DA “IMMIGRATI CLANDESTINI” A “PROFUGHI”…

PAOLO SENSINI – Fateci caso: a un dato momento, con una perfetta sincronia, tutti i mezzi di distrazione di massa hanno smesso di definire coloro che assaltano le coste sicule come “immigrati” clandestini per utilizzare invece esclusivamente il termine “profughi”. Lo slittamento semantico può sembrare minimo, quasi impercettibile, ma non è affatto così, perché da quell’istante è quasi implicito l’obbligo dell'”accoglienza” e chiunque non l’avesse pensata in tale maniera doveva percepirsi ed essere percepito come un rassista, una persona senz’anima, insomma un fassista. E’ in occasioni come queste che l’espressione “padroni del discorsi” perde la sua astrattezza tipicamente gomblottista per assumere un significato preciso.