I MORTI DI CUI LE ONG UMANITARIE SI INFISCHIANO

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Le ONG “chiamano” scafisti con la loro presenza sottocosta – la loro attività aumenta i morti. Ostacolare gli sbarchi salva vite.

Le ONG e i loro complici ideologici “umanitari”, versano lacrime sui “morti in mare” , “naufraghi” che devono assolutamente essere soccorsi. Tacciono delle centinaia di, forse migliaia di questi migranti che vengono lasciati morire nel deserto dai trafficanti, che semplicemente se ne liberano durante il percorso.
Qui alcune foto dell’autorità libica e un video che mostra come due individui, abbandonati dai trafficanti, sono stati soccorsi dai libici.
Le ONG, come ha dimostrato Francesca Totolo, con la loro attività “invitano” i trafficanti e gli scafisti, esercitano un “Pull factor” con la loro stessa presenza di soccorritori sottocosta; più soccorrono, più i criminali gettano in mare le loro vittime (volontarie) e le mettono in pericolo per farle salvare. Di quelli che vengono lasciati morire nel deserto, se ne infischiano.

Le ONG “salvano vite”? No: sono la causa delle tragedie in mare- di Francesca Totolo

 

 

 

 

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