“Amici di Madre Teresa”, e invece era ‘Ndrangheta

Volontari senza Frontiere”, “Area solidale”, persino  “Amici di Madre Teresa Giuliani”  si erano battezzate   le ONLUS che  avevamo accesso ai fondi per la”assistenza  ai migranti”. Invece erano la ‘ndrangheta che, fra Lodi Milano e Parma, s’era  buttata sul business della Bontà. Hanno incamerato illecitamente  7,5 milioni  di euro usandone  4,5  per scopi personali.

Molta accoglienza ed assistenza di questi buoni senza frontiere, di questi bergogliani solidali, era diretta all’altissimo scopo umanitario di dare  degli  stipendi ad  avanzi di galera mafiosi   fingendo che fossero “volontari” delle ONLUS (strano, ma i volontari dell’accoglienza sono pagati) oppure di godere di “Misure alternative alla detenzione” facendoli apparire come lavoratori di dette onlus.  il gip di Milano De Marchi   parla nell’ ordinanza  dei “pagamenti anomali” in favore di Salvatore Muia (oltre 20 mila euro dalla onlus Milano Solidale), Santo Pasquale Morabito (51 mila euro dalla onlus ‘gli amici di Madre Teresa Giuliani’) e Salvatore Camerino (oltre 20 mila euro sempre dalla onlus ‘gli amici di Madre Teresa Giuliani’).

Non  sono nomi bellissimi? “Volontari senza frontiere’, ‘Milano Solidale’, ‘Amici di Madre Teresa’ e ‘Area solidale’:  ciascuno è un manifesto ideologico del buonismo,   una  polemica implicita  contro “l’egoismo” di chi ha votato Salvini, la “chiusura”, quelli che costruiscono muri e non ponti. Una perfetta forma di mimetismo nel solco del perfettamente corretto vigente e  obbligatorio. Ce ne sono miriadi di onlus con nomi simili,  nate per lucrare i fondi che l lo Stato elargisce alla Bontà di chi è accogliente.  Tutte le altre, tranne queste quattro, sono veramente buone ed accoglienti, e meritano i fondi che ricevono per alloggiare, rifocillare ed integrare i nigeriani  e simili. Viene solo da pensare che onlus che   si fossero scelte  altri nomi – che so – “Patria”, “Italia solidale”, o magari “Lepanto”,   avrebbero avuto difficoltà a   succhiare i fondi della Bontà di Stato.

Ché  poi niente di particolarmente nuovo: già nel maggio 2017, si scoprì che  il Cara più grande d’Europa, quello di Sant’Anna, a pochi chilometri da Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone,   era gestito dalla  ‘ndrangheta.  Da nove anni. Con tanto  profitto, che   “il grande affare dell’accoglienza, ritengono i magistrati, avrebbe fatto fare pace ai due cartelli della mala, quello dei Grande Aracri e quello degli Arena Dragone, che per anni si sono fronteggiati in una sanguinosa guerra di mafia a colpi di bazooka e kalashnikov”. E’ bello sapere che i denaro di noi  contribuenti  ottiene risultati di pace.  Furono sequestrati 89 milioni.  Tra gli arrestati c’era  Leonardo Sacco, presidente della sezione calabro-lucana della Confraternita delle Misericordie,   l”organizzazione che da 10 anni gestiva il Cara,  e il parroco del paese, don Edoardo Scordio, che per anni durante le sue omelie ha pontificato sull’accoglienza.  Il sacerdote forniva l’assistenza spirituale  aii migranti  – come tutti i “volontari”, a pagamento: “i magistrati hanno stimato che solo per il 2007 don Edoardo   aveva incassato 132.000 euro”. Non vi si inumidiscono gli occhi?

Un manifesto di Area Solidale Onlus 
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