Il Rosario come itinerario alla realizzazione spirituale

Una intensa originalità caratterizza il saggio Misteri Mariani. Il Rosario porta della Sapienza”, editore Cantagalli (17 euro), ad opera di tre autori uniti nel Sodalitium Equitum Deiparae Miseris Succurrentis:è la guida ad una recitazione della grande preghiera mariana che superi la meditazione semplicemente devozionale di eventi accaduti 2000 anni fa, ma come tappe del cammino dell’anima e guida alla sua realizzazione spirituale suprema: “divenire”, con la grazia di Dio, “ciò che si contempla”.

Nella ritmica, assidua quotidiana recitazione, si propone di immergersi nella visione propriamente sapienziale in cui Maria non la vediamo creatura santa esterna a noi, ma stampo della nostra stessa anima ( che è “donna rispetto” al Principio del divino, è chiamata a diventare per conseguire più della semplice “salvezza”).

Per farla breve, e chiarire quello che si intende qui, nulla di meglio che elencare i misteri nella visione che ne fa’ Gianluca Marletta.

MISTERI GAUDIOSIviverli come le tappe con cui l’anima si apre al divino.

Annunciazione: l’anima riceve il seme della Grazia e lo accoglie nel proprio cuore.

Visita di Maria a Santa Elisabetta: l’anima che ha detto il “sì” diventa teofora – portatrice di Dio – e la Presenza riverbera verso gli altri.

Natività: Il Verbo nasce nell’anima come un bimbo aureo destinato a crescere.

Presentazione di Gesù al Tempio: l’anima si sottomette alla Legge religiosa
Ritrovamento nel Tempio fra i dottori: “Il Tempio per eccellenza è il Cuore”, spiega Marletta, “e lì il Verbo parla: ritornare al Cuore e ritrarsi dalla vanità del mondo”.

MISTERI DOLOROSI – sono le tappe della mortificazione e immolazione del nostro ego, che va ucciso perché possa rinascere nella gloria.

Agonia del Getsemani: è la mortificazione dell’elemento psichico inferiore, l’anima sensibile e carnale che vive di passione e percezioni.

Flagellazione alla colonna: è la mortificazione del corpo con la lacerazione della “tunica di pelle” che Dio diede ad Adamo dopo la Caduta al posto del corpo imperituro dello stato Edenico.

Incoronazione di spine: mortificazione del mentale,ossia dell’elemento esclusivamente umano della coscienza. “Il praticante deve dunque ritirarsi nel Cuore, centro dell’essere e rifugiarsi nella Presenza divina, che trascende ogni umana comprensione.

Cristo porta la croce sul Calvario: è la mortificazione dell’elemento più permanente e potenzialmente più divergente dalla volontà divina, “la mia volontà”. Nel percorso della croce è la mia umana volontà che viene mortificata e indirizzata verso la Volontà di Dio.

Crocifissione e morte: l’essere, purificato da ogni aspetto contingente, è pronto per essere offerto come vittima pura. Con esso è tutto il mondo (i quattro assi della croce) che viene immolato. E’ il tempo stesso che si chiude aprendosi all’eternità”.

MISTERI GLORIOSIsono le tappe della realizzazione spirituale che conducono alla Divinizzazione.

La Resurrezione: l’essere risorge nella sua forma primordiale (edenica: non a caso appare nel Giardino). E’ la realizzazione dell’uomo primordiale prima della caduta; e tuttavia, anche è solo una tappa del Viaggio Divino.

Ascensione: Cristo è il Logos in noi; con l’ascensione, è il nostro intelletto che volge verso l’alto, verso gli stati più alti dell’essere.

Discesa dello Spirito: al Logos che ascende corrisponde lo Spirito Santo che discende come fiamma divina e prende posto sul capo.

Assunzione di Maria in corpo e anima: per effetto della discesa dello Spirito, tutto l’essere è innalzato al Cielo, comprese le possibilità inferiori – corporali – perché l’essere realizzato spiritualmente riavrà anche gli aspetti non spirituali del suo essere.

Incoronazione di Maria Regina: l’essere è giunto al termine del suo mistico “viaggio”. Scrive Marletta: “Dopo aver conquistato la Resurrezione e attraversato gli Stati Superiori dell’Essere (i Cieli) esso è reso Dio per grazia e diviene Signore di tutti i mondi a immagine dell’Unico Signore”.

Quest’ultima frase susciterà nei sospettosi il sospetto che qui si configuri una sorta di esoterismo con echi yogici o vedantini: l’identificazione dell’asceta con Dio l’Unico non è cosa che viene enunciata o promessa nella dottrina cattolica.

Io, che personalmente mi considererei già immensamente fortunato a raggiungere per intercessione della Vergine e la Misericordia la semplice “salvezza” (che non merito) uno volta scontati i triliardi di anni di purgatorio che merito, mi astengo dall’opinare in proprio.

Tuttavia Marletta cita un passo di un insospettabile di coltivare esoterismi e yogismi, San Luigi Maria Grignon de Montfort: “Maria è il Santo dei Santi dove i santi sono modellati e formati. …Sant’Agostino chiama la Santa Vergine, lo stampo di Dio: lo stampo adatto a formare e forma Dei modellare degli dei”.

Sì, avete capito: con la via del Rosario si può diventare non semplicemente dei “salvati”, ma identici all’Unico.

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