Giuliano Ferrara scarica Silvio Berlusconi: “Il 4 marzo voto il Pd di Matteo Renzi”

 

Una clamorosa confessione, firmata Giuliano Ferrara, che piove nella chiusa del suo editoriale su Il Foglio di mercoledì 7 febbraio. Al termine di una lunga disquisizione sulla sentenza di Cassazione che ha risarcito una coppia a cui anni fa nacque un figlio non voluto, rivela: “E non avrei mai pensato che, ormai in ritiro virtuale dalla vita pubblica, avrei dovuto votare nel mio collegio romano, in quanto sostenitore dell’unico partito costituzionale residuo, per un Pd che mi porterà la mano a metter la croce su Paolo Gentiloni alla Camera, e vabbè, e Emma Bonino al Senato”. Addio a Silvio Berlusconi, dunque. Fine di un sodalizio che, pur con qualche attrito e qualche interruzione, durava dal 1994, anno in cui Ferrara fu ministro e portavoce del primo, e brevissimo, governo del Cavaliere

“Ferrara logora chi ce l’ha”: editoriale di Marco Travaglio

 

di Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano 8 febbraio 2018 –

Io non so come dirlo, perché mi sa che Renzi il Fatto lo legge ancora. Però dài, pazienza. Matteo, se stai leggendo, tieniti forte, fatti coraggio e tròvati una sedia comoda, meglio una poltrona, ché certe notizie è meglio ascoltarle da seduti. Te la metto giù così nuda e cruda, senza inutili preamboli o ridicoli eufemismi per indorare la pillola, tipo quando uno muore sul colpo e ai parenti dicono che è grave in ospedale: Giuliano Ferrara vota Pd. L’ha annunciato lui stesso ieri, sul Foglio, forse per mettere sull’avviso gli sventurati destinatari del suo voto, affinché – se ci riescono – adottino le dovute precauzioni contro il suo endorsement mortale: “Non avrei mai pensato che avrei dovuto votare nel mio collegio romano, in quanto sostenitore dell’unico partito costituzionale residuo, per un Pd che mi porterà la mano a metter la croce su Paolo Gentiloni alla Camera, e vabbè, e Emma Bonino al Senato” (ma sì, pure l’abortista Bonino, che per chi 10 anni fa fondò la lista “Aborto? No, grazie” non è niente male).

Lo so, è una minaccia atroce, e durissima da accettare per chi sperava nella remuntada renziana. Ferrara, basta la parola: col suo bacio della morte, ne ha fatti secchi più lui che il colera. Ora al Nazareno diranno: ma come, già abbiamo la Picierno, la Rotta, la Morani, la Madia, la Fedeli, la Boschi-Wälder, la Lorenzin, e poi Lotti, Faraone, Carbone, Anzaldi, Andrea Romano, Mario Lavia, Rosato, persino Casini, tutte sfighe che al confronto le dieci piaghe d’Egitto erano Disneyland, e ora ci tocca pure Ferrara? […]

Noi, per quel che vale, siamo solidali col Pd nell’ora forse più grave della sua storia. L’abbiamo criticato, sì, anche duramente.   Però una punizione così terribile, direi veterotestamentaria, non la meritava neppure Renzi. L’appoggio di Ferrara, come se non bastasse il bacio della morte di Eugenio Scalfari, è uno di quei colpi da cui nessuno s’è mai rialzato. Eccetto i fortunati che, dopo averlo avuto sul groppone, sono riusciti a liberarsene. Infatti Berlusconi, appena appresa la notizia, ha quasi ripreso i colori.

[…]

Ricordate il Pci? Ferrara c’era, sappiamo com’è finito. Ricordate Craxi? Ferrara c’era, sappiamo com’è finito. Ricordate il primo governo B.? Lui c’era, ministro e portavoce: sappiamo com’è finito (sette mesi e tum: morto). Ricordate le elezioni al Mugello? Lui c’era, candidato di FI contro l’orrido Di Pietro: sappiamo com’è finita (centrodestra al 16% e l’ex pm al 68). Ricordate la guerra in Iraq? Lui c’era, anzi era più busciano di Bush, tant’è che le truppe angloamericane entrarono in Baghdad a bordo di Ferrara: sappiamo com’è finita (una ritirata che Caporetto al confronto fu una marcia trionfale). Ricordate la lista “Aborto? No, grazie” alle elezioni del 2008? Ferrara c’era, l’aveva proprio fondata lui e minacciava di prendere almeno il 5%: sappiamo com’è finita (più uova in faccia che voti). Quella fu l’unica volta in vita sua che portò sfiga a se stesso, sostenendosi da solo. Poi riprese a menar gramo agli altri, l’attività che gli riesce meglio

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