HO PARLATO CON UNA GIORNALISTA RUSSO-ARMENA DELL'”EMERGENZA” COVID NEL SUO PAESE: ECCO COSA MI HA DETTO

Di Gianluca Marletta

Lo volevo fare da un po’, perché dei nostri media non mi fido assolutamente e anche della cosiddetta ‘controinformazione’ (spesso arruffona e un po’ cialtronesca). L’ho fatto anche perché volevo conoscere meglio come un paese esterno all’Occidente, ma con buone strutture sanitarie e alto livello scientifico, ha affrontato e affronta questo problema.

Ebbene: la giornalista mi ha spiegato, innanzitutto, che in Russia NON c’é mai stato un vero lockdown; negozi e locali sono sempre rimasti aperti, lì dove é stato possibile si è incrementato il lavoro da casa, piuttosto che chiudere sotto chiave la gente si é preferito – in primavera – ‘anticipare le vacanze’ di molte categorie.

Ma la differenza macroscopica é nell’approccio collettivo e mediatico: nessun bombardamento terroristico h24 nelle TV, nessuno stato di assedio, giusto qualche richiamo alla responsabilità. Ah …naturalmente la Chiesa Ortodossa non ha sostituito l’acqua benedetta con l’Amuchina e continua a celebrare (anche se, per onestà, bisogna dire che in Oriente non c’é un ‘precetto’ domenicale da assolvere).

Il popolo russo, in larga maggioranza, é molto sereno rispetto al Covid, tende persino a minimizzare.

In ogni caso, nessuno da quelle parti ha pensato di mandare in pappa la società e distruggere il sistema economico per affrontare il virus (che c’é, sia chiaro, ma che evidentemente può essere gestito senza distruggere una nazione). Chissà… forse i governanti di quelle parti non hanno neppure perso tempo e soldi pubblici ad ordinare banchi a rotelle o monopattini, ma devo chiedere.

In ultima analisi, e senza voler minimizzare nulla, ho l’impressione personale che l’Italia e l’Europa occidentale stiano vivendo, rispetto al Covid, in una vera e propria ‘bolla psichica’ che ha trasformato in psicosi collettiva un problema indubbiamente reale ma non così apocalittico come ci si fa credere.

Certo, é vero anche che il popolo russo – e in genere i popoli che non hanno la disgrazia di appartenere al nostro degenerato aggregato antropologico – ha conservato risorse di coraggio, determinazione e senso della vita che noi ormai ci sogniamo. Ma al netto di tutto questo, é impossibile non nutrire il sospetto che questo Covid, in Europa Occidentale e non solo in Italia, sia divenuta la scusa per esperimenti sociali guidati da finalità piuttosto oscure.

E’ un’impressione, magari mi sbaglio.

Vorrei sapere – ma non ho conoscenze dirette di cui mi fido – come va la situazione in zone come il Sudamerica o l’Estremo Oriente.

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