di Luigi Copertino
consiglio a tutti di visionare il docu-film che corrisponde al link che vi copio incollo qui sotto e che dovete, per usarlo, copiare sul browser e cliccare. Si tratta di un documentario girato da un regista israeliano sulla società israeliana vista dall’interno. Si passa in rassegna la tragedia del genocidio diventato un “mito di fondazione politica”; il modo (da regime totalizzante) nel quale gli studenti israeliani sono educati nelle scuole sorvegliati a vista da agenti della sicurezza durante le loro visite in Europa nei campi di sterminio affinché non abbiano contatti con i locali, ossessionati ed impauriti dalla convinzione che il mondo è pieno di feroci antisemiti pronti a colpirli; l’uso politico dell’antisemitismo vero o presunto; l’opera di lobbing della Anti Defamation League, supporto per la destra sionista. Ci sono interviste ad Abraman Foxman (ADL), Norman Filkestein (“L’industria dell’Olocausto), Walt (l’americano il coautore del libro sulla lobby ebraica negli Usa). Ma anche interviste a gente comune come la nonna del regista o alcuni rabbini in America ed in Russia, i quali parlano in modo assolutamente tollerante verso i non ebrei sminuendo la propaganda del governo israeliano: incredibile il fatto che l’ossessione coltivata dalla ADL invece conquista più i laici che i religiosi (secondo uno dei rabibni intervistati, perché gli ebrei laici sono più deboli nella loro identità ed hanno pertanto bisogno di appoggiarsi alla propaganda ADL). Ci sono poi interviste ad esponenti della sinistra pacifista israeliana che criticano l’uso che la destra sionista fa della paura dell’antisemitismo aizzando l’odio tra israliani ed arabi. Interessante lo “scandalo” del prof. Hirsch che, durante un convegno organizzato dall’ADL contro il libro di Walt sulla lobby ebraica americana, interviene per ricordare ai presenti il peso che l’occupazione israeliana delel terre palestinesi ha nell’alienare simpatie ad Israele. Insoma un vero e proprio spaccato della società civile e politica israeliana e delle sue paure, follie, ossessioni e mitologie. Il film si chiama “Defamation” e mi è stato segnalato da mio fratello chelo ha fatto vedere ai suoi allievi nel liceo dove insegna in occasione del 27 gennaio. Dura un’ora e mezza ma, vi assicuro, vale la pena di vederlo per meglio comprendere la realtà non solo dello Stato di Israele ma anche quella dei nostri anni, dell’Europa, dell’Occidente e del Vicino Oriente. Buona visione e se poi qualcuno di voi vorrà commentarlo sulla mailist, ben venga. Saluti a tutti. Luigi Copertino.

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