Maurizio Blondet

Perché siamo  l'ultimo cane ammaestrato che obbedisce al circo UE.

Questa me l’ero quasi persa. Devo riprenderla dalla UNIAN, l’agenzia di propaganda  del regime golpista di Kiev “Il parlamento italiano [dei  nominati] , nella risoluzione intitolata ‘Direttive  della politica estera europea e italiana  nel contesto dei recenti sviluppi mondiali’,  ha raccomandato al governo [non eletto] di prendere misure per assicurare l’applicazione  degli accordi di Minsk, che devono diventare il prerequisito per la possibile ripresa delle normali relazioni tra Italia e Russia”.  Sono gli accordi di Minsk che  Kiev viola sotto

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"Una volta qui c'era acqua". Segno dell'Ora?

Nel villaggio palestinese di Al-Hadidya, a 38 gradi centigradi, manca l’acqua. I militari israeliani l’hanno   deviata alla ‘colonia’ giudaica di Ro’i,  meno di un chilometro da lì:  la piscina è piena,  gli innaffiatori girano sui prati all’inglese.  Abu Saker,  il patriarca del villaggio assetato, parla a dei volontari ebrei pacifisti,  in arabo sparso di parole beduine e   termini rari e antichi: “I coloni e lo stato israeliano hanno commesso molti crimini, ma il peggiore, la mostruosità morale, è privarci di

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di Roberto Pecchioli

Uomini siate, e non pecore matte, dice Beatrice nella Commedia, ma al tempo di Dante il potere, che per il sommo fiorentino era Imperium, non aveva ancora elaborato i mezzi di controllo che l’odierna tecnologia ha posto a disposizione del potere, oltrepassando la fase panottica (Bentham) e financo quella biopolitica (Foucault), ed ha assunto il controllo delle menti e dei cervelli di masse enormi, e con il loro consenso.  L’attualissima vicenda del videogioco Pokémon Go ne

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Quando la polizia fabbrica terroristi. Il caso canadese.

Il primo luglio del 2013,   tre bombe fatte con pentole a pressione furono trovate piazzate davanti alla sede legislativa di Victoria, capitale della Colombia  Britannica,  Canada. Era il giorno del Canada Day, quando migliaia di persone si sarebbero radunate lì. L’attentato  terroristico fu sventato dalla polizia.  Che risalì rapidamente agli autori:  John Nuttal di 41 anni, la moglie Amanda Korody di 33: recentemente convertiti all’Islam  (lui con un passato di tossicomane), gli inquirenti   sono stati in grado di mostrare ai

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Mondo sottosopra. I cattolici uccidono la suocera, i musulmani vanno a messa

 

É stata più breve del solito la conferenza stampa di papa Francesco sul volo di ritorno da Cracovia a Roma. Ma è bastata per riascoltare la sua personale lettura del terrorismo islamista, lettura di cui è evidentemente arciconvinto.

Questa volta, anzi, ha addirittura equiparato in forma più che mai esplicita “il piccolo gruppetto fondamentalista” dello Stato islamico al “fondamentalismo” che anche “noi cattolici abbiamo”, quello “che uccide la fidanzata o la suocera”, se non col coltello “con la lingua”, per

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Perché DAESH vuole Killary presidente.  Proprio come tutti i Katz.

Come si diceva,  Daesh minaccia Putin il giorno dopo che Hillary ha accusato Putin, coi suoi hackers, di aver diffuso  le mail più discutibili su di lei e il suo partito democratico.  “Daesh per Hillary!”, era il nostro titolo.  Meno paradossale di quel che sembra:  per forza Daesh aiuta la Clinton   a   entrare nella Casa Bianca – dopo tutto quello che lei  ha fatto per lui.

La cosa è saltata fuori, ma subito sepolta,    dopo l’11 settembre 2012,   il giorno

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UE ha un (altro) problema. Risorge l'imperialismo polacco.

In Polonia,  mi scrive un lettore, piovono cartoline-precetto: il  governo mobilita. E riarma alla grande,   acquistando a man bassa armamenti americani.  Contro la Russia, naturalmente. Per la NATO, più che ovviamente. Ma (forse meno intuitivamente) anche contro la UE e l’egemonia tedesca.

Un altro sbrego si apre  nella UE,   stavolta ad Est.   L’ungherese Victor Orban è stato esplicito e limpido, anche se poco gentile, verso la Cancelliera e la ‘sua’ Bruxelles, nonché la sua accoglienza di profughi che ha portato

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Il World Jewish Congress (WJC), il Congresso mondiale ebraico, accoglie la visita del Pontefice ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau come «un segnale forte» contro l’odio e plaude alla scelta di Francesco di non pronunciare discorsi ufficiali per fermarsi in silenziosa preghiera. «Anche se non ci sono lapidi – scrive oggi in una nota il presidente del WJC, Ronald S. Lauder – questo è il più grande cimitero ebraico del mondo. È anche uno dei luoghi più

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