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Il Giornale

 

La Shoah ha sfrattato il crocefisso

Perché un evento tragico di settant’anni fa, unico tra gli orrori, tiene banco in maniera così prolungata, unanime e pervasiva nei media e nelle rievocazioni? Perché col passare degli anni anziché sopirsi, si acuisce la memoria della Shoah, oggi più di trent’anni fa?    Non intendo aprire polemiche, si tratta di domande vere.

Provo a rispondere senza fare alcuna valutazione.

La Shoah sta prendendo il posto della crocifissione di Gesù Cristo. Ovvero

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Da Libre, originariamente apparso 30/3/12

 

Un mondo diverso è possibile? In teoria, sì. Ma appena la svolta si avvicina, ecco che arrivano loro: sfasciano tutto, devastano città, terrorizzano manifestanti e adesso scatenano anche la guerriglia con la polizia, dando al governo di turno il pretesto perfetto per seppellire sotto la repressione qualsiasi domanda di cambiamento. Loro sono i neri, gli incappucciati: da più di dieci anni, puntualissimi guastatori di qualsiasi “primavera” civile. Sono i migliori alleati del potere che

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Apparso su Libre, originariamente il 9/12/11

 

Manovre lacrime e sangue per tutti tranne che per la “casta” mondiale, sovranità limitata o revocata, bavaglio universale all’informazione. Sindacati neutralizzati, banchieri al governo e partiti-fantasma ormai agli ordini dei signori dell’economia. Quello che oggi chiamiamo crisi era stato largamente previsto, dagli stessi super-poteri che, già nel 2001, prima ancora dell’11 Settembre, si preoccuparono di disinnescare sul nascere una potenziale bomba democratica planetaria, quella del movimento no-global. Diritti contro soprusi, cittadinanza

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Di recente, nell’ambito delle celebrazioni del centenario del primo conflitto mondiale, abbiamo avuto modo di apprezzare un’opera storica che, benché tratti per lo più di storia diplomatica e militare, è tuttavia illuminante per comprendere le motivazioni sia geopolitiche sia culturali di quel conflitto. Ci riferiamo all’ultima fatica di un grande germanista italiano, Gian Enrico Rusconi (1).

Crediamo che l’aspetto più meritorio di questa opera stia soprattutto nell’enucleazione del sentimento di peculiarità culturale che i tedeschi nutrono per sé stessi.

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I miracoli eucaristici di Buenos Aires, il silenzio di Papa Bergoglio e le favole di Rete

di Paola De Lillo, 15 aprile 2015Blondet

Avevo già considerato l’opportunità di aggiornare l’articolo Miracolo Eucaristico a Buenos Aires, quando Papa Francesco era Cardinale, che vanta ancora centinaia di lettori giornalieri provenienti dai motori di ricerca dell’argomento, ormai superato da  più recenti e precise informazioni apportate da altri. Però la trasmissione La strada dei  miracoli andata in onda ieri sera su Rete4 mi ha costretto ad accelerare l’impresa, a scapito di una più esaustiva esposizione delle notizie.

Non voglio

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I miserabili assassini musulmani dei cristiani e i nostri italiani impoveriti che auspicano di poter “ricacciar in mare” i migranti dal Nordafrica sono – a un incommensurabilmente diverso livello – vittime del medesimo abbaglio: fanno come il cane che morde il bastone che lo colpisce, salvo poi lambire la mano del padrone che lo manovra. Quel che va insegnato ad entrambi è che oggi il solo nemico pubblico, il solo responsabile della povertà e della violenza che sta inghiottendo il

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Mancano solo le condanne alla pena capitale, per essere in pieno regime del Terrore: ma intimidazioni, discriminazioni, persecuzioni sociali, civili e professionali a danno dei cristiani già ci sono. E pare proprio che vi si faccia ampio ricorso. Lo conferma l’indagine recentemente conclusa in Gran Bretagna e subito ripresa dall’agenzia LifeSiteNews: 2.483 i dipendenti intervistati, tutti concordi nel dire una cosa sola ovvero che i fedeli han sempre più paura di esprimere le proprie convinzioni sul posto di lavoro.

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ragazzi_via_pal

Posso orgogliosamente affermare di avere fatto inorridire moltissime mamme sulla spiaggia, al parco, in piscina, perché i miei figli hanno girato sempre armati, almeno da quando sono stati in grado di tenere in mano oggetti. “Il sonaglietto tienitelo tu, dammi la spada” deve essere stata una delle prime frasi di senso compiuto che hanno pronunciato. E siccome i poliziotti americani sono dotati di moltissime qualità ma di pochissimo senso dell’umorismo, Bernardo quando aveva tre anni a New York fu bloccato

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