Dal Terziario Arretrato come risollevarsi? Quando non c’è classe dirigente

(Con aggiornamento)

La sera di Natale da Corsico sul bus 50 per arrivare alla Messa di mezzanotte anticipata alle 19, ma almeno vetus ordo. Traversata di quartieri periferici poi centrali bui come contro bombardamenti, vetrine oscure, luci fioche, solo i supermercati aperti illuminati e pieni. Capolinea Cairoli, ai margini di quello che si chiama(va) “il quadrilatero del Lusso” o della “Moda”. Qui i negozi del “Lusso” sono chiusi e morti, ma hanno le saracinesche sollevate. Le vetrine, semi-oscure, espongono la loro mercanzia il cui carattere principale è di essere costosa , pretenziosa: abbigliamento, pret-à-porter, calzature Made in Italy, ricercatezze o “provocazioni” intese a farsi comprare come souvenir “originali” dalle fastose e danarose checche internazionali che periodicamente affollano Milano nella stagione delle sfilate , dei milionari arabi e di quelli cinesi che li stavano sostituendo. Lussi e “raffinatezze”, nel semibuio, hanno un che di disperato e ridicolo: chi comprerà più l’aceto rosa esposto dal negozio del “mastro acetiere dal 1839”? Hanno un futuro i mastri acetieri, nel Gran Reset?

La triste passeggiata conferma che nel settore dei servizi, che comprende il “terziario avanzato”, essenzialmente digitalizzazione, nuove tecnologie, gestione d’imprese – Milano e l’Italia si erano ben accomodati nel Terziario Arretrato: quello che non richiede grande intelligenza né qualifiche alte né sforzo inventivi-innovativo, e nemmeno una laurea: il turismo in senso vasto. Una grossa parte di Milano ha campato di fiere campionarie e sfilate di moda, che attraevano decine di migliaia di operatori, modelle sarti, espositori e clienti: che riempivano senza sforzo hotel, ristoranti negozi e botteghe, davano lavoro a cuochi e tassisti, imprese di pulizia e arredatori di stand, calzaturieri di ”lusso” e vestiti “firmati”, baristi e impiegate e camerieri. E questo nella capitale “avanzata” dell’economia… Il resto d’Italia ha campato di turisti “perché c’è il mare” in alberghi di dimensioni insufficienti le economie di scala, quindi con servizi scadenti e, di “mestieri” consistenti nell’affittare cento ombrelloni a 30 euro al giorno (visto e sopportato ad Ischia).

Ora, è evidente che il progetto Grand Reset ha stroncato, con un vero colpo alla nuca, e deliberatamente il turismo di massa; il governo piddino-5S ha interpretato la direttiva in modo da aggravare la condizione di ristoratori, albergatori ,compagnie di viaggio- e volontariamente, come ha mostrato Valerio Malvezzi: di fronte a “un calo del 47% del settore alberghiero, del 51% delle agenzie di viaggi, un calo del 39,8% nel settore di fiere e convegni, del 39% sulla gestione dei parcheggi e del 38,1 % delle strutture ricettive alberghiere, il governo ha dato non un euro di contributo pubblico ai settori danneggiati, anzi falciati”.

1/3 Secondo la #CGIA di Mestre le PMI italiane hanno perso 420 miliardi di fatturato nel 2020 a causa del #lockdown. Il Governo ha messo a loro disposizione 29 miliardi. Nemmeno il 7%.

Ha devastato le micro-imprese che Malvezzi descrive come “gambe molto piccole e fragili” che sorreggono “l’enorme d testa:” pubblica amministrazione, #disoccupati, #studenti, #pensionati, stiamo per distruggerle”:

(Per avere un quadro circostanziato della disperata situazione delle imprese, si veda il video di Malvezzi del 22 dicembre:

https://www.facebook.com/officialvaleriomalvezzi/posts/1048310045687584)

Secondo Confcommercio, i ristoratori hanno avuto ristori pari al 2 per cento delle perdite. Perdite subite per volontà del governo coi suoi lockdown erratici e volutamente cervellotici. Non può non essere una decisione volontaria.

Ciò è voluto appunto in obbedienza alle direttive del World Economic Forum, per la quale il turismo di massa e annessi sono energivori, inquinanti e superflui. Ma il terziario arretrato in cui ci eravamo accomodati è, per definizione, voluttuario : ossia superfluo, di cui si può fare a meno – e si farà a meno i un mondo precipitato nella miseria, nell’esproprio generale e nel reddito universale di base a cui il Progetto ci sta portando.

Ora, l’assenza totale di una classe dirigente in Italia si vede dal fatto che di “cosa fare”, non c’è alcuna discussione o dibattito; nessuna la strategia per eventualmente riconvertire in settori economici capaci d i sopravvivere al Grand Reset – e di dare salari ai milioni di disoccupati che dai primi mesi 2021 affolleranno i marciapiedi – nessuna idea. Nessuna proposta. Né capacità di previsione . Né di rappresentare politicamente i miserabili creati dal governo.

Questa è colpa anzitutto della cosiddetta “opposizione”; essa anzi si fa promotrice della vaccinazione di massa, speranza che poi tutto tornerà come prima. Non ha nemmeno capito che nulla tornerà come prima; anche se lo dicono chiaro:

Il Globalista Klaus Schwab: Il mondo “non tornerà mai” alla normalità dopo il COVID

Salvini, Meloni, conoscete, Klaus Schwab?

Nulla hanno capito, nulla hanno imparato, e non si assumono alcuna responsabilità verso il popolo del terziario arretrato che muore di fame. Loro stessi arretrati, inadatti all’altezza tragica dei tempi. Superflui più dei mastri acetieri.

 

 

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