Come lla Procter & Gamble demonizzò i grassi animali

Oh Crisco! Sottotitolo: perché non bisogna mai fidarsi della scienza.h

Siamo all’inizio del ’900. La Procter & Gamble aveva un problema: produceva candele, ma l’elettricità stava rendendo il business obsoleto. Si ritrovarono con tonnellate di olio di semi di cotone, un sottoprodotto della lavorazione del cotone che all’epoca era considerato poco più che un rifiuto industriale o, al massimo, cibo per il bestiame.

Ecco come misero in piedi la “magia”: invece di buttarlo, usarono l’idrogenazione (una novità per l’epoca) per mantenere solido l’olio a temperatura ambiente. Risultato? Una sostanza bianca, inodore e dalla consistenza perfetta, molto simile allo strutto. Nel 1911 nacque Crisco (Crystallized Cottonseed Oil).

La frode non fu chimica, ma psicologica. Per vendere un rifiuto industriale come cibo, lanciarono una campagna massiccia che oggi definiremmo un lavaggio del cervello:

  1. La demonizzazione dei grassi animali. Lo strutto (naturale) venne dipinto come sporco, instabile e indigesto.
  2. L’illusione della perfezione. Crisco era “vegetale” e “pulito” perché nato in laboratorio, in un’epoca in cui la chimica era sinonimo di progresso e igiene.
  3. I ricettari omaggio. Inviarono manuali di cucina a tappeto, convincendo le casalinghe che solo con quel grasso bianco si potevano ottenere torte soffici e fritti perfetti.

Per decenni, il mondo ha mangiato grassi trans convinto che fossero l’alternativa salutare al burro e allo strutto. Solo molto dopo si è scoperto che quegli oli idrogenati erano un disastro per le arterie, molto peggio dei grassi naturali che avevano cercato di sostituire. In breve: hanno preso uno scarto, l’hanno indurito in laboratorio e ci hanno convinto che fosse meglio della natura. Genialità e tossicità.