Skip to content
  • info@maurizioblondet.it

Blondet & Friends

You are here: Home > Fare dell’Algeria un’altra Libia. Lo comanda il philosophe.

Primary Sidebar

Donazioni

Menu

  • Chi è Maurizio Blondet
  • Perché questo blog?
  • Regole del forum
  • Grazie!
  • Dove incontrare Blondet

Categorie

  • Buoni a sapersi
  • Chiesa
  • Friends
  • I pezzi miei
  • Pezzi che ci sono piaciuti
  • Senza categoria
  • Senza parole

Senza parole

  • Papà Zelenski diventa israeliano

    Il 6 maggio 2022 i genitori di Vladimir #Zelensky hanno …
  • Il Pentagono ha stilato un contratto per la “Ricerca COVID-19” in Ucraina 3 mesi prima che il COVID-19 esistesse ufficialmente

    Il mondo ha iniziato a sentire parlare per la prima …
  • Covid, Speranza alla Cgil: «Campagna per quarta dose di vaccino»

    “E’ in corso un altro pezzo di campagna” vaccinale contro …
  • Neonati uccisi e traffico di organi in Ucraina

    Secondo quanto riferito dalla BBC, in Ucraina esiste un traffico …
  • Il grafene nel siero c’è, e serve ad hackerare l’uomo

    Qui sotto un articolo scientifico sullo sviluppo di nano-antenne – …

Ci sono piaciuti:

  • Venziani: L’Anticristo ha due facce

    13 Marzo 2026
    di Marcello Veneziani – 12 Marzo 2026 L’aggressione di Stati Uniti e Israele all’Iran è stata una violazione del diritto internazionale. Lo ha detto …Leggi tutto »
  • Antioccidentale (di Andrea Zhok)

    10 Marzo 2026
    Andrea Zhok Chi difende oggi le ragioni dei paesi aggrediti a vario titolo dagli USA (la lista è infinita) viene frequentemente tacciato di essere …Leggi tutto »
  • La guerra messianica-apocalittica all’Iran

    9 Marzo 2026
    di Davide Malacaria “Lunedì, durante un briefing, il comandante di un’unità militare ha detto ai sottufficiali che la guerra in Iran fa parte del …Leggi tutto »

Fare dell’Algeria un’altra Libia. Lo comanda il philosophe.

Maurizio Blondet 19 Maggio 2016 3

Nel febbraio 1982,  la rivista del sionismo mondiale, Kivunim (Direttive, in ebraico) pubblicava un  approfondito  studio dal titolo “Una strategia per Israele negli anni ‘80”.  Firmato dall’agente israeliano Oded Yinon, l’articolo notava come tutti i paesi islamici potenziali nemici di Israele fossero, al loro interno, minati da divisioni religiose ed etiche; e proponeva di istigare le discordie e le fratture, onde destabilizzare i paesi e spezzarli in piccoli stati settari, in lotta perpetua tra loro. Anzitutto, il piano Yinon citava l’Irak di Saddam: “l’Iraq, ricco di petrolio e lacerato internamente, è sicuramente un candidato degli obiettivi d’Israele. La sua dissoluzione è ancora più importante per noi di quella della Siria. L’Iraq è più forte della Siria. (…)  l’obiettivo più importante, spezzare l’Iraq in domini come Siria e Libano. In Iraq, la divisione in province lungo linee etno-religiose, come in Siria durante il periodo ottomano, è possibile. Così esisteranno almeno tre Stati attorno alle tre principali città: Bassora, Baghdad e Mosul, e le aree sciite del sud si separeranno dal nord sunnita e curdo”.  Ma anche Siria, Libano, Egitto, ed altri stati erano passati in rassegna come candidati alla destabilizzazione e frammentazione.

(Qui sotto il testo integrale del Piano:

http://www.reteccp.org/biblioteca/disponibili/guerraepace/guerra/yinon/yinon9.html)

Bisognò attendere l’occasione propizia, che si presentò con l’attentato  di Al Qaeda del 11 settembre 2001  il Piano Kivunim, con le armi americane, l’espansione della democrazia o l’intervento umanitario,  la formazione di gruppi jhadisti,  Al Qaeda, ISIS, primavere arabe complicità europee, nonché l’aiuto di volonterosi sayanim,   è in via di puntuale realizzazione.  Irak, Afghanistan, Siria, Egitto, Tunisia  sono stati sovvertiti, ridotti in macerie e guerra intestina, messi in mano a terroristi di un estremismo islamico folle.  Pochi paesi  sono rimasti (per ora) indenni dall’azione destabilizzatrice.  Fra questi, il più importante economicamente  l’Algeria, resiste  – perché il regime ha combattuto negli anni ’90 una guerra di eradicazione dell’islamismo, e  veglia con estrema attenzione alle infiltrazioni di jihadisti  da oltre confine.

Adesso è scoccata l’ora per lo smembramento anche dell’Algeria. Il segnale viene da Bernard Henry Lévy  (d’ora poi  BHL) , l’ex “Nouveau philosophe” ora incartapecorito neocon. Il 17 aprile scorso, sulla   sua rivista di lusso La Régle du Jeu,  ha espresso il suo sostegno al MAK (Movimento di  Autonomia della Kabila), un gruppo berbero indipendentista che da tempo conduce attentati  ed attacchi ai militari algerini.  “Kabili, un popolo senza riconoscimento in Algeria”, esordisce BHL; “come i curdi”, e  dà il suo appoggio al preteso “governo provvisorio della Kabila”  formato dal MAK (un movimento che è ben lungi dall’avere il sostegno della popolazione kabila), che secondo il philosophe lotta “per una società libera, aperta, democratica e laica”.  BHL ha appoggiato una manifestazione del MAK che si è tenuta a  Parigi il 17 aprile,  dove si sono celebrate le vittime  della  “repressione” contro i kabili, e si sono invitate  le organizzazioni per i diritti  umani a interessarsi alle rivendicazioni dei  kabili.

 

express

Ciò che rende pericoloso questo appello è il fatto che BHL,  come personaggio televisivo   di una certa “cultura” francese, e agente di una lobby,  ha avuto una parte fondamentale nell’incitare  Sarkozy a intervenire in Libia per rovesciare Gheddafi  nel 2011. Oggi,  ad anni di  distanza, in occasione del suo ultimo libro (ne sforna uno all’anno: questo si chiama L’esprit du judaïsme)  ha ribadito  la sua  ideologia di bellicista  per i diritti umani:  “Il ruolo degli intellettuali è dire che ci sono situazioni in cui la pace è peggio della guerra”.  E quanto al fatto che la Libia è piombata nel caos più sanguinoso, ha detto di non avere “alcun” ripensamento: “Una democrazia  non si costruisce in un giorno.  Ci vuole tempo e pazienza. Ciò comporta sangue, lacrime, a  volte dei ritorni indietro….”, ha detto filosoficamente il philosophe .

Benché sia un  personaggio macchiettistico, BHL  è anche un insuperabile promotore di sé stesso, e sa essere onnipresente sui media. Al festival di Cannes ha presentato perfino un su film, Peshmerga: girato  fra Mossul ed Erbil, perché  sì, BHL l’anno scorso è stato sul posto per dare appoggio con la sua luminosa presenza ai combattenti curdi che si battono per la democrazia e l’indipendenza.  Ed  ha inondato  i media francesi di foto sue: mentre  parla col comandante Barzani nascosto dietro una trincea di sacchetti di sabbia   sempre esibendo la costosa camicia bianca aperta sul petto avvizzito; lui alla testa delle ragazze combattenti….

Senza paura
Senza paura
Con barzani in trincea
Con Barzani in trincea

Perché sono  decenni che accorre dovunque nel mondo sia necessario il suo sostegno  per la democrazia e la civiltà contro la barbarie; naturalmente con un intero ufficio-stampa e propaganda al seguito, che diffonde le sue immagini ed esalta il suo mito, promuovendo i suoi libri.

 

E’ stato a Kiev, a sostenere i nazi contro  Mosca….Non senza qualche cedimento alla “narrativa”, una specialità ebraica: come nel 1982 quando raccontò di essere arrivato, con marce forzate in Afghanistan, fino al covo del generale Massoud per consegnargli delle radio-trasmittenti: una balla. O quando nel ’93  si fece intervistare e fotografare mentre stava accovacciato dietro un muro,  come fosse sotto il tiro dei cecchini; poi il Canard Enchainé mostrò la foto non tagliata, e fece vedere che dall’altra parte del muro passavano delle persone tranquille, perché nessuno stava sparando.

canard
Sarajevo, sotto il fuoco….

Apparentemente da quarant’anni BHL si  reca nei luoghi delle guerre civili più sanguinose (in parte provocate da lui, o dal Piano Kivunim) allo scopo di farsi del  selfie.  In Francia è diventato lo zimbello dei vignettisti.

 

 

 

...alle Termopili
BHL  alle Termopili

Ma sarebbe un errore sottovalutarne la pericolosità.  L’accerchiamento dell’Algeria si stringe: la Tunisia, che aveva negato agli Usa una base militare sul suo territorio,  dopo i sanguinosi attentati di “Al Qaeda” sulle spiagge che hanno rovinato per sempre il turismo, unica  risorsa, ha capito la lezione ed adesso gli americani hanno la loro base. Nel Sud,  guerriglieri berberi o “Al Qaeda” sono armati ed addestrati da chissà chi nell’amplissimo, incontrollabile spazio nord-sahariano.

E soprattutto, il fondatore del MAK, il movimento indipendentista kabilo appoggiato da  BHL – si chiama Ferhat Mehenni, è esiliato in Canada  –    nel 2015  ha chiesto ufficialmente l’aiuto di Israele per “i diritti del popolo kabilo, una  regione berbera occupata dagli Arabi”.  Il sito ultra-sionista  e neocon “EuropeIsrael” ha accolto e promosso con entusiasmo la richiesta.

http://www.europe-israel.org/2015/12/le-chef-du-mouvement-independantiste-kabyle-appelle-israel-a-soutenir-les-droits-de-son-peuple/

Del resto sono anni che Israele coltiva le relazioni col MAK,  opportuno  strumento di sovversione. Nel maggio 2012 una delegazione di Movimento è  stata ricevuta in visita ufficiale, su invito del capo delle relazioni estere del Likud, Jacques Kopfer. Ovviamente ciò ha suscitato i più vivi sospetti ad Algeri.   Il portavoce del ministero degli esteri di Algeri disse allora: sappiamo che esiste “un tracciato di rotta”   di “ progetti scellerati per attentare all’unità nazionale”. Un’allusione al Piano Kivunim. Adesso, BHL ha dato il segnale: dopo la Siria, la Libia, l’Irak, tocca all’Algeria?

libia
Nella Libia da lui liberata

 

 

 

Posted in I pezzi miei
Tagged algeria, bhl, sarkozy
Previous Post: Scalfari: “I poveri hanno solo bisogni elementari”
Next Post: RITORNARE AL DONO. PER UNA CRITICA DELLA RAGIONE UTILITARIA.

Secondary Sidebar

Twitter

Follow @maurizioblondet

Iscriviti alla newsletter

Inserisci qui la tua email e scegli con che frequenza vuoi ricevere gli aggiornamenti


Seleziona lista (o più di una):


Friends

  • La risposta di Borghi a Vannacci – perché non faccia cadere il governo Meloni

    11 Febbraio 2026
    A dire la verità lo spiego da mesi. Comunque lo posso ripetere: Meloni è stata eletta due volte (incluse le europee) con nel programma gli aiuti all’Ucraina …Leggi tutto »
  • QUANDO A VIOLARE IL DIRITTO INTERNAZIONALE SONO I “BUONI”- di Luigi Copertino

    4 Gennaio 2026
     Luigi Copertino  4 Gennaio 2026 QUANDO A VIOLARE IL DIRITTO INTERNAZIONALE SONO I “BUONI”   Comprendere la guerra quale realtà dell’uomo L’aggressione statunitense al Venezuela è stato un …Leggi tutto »
  • Quando a violare il Diritto Internazionale sono i “Buoni”- di Luigi Copertino

    4 Gennaio 2026
    Comprendere la guerra quale realtà dell’uomo L’aggressione statunitense al Venezuela è stato un atto di gangsterismo stile israeliano. Infatti soltanto agli Stati Uniti e a Israele è …Leggi tutto »

Buoni a sapersi

  • Il discorso di Hodio

    16 Marzo 2026
    Il bene più prezioso è la libertà. Concreta, quotidiana, esercitata nel pensiero, nella parola, nella possibilità di esprimere, confrontare, diffondere …
  • La Bonaccorti era iper-vaccinata – Turbo candro al pancreas

    14 Marzo 2026
  • Il totalitarismo egualitario

    14 Marzo 2026
    Un amico mi scrive scandalizzato: secondo lui, alcune prese di posizione dimostrerebbero – sono le sue parole- che sono “ …
  • Il culto della morte israeliano sta estendendo la sua presa sugli Stati Uniti

    13 Marzo 2026
    11 marzo 2026 Jonathan COOK In questa guerra catastrofica e senza speranza, Teheran sta conducendo un’azione di retroguardia per ripristinare …
  • La non separazione delle carriere viene da diritto fascista (codice Rocco)

    13 Marzo 2026
    Sì al referendum, tra paradossi storici e stupro della Giustizia da | Mar 12, 2026 | Attualità | 2 commenti di Nicola Trisciuoglio Io, avvocato fuori …

Segnalibri

  • Andrea Carancini
  • Centro Studi Giuseppe Federici
  • Costanza Miriano
  • Gianluca Marletta
  • Gli occhi della guerra
  • Gospa News
  • Lacrimae Rerum
  • Lettera ai cristiani d'Europa
  • Ortodossi
  • Stop €uro
  • zero hedge

Copyright © 2026. Proudly Powered by WordPress & Weblogix (feat. WebYatri Themes).
Leggi la cookie policy dettagliata.