LA BUROCRAZIA E’ IN GUERRA CONTRO LA SOCIETA’. FINO A QUANDO POTRA’ DURARE?

PAOLO SENSINI – La burocrazia politica di governo, poco importa se a livello Europeo, di Stato centrale, Regione, Provincia, Comune o Circoscrizione, ha un denominatore comune: è aliena dal lavoro di tutti giorni svolto dalla “gente comune”, nel senso che non vi prende parte alcuna. Ma nonostante questa “estraneità” i burocrati sono preposti istituzionalmente a legiferare, normare, controllare e sanzionare le attività lavorative svolte da altri e da cui essi traggono la linfa che gli consente di prosperare. E’ questa la ragione del fatto che su tutte le mansioni si è stesa una fitta ragnatela di norme, regolamenti, autorizzazioni, incartamenti, controlli, adempimenti, bolli, certificazioni, balzelli e prelievi fiscali che stanno letteralmente soffocando ogni attività. Chi lavora e quotidianamente deve sottostare a tutto questo non ce la fa più, ma è costretto a continuare. Il risultato è la paralisi e il malcontento generale in cui ci troviamo a vivere, e che ogni giorno che passa si aggrava sempre di più. Ma ai funzionari-burocrati e ai loro sodali questo poco importa, perché comunque vada il loro stipendio a fine mese è assicurato. Può sembrare un paradosso, ma non lo è affatto: più infieriscono a tutti i livelli sul corpo dei sudditi e più essi credono di giustificare le ragioni della loro esistenza in quanto Casta. Ormai è guerra aperta, ma solo una parte ne è consapevole. L’altra, quella che lavora e tira la carretta, si trascina in uno stato di passavità e letargia. Fino a quando potrà durare questa situazione di masochismo da sonnambuli?

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