COME PORTERANNO VIA LA VOSTRA RICCHEZZA

Premessa: I  consumatori americani sostengono da soli il 18 per cento del prodotto lordo mondiale (per questo sono così obesi).  Per tutti questi anni di recessione hanno mantenuto i consumi alti (e sostenuto eroicamente l’economia mondiale), nonostante i redditi e salari calanti, al solito modo: indebitandosi.  Mutui per la casa, rate per il SUV; studenti che s’indebitano per  pagarsi l’università, contando che poi guadagneranno abbastanza  per estinguerlo negli  anni; e  quando non si arriva a fine mese, debiti sulla carta di credito: un debito che ha raggiunto i mille e passa miliardi di dollari.  Con  quelli delle auto (1200 miliardi) e quelli studenteschi (1400),   sono cifre spaventose, che gravano su ogni busta paga  – per chi ce l’ha.  Chi ha una  busta paga, se  la vede decurtare dai  prelievi dei creditori. Alla fin fine, non   rimane più niente.  Gli americani non  possono indebitarsi di più.

“Una  singola spesa  imprevista, come un pneumatico che esplode o una visita dal medico, manderebbe all’aria la maggior parte delle persone”,  scrive  Mazzalai.

Voi capite il dramma angoscioso della finanza: una riduzione anche modesta delle spese  del consumatore americano andrebbe a  ripercuotersi in  una caduta del Pil mondiale.

E non solo quello.  Già cominciano a risalire i pignoramenti di immobili, le insolvenze sui debiti   del college, i fallimenti sulle carte di credito.  Si sta tornando al 2008 e alla crisi dei subprime, quando le banche che avevano indebitato gente che non poteva permettersi  di pagare un mutuo,   avevano girato il credito (e il suo rischio) ad ignari fondi di investimento,  che pensavano così di lucrare gli interessi.  Ciò che non avvenne, perché milioni di debitori non furono in grado di pagare i ratei del mutuo.

La cosa peggiore però per la finanza  globale  è un’altra. Ricordiamo la verità fondamentale: “: il 98 per cento del ‘denaro’ è creato dalle banche. Le quali  creano denaro  dal nulla indebitando il prossimo.  Se il prossimo non s’indebita più, scompare denaro. Se il  prossimo diventa insolvente,  è  ancora denaro che scompare.

Deflazione da debiti eccessivi

E’  per questo che oggi  si è instaurata la deflazione: i prezzi non aumentano anzi tendono a calare, il circolante non circola con la dovuta velocità, c’è meno denaro per cui tutto si paralizza, consumi e produzioni. Le banche si riempiono di crediti inesigibili, che impediscono loro di indebitare ulteriormente.  Lo scadimento di valore di quei debiti aggrava ulteriormente la sparizione di denaro dal circolo.

E’ il destino maledetto della moneta-debito:  deve continuare a indebitare tutti e di più, ma bisogna anche che i debitori paghino le rate in continuo aumento: cosa impossibile.  Si è arrivati al punto che non si è potuto (voluto)  condonare il debito di un piccolo paese come la Grecia, perché il debito pubblico greco, i suoi buoni del Tesoro, erano  stati dati come “garanzia” per debiti ulteriori da chi li deteneva – specificamente, le banche  germaniche e, a distanza le francesi.

E la Deutsche Bank ha il più grosso portafoglio al mondo di “derivati” – che sono,  nelle forme più assurde e inventive, pur sempre debiti garantiti da altri debiti – quindi tutto si fa, in Europa, per  puntellare  Deutsche Bank. Perché se crolla quella crolla il mondo.

La banca centrale europea come le altre occidentali, cerca da mesi di stimolare la domanda nell’economia reale  (e l’inflazione)  iniettando miliardi di liquidità, Quantitative Easing (QE): ossia crea denaro dal nulla (elettronico) e lo usa per comprare “attivi” finanziari (azioni, obbligazioni,  ossia sempre  debiti) emessi da banche, aziende,  governi.

Non sta funzionando.  Quel denaro è pur sempre moneta-debito, creata indebitando,  e  chi la riceve paga un interesse. I governi  indebitati  pagano interessi 0, per ora; il che permette allo Stato Italia di indebitarsi sempre più, quasi gratis; ma presto il QE dovrà finire, ormai la BCE ha comprato tutto il comprabile, e finirà comunque quando al posto di Draghi andrà un tedesco o un olandese.  Allora i nostri Buoni del Tesoro dovranno cercare compratori sui “mercati”, che ci chiederanno interessi altissimi. Impagabili.

E’ in questo momento  delicato e fragile, in cui la BCE spende le sue ultime cartucce, che  Bridewater Associats, il più colossale fondo d’investimento del mondo, ha scelto di “shortare”, ossia scommettere sul prossimo ribasso azionario di Eni S.p.A., il nostro gigante energetico. Sul ribasso di Eni ha scommesso  300 milioni. Ma non basta: ha scommesso altri 310 milioni di dollari sul ribasso di Enel SpA, altri centinaia di milioni per scommettere sul  crollo di Unicredit, Intesa San Paolo, Assicurazioni Generali… Insomma ha puntato 1,3 -1,4 miliardi di dollari sul collasso  dell’intera economia italiana, sui nostri fragili “gioielli”, alcuni dei quali (ENI) posseduti a maggioranza da Cassa Depositi e Prestiti, il  gran prestatore pubblico,  ma   anch’essa SpA, dunque scalabile.  Da chi prende miliardi a tasso zero per le sue speculazioni.

 

Come giustamente ha scritto Zero Hedge, Bridgewater non ha solo  sfidato l’Italia;  ha “chiamato” il bluff dell’intera Unione Europea e  del suo sistema finanziario”.  Draghi sta perdendo le ultime cartucce. Lo speculatore non poteva scegliere un momento più propizio per far saltare la  disfunzionale finzione chiamata “euro”.

“Cosa faranno Roma, Bruxelles e Francoforte?”, si chiede sarcastico Zero Hedge: “Dovranno pompare  denaro  in Italia, e in grandissime quantità.  Alla Merkel non piacerà, né piacerà al suo  nuovo partner di coalizione, il FDP; inoltre la Bundesbak comincerà azioni legali”.

In realtà, al contrario dei nostri politiici e “tecnici” insipienti che si lasciano sempre cogliere di sorpresa,  sono anni che la classe dirigente tedesca  – che non ha mai voluto trasferire un euro agli altri  – si prepara a questo momento. Schauble, fino a  che è stato ministro dell’economia, ha elaborato il progetto di trasformare lo ESM (orwellianamente chiamato “Fondo Salva-Stati”) in un Fondo Monetario Europeo: paesi che “non rispettano la disciplina di bilancio”, come il nostro,   saranno commissariati. Saranno i tecnici ESM, che ci presteranno i soldi per  chiudere i nostri buchi,   a “governarci”.

L’Italia perderà   la sua sovranità. Magari a molti italiani piacerebbe: in fondo siamo stati tanto entusiasti europeisti per questo, sperando che gli stranieri ci governino al posto dei  nostri  politici. Ovviamente non capiamo che i “tecnici” ESM ci governeranno NON per il nostro bene, per  valorizzare le nostre attività economiche, renderle più competitive, migliorarle, riformare  il nostro apparato pubblico corrotto e inefficiente: questo richiede investimenti, ossia spese. No:  ci governeranno  nell’interesse esclusivo dei creditori , come ha sempre fatto il Fondo Monetario quando si è occupato di ”risanare” i paesi insolventi del Terzo Mondo: svuotandoli delle ricchezze nazionali.

Hanno l’occhio sulle   vostre ricchezze private

I dirigenti tedeschi sanno benissimo di cosa svuotarci: dei ricchi risparmi e patrimoni in mano agli italiani,  a cui guardano con  avidità  per nulla dissimulata.  Alla domanda come mai Berlino non rende l’euro una zona monetaria normale, rifiutandosi di trasferire ai paesi deboli i suoi surplus, Jens Weidmann – il capo della Bundesbank  – ha risposto:  «Sa che una ricerca tra i paesi dell’area euro  ha dimostrato  che le famiglie italiane hanno più patrimonio delle famiglie tedesche? Non penso però che qualcuno auspichi un trasferimento di patrimoni dall’Italia alla Germania…»

Siete più ricchi di noi tedeschi”

E’ proprio quel che dice. Voi italiani avete tanto debito pubblico? Pagatevelo  coi vostri risparmi! E il nostro governo l’ha  anche fatto: accettando il bail-in, ossia il salvataggio delle banche insolventi (e da loro  malversate) coi soldi dei risparmiatori.  Accettato il principio, è esposto al miglior offerente il patrimonio finanziario  di noi privati (si dice, 4500 miliardi),   i cespiti pubblici di cui è azionista la Cassa Depositi e Prestiti, la stessa Cassa che è SpA…

Il fondo Bridgewater, in fondo, è a quel monte di risparmi che aspira: aspira letteralmente. Il capitalismo terminale, basato sul  debito e ossia  sul vuoto,  risucchia come un potente aspirapolvere ogni ricchezza reale, ogni “pieno”, perché ha bisogno di qualche garanzia “solida”  pe  le sue montagne di debiti garantiti da altri debiti, l’uno sull’altro in equilibri instabili.

Ma  voi vi illudete che la Germania verrà in nostro soccorso? Dovrebbe farlo, direte, per il bene della zona euro; se fa bancarotta l’Italia crolla anche la Germania.

Ingenui: i tedeschi hanno pensato e  si sono preparati. Da anni. Dopo  la vittoria-batosta elettorale, Angela Merkel si affiancherà il FDP, il partito liberaldemocratico.  Il successore di Schauble sarà quasi certamente il leader del FDP, Christian Lindner.  Il quale ha espresso   le sue idee in interviste: “La Germania faciliterà uscita dall’euro dei paesi membri”, come sunteggia Wall Street Italia.

Christian Lindner.

Lindner “ è convinto che il prossimo ministro delle Finanze tedesco [ossia lui]  dovrebbe lavorare a favore di una revisione dei trattati che contempli l’eventuale uscita dall’euro di un membro dell’Eurozona”.   Indovinate  a quale membri pensa .  Lindner è contrario all’idea di Schauble, di trasformare  lo ESM in un FMI europeo, “in grado di fornire sostegno finanziario ai Paesi in crisi”.  Ma quale sostegno! “In un’unione monetaria nella quale le regole sul deficit di Maastricht sono rispettate non c’è necessita di un fondo di salvataggio permanente”, ha detto Lindner. Persino “sulla possibilità di creare un fondo interbancario europeo a tutela dei depositi”  Lindner si è detto “scettico”.

Quindi, una volta che lui sarà al posto di Schauble,  resteranno nell’euro (e nella UE)  solo i paesi che rispettano le regole di Maastricht:   debito pubblico al 60% del Pil e deficit non superiore al 3%. Gli altri sbattuti fuori, sui “mercati” mondiali.

Con Jens Weidmann al posto di Draghi  nella BCE, l’espulsione è garantita: Weidmann ad agosto già ha detto che, secondo lui,non c’è bisogno di prolungare il quantitative easing – il che significa: italiani, pagate gli interessi sui debiti a prezzi di mercato, il patrimoni li avete.

Perchè  Berlino ha rimpatriato  le sue riserve auree

Naturalmente voi   vi aggrappate all’idea  che la Germania non arriverà a distruggere la zona euro, perché ciò la danneggerà  troppo. Che  espulsi quelli che indeboliscono l’euro, si  ritroverà col Marco, rivalutato del 20-30 per cento,  e le sue amate esportazioni cadranno; che inoltre, nel caos che seguirà, sarà in pericolo la Deutsche Bank ripiena di derivati. Già il solo trasferimento da Londra all’Europa della stanza di clearing dei derivati potrebbe “quasi raddoppiare le richieste di margin call  da 83 miliardi di dollari a 160 miliardi”, in buona parte dovranno pagare le banche tedesche. Anche  la Germania ha  goduto dei  bassi tassi  BCE, che gli ha fatto risparmiare 24 miliardi l’anno; eccetera eccetera.

Ma è ovvio che la classe dirigente ci ha pensato, ed ha provveduto  ai tempi bui. Altrimenti perché avrebbe rimpatriato, tenacemente, per anni, le sue riserve auree? 674  tonnellate di lingotti d’oro, di cui 300 da Fort Knox, ma altre 374 da Parigi? Non è Parigi il socio forte della UE a guida tedesca? Che bisogno c’era?

Ma sì. L’oro è, sappiatelo, la sola moneta   che ha il suo “attivo dentro di sé”. La  sola moneta il cui valore non dipenda un debitore solvibile, ossia  da qualcun altro che, in qualche parte  del mondo, stia pagando un interesse. La riserva aurea è il materasso  per  le grandi cadute della finanza globale, la garanzia “solida”  su cui appoggiare i futuri debiti.

 

Print Friendly, PDF & Email

32 commenti


  1. Grazie dottor Blondet per questo suo articolo che si può riassumere in poche parole:italiani siamo fottuti,destinazione grecia, prossima fermata.Ora mi torna tutto chiaro,ora che sappiamo che già si scommette sul default delle nostre maggiori aziende e banche : queste lobby finanziarie scommettono non su cose probabili ma su certezze e mi spiego: anche se in italia non fosse mai entrato un solo profugo noi avremmo avuto un alta probabilità di default ( corruzione ,mafie etc.) ma alle lobby piace vincere facile così per destabilizzarci alla ennesima potenza ci stanno riempiendo di finti profughi che ci costano 10 miliardi l’anno!Siamo stati venduti dai nostri politici e per quel che verrà non c’è cura!


  2. La bassa inflazione è dovuta a diversi fattori di natura non monetaria:1)innanzitutto per il costo del lavoro che sta rimanendo invariato o scendendo perchè la delocalizzazione dei mezzi di produzione ha ridotto la domanda di manodopera 2) il costo dell’energia è diminuito per motivi geopolitici (il prezzo del petrolio è stato manipolato al ribasso per colpire le economie di Russia Iran i due giganti energetici su cui poggia il sistema finanziario dei Brics che non vede il dollaro quale moneta punto di riferimento negli scambi internazionali) ma anche perchè il prezzo per la produzione di un kilowattora da energie rinnovabili (fotovoltaico ed eolico) oramai ha raggiunto quello da derivati fossili con probabile ulteriore discesa per le conseguenti economie di scala e del loro perfezionamento in caso di eventuale corsa a questa nuovi fonti .3)perchè nel commercio la possibità di acquistare prodotti su internet (comparazione dei prezzi con pochi click e meno perdite di tempo perchè i prodotti vengono spediti a casa) sta aumentando la competizione e quindi la riduzione dei prezzi e ancora della manodopera.Da qui è nato il programma di quantitative easing https: //l.facebook.com/ l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.ecb.europa.eu%2Fexplainers%2Ftell-me-more%2Fhtml%2Fapp.it.html&h=ATOVYJ0JO7dFHDJ6kF0z7F2kb5YmJnvIDCNb_jzG0w-QEIQqsKa8zdjqswTIAGehBPgpozTNE5Gjd2FdOpGNqaili2bdOX0fwSAZ3pFab5a5rtLXGdJk42RVlM_Z785ueJf0LVm5ZHRymnrXd-cem4jUOH17BFoBVzu3YKbLJjHnWzXqB61vEV0FC9PUDL9iuX9XdzMu-kXHSHoiYoWK-0612UwEPW7j_5NDWMPf-16TR-xc52oflV6Eko0WGopqRU4 con il quale la banca centrale europea sta acquistando,per il tramite della banche centrali nazionali,titoli di stato e attività (obbligazioni societarie,titoli derivanti da cartolarizzazioni e obbligazioni) con l’obiettivo di comprimere i costi di finanziamento e stimolare così i consumi e gli investimenti da parte di famiglie ed imprese,evidentemente perchè chi vive di superstipendi pensa che il calo di domanda non sia un problema di disoccupazione creato da quanto sopra ma bensi da scarsa fiducia nel futuro di chi ha già un reddito o un’impresa che quindi preferisce risparmiare.Il risultato è che questa liquidità pertanto finisce nel mercati immobiliare o azionari provocando soltanto bolle ( valore gonfiato rispetto a quello reale degli asset) o alle megabanche che poi premono affinchè gli stati privatizzino quanto di pubblico è rimasto per entrarne in possesso.Le chiacchiere stanno a zero,in sintesi la spesa pubblica va riqualificata spostando la riduzione di spesa corrente( taglio di stipendi e pensioni d’oro e d’argento aumentati negli ultimi 40 anni parallelamente alla crescita del debito e non di ricchezza, 130% del pil dal 40% del 1970 + riduzione interessi tenendo bassi i rendimenti dei titoli con una banca pubblica che partecipa alle aste+ risparmi riforma pensioni) e aumentata attraverso una patrimoniale quale recupero dell’elusione e dell’evasione fiscale permessa soprattutto per mezzo di paradisi fiscali presenti nell’Unione europea (Lussemburgo,Irlanda,Olanda,Malta) a favore di investimenti pubblici utili ai cittadini come per esempio le sistemazioni idrogeologiche o il potenziamento del servizio ferroviario regionale propendolari o la costruzione di km di metropolitane nei centri urbani ad alta densità abitativa,naturalmente al netto di corruzione e clientelismo.Bankitalia ha certificato che dal Bel Paese negli ultimi anni sono stati portati all’estero 180-200 miliardi,su 350 società quotate in borsa 300 hanno almeno una holding all’estero, quindi multinazionali,banche e gran parte dell’economia( il Lussemburgo di Junker dovrebbe essere annesso come ventunesima regione italiana ) https:// it.businessinsider.com/ in-europa-ce-un-tesoro…/.Viceversa Italexit subito e irreversibile dal sistema del cambio fisso e del dumping fiscale qual’è l’attuale Unione.L’unica spiegazione plausibile per finanziare questa struttura paradiso fiscale sovrastante 27 paesi,divisi come lo erano venti anni fa, è che funge da tutore,cioè paghiamo una tangente di 5-6 miliardi l’anno affinchè chi governa l’Italia non faccia più danni di quelli che permette il deficit\pil al 3% (praticamente tutta l’impalcatura burocratica e politica europea è sul libro paga del Tesoro italiano).La nuova lira non svaluterebbe rispetto all’euro (cambio 1 a 1,la nuova lira quindi varrebbe 1936,27 di quelle vecchie) perchè oggi poggia su un bilancio praticamente in pareggio a differenza della liretta pre-euro supportata da un deficit\pil oltre il 10%,tranne che nei confronti del marco tedesco attualmente sottostimato grazie all’euro che ne ha impedito in questi 15 anni la rivalutazione. SI CHIAMA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA ATTRAVERSO INVESTIMENTI PUBBLICI CHE AUMENTANO L’OCCUPAZIONE.L’iter dovrebbe essere il seguente,investimenti pubblici naturalmente al netto della corruzione e del clientelismo+occupati e miglioramento dei servizi,+occupati e miglioramento dei servizi+domanda interna,+domanda interna+ordini per le imprese,+ordini alle imprese +occupazione che va ad assorbire quella che si perde mano mano che vengono completati i lavori pubblici,+occupazione stabilizzata+crescita economica,+ crescita economica-tasse alle imprese

  3. Luigi Ranalli

    Dott. Blondet, non crede che la nostra espulsione sarebbe l’unica nostra salvezza? Meglio un Weidmann che ci caccia piuttosto che restare dentro, anche perché l’esproprio dei nostri risparmi è già cominciato da un pezzo (e l’imposta di bollo sui conti correnti regalataci da Monti e PD è solo la punta dell’iceberg).
    L’oro come bene rifugio mi attira, ma non saprei come muovermi o se siano meglio lingotti, certificati o altro. Inoltre penso che per i privati, soprattutto i modesti cittadini, non sia così facile e mi viene in mente che durante la Grande Depressione negli USA veniva pure confiscato…
    La soluzione sarebbe un governo di destra “populista” e nazionalista che ci ridia una lira svalutatissima ma nostra.

    1. MattioliLorenzo

      Citando Tolkien:

      “Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
      Un Anello per ghermirli e nell’oscurità incatenarli.”
      non credo che una nostra espulsione risulterebbe senza pesanti catene.

      1. Luigi Ranalli

        Ha ragione, sig. Mattioli, ma infatti ci converrebbe uscire con le nostre gambe e soprattutto che questo divorzio dall’euro avvenisse sotto un governo di destra nazionalista e non col PD, per evitare di essere lasciati in braghe di tela dai nostri cosiddetti creditori.
        Ma gli italiani hanno paura della libertà, perché sanno che questa ha un prezzo. Preferiscono la catena.

  4. Massimo

    Ma che crolli pure tutto il giochino di questi miserabili usurai!!!
    Tanto, presto, la storia si ripeterà. Basta aspettare. Lo so, dispiace, perché la vita è breve e uno avrebbe diritto ad una giustizia, adesso (che questo mondo però, non potrà mai dare…). Ma è l’Usura la maledizione rovesciata sugli uomini. L’accumulo di ricchezza di un pugno di indegni. Ma…(c’è un ma)…Più cresce la sofferenza, l’umiliazione, lo “strazio della volgarità”…più si avvicina il tempo del sangue, delle teste mozzate, del rovesciamento. Qualcuno ha scritto che i potenti sono, fra tutti, degni di pietà perché …”non c’è dinastia che non allevi nell’ombra il regicida, non c’è casta che non sia costretta a farsi ubbidire dai futuri carnefici…Nulla si può raggiungere se non attraverso il suo contrario…Coloro che seggono su troni o su cattedre, sono capri espiatori, i sapienti preferiscono travestirsi da oppressi, da mezzi morti”…(Zolla, in Che cos’è la Tradizione).
    La ruota che gira nessuno può fermarla, né golem o tedeschi, né bridgewater o blackrock…Nessuno. Questa è la Legge…
    “Ciò che si semina in pianto, si raccoglie in canto”.
    “Dopo le ceneri la resurrezione, come dopo il carnevale la quaresima”.
    “Sangue di martiri seme di fedeli”.

  5. Luigi Copertino

    Caro Maurizio,

    hai ragione su tutto tranne una cosa, in cauda. L’oro non è una moneta, è una merce. Che la moneta sia una merce è quanto sostiene la teoria, premoderna, cosiddetta quantitativa. L’idea che la moneta sia una merce era infondata anche in passato. Infatti un sistema monetario di economia si differenzia da un sistema economico di baratto proprio perché in esso viene a cessare lo scambio merce contro merce. La moneta – che storicamente nasce per scopi votivi e religiosi (Cfr. Andrea Terzi “La moneta”, Il Mulino), e solo dopo fu usata anche per scopi di scambio – esiste soltanto quando c’è la coniazione. Prima metallica, poi cartacea. Ma anche quando la moneta era aurea essa non era tale – e dunque non aveva valore ovvero potere legale d’acquisto – perché d’oro ma perché l’Autorità politica, che un tempo era anche sacrale, la coniava, vi imponeva sopra il suo imprimatur, ed obbligava tutti ad accettare ed usare solo moneta da essa coniata per intrattenere rapporti con l’Autorità medesima (ad iniziare dal pagamento dei tributi). In tal modo, però, l’Autorità politica rendeva certo e possibile anche l’uso della moneta tra privati, impediva le falsificazioni degli strumenti o pesi di pagamento tipici dell’economia di baratto, superava le mille diatribe che nascevano per l’accettazione di questa o quella merce in cambio di quest’altra o quell’altra merce o che nascevano per la difficoltà di giungere ad un accordo tra privati su quale dovesse essere lo strumento di uso comune ed universale negli scambi. Insomma, la “nostalgia” dell’oro non è la buona risposta ai crimini della finanza apolide. Bisogna trovare altre strade. Ad iniziare dalla riassegnazione allo Stato della sua sovranità monetaria, dato che non sta scritto da nessuna parte che lo Stato debba ricorrere ai mercati per dotarsi della moneta di cui necessita. Per lunghi decenni, gli Stati hanno ordinato alle proprie banche centrali di sostenere, praticamente a tassi nulli, la spesa pubblica, senza che questo ingenerasse, come erroneamente credono i monetaristi, inflazione, dato che questa dipende da altri fattori e non dal quantitativo di moneta in circolazione. I monetaristi ragionano, appunto, come se la moneta fosse una merce: più ce ne è è più essa perde valore. Ma non è così. Non è stato così neanche nella grande inflazione della Germania di Weimar, nonostante il luogo comune su quel periodo. Non era così ieri, non è così a maggior ragione oggi che la moneta sta perdendo l’ultimo residuo di materialità diventando imput informatico.

    Cari saluti.

    Luigi Copertino


    1. Fosse per me, che non sono nessuno, legherei la possibilità di stampare moneta per un paese al numero si occupati , di braccia effettive che lavorano, che si alzano la mattina presto e muovono l’economia,Se c’è lavoro è scontato che si sta producendo ricchezza e quindi uno Stato può stampare.La valuta è il ‘premio’ che uno stato si concede quando ha una economia sana ,vivace e non taroccata come avviene per il PIL in cui ci mettono droga ,prostituzione ed evasione fiscale,ed è logico che su questi parametri ad uno Stato convenza una società di evasopri,mignotte e spacciatori!!!

      1. Luigi Ranalli

        Scusi, ma questo è un giudizio di merito. Di fatto il giusto valore della moneta è dato dall’economia reale del paese che l’adotta, non dalla qualità “etica” della sua economia.
        Non che io sia a favore di spaccio o prostituzione, ma qui il problema semmai è la proprietà della moneta.


        1. Provateci a fare manovre di ritorno alla lira e vedrete che guerra civile vi scatenano i soliti manovratori finanziari.Con me sfonda una porta aperta quando parla di proprietà di moneta ma la realtà è molto diversa dai sogni….

          1. Luigi Ranalli

            Senz’altro non staranno a guardare. Ma prendendo un esempio recente, non riguardante l’euro ma comunque la morsa degli usurai, Kirchner non pretendeva certo che il Fondo Monetario lo applaudisse per il ripudio del debito dell’Argentina, ma non ragionò come si usa qui da noi ed andò avanti lo stesso.
            Per noi non si tratta di scegliere se tenere l’euro o tornare alla lira, perché tanto l’euro è già un colabrodo. Il problema è come uscirne: per nostra volontà con un atto di sovranità nazionale o piuttosto per volontà della BCE e puniti dalla Germania? Le due opzioni portano ad esiti assai differenti.


          2. #ranalli
            la grecia è ancora dentro l’euro ,l’italia non la cacceranno dall’euro non ci faranno questo piacere per il semplice motivo che l’euro è il nostro guinzaglio…


      2. Esatto! Solo che in economia monetaria si fa al contrario: prima lo stato stampa e poi il governo spende in previsione di aumentare la ricchezza di tot, dando lavoro agli italiani.

        p.s.: l’ultimo governo che l’ha fatto é stato quello di Craxi.


        1. Guardi che stiamo affermando la stessa cosa,lavoro che crea soldi che lo stato investe per creare altro lavoro in un circolo virtuoso che porta al benessere collettivo come fine ultimo!Lo so dalla teoria ai fatti ce ne passa….


    2. Il Gold British Pound Sterling è quotato in tutte le principali borse internazionali. Non richiede frazionamento, si custodisce agevolmente ed è’ facilmente trasportabile e convertibile.

  6. learco

    Già al momento dell’introduzione dell’euro, ingenti capitali erano stati inviati dal nord Europa verso i Paesi mediterranei a tassi bassi e poi era arrivata l’austerità con conseguente svendita di importanti asset nazionali.
    In altri casi gli speculatori hanno inondato di dollari le economie dei Paesi più deboli quando i tassi erano bassi, vedi gli Stati sudamericani negli anni ’70 e quelli asiatici negli anni ’90, per poi ritirare i capitali quando i tassi si sono alzati, mettendo in ginocchio le loro economie.
    Quando, in seguito, il dollaro è tornato debole la grande finanza ha comprato beni reali sudamericani e asiatici a prezzi stracciati.
    E’ probabile che i centri finanziari, dopo aver beneficiato delle privatizzazioni delle aziende pubbliche italiane e aver fatto incetta delle nostre migliori imprese private, abbiano spostato il loro interesse su quello che è rimasto: il risparmio dei cittadini.
    Gli strozzini globali useranno sempre il vecchio giochetto dei tassi alti (l’amo) dopo un periodo di denaro facile (l’esca).
    La “narrazione” sarà sempre la solita: siamo un popolo di spendaccioni che vive al di sopra delle proprie possibilità, dimenticando che la nostra spesa sociale è ferma da anni intorno al 50% del PIL contro il 57% della Francia e il 45% della Germania.
    Il vero disastro è stato il famoso divorzio tra Ministero del Tesoro e Bankitalia.

  7. Rudi

    Io non pretendo si saperne più di Blondet e di altri illustri commentatori, almeno in questa fattispecie, ma faccio notare che l’area “non ottimale” è stata creata proprio per questo. Altrimenti si potrebbe pensare ad un errore di progettazione. Che il cappio si stringa fino a fare uscire gli occhi dalle orbite del malcapitato, è vero, ma era stretto anche prima; questo è solo l’ultimo tratto di corda, al che il problema sarà dei kapo che fino ad ora pensavano di suonare la musica alla quale gli altri dovevano ballare. In realtà la musica non era composta nemmeno da loro e quegli altri la sanno suonare anche meglio. Del resto, non è accaduto lo stesso anche a Weimar durante l’iperinflazione ? Fenomeno opposto all’attuale, ma il risultato è identico. E’ stata la speculazione a richiedere di stampare marchi, non una dissennata politica dello Stato che non sa gestire i flussi monetari. Stesse cause, stessi rimedi.


  8. Il denaro è lo sterco di Satana….
    Tutto questo nasce, vedendolo come psicologo, come manifestazione nevrotica/psicotica di mania di grandezza, onnipotenza, esibizionismo, narcisismo,…
    Sotto il piano spirituale: arroganza, brama di potere, avidità..
    In Italia credo il 50% del PIL è derivato dal malaffare – droga, gioco d’azzardo, legale e non, prostituzione, lavoro nero, evasione, truffe..- per comprare cosa ? Il superfluo o peggio cose dannose..vanità , successo, “essere vincente ogni giorno.”..essere protoganista, non semplice comparsa, “mio figlio professore”.. a pappà..
    E in banca se mi offrono BOT dell’ Argentina o dello Yemen al 30% anzichè BOT tedeschi al 2%..che faccio ? mica sono scemo..prendo al volo l’occasione…..poi se perdo strillo all’inganno…
    E tutto questo in un popolo che si dichiara cattolico al 90%…
    Più dei soldi che il governo italiano o mondiale, sottrae – ma è stato sempre così , da Atene, Roma, ….- non ci si preoccupa di aver venduto l’anima e la dignità di uomo per acquistare l’ultimo iphon e farmi inviare…


  9. Si’,il vero disastro e’ stato quello:il problema sono gl’interessi che si pagano sul debito,e non il deboto in se.Nemmeno la proprieta’ della moneta sarebbe il problema in se’,perche’ di fatto non lo e’,e lo diventa quando c’e la volonta’ politica che lo diventi,volonta’ che esprime dei rapporti di forza politici e di potere.Le banche centrali sono armi a doppio taglio:il post in pratica lo dice,Altra cosa su cui concordo e’ che l’oro non e’ la salvezza dei risparmi,idea purtroppo cara ma superata:proprio perche’ e’ una merce e non una moneta protetta. Come diceva una signora saggia:”Quando non ce ne sono, non ce ne sono neanche per l’oro” e quindi il valore dipende dalla domanda.Anzi, l’oro e’ tanto poco protetto che oltre a essere confiscato o tassato,etc,puo’ anche essere manipolato nel suo prezzo attraverso i derivati e i ceritficati cartacei che gia’ oggi esprimono valori totali molto superiori alla reale disponibilita’ di oro fisico.Quindi anche li’ si tratta di volonta’ politica e di sistema Ponzi.


  10. Ben venga! Il futuro di questo euro é quello di essere la moneta comune dell’economia europea che gravita attorno a quella tedesca e, ormai é chiaro a tutti, é stato concepito in quella chiave.
    Non é una moneta comune, meglio detto un sistema di moneta comune, valido per i paesi del sud-ovest d’Europa. Ci faremo la nostra anche noi, ma funzionerá diversamente da questo euro e torneremo a competere ad armi pari, ma oggi urge che Irlanda, Francia, Spagna, Portogallo, Italia e Grecia recuperino urgentemente la propria sovranitá monetaria per poi, in un secondo tempo, risolte le urgenze, possano fondare una propria valuta comune.


  11. #ranalli
    la grecia è ancora dentro l’euro ,l’italia non la cacceranno dall’euro non ci faranno questo piacere per il semplice motivo che l’euro è il nostro guinzaglio…


  12. Secondo me, non succederà propio niente, più volte è stato dimostrato che l’economia è un gioco che può andare avanti all’infinito con miriadi di varianti.
    L’unico problema è come pensano di farci vivere in futuro, ma questo dipende anche da noi, se ci facciamo sentire

  13. Larry06

    Non ci cacceranno dall’Euro semplicemente perché alla Germania conviene fin troppo bene a tenerci legati per i cogl**ni. Se tornassimo alla cara beneamata Lira, come potremmo con una moneta svalutata comprare merce tedesca come Mercedes, Bmw e tutti quei beni strumentali (cioè beni che producono beni) di cui la Germania eccelle tanto e di cui ne fa vanto e cavallo di battaglia, a maggior ragione pensando, come ha riportato il Direttore in un suo precedente articolo, che “La Germania guadagna un massiccio 46% del suo prodotto interno lordo dalle esportazioni, molto ma molto più di ogni altra grande economia” (Handelsblatt).
    Ci succhieranno il sangue fino all’ultima goccia, prima del tracollo finale.


  14. non è affatto detto che shortare eni o unicredit significhi prevederne il collasso. Se contemporaneamente ha comprato l’indice, guadagnerebbe anche se eni e unicredit salissero (purché in misura inferiore all’indice). In ogni caso per ogni scommessa esiste una controparte che fa la scommessa opposta. Neanche Ray Dalio è infallibile e come insegna il collasso di ltcm, anche i nobel perdono (lettura vecchiotta ma sempre istruttiva)

  15. Tegetthoff

    Mantengono in piedi debiti su debiti, e se uno crolla crollano tutti gli altri come un castello di carte. Euro, dollaro, nuova lira, diventerebbero solo carta straccia, perché nessuno li accetterà più. E’ l’unica soluzione, ed avverrà, una inflazione da repubblica di Weimar a livello mondiale. Cosa resterà? Le cose: La terra, i capannoni, gli impianti e macchinari, le case. Il problema è; di chi saranno? Il capannone che ho comprato con un mutuo della banca, quando la moneta non varrà più nulla, di chi sarà, mio o della banca? E se andasse alla banca, che ci fa? Sarebbe interessante sapere come sono evoluti i diritti di proprietà in germania negli anni venti, cioè chi alla fine si è tenuto i beni, se qualcuno conosce qualche testo…
    Io comunque ho la sensazione che in questo momento conviene caricarsi di debiti, fare mutui e comprare tutto quello che potrebbe esserci utile, in primis casa con impianto fotovoltaico e pozzo dell’acqua, poi terra, un boschetto e una stufa a legna, gasolio, benzina… se crolla tutto intanto ci si salva, poi si vede. ah, come dice qualcun altro, anche un bel divano (a rate) e dei pop corn, per stare comodi a gustarci lo spettacolo!


    1. Comprati anche un esercito privato per difenderti dagli assalti di professionisti organizzati e tecnologici(nei capi)oppure, in alternativa, convertiti ancora e affidati alla Madonna e agli angeli(quelli buoni).Sempreche’ il pozzo non si secchi,la siccita’ non crei carestia e morte degli animali d’allevamento,,le epidemie non t’infettino(attento ai topi che portano le pulci che moltiplicano le vittime).Poi ci sarebbero gli tsunami se sei sulla costa, e i terremoti ,se si sui monti,che sbancano le montagne e fanno crollare le case ,o le seppelliscono.Per non dire delle guerre.


  16. mah, magari la germania favorisse la nostra uscita dall’euro, in modo soft e non hard. Non lo faranno mai. Si ricordano benissimo degli anni 60-70 e 80, quando con la nostra scalcagnata liretta siamo diventati la settima potenza industriale del mondo e nel nord est non si trovavano operai da assumere. L’euro, una moneta asimmetrica, primo poi imploderà, e’ questione di tempo e come farlo. Se avessimo una classe politica e una vanca centrale degna di questo nome avremmo gia’ preparato i piani per uscirne, i piddini non l’hanno fatto, i grillini non sanno neanche cos’e’, forse la lega e il centrodestra si stanno preparando. In tutti i casi se avvenisse con l’accordo dell’europa, ops germania, sarebbe meglio per noi.


  17. La sovranità monetaria è l’alternativa se chi ha accumulato capitale non vuole contribuire con una patrimoniale per redistribuire la ricchezza attraverso investimenti pubblici che creano occupazione,ma per avere successo deve prevedere la trasformazione del cittadino in consumatore responsabile.Dopo Italexit dovrebbe seguire la riforma della Banca d’Italia,da trasformare in supervisore con diritto di veto delle azioni di governo, al quale andrebbe trasferito il controllo della stampa di moneta.Attualmente invece al ministero dell’economia va sempre un tecnico proveniente da certi ambienti e la banca centrale,di proprietà di banche private anche se di diritto pubblico,sostanzialmente è indipendente per garantire che l’emissione di moneta sia sottratta all’arbitrio del governo perchè è assodato a priori che qualsiasi utilizzo ne farebbe sarebbe sempre un abuso deleterio per il paese,dal che si capisce perchè in parlamento finiscono sempre tirapiedi e faccendieri graditi alle elite,grazie alla minimizzazione dell’importanza della legge elettorale che viene fatta nei mezzi di comunicazione mainstream.Ma proprio perchè il governo è stato privato a priori di questo strumento,oggi stiamo assistendo all’abuso opposto,le imprese delocalizzano sede fiscale e mezzi di produzioni,eludono le tasse con la triangolazione mediante i paradisi fiscali e mettono così il paese,costretto a finanziarsi con i titoli di stato su cui paga i rendimenti,anchè alla mercè della speculazione il che insieme a superstipendi e superpensioni che nel frattempo tirapiedi e faccendieri avallano per loro e per gli amici degli amicii distribuiti in tutti gli enti locali e in tutta la pubblica amministrazione,provoca un solo risultato: disoccupazione,aumento del debito,mancanza di risorse per opere necessarie e da ultimo svendita di beni pubblici agli avvoltoi che aspettano sulla riva del fiume il passaggio del cadavere.Con la sovranità monetaria,naturalmente sotto la supervisione della banca centrale per impedire con il veto, eventuali abusi che aumentino soltanto spesa corrente o per coprire deficit di bilancio per il solito fine di consenso elettorale,il governo invece potrebbe intervenire direttamente nell’economia reale con investimenti per produrre ricchezza ed occupazione (se aumenta la massa monetaria e contemporaneamente il pil non si verifica inflazione strisciante o galoppante).Per esempio stampando moneta per finanziare,naturalmente al netto di corruzione e clientelismo altrimenti meglio lasciar perdere,la ricostruzione di un tessuto industriale pubblico (industria calzaturiera, metalmeccanica,elettrotecnico,tessile etc.) praticamente quello oggi che viene delocalizzato non per difficoltà di bilancio ma per ottimizzare i profitti.Il successo di un’attività economica dipende esclusivamente se vende o no ciò che produce per cui per avere fabbriche autosufficienti basterebbe fare una campagna preventiva d’informazione sulla popolazione,per spiegare il perchè bisogna comprare,a prezzo di costo non dovendo fare lo stato profitto,beni industriali prodotti dal medesimo https: // l.facebook.com/ l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DDl-QhIZv1gw&h=ATNztcn2qL-6imwlzfLiYG8yx2KoSCTZ60vQMJDHl9ZRbD4SZ-tKzqUvrZuG8AeVstdwxWYLDhz0ZJq9DQtkxFEPOjKarq9ufeAdEkW7weaNYMTtSIpKdwKjriZuueaCiM5w_4NR6TXXRvdFO89BzER5PhVUkWKq-oFmvqUfDpxtRa-mbhwUuAQicaeT0MPP3O9df7xrWVYcz4avjV749_JvT7mWbU8K91SpaBMRoUb7XTq1BaNmmaJESVH7JJT0xP_djewzFtWySwaUaS-mR8LxAD3jqVKSFEuX5F61IL5SIjznmwA anzichè i prodotti made in China,Thailandia,est Europa o assemblati in Italia,dietro i quali ci sono i delocalizzatori elusori che poi sono anche quelli che premono su tirapiedi e faccendieri per far allentare i vincoli alimentari e ambientali previsti dalla legge per fare impresa,in modo tale che lo stato o meglio i cittadini stessi,si mettano in condizione di tutelare i casi propri subentrando a queste imprese la cui attività è deviata dai canoni per cui è concessa come prevede l’articolo 41 della nostra Costituzione (il do ut des sarebbe disoccupazione dalla doppia cifra verso lo 0 poi a vantaggio anche di artigianato,commercio etc che rifiorirebbero per l’aumento di sana domanda interna).Per le materie prime invece baratto con i paesi produttori con cibo e beni industriali come Russia e Iran indipendenti dall’impero finanziario liberista dei bankster che poggia su dollaro e gli idrocarburi delle petromonarchie


  18. Nel Canada , precisamente l ‘Ontario , il quadro dell’articolo non calza , in tanti aspetti. Pur essendoci solo 3 maggiori partiti , la politica , nei grandi temi , soddisfa l’elettorato e in modo ce;lere , no come la farsa immobilista e parassitaria italiana [ sono nauseato di sentire termini di legge [ porcellum e rosatellum etc ] nel totale distacco delle esigenze reali dei cittadini . Qui , l’anno scorso , siccome gli investitori cinesi , per speculazione e per invwstimento [ il mio Canada e’ uno dei paesi economicamente parlando piu’ affidabile nel mondo] avevano portato il costo degli alloggi alle stelle , il Parlamento , senza polemiche e strepiti , per raffreddare il mercato , ha varato un pacchetto di misure ad -hpc —divieto di vendita prima di un anno , 30% in piu’ di tasse per i non residenti etc ……ha funzionato .Quello che voglio dire e’ che se la politica non e’ coesa e minimamente etica fa disastri e le previsioni che abbiamo qui , per L’Italia e l’Europa , non sono positive .


  19. Eppure la doppia moneta del Berlusca potrebbe essere cosa buona. A mio avviso la moneta nazionale per gli scambi interni è la forma più elegante,diplomatica per allentare il guinzaglio dell’euro. Determinerebbe un ritorno soft, lento alla sovranità monetaria.
    Il primo pregio sarebbe un rilancio dell’economia interna favorendo consumi e ripresa . Di conseguenza il debito usuraio (per quanto infame ed illegale) avrebbe maggiori chances per essere pagato. Occoererebbe tuttavia un approcio diverso per gli acquisti di materie prime e delle esportazioni. Sipotrebbero privilegiare i rapporti con paesi del Brics , Russia per esempio. Un paese col quale andremmo a nozze ” di tipo cattolico” economicamente parlando. Certo servirebbe una leadership con i cocomeros. Servirà sfidare un tantino i nostri padroni.
    Rimane comunque una valida alternativa al salto nel buio dell’abbandono dell’euro . Operazione peraltro più sognata che realizzabile.

Lascia un commento