Attaccare la Corea del Nord? E con cosa?

E’ il titolo di un articolo di Dedefensa.

“Una voce ufficiosa del Pacific Command:  “occorrerebbero almeno sei mesi di preparazione per disporre di forze disponibili ed utilizzabili in condizioni tali da poter lanciare attacchi ed essere allo stesso tempo pronti a respingere i contrattacchi nord-coreani”.

Il generale David Deptula,  che fu il pianificatore  della guerra aerea contro Saddam nel 1991, ed oggi è il massimo partecipante al Mitchell Institute, consacrato alla strategia aerea, dice ad Army Times:

Generale David Deptula.

“Parole senza Verbo”,  è   questa la Chiesa futura di Francesco

Ultimamente, si è potuto leggere su Radio-Canada che «dei vescovi del Quebec» sono stati a Roma in «visita ad limina» nel maggio 2017.

«In occasione di questi incontri – spiega il giornalista – Mons. Dorylas Moreau ha manifestato le sue preoccupazioni sulla penuria di preti nelle piccole comunità.
«Il Papa mi ha detto, sentite, non dimenticate due cose: l’avvenire della Chiesa è più intorno alla parola di Dio che intorno all’eucarestia». E il

KIM E TRUMP, SFIDA ALL'OK CORRAL. ACCORRONO GLI ADULTI.

“Non ci sarà una guerra di Corea del Nord”,  ha assicurato, ancora giovedì 10, il celebre giornalista Bob Woodward.   Fanfaronata dopo fanfaronata, abbiamo visto il presidente della Superpotenza mettersi a litigare con il ragazzotto assassini (non  si dimentichi che Kim Jon un ha fatto avvelenare il fratello il 13 febbraio scorso,  in Malaysia, col peggior agente nervino del mondo, il VX ), mettendosi sul suo stesso piano e sgretolando, istante per istante, la credibilità, l’autorità e il potere di dissuasione

Washington ha più paura di Kim che di Putin. Perché?

“Fuoco e furia come il mondo non ha mai visto”, ha strepitato The Donald. Dunque la guerra  alla Corea del Nord  è vicina?

McCain: “I grandi leader non minacciano se  non sono pronti ad agire”. Il capo del Pentagono generale  Mattis, detto Mad Dog: “Kim non inviti alla distruzione del suo popolo”. Poche ore dopo però, Mattis “apre uno spiraglio alla trattativa.  ”Stiamo lavorando a una soluzione diplomatica” , basta che Pyongyang smetta di perseguire il suo programma nucleare.

Lunedì

Mosca "avverte" severamente Israele.  Che morde il freno.

“Se violasse la tregua, la Russia saprebbe come regolarsi”:  un  severo avvertimento è stato lanciato dal generale Aleksei Kozin, numero due del Centro di Comando delle forze russe nella Siria  meridionale al governo israeliano, contro ogni “tentativo di violazione del  cessate il fuoco nel Sud della Siria”. Evidentemente sanno che Sion preparava qualche colpo.

Notoriamente, ciò che ha messo lo stato ebraico in quelle condizioni di ansia esistenziale e di stress pre-traumatico, così etnicamente tipico,  che lo costringono talvolta a

Contro il riscaldamento climatico, adottare la teoria del "gender"...?

In tutto il mondo,  in  questo momento, sono in costruzione o in progettazione avanzata 16 mila centrali elettriche a carbone . Sì, abbiamo letto bene: a carbone. Il nero combustibile altissimamente inquinante di cui i poteri transnazionali ci avevano imposto di rinunciare.

Quando queste 16 mila nuove centrali saranno in funzione, aumenterà l’attuale   capacità delle centrali a carbone oggi esistenti a 849.000  megawatt, pari a circa  il 43  per cento.  La notizia l’ha data  la Ong ambientalista  tedesca  Urgewald,  che

Accanto a Putin è ricomparso Ivanov.  Forse è un sintomo.

Il 27 luglio, a fianco di Putin visita al presidente della Finlandia, è apparso di nuovo Sergei  Ivanov.  Giusto un anno fa, nell’agosto 2016,  l’uomo  era stato congedato , se non  rimosso, dalla posizione di capo dello staff di Vladimir Putin; con tutti gli onori e ringraziamenti del caso, il presidente l’aveva nominato suo “rappresentante speciale per  l’ambiente  e le questioni dei trasporti”.   Una carriera  ventennale  nella sezione esteri del KGB,  poi nel ’98, quando Putin divenne direttore del FSB

IL CONGRESSO USA HA  DATO SCACCO MATTO ALL'EUROPA-MERKEL

Nelle draconiane sanzioni decretate dal Congresso americano contro la Russia, e adesso firmate da Trump, ci sono alcuni effetti collaterali paradossali per i leader della Europa cosiddetta Unita ad egemonia tedesca. Primo: se, poniamo, Angela Merkel, Juncker e Mogherini speravano di avere nel Congresso  un alleato in  liberismo globale in quanto ostile a  Donald Trump il protezionista di American First, ora devono constatare che al contrario, “la crisi di rabbia del Congresso spara a raffica contro gli alleati europei”, specie