MACRON: “LA FRANCIA BOMBARDERA’ LA SIRIA”. E LO STRANO GIOCO DELLA UE

Di punto in bianco, Emmanuel Macron  ha voluto far sapere, in una grandiosa intervista congiunta a Le Figaro, Le Temps, Le Soir, Süddeutsche Zeitung, The Guardian, Corriere della Sera, El Pais et Gazeta Wyborcza, che la Francia non esiterà a bombardare la Siria anche da sola, “se avverrà che armi chimiche siano utilizzate sul terreno”, allo scopo di “distruggere i magazzini di armi chimiche”. Anche da  sola ‘intende che la Francia  sarà perfettamente allineata agli Stati Uniti”. Ovviamente. E’ in preparazione un false flag?

Ci risiamo. Come Hollande, Macron va alla guerra in Siria?  Per preparare l’opinione pubblica, ha attivato già la dovuta propaganda. La  televisione  La Chaine Parlamentaire (LCP),  rete  in mano al potere statale, ha  diffuso un servizio dal titolo significativo: “Siria, la rivoluzione confiscata”: dove i terroristi mercenari pagati dai sauditi sono dipinti come i combattenti per la libertà, secondo la vieta finzione che non dovrebbe ingannare più nessuno. Dove si parla dei “forni crematori per  nascondere i massacri del regime” (Assad commette  l’Olocausto, bisogna per forza intervenire) e si  proclama: “Assad e Daesh, due barbarie  che si completano!”.

Per qualche motivo, i media  invece  danno importanza ad  una frase di Macron, “la  destituzione del presidente siriano Bashar Al Assad non è più condizione preliminare a tutto”,  senza coglierne il significato ambiguo. “Assad non è nemico nostro, è nemico del suo popolo”.

Che  truppe francesi siano presenti in Siria, ad operare di nascosto contro Assad (dunque per Daesh), l’ha ammesso la sua ministra francese della Difesa, Sylvie Goulard, in tv:

 

Decisamente, l’America non accetta di aver perso. In Siria non era riuscita ad impedire alle truppe siriane di raggiungere il confine con l’Irak. Non può rassegnarsi, anche perché glielo chiede Sion: “bisogna forzare  le forze pro-governative siriane dalla città strategica di Al Tanf  ed impedir loro di prendere il controllo  della strada veloce che unisce Damasco, Baghdad e Teheran. Perché ciò significherebbe che l’Iran può  convogliare direttamente armamento alle forze siriane” (e a Hezbollah).

E’ a questo scopo che il Pentagono ha piazzato ad Al Tanf, dove ha piazzato una base di “ribelli” e suoi commandos, e che le forze siriane  stavano riconquistando,  il suo formidabile lanciarazzi mobile HIMARS. “E’ un messaggio chiaro a Mosca e Damasco”; dice Alekxey  Klebnikov, esperto del Medio Oriente al Consiglio russo degli affari internazionali: “gli Usa non lasceranno il controllo delle frontiere siriane con l’Irak e la Giordania alle forze iraniane e pro-governative”. L’HIMARS è un’arma  estremamente temibile”può devastare ettari di terreno, e non solo annientare gli effettivi dell’avversario, ma spargere mine anticarro e anti-uomo. E’ un’arma di genocidio efficace ed economica”.  Che la Russia può neutralizzare sì, ma solo distruggendo l’automezzo  che  porta i razzi quando sta per tirare. Intercettare queste volate di razzi non-guidati con missili dei sistemi antimissile sarebbe insensato,  perché costano molto più dei razzi che neutralizzerebbero. Quindi, si tratterebbe di impegnare gli americani in uno scontro diretto.

E’ per questo che Mosca con tanta costanza e moderazione sta cercando un accordo con gli Usa,  coordinandosi con le loro forze,   puntando sulla pretesa (finzione) ufficiale secondo cui Washington è lì per combattere i terroristi a Raqqa. Bene,  combattiamoli insieme, dice Mosca..

Macché. Dall’altra parte si è abbattuto un aereo siriano. Poi alle proteste dei russi, si è risposto con la minaccia diretta, in volo, da parte di un caccia Usa, del ministro della difesa Shoigu: gravissima provocazione in stile gangsteristico, che mostra una concezione dei rapporti internazionali di paleolitico.   Ciò che ha obbligato Mosca ad interrompere il coordinamento con le forze statunitensi. L’America è tornata ad essere   quello che era ai tempi di Obama, un paese che non tiene fede ai negoziati.  Una politica “distruttiva”; come ha detto Lavrov.

C’è  molto di più in questa ostinazione e rilancio americano. C’è il dispetto perché le forze armate di un piccolo paese “che non produce niente”  (Obama) hanno  tenuto in scacco la superpotenza,  c’è l’invidia perché i suoi comandi sono più intelligenti ed abili . C’è la rabbia dei guerrieri da salotto: a  quanto si dice, a volere l’escalation e l’ampliamento del conflitto fino ad attaccare l’Iran direttamente, sono non precisati “alti elementi della Casa Bianca” mentre il ministro della difesa, il generale Mad Dog Mattis, frena e invita alla prudenza.

L’America  non riconosce, non vuol  riconoscere alla Russia un ruolo internazionale. Semplicemente perché  il suo Pil è il 12% di quello americano, deve semplicemente sottomettersi. Non è alla pari. Coi prezzi del petrolio tenuti artificialmente bassi, le forze finanziarie Usa  pensano che la Russia si stia dissanguando per mantenere le sue ambizioni militari.  Le nuove e più gravi sanzioni, le  continue provocazioni e sempre maggiori atti di ostilità in Europa, alle frontiere russe, mirano poi a far sentire Mosca “con le spalle al muro” e spingerla ad una reazione militare disperata, che  darà a Washington   la scusa per usare la sua strapotenza militare senza più limiti, e  nello stesso tempo rigettare la colpa morale sull’avversario: un gioco che agli Usa è sempre riuscito, contro la Germania e il Giappone.  Un gioco estremamente pericoloso: soprattutto per noi europei,  che saremmo le vittime di questo confronto con una Russia messa con le spalle al muro.

Pace con la Russia? Per la UE, “scenario da incubo”.

Invece, ecco l’Europa: Macron che provoca e si dice pronto alla guerra.  La UE aggrava le sanzioni. La NATO, le provocazioni armate. Lo European Council on Foreign Relations (quello della Bonino finanziato da Soros) ha emanato un rapporto  dove descrive un miglioramento dei rapporti europei con la Russia come “scenari da incubo”.

Leggetelo, se potete, è agghiacciante.

The great unravelling: four doomsday scenarios for Europe’s Russia policy

http://www.ecfr.eu/publications/summary/the_great_unravelling_four_doomsday_scenarios_7301

Gli “scenari da incubo” da scongiurare per questi europeisti alla Soros sono  che: “1) L’Europa decida  di applicare all’Ucraina l’accordo di Minsk secondo l’interpretazione russa”, 2)  Che l’Europa ceda allo”Ucraine fatigue” ed accetti un altro conflitto congelato ai suoi confini; 3)  che gli Usa [con Trump] si disimpegnino  dall’Ucraina e smetta le sanzioni contro la Russia, gettando nel disordine la politica europea contro la Russia, e 4), un “accordo fra grandi potenze” fra Trump e Putin che consenta alla Russia di riattrarre l’Ucraina nella  sua sfera d’influenza  e frantumi l’unità europea”.

Da qui si capisce bene che l’”unità europea” è oggi fondata sulla piaga aperta Ucraina, e che una soluzione e un miglioramento con Mosca sono visti come un incubo.

L’Ucraina dunque è il centro della crisi, necessaria per tenerci uniti. Ecco perché Mogherini e Merkel, quando parlano a Putin, lo incolpano di violare gli accordi di Minsk laddove è Kiev che palesemente li viola,continuando a bombardare le due province separatiste. Una posizione sempre meno sostenibile, se non in vista di una guerra.

Infatti  – non a caso –  negli ultimi  giorni   sono avvenuti specifici cambiamenti nella politica di Kiev. Mosca invita  il  regime di Kiev a  “integrare” il Donbass,  riconoscendone l’autonomia e lasciando che vi avvengano libere elezioni?  Insomma riconoscere al Donbass uno statuto giuridico?

Detto fatto: è in preparazione un documento della Rada  (il parlamento) che Poroshenko mostrerà a Trump nel prossimo incontro.

Il territorio del Donbass avrà uno statuto giuridico? Sì, certo: Non più una zona in mano a “terroristi” come l’Ucraina diceva fino ad ora, bensì un “territorio occupato”.  L’Ucraina non combatte  più contro suoi concittadini definiti terroristi, ma contro la Russia,  l’occupante esterno. Si metterà fine alle “operazioni anti-terroristi”, oggi sferrate dalle milizie di estrema destra (da Washington è venuto il suggerimento di farle sparire, sono imbarazzanti) sostituite con la legge marziale sulla zona frontaliera al conflitto. Indire elezioni locali? Volentieri, quando l’armata di occupazione si ritirerà.  Insomma Poroshenko sta cercando di montare la finta trasformazione del conflitto non più interno all’Ucraina, ma internazionale tra Russia e Ucraina. Un trucco  per non attuare gli accordi di Minsk, che non può aver successo se non con l’appoggio della UE e di Washington. Effettivamente il segretario di stato  Tillerson ha ricordato anche pochi giorni fa, dopo l’abbattimento del  caccia siriano,  che le sanzioni non saranno levate finchè la Russia  non restituirà la Crimea e non   adempirà agli accordi di Minsk: accordi di cui  Mosca non è parte in causa, bensì  garante alla  pari di Germania e Francia —  bisogna continuare a ripeterlo, perché anche la Mogherini continua a non riconoscere alla Russia questo ruolo, e la tratta come colpevole. Una serie di umiliazioni e di provocazioni deliberate, per sventare lo “scenario da incubo” di una pacificazione con la Russia? La preparazione di un casus belli sull’Ucraina? Fanno di tutto per mettere la Russia spalle al muro.

Di fronte a queste minacce occidentali, il  ministro della Difesa Shoigu ha dovuto ricordare, il  21 giugno, quel che riportiamo qui:

 

 

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16 commenti

  1. AnnaN.

    Questo non è più un mondo per sani di mente…
    Che il buon Dio ci aiuti!

  2. Finglas

    Lo Stivale è il pericolo più grande per l’ Ue, perchè quando la crisi del debito si manifesterà potrebbe fare implodere il sistema bancario continentale e tutti i loro bei progetti di Stati Uniti d’Europa.
    Fare finire lo Stivale sotto tanti colorati funghetti, di cui l’ Orso ha la tana piena, potrebbe essere un simpatico metodo per liberarsi di un alleato scomodo, rinsaldare “fraterne” amicizie e rilanciare l’economia(lo Stivale andrà pur riparato,no?)
    Per ora l’Orso è geloso dei suoi funghetti.
    Ma se lo costringono, se continuano a punzecchiarlo, potrebbe anche uscire dalla grotta e buttare qualche amanita(falloide, magari, visto che ultimamente il continente apprezza molto queste cose)
    E’ pur sempre un animale selvatico, no?


  3. Mogherini, Fedeli, Cirinnà, Lorenzin. Mon Dieu! I 4 cavalieri dell’Apocalisse ,in Italia , sono donne.Donne? Ma no, lo sono e non lo sono,pero’ potrebbero esserlo .Siamo Gender de borgata! Per il momento sono uomini più degli uomini perchè devono mostrare i muscoli più degli uomini, soprattutto la Mogherini all’estero. Deve abbaiare con decisione contro l’orso russo. La tizia rappresenta ,nientedimeno l’Italia in Europa . Forse sarebbe l’ora del coraggio da parte delle cosiddette destre in Italia. Mica per niente , è per l’apocalisse a portata di mano che ci si ritrova.
    Ad esempio gli amici di Putin potrebbero fare il diavolo a quattro contro il rinnovo delle sanzioni alla Russia che tanto nuoce all’economia italiana. Salvini , lo vogliamo proporre un ripudio della Mogherini volta a trasformarla in non cittadina italiana, bes’ bruxelliana pura?
    Berlusconi ci hai 80 anni . Vero che dovresti campare fino a 120 come un tempo hai ventilato, ma qui la situazione sta precipitando. Rispolvera la tua verve dei tempi di Pratica di Mare quando volevi conciliare il mondo intero in un fraterno abbraccio. Trump è de destra , Putin è il miglio amico tuo, per cui ci sarebbe partita “facile”
    Non so perchè ci metterei pure uno degli incubi italiani viventi nella partita: Prodi! Pure lui si dichiara, e sembra esserlo, amico di Putin.
    Meloni non so, c’ha da fa’ in tivù a sderenà a parole la sinistra.
    Che Dio ci assista

  4. Saverio Gpallav

    Le provocazioni dei Paesi Nato si fanno sempre più oltraggiose. Aver minacciato l’aereo che traspotava il ministro russo è di una gravità inaudita così come i frequenti attacchi alle forze siriane. Qualcuno vuole che la Russia risponda con le armi per addossarle la responsabilità di una guerra sempre più cercata. Il folle calcolo è che la guerra sarebbe vinta dalla Nato e potrebbe restare circoscritta e convenzionale, limitata alla perdita di prestigio di Putin e all’abbandono dei separatisti in Ucraina e magari della Crimea e di gran parte della Siria, magari con l’aiuto di qualche quinta colonna trai pochi ma chiassosi oppositori di Putin e di qualche giuda che potrebbe esistere anche nella cerchia del presidente russo. La tracotanza degli ambienti americani che hanno normalizzato Trump e delle potenze europee che contano, imbaldanzite dalla vittoria di Macron, con i loro servili satelliti, lascia pensare che una guerra sia cercata in tutti i modi. Evidentemente l’esistenza di una Russia sovrana portatrice di valori opposti a quelli degenerati dell’Occidente è percepita con maggiore timore di quanto un tempo veniva temuto il comunismo sovietico verso il quale il livore era minore e il dialogo tenuto aperto. Forse perché i punti di contatto con quella ideologia erano maggiori di quelli che esistono oggi con chi propugna ideali conformi al diritto naturale, al cristianesimo, al diritto internazionale e al principio di sovranità degli Stati


    1. Ottimo commento. Si, sembrerebbe che il timore delle cleptograzie apolidi verso la Russia ed i Valori che rappresenta sia superiore a quello per il Comunismo Sovietico.
      Temo che non si fermeranno davanti a nulla.

    1. Saverio Gpallav

      È possibile che cercheranno di uccidere con sicari islamisti colui che si è frapposto al loro delirio di onnipotenza

      1. MattioliLorenzo

        Sara assassinato un lader a ovest e uno a est.

  5. Massimo

    …e’ il giochino demente deille tre carte, della mano nascosta, dei buffoni del mondo, degli “angeli” caduti…dei soliti noti. Che si chiamino donald, micron o anghela, piuttosto che paolo o theresa, sono solo pedine nelle mani dei padroni del discorso, per mezzo delle logge dei “sapienti”…
    C’e’ a volte persino da ridere della prevedibilità’ , dell’ovvieta’ con le quali animano il teatrino mondano dei golem, con il tuning operato sulle menti dei mercenari: conduttori, giornalisti, attricette, saltimbanchi, terroristi…
    Il Male in se’ e’ qualcosa di tragico, il baraccone finale della dissoluzione, ha soltanto del sordido.

  6. rino

    Il tempo stringe: hanno la Cina che avanza, l’Arabia che fa scelte scellerate e rischia di perdere i Saud come garanti del petroldollaro e delle basi militari nel golfo, il Medioriente che sta perdendo l’apporto dei mercenari grazie all’avanzata dell’asse della resistenza, la Russia che militarmente conquista posizioni…
    In tutto questo intanto avanzano nel totalitarismo rosa della società occidentale, favoriti dalla presenza acquiescente del papa massone. I giri aumentano vorticosamente e il grano si separa sempre più dal loglio..

  7. LE BREBIS GALLEUX

    Questo gay di Macron che è stato scelto dagli sionisti Attali/Minc/Drahi/Rothschild ci da vergogna a noi poveri francesi…
    37 % = astensione ( + bianco/nullo)…per il voto della presidenziale
    60 % = astenzione (+ bianco nullo) per la camera dei deputati (assemblée nationale)

    1. Diego Grandi

      Caro cugino, noi confidiamo nella vostra Grande Armée che ha origine rivoluzionaria e che negli ultimi tempi ha manifestato la sua insofferenza verso le decisioni del governo civile. Ah dimenticavo: se riusciste anche a rimettere sul vostro trono un “discendente del ramo reciso dei Gigli di Francia”, “un discendente di Luigi IX, ma anche un discendente di un’antica famiglia imperiale germanica”, saremmo ancora più contenti.

  8. Bruno

    Chissà come mai, ma una vocina mi dice che dopo questo annuncio di Micron ( così lo rimpiccioliamo un po) verranno usate armi chimiche in Siria ( naturalmente secondo gli organi di stampa di nostra conoscenza).

  9. bob-vi

    Spero tanto che Cina e Iran si rendano conto di far quadrato con la Russia, altrimenti loro sarebbero i prossimi a cadere, ormai dovrebbero aver capito con chi hanno a che fare!

  10. learco

    Siamo in una fase un pò schizofrenica della politica mondiale, al punto che in geopolitica si parla dei “frenemies”, Paesi amici e nemici allo stesso tempo, a seconda degli interessi strategici ed economici nelle diverse aree.
    L’Arabia Saudita e il Qatar, ad esempio, sono alleate in Siria e avversarie in Libia; l’Egitto e i sauditi sono alleati contro la Fratellanza musulmana, ma si combattono in Libia e così via.
    La filosofia dei frenemies ha contagiato anche gli Stati europei e così vediamo Macron minacciare bombardamenti contro gli alleati dell’Iran in Siria, probabilmente per accontentare i suoi referenti sionisti e contemporaneamente stipulare un accordo per 5 miliardi di euro, attraverso il gruppo petrolifero Total, per trasportare il gas iraniano in Europa.
    Il gas persiano proviene dal giacimento Pars 2, in condominio col Qatar, che ha comprato nel 2016 dalla Francia 24 caccia-bombardieri Rafale con i quali cercherà di difendersi da eventuali attacchi dell’Arabia, alleata della Francia in Siria.
    Il piano di destabilizzazione del Medio Oriente, ideato a suo tempo dagli strateghi israeliani, sembra proseguire felicemente e forse neppure la fine della guerra siriana basterà a dipanare questo groviglio di interessi e di giochi di potere.

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