittadini.

Avvocato DDr. Renate Holzeisen

© Renate Holzeisen

Di Felicitas Rabe 29.07.2023

Fin dall’inizio della cosiddetta pandemia Corona[1], la dottoressa Renate Holzeisen, avvocato d`impresa italiano, si è impegnata a preservare i diritti individuali di autodeterminazione e la sovranità degli Stati. La sua più grande preoccupazione è quella di rendere edotta la popolazione ed i politici sulla dittatura sanitaria antidemocratica in programma. La sudtirolese ritiene che questo sia anche il compito principale di avvocati “illuminati” e collegati in rete a livello internazionale.

Renate Holzeisen fa parte del direttivo della sezione europea dell’organizzazione statunitense “Children’s Health Defense“, fondata dall’attuale candidato alla presidenza e avvocato Robert Francis Kennedy junior del Partito Democratico statunitense. Collabora inoltre con la neonata associazione internazionale di avvocati “International League of Attorneys for Freedom” per fermare la dittatura dell’OMS. Collegato con lei professionalmente in tale ambito, vi è in particolare l’avvocato svizzero Philipp Kruse.

Holzeisen fa appello ai giornalisti affinché, anche solo nel loro interesse professionale, partecipino all’informazione dell’opinione pubblica sulle conseguenze del previsto accordo dell’OMS sulle pandemie e sulle modifiche al Regolamento sanitario internazionale (RSI-IHR International Health Regulations). Altrimenti, a causa della censura controllata dall’OMS di qualsiasi opinione dissenziente – ad esempio su questioni di politica sanitaria e climatica – presto non ci sarà più un giornalismo indipendente.

In un’intervista rilasciata all’autrice il 20 luglio, la dott.ssa Renate Holzeisen ha fornito una panoramica dei dettagli finora poco noti del previsto trasferimento di poteri dagli Stati membri all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Allo stesso tempo, ha sottolineato il pericolo imminente a ciò correlato, di un’abolizione delle democrazie.

Differenze significative tra il pianificato nuovo accordo dell’OMS sulle pandemie e gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale già esistente

L’avvocato ha iniziato spiegando quello che considera il pericolo maggiore del pianificato nuovo accordo dell’OMS sulla pandemia e le modifiche al già esistente Regolamento sanitario internazionale. È importante sapere che il trattato dell’OMS sulla pandemia deve essere ratificato attivamente da ciascuno dei 196 Paesi membri prima di poter entrare in vigore nei rispettivi territori.

Tuttavia, ciò non si applica alle modifiche previste al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI-IHR). Il RSI modificato entrerebbe automaticamente in vigore per ogni Paese membro come “soft law” dopo essere stato adottato a maggioranza semplice dall’Assemblea Mondiale della Sanità dell’OMS nel maggio 2024. A meno che un Paese membro non respinga esplicitamente le modifiche previste in un arco temporale di dieci mesi a decorrere dalla prossima assemblea dell’OMS del maggio 2024.

Ed è proprio questa differenza che non viene compresa nemmeno dai pochi politici ancora critici, ha espresso preoccupazione l’avvocato: “I politici non sanno che la modifica del RSI entrerà automaticamente in vigore se si rimane passivi. I previsti emendamenti alla RSI rappresentano, soprattutto per il modo di entrata in vigore automatica, un pericolo per la democrazia molto più grande del nuovo accordo dell’OMS sulle pandemie che deve essere stipulato ad hoc.

Per l’adozione dell’accordo proposto dall’OMS è necessaria una maggioranza di due terzi in seno all’Assemblea Mondiale della Sanità e, inoltre, una successiva ratifica esplicita da parte dei singoli Paesi membri”.

Secondo Renate Holzeisen, tuttavia, probabilmente l’intenzione era quella di implementare le modifiche al RSI, che entrano automaticamente in vigore, “sotto il radar” dell’opinione pubblica, rendendo invece pubblico il nuovo accordo dell’OMS sulle pandemie.

“Il RSI di per sé porta all’introduzione di una dittatura sanitaria”, ha detto Holzeisen.

Secondo il piano, spetterebbe al Direttore generale dell’OMS e a una commissione di esperti dell’OMS, piccola e “assolutamente oscura nelle modalità di nomina”, decidere se e quando esista un’emergenza sanitaria internazionale o addirittura regionale. Nel decidere l’effettiva esistenza di uno stato di pandemia, i singoli Paesi membri non avrebbero più voce in capitolo – e altrettanto poco avrebbero voce in capitolo sulle contromisure. A questo proposito, l’avvocato ha dichiarato che:

“Nel nuovo articolo 12 dell’IHR, l’estensione del meccanismo di emergenza internazionale (PHEIC – Public Health Emergency of International Concern) è prevista anche per le sole presunte emergenze regionali che possono essere stabilite dal Direttore Generale dell’OMS di propria autorità, senza che le autorità e il governo di quel Paese possano ancora prendere una decisione in merito a propria discrezione. Questo è l’impianto definitivo del meccanismo di autopotenziamento dell’OMS. Non ci sarà più un’autorità di controllo indipendente. In futuro, l’OMS sarà in grado di dichiarare lo stato di pandemia ancora più facilmente e di costringere gli Stati membri a un regime di emergenza per un periodo ancora più lungo di prima (se non addirittura permanente)”.

Analisi: Come l’OMS ha creato la pandemia di Corona e ha aperto la strada alla sperimentazione genetica di massa

Per tre anni e tre mesi, durante la pandemia di SARS-CoV-2, avevamo già potuto sperimentare cosa significasse essere nelle mani dei cosiddetti “esperti”, Holzeisen ha ricordato il periodo dello stato di emergenza e le relative restrizioni e misure sui diritti fondamentali. Secondo il protocollo di Corman, Drosten e altri , l’esistenza di una pandemia di Corona era stata determinata mediante test PCR, sebbene il test PCR non potesse in linea di principio diagnosticare se una persona fosse infettiva.

Oltre a questo errore fondamentale, il protocollo Corman-Drosten del gennaio 2020 contiene altri incredibili errori scientifici. Un gruppo di scienziati riconosciuti a livello internazionale aveva quindi chiesto in un documento di ritrattazione che il lavoro di Corman-Drosten – un protocollo per il test PCR della SARS-CoV-2 – fosse ritirato. Ma già allora era  chiaro che l’OMS non era interessata a evidenza scientifica.

Dopo tutto, i cosiddetti “casi positivi” sono aumentati in tutto il mondo solo dopo la pubblicazione del protocollo del test PCR di Corman-Drosten (nel Bollettino dell’OMS a metà gennaio 2020), ricorda Holzeisen. Di conseguenza, l’OMS ha dichiarato il 30 gennaio 2020 una PHEIC, o emergenza di salute pubblica di dimensione internazionale. Quando un gruppo internazionale sempre più numeroso di scienziati ha chiesto di ritirare la pubblicazione del protocollo Corman-Drosten a causa degli errori fondamentali – come l’elevato numero di cicli di amplificazione, che in moltissimi casi hanno portato a risultati “positivi” – l’OMS ancora non ha reagito. Fino alla fine del 2020, cioè fino all’introduzione dei cosiddetti “vaccini” COVID-19, ha permesso che si continuasse per un anno a determinare almeno un 97% di falsi positivi.

E solo dopo che le “campagne di vaccinazione” con queste iniezioni sperimentali basate sull’ingegneria genetica erano state iniziate in molte parti del mondo, l’OMS aveva emesso una raccomandazione agli utenti del test PCR nel dicembre 2020, avvertendo che occorreva prestare attenzione anche alla presenza di sintomi della malattia e ai parametri importanti per l’applicazione di questi test.

L’avvocato italiano ciò lo ha definito un’azione di mero alibi da parte dei responsabili dell’OMS. Nel dicembre 2020, il risultato voluto, cioè “dimostrare in modo impressionante una presunta emergenza sanitaria internazionale attraverso il numero di casi creati artificialmente”, era già stato raggiunto. Allo stesso tempo, si era impedito l’uso di farmaci già esistenti per il trattamento dei presunti sintomi del COVID-19 (ivermectina, idrossiclorochina, antinfiammatori, ecc.). In questo modo, è stato creato il prerequisito legale di base per la cosiddetta autorizzazione condizionata (nell’UE) e la cosiddetta autorizzazione d’emergenza (negli USA, ecc.) dei “vaccini” COVID-19. L’obiettivo è stato quello di utilizzare farmaci sperimentali NON testati per la cura dei sintomi del COVID-19.

L’obiettivo era quello di utilizzare in un esperimento di massa sull’umanità sostanze genetiche sperimentali non testate, che non erano state precedentemente sottoposte a studi preclinici e clinici per verificarne l’efficacia e la sicurezza. Questo operato costituisce il più grande crimine, ha spiegato l’avvocato:

“È il più grande crimine contro l’umanità che probabilmente sia mai stato commesso, perché riguarda miliardi di persone in tutto il mondo, 451 milioni di cittadini solo nell’UE”.

Le sostanze incorporate nei “vaccini” non erano mai state testate sulla loro genotossicità, cancerogenicità e mutagenicità – in altre parole, la possibile alterazione del DNA, il genoma umano. Ma è noto fin dagli anni ’70 che anche l’RNA può essere retrotrascritto nel DNA. Con le vaccinazioni, l’OMS – e per i cittadini dell’UE anche l’UE – ha creato un immenso rischio per la salute e la vita”. Holzeisen ha chiarito:

“Ed è quindi anche un enorme inaudito rischio se il Direttore Generale dell’OMS, con un gruppo di cosiddetti esperti, che non devono rispondere a nessuno circa il loro operato, sarà autorizzato, ai sensi dell’articolo 12 del RSI, ad imporre arbitrariamente emergenze sanitarie internazionali e regionali a livello mondiale o anche individualmente ai Paesi membri”.

L’introduzione della modifica del Regolamento sanitario internazionale significa la fine di un sistema giuridico democratico

Se, dopo l’introduzione del RSI, l’OMS dovesse dichiarare un’emergenza sanitaria a livello mondiale o anche in un solo Paese, tutti i Paesi membri – ad esempio anche la Repubblica Italiana, sempre che non si opponga alla modifica del RSI nell`arco temporale di 10 mesi, con decorrenza da maggio 2024 – dovrebbero attuare immediatamente le “raccomandazioni vincolanti” dell’OMS a questo proposito. In ogni Paese dell’UE l’istituzione di autorità di controllo è già in atto.

Queste dovranno monitorare l’attuazione delle misure prescritte dall’OMS e verificare se gli obiettivi fissati sono stati raggiunti. Ad esempio, dovranno verificare se il 70% della popolazione è stato “spikerato”. (Questo è stato un obiettivo imposto durante la pandemia di Corona).

Secondo l’articolo 44 delle modifiche previste al RSI, gli Stati membri sarebbero anche obbligati a sostenersi reciprocamente nella lotta contro le informazioni “false o inaffidabili” sulle epidemie. Inoltre, dovrebbero trasporre nel diritto nazionale la lotta obbligatoria contro le (anche presunte) false informazioni. L’avvocato ha chiarito che:

“Questo significa che in futuro ci sarà solo la “verità ufficiale dell’OMS”. Le voci critiche saranno messe a tacere o addirittura perseguitate con una censura “contrattualizzata” su larga scala”.

Negli ultimi tre anni e mezzo, la magistratura e i parlamenti si sono già fatti ingannare dal dogma dell’OMS, non basato su prove e certamente non democratico. Holzeisen ha dichiarato:

“In questo sviluppo, i parlamenti hanno già dimostrato di non avere contezza dei diritti fondamentali e di non sapere cosa c’è scritto nelle loro costituzioni”.

In futuro, la magistratura e il parlamento saranno ancora meno in grado di contraddire questo dogma dell’OMS. Ciò significherebbe una massiccia espansione delle competenze e, di fatto, una revisione generale della nostra costituzione e delle nostre forme di governo. Da un punto di vista giuridico formale, ciò non sarebbe affatto ammissibile. Ma negli ultimi tre anni si è visto come i principi costituzionali fondamentali possano essere improvvisamente ignorati in nome di una cosiddetta emergenza sanitaria internazionale.

Inoltre, secondo l’avvocato, non bisogna mai dimenticare che non solo i Paesi membri sono partner dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I principali partner dell’OMS sono gruppi di interesse, come la Fondazione Bill e Melinda Gates o l’ONG Gavi. In quanto “organizzazioni dietro le quinte”, essi determinerebbero le politiche dell’OMS e sarebbero quindi gli effettivi detentori del potere.

Ciò che l’OMS vuole decidere a maggio 2024 è già in corso di attuazione nell’UE.

Ciò che né i cittadini né i parlamentari avrebbero saputo, Holzeisen lo ha poi spiegato: nell’UE, il Regolamento sanitario internazionale modificato viene già attuato con dei regolamenti. A questo proposito, ad esempio, il 23 novembre 2022 il Parlamento e il Consiglio dell’UE hanno deciso, con il Regolamento UE n. 2022/2371 , che l’UE avrebbe collaborato con l’OMS e i suoi Stati membri. L’intensificazione della cooperazione serve ad attuare il concetto di “ONE HEALTH”, che comprende la prevenzione delle malattie trasmissibili attraverso la vaccinazione e la prevenzione dei rischi sanitari legati al clima.

Visto il presunto successo dei cosiddetti certificati COVID-19, l’UE, in collaborazione con l’OMS, vuole introdurre un certificato di vaccinazione digitale a livello mondiale, che fungerebbe anche da passaporto. Secondo l’avvocato, bisogna sapere che: Quando questi certificati COVID-19 sono stati introdotti nel Regolamento UE 2021/953 del 14 giugno 2021, era stato esplicitamente dichiarato che non vi erano ancora prove se e in che misura le cosiddette “vaccinazioni” COVID-19 potessero prevenire l’infezione e l’infettività nelle persone trattate con esse.

Inoltre, nel rapporto di valutazione del vaccino Pfizer BioNTech ufficialmente redatto dall’EMA, era già stato pubblicato nel febbraio 2021 – a pagina 97 al punto 2.5.4 “Conclusioni sull’efficacia clinica” – che i cosiddetti vaccini COVID-19 non erano stati né testati né approvati a questo scopo. Ciononostante, nella Raccomandazione UE 2023/1339 del 27 giugno 2023, la Commissione UE raccomanda agli Stati membri di continuare a rilasciare questo “certificato COVID-19, che è un’assurdità assoluta”. In collaborazione con l’OMS, esso dovrebbe essere utilizzato in tutto il mondo in modo autoritario e discriminatorio nel quadro della “certificazione sanitaria” internazionale globale.

Partecipazione sociale ed economica solo con “certificati di salute” digitali.

Se i cittadini non fermeranno immediatamente questo sviluppo fatale – e soprattutto a livello europeo – in futuro potranno circolare “liberamente” solo con certificati di vaccinazione digitali, ha spiegato l’avvocato. La partecipazione sociale ed economica, ovvero la partecipazione alla vita sociale, sarebbe quindi legalmente possibile solo per coloro che possono dimostrare con “certificati sanitari digitali” di essere presumibilmente non “infettivi”.

Ciò che a livello di OMS non verrebbe implementato prima del 2024, nell’UE era già stato attuato nel settembre 2021 con l’istituzione di una nuova direzione generale della Commissione europea denominata HERA (Health Emergency Preparedness and Response Authority). In questo modo, la monopolizzazione della politica sanitaria è già stata istituzionalizzata nell’UE, sebbene i trattati dell’UE non lo consentano. Secondo l’articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE), l’effettiva attività di HERA e quindi della Commissione europea non è legalmente coperta, ha spiegato l’avvocato.

La Commissione UE con operazioni occulti avrebbe per il futuro già acquistato miliardi di dosi di “vaccini” genetici sperimentali. Gli acquisti per il futuro sono stati effettuati “per conto dei suoi Stati membri” da una Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, “impantanata in un enorme conflitto di interesse”. Nel frattempo, la Commissione europea sta preparando, tramite l’HERA, il rispetto obbligatorio delle sue raccomandazioni e di quelle dell’OMS in futuro. Le istituzioni europee stanno già prendendo provvedimenti contro la presunta diffusione di “false informazioni”. Come esempio, Holzeisen ha citato le minacce dei burocrati dell’UE contro Twitter. Questa procedura completamente antidemocratica è illegale, ha spiegato l’avvocato:

“Come cittadini dell’UE abbiamo quindi a che fare con una linea d’azione delle istituzioni europee che è particolarmente al di fuori di qualsiasi fondamentale ordinamento giuridico, anche dal punto di vista del diritto penale”.

L’ordinamento giuridico dell’UE si basa sui trattati dell’UE e non sulle decisioni della Commissione UE o sui singoli regolamenti di un Parlamento UE e di un Consiglio UE completamente deviati.

I compiti dei giuristi internazionali e dei giornalisti responsabili per l’illuminazione pubblica

In questa situazione, i giuristi “illuminati” dovrebbero fornire un’informazione completa. Dovrebbero fornire al maggior numero possibile di politici i documenti ufficiali sul previsto accordo dell’OMS sulle pandemie e i documenti sulle previste modifiche al RSI e spiegare loro il loro significato di vasta portata.

Gli avvocati che lavorano nell’UE devono rendere consapevoli i responsabili delle decisioni anche della portata dell’attuazione già in corso nell’UE. Devono anche far capire ai politici che questi regolamenti dell’OMS e dell’UE stanno di fatto abolendo le costituzioni nazionali. In Italia, prima di essere stata iscritta all’albo degli avvocati, ha dovuto prestare giuramento sulla Costituzione della Repubblica Italiana. Nel frattempo, si chiede se la maggior parte degli avvocati si ricorda ancora del giuramento prestato. Inoltre, i giornalisti responsabili sono necessari anche come moltiplicatori:

“Tutti i giornalisti che vogliono ancora chiamarsi tali devono riferire al più presto sull’abolizione programmata, contrattualizzata e quindi definitiva delle democrazie! Altrimenti, non avranno alcun futuro” ha avvertito l’avvocato.

A questo punto, ha fatto nuovamente riferimento al previsto obbligo di censura a livello mondiale. Altrimenti, alla fine, non avremo nemmeno bisogno di questi “scribacchini”. Questi verrebbero sostituiti da programmi di scrittura artificiale.

Perché questo processo può essere fermato solo dalla popolazione

Durante la pandemia della corona, si è potuto osservare anche un fallimento totale di vasta portata dei tribunali. Secondo la valutazione dell’avvocato sudtirolese, questo processo può essere fermato non tanto dagli avvocati quanto dalla pressione della popolazione. Il compito degli avvocati, ha detto, è quello di fornire una completa informazione, anche attraverso dei processi pilota. Holzeisen ha spiegato agli avvocati la sua preoccupazione per il fatto che la popolazione deve innanzitutto capire cosa si sta progettando. Questo è il compito più urgente:

“Il nostro primo compito deve quindi essere quello di informare le persone, finché ciò è ancora possibile, attraverso i media”.

Perché, ha spiegato, l’attuazione delle misure di censura previste dal RSI è già stata implementata nell’UE con il Regolamento n. 2022/2372 del 23 novembre 2022. L’avvocato ha lanciato un appello alla fine dell’intervista: “La gente deve opporsi a tutto questo:

“La situazione cambierà solo quando i politici-burattini sentiranno il fiato della popolazione sul proprio collo.”

[1] Covid-19

[2] In realtà non è un emendamento ma una nuova stipulazione di contratto