Governo Meloni, più elettrosmog per tutti

Di Redazione OrticaWeb – 1 Giugno 2023

elettrosmog

DECRETO TELECOMUNICAZIONI: accelerazione del 5G, aumento dei limiti soglia d’innalzamento elettromagnetico a 30 V/M, 5 miliardi di Euro a sostegno delle compagnie telefoniche.

di Maurizio Martucci

Dalla media dei 6 V/m fino a 30 V/m, un salto nel buio. “Un innalzamento degli attuali limiti fissati a 6V/m, rimanendo sempre ben al di sotto del limite europeo di 60V/m, ad esempio 30V/m, garantirebbe il miglioramento della qualità del servizio (in termini di copertura) fin da subito, con effetti positivi sui cittadini in termini di voce e dati, riducendo l’impatto economico sugli operatori“.

E ancora: “Aumentare gli attuali limiti rimanendo sotto i valori europei di emissione avrebbe il duplice vantaggio di rassicurare i cittadini più timorosi e venire incontro alle loro giuste preoccupazioni nella considerazione tecnica che più aumentano le potenze dei tralicci e meno emettono i dispositivi mobili che ogni cittadino porta con sé. Infine, un pieno e veloce dispiegamento del 5G“.

Sono alcuni dei passaggi nella bozza del Decreto Legge Telecomunicazioni allo studio del Governo Meloni: 5 miliardi di euro a sostegno delle compagnie telefoniche, accelerazione del 5G ma soprattutto aumento dei limiti soglia d’innalzamento elettromagnetico fino a 30 V/m (se sempre nei rilevamenti nella media delle 24 ore potrebbe dire molto di più). E’ quanto si legge nel testo che intende rivalutare, aumentandoli, i limiti dell’irradiazione di agenti possibili cancerogeni nell’aria: “Su proposta del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica e con il Ministro della salute, si provvede nelle zone ove si renda necessario ad aumentare i valori di riferimento di cui al precedente comma, in linea con le politiche di sviluppo dei paesi dell’Unione Europea, le indicazioni della Commissione Europea e le linee guida Icnirp sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici”. Icnrip sta per la cosiddetta Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti, il controverso organismo privato di non medici né biologi che stila le linee guida sulla sicurezza ambientale dell’elettrosmog e su cui si basa la presunta ma non dimostrata non nocività del 5G e su – però – dalle nostre parti cui pesa il verdetto di condanna della Corte d’Appello di Torino.

Ignorando quale possa essere stata la valutazione scientifica per individuare nei 30 V/m il nuovo limite di legge in tutta Italia, non si può non sottolineare come si voglia tentare ancora una volta di scavalcare completamente gli aggiornamenti in peer-reviewed disponibili in letteratura biomedica nelle numerose evidenze scientifiche, che invero dimostrano effetti biologici non termici ben al di sotto dei 6 V/m, anche molto gravi e fino a forme tumorali, motivo per altro delle raccomandazioni già contenute nei Report del Bioinitiative Group, del Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e dell’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011, in cui si invitano i governi nazionali ad un abbassamento dei limiti di legge a 0,6 V/m nell’immediato e a 0,2 V/m sul lungo termine, assodato che gli effetti sugli organismi viventi si possano manifestare già a valori di 0,002 V/m.

Per denunciare i gravi pericoli dell’inquinamento elettromagnetico nell’implementazione dell’inesplorata tecnologia wireless del 5G, priva di studi preliminari e parere sanitario preventivo previsto invero dalla Legge di Riforma Sanitaria n. 833 del 1978, Alleanza Italiana Stop 5G il 1° Ottobre 2019 ha partecipato ad un workshop nel Parlamento europeo (relatore anche il Prof. Martin Pall della Washington University – USA) e il 5 Novembre 2019 presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati ha poi tenuto il convegno internazionale dal titolo “Moratoria nazionale, 5G tra rischi per la salute e principio di precauzione”, con la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti al mondo sul tema, tra i quali la Dott.ssa Annie J. Sasco (22 anni di lavoro alla IARC di cui 9 anni come capogruppo e poi capo unità di epidemiologia per la prevenzione del cancro), il Prof. Olle Johansson (neuroscienziato già del Royal Institute of Technology e del Karolinska Institute) e i medici Dott. Marc Arazi (Francia) e Dott.ssa Patrizia Gentilini (oncologa, ISDE Italia, Medicina Democratica). Anche per questo sul 5G è acceso il dibattito all’interno della Commissione europea, dove il Panel per il futuro della scienza e della tecnologia (STOA) il 7 Dicembre 2020 ha seriamente messo in discussione l’affidabilità delle politiche dettate dalla Commissione Internazionale sulla Protezione dalla Radiazioni non Ionizzanti (ICNIRP).

Nella sessione presso l’Unità di previsione scientifica del Parlamento europeo, organo ufficiale composto da membri parlamentari attraverso il quale si definiscono – a livello comunitario – le valutazioni su scienza e nuove tecnologie per identificare strategie a lungo termine utili alle commissioni dell’UE nel loro ruolo decisionale, Arno Thielens del Ghent University – imec, Ghent (Belgio) ha infatti affermato come l’ICNIRP produca una documentazione parziale e non complessiva della letteratura biomedica disponibile, assente anche la parte sull’impatto nell’ecosistema (flora, fauna), mentre per il francese Gerard Ledoigt della Clermont Université, Clermont-Ferrand, le radiofrequenze onde non ionizzanti rappresentano “una tossicità e ICNIRP non è adeguata alla studio, serve una moratoria sul 5G per uno studio indipendente che chiarisca gli affetti”, così come Elisabeth Cardis dello spagnolo Global Radiation Programme al Barcellona Institute for Global Health, ha dichiarato di trovarci “a corto di ricerca sui protocolli di misurazione, sull’esposizione, nonché esperienze in vivo e in vitro per valutare l’impatto della rete 5G sulla salute.

Per scongiurare il golpe elettromagnetico, nel 2021 gli attivisti dell’Alleanza Italiana Stop5G hanno dato vita anche ad uno sciopero della fame (135 aderenti a staffetta per 18 giorni), manifestazioni e sit-in nelle città, presidio per due settimane sotto Palazzo Montecitorio, oltre le 64.000 firme raccolte nella petizione. In decine di migliaia, poi, hanno seguito le interviste sullo speciale Il Golpe Elettromagnetico trasmesso su La Casa del Sole Tv.