NOVITA’ DALLA NATO – CHE NON VI RACCONTANO.

Mentre Di Maio vola a Washington (“Siamo  fedeli agli USA, non a Mosca”) accadono novità nello schieramento armato occidentale.

La Gran Bretagna sta  formando un battaglione di commandos (600 uomini) “per  risposte operative nei Balcani occidentali”.

Nei Balcani occidentali.  “Dall’anno  prossimo il nostro reparto sarà all’erta e  pronto ad agire nella regione”, ha promesso il ministro difesa:

Balcani occidentali. La porta di casa nostra.

Forse  per equipaggiare una delle due basi che, secondo l’opposizione  locale, la NATO vuole costruire  in Montenegro. Stoltenberg è andato là a giurare che non ci saranno basi NATO senza il consenso dei montenegrini. Il fatto  è che a capo del paese,il premier DUskho Markovich, che è atlantico ed antirusso, e per il quale delle basi NATO garantirebbero la sua sopravvivenza politica personale. Già a febbraio, in una intervista al Time, aveva  offerto:  “il porto della città di Bar è strategico per i nemici della NATO, specialmente dopo l’inizio del conflitto in Siria, quando la Russia ha iniziato a cercare un porto militare in acque più calde”.

Altri oppositori indicano  come oggetto delle voglie americane la baia di Vladanos,  vicina al confine con l’Albania, il cui sviluppo  turistico è stato impedito in passato  da oscure manovre di una ONG   locale poi premiata dal governo Usa.

https://it.sputniknews.com/amp/mondo/201711135274069-NATO-Montenegro-base-militare/

Causa “crescente fiducia in sé della Russia”,  il Pentagono riceve più soldi

 

In Usa, le Commissioni Difesa di Senato e camera bassa hanno incluso nel bilancio del Pentagono (700 miliardi di dollari)   altri 4,6 miliardi per “confrontare la Russia in Europa”,  al fine di “aumentare  il potenziale militare statunitense in Europa”  e  “rafforzare il senso di sicurezza degli alleati”; specialmente i baltici: 100 milioni di dollari andrebbero ad aumentare le capacità di difesa di Estonia, Lettonia e Lituania.  Le camere hanno dato al Pentagono altri 350 milioni  di dollari da spendere in “aiuti militari all’Ucraina”, con la clausola che a Kiev siano consegnati armamenti “difensivi”.

Si noti che i  legislatori hanno dato al Pentagono 26 miliardi di dollari più di quanto il Pentagono stesso – la nota insaziabile voragine mangia-trilioni –   aveva chiesto. Ciò, non solo  per provare   il loro indefettibile servaggio agli interessi del sistema industrial-militare, ma per mostrare- in odio a Trump, che accusano di essere amico di Putin – che il loro anti-russismo totale è lì per rendere irreversibile l’ostilità del  blocco occidentale verso Mosca.

Contrariamente a quel che si poteva pensare,  dopo due decenni di dissanguamento nelle guerre dei Bush,   Londra segue. Può uscire dalla UE, ma non dal  delirio bellicista neocon. Il ministro della Difesa Gavin Williamson, oltre i 600 commandos  per i Balcani occidentali – ha annunciato che  stanzierà quattro caccia Typhoon  in Romania : essi “pattuglieranno  il Mar Nero” causa “la crescente fiducia in sé della Russia”; inoltre rimanderà la sua nave Ocean  ad aggiungersi alla flotta che tiene permanentemente nel Mediterraneo.  Si tratta della principale nave anfibia d’assalto porta-elicotteri della Royal Marine, concepita per  l’aggressione, non la difesa.

Inutile dire che anche il governo inglese sta scoprendo “le prove” che  la Russia ha influenzato anche la Brexit, attraverso suoi “troll di professione” che (secondo “le  indagini statunitensi avevano sostenuto la causa dell’indipendenza britannica, diffondendo i loro pensieri razzisti, nazionalisti e islamofobi strumentalizzando gli attacchi terroristici occorsi in Europa in quel periodo”.

Pensate l’efficacia dei trolls: hanno  postato “139 tweet da 29 account diversi, con cui hanno sedotto “poco meno di 270.000 follower”.  Bastanti  sicuramente per piegare il referendum britannico in favore della Brexit, ossia – come ora si capisce –  della Russia.  Ciò ci permette di prevedere che Londra possa tornare, pentita,  nell’ovile europeista.  Nell’ombra e con fondi neocon,  opera in questo senso  l’indimenticabile Toni Blair,   che  ha coinvolto il paese in tutte le guerre dei Bush.

L’Esercito europeo per via burocratica

Il che porta a parlare della  nuova forza armata  europea autonoma,  fortemente voluta d Angela Merkel e da Macron,  che nella neolingua eurocratica si chiama Permanent Structured Cooperation” (PESCO).  . “E’ ora che l’Europa prenda la  propria  difesa nelle proprie mani”;aveva proclamato la Cancelliera dopo il primo incontro-scontro con Trump:  e fu il PESCO. Il quale PESCO, nel quadro  del quale “i paesi membri possono formare tra loro coalizioni lasche  per darsi capacità militari speciali”, è apparentemente meno di un esercito europeo, a cui alcuni paesi resistono. Ma  appunto, secondo la ben nota tradizione burocratica, punta a farlo di nascosto. Si  ricordi che l’Europa  burocratica  nacque come  semplice “Comunità Europea del Carbone  e dell’Acciaio” , ed oggi abbiamo  Berlino che dà i voti ai bilanci dei  paesi mediterranei.  Ugualmente, il PESCO comincia a formare un “comando medico” comune,  poi centralizzerà la logistica (e chi ha il coraggio di opporsi?), ma gli stati membri dovranno conferire tutte le loro “capacities and capabilities” (?) militari alla  European Defense Agency (EDA),  la   quale diventa – senza dirlo e senza in  fondo essere che un organo burocratico – il comando centrale dell’armata europea “nuova”. Da quel che si intuisce, il principale vantaggio de PESCO per Berlino è  un  quasi-esercito europeo il cui costo – aumentato –resta  a carico dei paesi membri,  quindi senza far spendere i soldi  alla Germania. E’ in qualche modo come  l’euro,  la  semi-moneta che Berlino gestisce da padrona senza dover pagare il prezzo di una vera moneta, ossia i trasferimenti da Germania al Sud.

Naturalmente –  ça  va sans dire – il PESCO  “non è competitivo, ma  complementare” alla NATO, ai cui comandi si mette in tutto e per tutto. In più  è “simile al NATO’s Framework Nations Concept”,  oscuro  termine che  significa una cosa chiara: come il Pentagono integra  nella sua  azione offensiva paesi non NATO, così Berlino integra nella Bundeswehr, sotto il suo comando, reparti di paesi più piccoli. Lo sta già facendo con l’Ungheria,. Lo fa con la Romania…..

http://foreignpolicy.com/2017/05/22/germany-is-quietly-building-a-european-army

Ancora una volta: aumenta la  sua forza facendone pagare il  conto agli altri.

Germania sceglie l’F-35. Povero Macron.

Quanto all’illusione chela Germania possa davvero mettersi alla  guida di qualcosa di autonomo da Washington   insieme alla Francia (dopotutto è quella che ha la maggiore e più  comprovata forza armata)  essa è caduta il 10 novembre, data dell’uscita sulla rivista specializzata Defense Industry Daily (ovvio strumento del complesso militare-industriale USA)  che annuncia trionfante: “La scelta preferita per  Berlino è l’F-35”. Dovendo scegliere  con quale  “piattaforma” sostituire il centinaio di Tornado  tra il 20025 e il 2030, la Luftwaffe “preferirà”   il costosissimo invisibile della Lochkeed Martin  – un grossissimo affare – perché “esiste già” ed è   già adottata da molti paesi (fra cui l’Italia),  mentre è “altamente improbabile che l’industria aeronautica  europea possa sviluppare”  in così pochi anni  “un aereo interamente nuovo del tipo che adempie alle funzionalità che  noi richiediamo”.

Si noti  che non c’è nemmeno la più vaga allusione ad una “piattaforma già esistente”  in Europa, già operante anzi “combat proven”, che  è il francese Rafale. Indicato come uno dei migliori aerei  del mondo in un articolo importante di The Saker dedicato al declino della potenza militare USA, dove si legge: “Per esempio i sistemi francesi sono spesso migliori e meno cari dei loro equivalenti statunitensi, da cui la necessità – per Lockheed & Co. – di distribuire tangenti importanti e grandi compensazioni”. Per compensazioni (Offset agreements) si intende i favori che il sistema militare industriale deve fare al governo importatore per convincerlo a scegliere le sue macchine:   dal consentire a fabbricare nel paese importatore parti minori dell’aereo venduto (tipo le ali), fino all’importazione di wurstel tedeschi  o formaggi francesi in Usa per bilanciare il costo  spropositato  dell’aereo fantasma.

Ma volete che Berlino dipenda per i suoi aerei da Parigi? La storia non è acqua..Molto meglio dipendere dagli americani. Del resto c’è  l’abitudine.  Addio al sogno di Macron di una “difesa comune”  con l’industria spaziale francese in posizione di dominio.

Per Bundeswehr  possibile  il collasso  UE

Tutto ciò, si badi, nei giorni in cui i media germanici stanno battendo la grancassa attorno a uno studio “segreto” emanato dal Ministero Difesa  (Strategischen Vorausschau 2040 , ossia Prospettiva Strategica 2040),  dove le forze armate germaniche esaminano  sei “scenari” di conflitto che possono essere chiamate  ad affrontare  da qui al 20409)(. Ebbene, tre di questi scenari prevedono il collasso o sgretolamento dell’Unione Europea e persino guerre intra—europee.

Dello studio, i media sottolineano le seguenti frasi: «”L’allargamento dell’UE è stato largamente abbandonato e altri stati hanno lasciato la comunità. L’Europa ha perso la sua competitività mondiale, “scrivono strateghi di Bundeswehr. “Il mondo è sempre più disordinato, talvolta caotico e soggetto a conflitti che hanno cambiato drasticamente l’ambiente di sicurezza della Germania e dell’Europa”. Nel quinto scenario (“Ovest ad est”), alcuni paesi dell’Europa orientale stanno bloccando lo stato dell’integrazione europea mentre altri si sono “uniti al blocco orientale”. Nel quarto (“Concorrenza multipolare”), l’estremismo è in aumento e ci sono partner dell’UE che “anche a volte sembrano cercare un approccio specifico al modello capitalista statale della Russia”»

Sui  motivi di questo documento e soprattutto  perché sia stato divulgato, riporto le ipotesi degli amici Alessia e Paul:

Su blog tedeschi alcuni commentatori scrivono che è una forma di pressione forte da parte dell’esercito tedesco, già avvenuta 10 anni fa e repressa dalla politica tedesca. Il documento della Bundeswehr sottolinea che il lavoro non rappresenta una prognosi ma solo uno scenario che non va escluso. Quindi va configurato come un tentativo da parte della Germania di ricostituire un esercito “vero e proprio” ben strutturato.

Sostanzialmente  si tratta di un messaggio politico “filtrato ad arte” per introdurre un pubblico dibattito in riferimento a un concetto che i politici tedeschi NON possono affrontare: è un concetto tabù in Germania parlare di esercito e risoluzione UE. Portato alla luce e pompato da tutti i media, questo obbliga la popolazione a parlarne apertamente. Quindi a livello locale e nazionale i tedeschi devono decidere sul futuro. Non è lo studio in sé che conta, la cosa importante è che hanno reso noto un argomento imbarazzante. Devono convincere l’intera nazione a discuterne: Mission Accomplished!

 Eric Bonse (giornalista freelance a Bruxelles) commenta che lo scenario di crisi previsto per il 2040 è da tempo una realtà. Per lui  lo studio va letto come una critica nascosta in riferimento allo stato attuale dell’UE.  Della stessa idea  David Engels (storico belga della Libera Università di Bruxelles)   che spiega: “In 20-30 anni l’Europa sarà diventata uno stato autoritario o imperiale dopo un periodo di decadenza civile. In ogni caso si possono prevedere le analogie tra l’attuale crisi dell’Europa e la trasformazione della   tarda Repubblica tarda Romana   nello stato del princeps Augusto. Chiaramente spiega uno scenario che comprende: periferie fuori controllo, aree dominate da gruppi paramilitari, etnici o religiosi e immobilità politica completa”.

E’ in questo sfondo  che  va messo il viaggio  di Di Maio a Washington  con la rettifica di linea politica  estera grillina: «Basta con questa storia della Russia e che siamo alla mercé di Putin – ha detto Di Maio nelle riunioni preliminari al viaggio – È una storia che non sta in piedi e che ci fa solo del male».

«Siamo occidentali e il nostro più grande alleato in Occidente sono gli Stati Uniti», se c’è un interesse della Russia «è da parte loro verso di noi». «Il M5S vuole solo fare gli interessi commerciali dell’Italia. Ecco perché siamo per togliere le sanzioni a Mosca».  Sarà ricevuto al Dipartimento di Stato.  I candidati premier in Italia devono andare a baciare la solita pantofola. Lo fece anche Occhetto, facendosi presentare da Edgar Bronfman  (allora capo del World Jewish Congress)  e da Giorgio Napolitano ben conosciuto là)  per assicurare “Il grande alleato”  che il PCi non era più il partito comunista di ieri.  La differenza, forse, è che oggi Washington è in totale delirio anti-russo, aggravato dalla sensazione del proprio declino, e fremente in tutti i settori – democratici come repubblicani – dal desiderio di far pagare a Mosca i suoi successi, e i fallimenti  neocon in Medio Oriente.

“Putin must go”

Molte di queste iniziative provocatorie, infatti si spiegano con la volontà di un “cambio di regime” a Mosca. Dopo aver proclamato per la Siria “Assad NmustGo”, il National Endowment for Democracy ha lanciato”Putin must  go”. Il capo del NED, Carl Gershman,, ha posto l’obiettivo in un articolo del Washington Post: Rovesciare Putin. “Gli Stati Uniti hanno il potere di controllare e vincere questo pericolo”.

Non a caso, Putin sia aspetta   colpi ritorti americani  per sabotare con ogni mezzo la sua  rielezione nel 2018, attentati “islamici” e simili.  Ricordiamo le gravissime colpe di cui Putin e il suo ministro degli Esteri Lavrov si sono macchiati per i neocon.

Ha  scongiurato  l’invasione Usa  e NATO contro la Siria nel 2013, facendo cedere a Damasco il suo arsenale di armi chimiche (il casus belli inventato dagli occidentali); ha aiutato  il presidente Obama a concludere la moratoria nucleare con l’Iran nel 2014-15, cosa che la lobby non gli perdonerà mai;   rispetto al colpo di Stato organizzato dalla Nuland in Ucraina,ha mandato a monte il progetto americano di installarsi nella base russa in Crimea, annettendo la penisola con un fulmineo referendum; ha fornito la forza aerea che ha incenerito prima le autobotti con cui Daesh vendeva il petrolio a Erdogan, e infine a distrutto i jihadisti che gli Usa avevano travestito  da “opposizione democratica” , e adesso Israele – che contava di guadagnare da tutto il ventennio di destabilizzazioni, si trova con truppe iraniane in Siria – troppo vicine al suo confine per non delirare di lanciare gli Usa nella terza guerra mondiale. E noi dietro.

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13 commenti


  1. Non credo che il Montenegro subirà grandi conseguenze da queste iniziative militari: esso è diventato un paese di Bengodi per miliardari, con un sistema fiscale leggero e molte agevolazioni per chi vi vuole investire. E’ difficile credere che chi vi ha speso ingenti somme (e sappiamo chi sono i soliti noti…) accetti di veder trasformare le Bocche di Cattaro in una base militare, o di veder sorvolare la propria villa con piscina dagli aerei della Nato. A meno che – e allora avrebbe ancora una volta ragione – chi ha investito in Montenegro non voglia beneficiare anche della presunta difesa militare degli alleati, forzando i Russi ad andarsene anche da lì. E di Russi ce ne sono molti, molto ricchi e probabilmente considerati utili per il momento, ma scomodi a lungo termine.

  2. Rudi

    Se Berlino non vuole dipendere da Parigi per l’avionica, Parigi non vorrà certo regalare a Berlino la sua Force de Frappe nucleare. E così s’incepperà tutto grazie a quella briciola di grandeur rimasta nell’Armée. E poi si sa, i tedeschi non hanno mai saputo progettare aerei, nè hanno mai avuta conoscenza dell’atomo. Quanti wuerstel vale un F35? Però ci hanno provato. Vedere il Nato Rapid Deployable Corps di Solbiate Olona per credere. E sono vent’anni che la Germania esporta la sua disciplina attraverso corsi di specializzazione FS (Neuhausen, Bayern) e certificati di efficienza distribuiti ai militari volenterosi in perfetto stile Mario Monti. Sotto, sotto, il desiderio tedesco di levarsi dai piedi lo zio Sam non è mai del tutto abortito. Ovviamente, noi manco ci abbiamo provato; tuttalpiù pensavamo di poterci affidare all’alternativa: l’Armata Rossa. E’ difficile trovare in Europa qualcuno messo peggio dell’Italia.


  3. Suggerisco l’approfondimento circa le esercitazioni di simulazione Germania-Nato per futuri scenari di guerriglia urbana (ne aveva parlato anche Saker e RT qualche mese fa: http : // sakeritalia. it/ europa/ la-germania-e-la-nato-si-preparano-a-una-repressione-fascista-in-europa/ e https:// www. rt. com/news/399877-nato-urban-wars-concept/).


    1. A tal riguardo in Sassonia a Schnöggersburg nel 2020 sarà operativa la struttura militare Nato-Bundeswehr pronta per addestrare le truppe a combattimenti simulati in scenari urbani (non soltanto mediorientali), nel caso i cittadini dovessero decidere di fare proteste spontanee contro le decisioni politiche prese dai propri leader ed oligarchi…



        1. Qua qualcosa scritto in inglese a riguardo: https: // www .rheinmetall -defence . com/en/rheinmetall_defence/public_relations/themen_im_fokus/guez/index.php e https :// militarysimulation.training /land/german-army-urban-operations/


          1. c’è già l’eurogendfor per noi non eletti. Suggerisco al Dottor Blondet di approfondire in futuro su questo pericolo per le nostre stesse vite di schiavi metropolitani


  4. Secondo Irlmaier e Paisios la grande guerra in Europa non partira’ dal medioriente ma dall’area dei Balcani,e dai contrasti Grecia-Turchia.Forse pero’,si potrebbe ipotizzare che sarebbe una evoluzione dela questione strategica energetica che ha pesato fino ad ora su siria e medioriente.Cioe’ l’approvigionamento dell’Europa in dipendenza da Usraele.Non sono tuttologo e non so di geostrategie,ma a lume di naso non ce lo vedo Israele che si fa la guerra vicino a casa sua.Nel mirino siamo noi.Ci metterei la mano sul fuoco che e’ cosi’,e ragionando solo sul piano umano e terreno,credo che all’Europ continentale,se potesse, converrebbe mettere sotto tiro Israele,che in definitiva e’ la testa del serpente ed e’ un bersaglio localizzato.Ma non credo proprio che questi siano i piani di Dio,il quale e’ in grado di dare corda ai superbi e poi sconvogere i loro piani,purificando tutti.Quindi tocca all’Europa e le profezie concordano.Del resto la conversione degli ebrei sara’ al tempo dell’Anticristo,mentre per ora ci aspetta l’Invasione degli Ismaeliti e della Russia(post Putin?)(Anguera.”La Russia inciampera’,e l’uomo superbo agira’ con la forza datagli dal demonio”).Sul piano soprannaturale,l’obiettivo diretto del demonio e’ l’Europa e Roma.Questo puo’ gia’ determinare sul piano naturale un “armistizio”armato tra Ismaeliti e Israele,che tra l’altro una parte degl’Ismaeliti gia’ sono alleati d’Israele.La stessa Russia ha legami e accordi commerciali con Israele e puo’ sempre trovare un accordo provvisorio che rimandi i problemi. Gli accecati siamo noi,i primi da castigare siamo noi,che tra l’altro nella nostra puttanesca perversita’ appoggiamo la politica usraeliana(nostra avversaria sia sul piano materiale che su quello soprannaturale).I popoli Europa sono come quei disgraziati pseudoterroristi che vengono uccisi o fatti esplodere:o meglio questi ne sono in parte una figura.

  5. learco

    Continuano le provocazioni nei confronti di Putin e prosegue l’assedio del suo alleato serbo.
    La determinazione con cui gli Stati Uniti hanno sbriciolato prima la Jugoslavia a guida serba e poi la piccola Serbia è impressionante.
    Alla fine degli anni ottanta hanno obbligato il primo ministro jugoslavo, Ante Markovic, ad affidarsi alle amorevoli cure del FMI e della Banca Mondiale per entrare nel nuovo sistema capitalistico, con una terapia d’urto che ha distrutto l’economia del Paese e l’ha obbligato a destinare le entrate fiscali al pagamento degli interessi anzichè al finanziamento delle repubbliche federate.
    La conseguenza è stata la nascita dei movimenti secessionisti e la guerra civile del 1992-95, terminata con lo smembramento dello Stato jugoslavo.
    Poi c’è stata l’aggressione NATO del 1999 per il Kosovo e la secessione del Montenegro nel 2006, che ha precluso alla Serbia ogni sbocco sul mare.
    Oggi il Paese non rinnega i suoi legami con la Russia e, quindi, continua l’opera di destabilizzazione americana imperniata sull’Albania, sul Kosovo e sulle minoranze albanesi che si trovano negli Stati vicini.
    Le basi militari in Montenegro rappresentano anche un patetico tentativo di far saltare i nervi a Putin e hanno, probabilmente, lo scopo di spingerlo a fare un passo indietro in Ucraina o nel Medio Oriente.
    Credo, comunque, che la migliore risposta di Putin alla sfida della NATO siano state le esercitazioni di questo settembre in Bielorussia con l’impiego di 100.000 uomini.
    Una dimostrazione di forza che deve aver creato qualche preoccupazione ai signori della NATO.

    http://www.ilpost.it/2017/09/14/esercitazione-russia/


  6. Se Di Maio segue le orme di ……Occhetto si dovrebbe avere una coalizione di destra ,in Italia ,guidata da un “trimvirato” in buoni rapporti con la Russia di Putin . Vero che Berlusconi sta facendo il moderato a tutti i costi addirittura con la difesa a spada tratta dI Draghi. Vero che con il massacro della Libia ha dovuto abbozzare. Ma se si va sul serio alla guerra contro la Russia ? Che si fa? Un bel dilemma. A parte il fatto che non riesco a capire se ancora abbiamo un esercito italIano oppure è ormai organico alla Nato a pieno titolo e dunque siamo ,come da codice fiscale, arruolati nella U.S. Navy.
    Mi è venuta in mente un’idea uo po balzana. Supponiamo che il destro triumvirato stravinca e strizzi l’occhio a Putin, sta a vedè che i nostri liberatori avranno le prove certe che le elezioni le ha taroccate di brutto Putin il cattivone. A quel punto cercheranno di consolidare la “nostra liberazione” anche perchè nel frattempo scoppieranno disordini in tutta Italia con i KIENGE’S and Boldrin’s Boys, i quali poseranno le scopette con cui fanno finta di pulire le strade e spianeranno mitra con abilità superiore a quella degli spazzini. A quel punto avremmo l’onOre di essere nientedimeno “il Casus Belli”

  7. Jean

    Se dovremo difendreci e scendere in guerriglia urbana, lo faremo, in special modo voglio vederli a casa mia questi gradassi senza senso, se non per noi almeno per i nostri figli….

    Saluti

  8. Saverio Gpallav

    quella dei pellegrinaggi dei candidati presidenti del consiglio italiani negli Usa con metaforico bacio della pantofola è uno dei riti più umilianti a cui purtroppo una parte notevole del popolo italiano, grazie alla settantennale propaganda, si è assuefatta. Non c’è verso. dal Pci al MSI passando per grillini e legisti per non parlare di pidioti e forzisti, ogni e qualsiasi forza politica che punti realisticamente al governo sottopone se stessa e il popolo italiano alla umiliante proskinesis ai proconsoli americani. temo che anche gli attuali partiti sedicenti antisiatema di ogni colore, a parole allergici agli Usa, se andassero al governo, non si sottrarrebbero al rito di vassallaggio


  9. Ma quale guerra!L’Europa gli fa il solletico ai Russi,ma dove vanno sti pellegrina,se vogliono i Russi,in una settimana arrivano a Roma,ma in caso di crisi o guerra chi ci rimette sono gli Idioti Europei,così saranno contenti gli ameri-cani,e poi la colpa la daranno a qualche idiota europeo.Così dopo averci esportata la crisi economica,averci rubato e espopriati dai sottoscrittori del nostro debito sui mercati Asiatici,invasi dagli africani,ci faranno distruggere dai Russi.Noi siamo fedeli agli USA mica a Mosca

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