come i poliziotti bavaresi imparano l’etnologia.

Una delle glorie  della cultura europea è stata l’Etnologia, poi perfezionatasi in Antropologia e  in Antropologia culturale: ossia lo studio accurato delle culture dei vari popoli ed etnie, delle loro religioni, delle loro caste e mentalità, dei loro costumi, della loro stregoneria. Fu un bel fiore, lo si deve ammettere, del colonialismo e dell’imperialismo: gli inglesi impararono a loro spese cosa costava violare certi tabù alimentari dei Sepoys, impararono a non chiedere ai servi indù di lucidar loro le scarpe di cuoio, ma di far fare il lavoro ai camerieri musulmani.  Impararono che quel che potevano chiedere ai SIk, non potevano esigerlo dagli islamici. Centinaia di esploratori, amministratori in missione, impiegati, e missionari anglicani e loro figlie zitelle, in Africa, stilavano rapporti sui costumi delle infinite tribù, le inimicizie che li facevano scontrare da millenni con la tribù vicina, e li inviavano alla Royal Society che li raccoglieva, sistematizzava e catalogava.  Da una necessità coloniale fiorirono gioielli come Il Ramo d’Oro di James Frazer, gli studi tantrici di “Arthur Avalon” (ossia John Woodroffe), le opere illuminanti  di Mircea Eliade. Senza ovviamente dimenticare il nostro grande Tucci.

Ora, tutto questo tesoro di cultura non è servito a nulla.  La classe dirigente europea attuale evidentemente non ne ha il minimo sospetto, se ritiene possibile rinsanguare la stanca demografia dei popoli, inondandoli con negri africani di mille diverse tribù, di mescolare turchi ed afghani, di ritenere tutti i maghrebini  uguali agli yemniti, e gli zulù e i Xosa, in grado di abitare gli uni accanto agli altri. Evidentemente, animava la Merkel (e i suoi occulti suggeritori superiori incogniti) la stolida visione della ragazzotta italiota che si fidanza (e se ne fa ingravidare)  col nigeriano  o va a letto, e infine sposa,  il marocchino:  ossia che tutti partecipino come noi della nostra “cultura” scadente, permissiva e relativista, pseudo-universalista; come se tutti, laggiù nei loro villaggi e capanne di cui la ragazzotta non sa nulla, condividessero la stessa  tv e la stessa “democrazia”, le nostre ideologie standard  e i nostri buonismi  (cascami ultimi di un “cristianesimo generale” morto e putrefatto).

Insomma hanno davvero creduto che l’uomo fosse una specie solubile fra gli altri uomini, che l’afghano  diciottenne fosse felice di trovare un posto alla Volkswagen e vivesse nel quartiere degradato insieme agli  ecuadoriani , animisti africani, guatemaltechi e mozambicani, senza alcun problema.

E  ancora, questi ignoranti matricolati, ciechi e stupidi (e veramente ignari della cultura europea), danno dei “razzisti” “xenofobi”, “senza carità”, “egoisti”; a chi, sapendo che ogni etnia ha le sue culture insolubili nella nostra, mette in guardia dal progetto-mischione elaborato dagli ideologi dell’Erasmus.

Per anni, sono riusciti a censurare e tacitare il fatto che in Svezia come a Parigi, la polizia non entra più n nei quartieri etnici; che scontri fra bande di guatemaltechi contro ghanesi sono all’ordine di giorno; che occasionalmente il  diciottenne pakistano venuto come “minore non accompagnato”   violenta la tredicenne tedesca che tanto tanto è umanitaria e di larghe vedute, non come certi “xenofobi”.

Naturalmente tutti i giornalisti – che in quanto “progressisti”  non conoscono e schifano la cultura e gli studi di Eliade e di Tucci (il progressismo non trasmette il progresso) continuano ad inveire contro “Salvini xenofobo” e il governo “razzista” che ha osato opporsi agli scafisti NGO, e ai “democratici” come MAcron.

E non vi docono che in Germania, grazie a questo governo italiano, la crisi che covava nella coalizione che regge la Merkel sta esplodendo.

Richiedente asilo ha stuprato e ucciso 14 enne.

Che il ministro dell’Interno Horst Seehofer, quello che ha scritto a Salvini complimentandosi,  ha incantonato la Cancelliera, mercoledì,in una “riunione di crisi” a  per “risolvere la disputa in materia di asilo”, sulle mazzette che funzionari ricevevano per  accordare diritto d’asilo, ma non solo. Riunione cui hanno partecipato  il ministro bavarese Markus Söder (CSU), il primo ministro dell’Assia Volker Bouffier e il ministro della Cancelleria Helge Braun (entrambi CDU); due ore e mezzo di notte, nella Cancelleria di Berlino, dopo le quali i partecipanti non hanno fatto alcuna dichiarazione. Si sa che diversi parlamentari CDU si sono uniti a Seehofer,  prendendo le distanze dalla  cancelliera.

Qualcosa cambia in Germania.

Qualcosa di grosso  sta succedendo,. Qualcosa sta cambiando in Germania.

Ne fa fede un  comunicato della polizia bavarese, di aspra critica alla polizia federale  sui migranti . E’ successo dopo che  un trentenne nigeriano,  fermato perché sospettato di omicidio, ha strappato  l’arma di servizio da un ufficiale di polizia martedì nell’ufficio distrettuale di Landshut, e ha tentato di sparare al funzionario. Per ridurre il negro  alla ragione, tre poliziotti sono rimasti feriti.

Ecco dunque la dichiarazione del sindacato di polizia  bavarese (Gdp), critico con  politica federale . “Dopo l’attacco a tre agenti di polizia a Landshut e il tentativo dei richiedenti asilo nigeriani di sparare ai nostri colleghi, la misura non è solo piena, ma è da tempo traboccata”.

Da oggi, bisogna condannare fermamente la violenza che le forze  dell’ordine subiscono dai  richiedenti asilo. Tali incidenti non saranno più tollerati.  “Non più indulgenza”. Le persone che volevano sottrarsi allo stato di diritto e hanno l’hanno fato con massiccia resistenza e brutale violenza, devono subirne in pieno le conseguenze legali (Si vede che prima, non le subivano)  Chiunque calpesta le convenzioni sociali in Germania e si oppone alla legge e all’ordine deve sentire tutta la severità della legge. La politica deve agire in modo chiaro e inequivocabile e creare la base  per cui tale escalation di violenza possa  essere contrastata da tutti i mezzi disponibili, è stato anche detto. “I litigi di partito o politici o addirittura personali come sono attualmente osservati a Berlino, sono tutt’altro che utili.”

Sottolineo le frasi: “Non più indulgenza”, “devono sentire tutta la severità della legge”, “contrastare l’escalation di violenza con tutti i mezzi disponibili”. Tutti i mezzi disponibili. Secondo me, i poliziotti bavaresi  cominciano a sparare.

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