Maurizio Blondet

Bisogna di nuovo aver paura dei tedeschi (Obama ha rivotato Merkel)

I governanti europei, accolto Barak Obama nel suo viaggio d’addio la settimana scorsa, gli hanno fatto l’ultimo regalo:  hanno prolungato di un altro anno le sanzioni alla Russia (costo per l’Italia 7,3 miliardi), poi hanno giurato nelle  mani dell’uscente di  : 1) arrivare comunque a firmare il TTIP,  detestato da tutti i popoli delle due sponde atlantiche; 2) ampliare la globalizzazione sempre di più; 3)  continuare a  tenere aperte le frontiere all’immigrazione senza limiti; 4) mantenere la NATO così

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Nuovi e vecchi "loro"  attorno a Trump. Tanto vale imparare  a conoscerli.

“Incontriamo gli ebrei nella cerchia interna di Trump”: è un titolo esultante della Jewish Telegraphic Agency  (JTA), storico  strumento mediatico del sionismo. Che dice ai suoi lettori: non preoccupatevi se Trump ha nominato come suo stratega Steve Bannon,   antisemita [l’etichetta non  se la toglierà mai più, ndr.] ed  un ammiratore del razzista bianco David Duke.  Guardate invece ai suoi più intimi collaboratori   di una intera vita.

Vale la pena di percorrerne i profili e impararne i nomi; conteranno molto nei

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RESTA L'IRAN DA DEVASTARE.  TRUMP PROVVEDERA'?

 

Mike Pompeo,  il parlamentare che Trump  ha messo a capo della “sua” Cia, parlamentare  repubblicano,  ha uno scopo nella vita: “”Non vedo l’ora di smantellare questo accordo disastroso con il più grande Stato sponsor del terrorismo del mondo”. Ha appena rilasciato una intervista al Weekly Standard,  il  periodico fanaticamente  neocon di Bill Kristol  (j,  dirige il Project for a New American Century, che ha istigato l’invasione dell’Irak di Saddam Hussein)   in cui promette appunto di distruggere l’accordo sul nucleare,

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>> La sottise, l’erreur, le péché, la lésine,

>> Occupent nos esprits et travaillent nos corps,

>> Et nous alimentons nos aimables remords,

>> Comme les mendiants nourrissent leur vermine.

>>

>> Nos péchés sont têtus, nos repentirs sont lâches;

>> Nous nous faisons payer grassement nos aveux,

>> Et nous rentrons gaiement dans le chemin bourbeux,

>> Croyant par de vils pleurs laver toutes nos taches.

>>

>> Sur l’oreiller du mal c’est Satan Trismégiste

>> Qui berce longuement

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(MB:  Anche qui effetto-Trump? )

ROMA, 15 novembre 2016 (LifeSiteNews) –

Traduzione di MiL

 

 

Dopo l’adesione al gruppo di quattro cardinali che hanno formulato un invito a Papa Francesco di chiarire gravi errori nella sua esortazione apostolica Amoris Laetitia, il cardinale Raymond Burke ha ora indicato i cardinali stanno prendendo in considerazione l’idea di una “correzione formale”, nel caso il Papa dovesse mancare di rispondere alle loro perplessità.

I Cardinali avevano scritto al Papa esternando  le loro preoccupazioni,

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PIECZENIK: “Mai più 11 Settembre, mai più false flag”. E invece  Obama..

 

Steve Pieczenik  ha postato un altro dei suoi video. Si rallegra della vittoria di Trump, che attribuisce alla mobilitazione dei “16 servizi di intelligence”, ed elenca “ciò che il popolo americano non vuole più”:   “Non più false flag,  non più 11 Settembre,  non più Sandy Hook, Sparatorie  di Orlando, o altri imbrogli, propaganda e stronzate! Quel che vogliamo oggi è  la verità”.  Abbiamo già spiegato che Pieczenik è un esponente dello “Stato profondo”,  l’uomo che al tempo del rapimento

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LO STRANO 'EFFETTO TRUMP' -  MOSTRA L'INNATURALITA' DEL SISTEMA

“Donald Trump può essere un buon presidente, dopotutto”, scrive il giornale economico francese “La Tribune”: “Accusare  la politica commerciale cinese non è assurdo”.

http://www.latribune.fr/opinions/tribunes/donald-trump-peut-etre-un-bon-president-des-etats-unis-616190.html

“Trump può davvero rimettere  sui binari l’economia Usa”, concede su Asia Times David Goldman, speculatore americano basato ad Hong Kong, e (quando scrive di geopolitica con lo pseudonimo di “Spengler”) suprematista ebraico e neocon.  “L’economia Usa è il 10 per cento più piccola di quanto potrebbe essere  in una ‘normale’ ripresa dopo il 2008;

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LA CASA BIANCA: DAI NEOCON AL PALAZZINARO KOSHER

Trump “ha tutte le intenzioni di riconoscere Gerusalemme come capitale indivisa dello Stato ebraico, spostando lì l’ambasciata Usa,  ora  Tel Aviv”.  Intende anche “stracciare  il trattato con l’Iran”  che (colpa di Obama)  ha sollevato  Teheran  dalle sanzioni, e punire questo paese “che è il più grande sponsor del terrorismo al mondo”.  Questo, cinque giorni fa. Un giorno dopo  Walid Phares,  un notevole analista e studioso politico (cristiano maronita libanese) che viene indicato come “importante consigliere in politica estera di Trump”,

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