Durissima la Schlein contro Netaniahu: “criminale”

Schlein, solidarietà a Pizzaballa , Netanyahu viola i diritti umani

“Il governo italiano esprima condanna e prenda una volta per tutte le distanze”

ROMA, 29 marzo 2026, 17:54

Redazione ANSA

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“Anome del Partito Democratico voglio esprimere tutta la nostra solidarietà al Cardinale Pizzaballa, a Padre Ielpo e a tutti i fedeli a cui le autorità israeliane hanno impedito oggi di celebrare la Messa delle Palme al Santo Sepolcro.

La violenza cieca e la protervia senza limiti del governo israeliano ha raggiunto anche uno dei luoghi più sacri della cristianità, offendendo la dignità dei credenti e umiliando l’intera comunità cristiana”.

Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein. “Colpire la libertà di culto è l’ennesima violazione dei più elementari diritti umani compiuta nella sostanziale impunità, e rappresenta un atto di ostilità nei confronti di milioni di cristiani nel mondo. Siamo vicini al Patriarca di Gerusalemme, al Custode del Santo Sepolcro e a tutta la comunità cristiana di Terrasanta, da sempre testimoni di un’idea di convivenza pacifica profondamente lontana dal suprematismo di Netanyahu e degli estremisti di destra suoi complici. Il governo italiano esprima forte la sua condanna e prenda una volta per tutte le distanze dal criminale governo Netanyahu, promuovendo azioni concrete per fermare e sanzionare le sue sistematiche violazioni dei diritti umani e delle libertà”.

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DGerusalemme, la polizia israeliana impedisce l’ingresso al Santo Sepolcro al cardinale Pizzaballa

Bloccato anche il custode padre Ielpo: i religiosi andavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Il Patriarcato: succede “per la prima volta da secoli”, “misura irragionevole e sproporzionata”. La polizia: “Ragioni di sicurezza”
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Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Lo rende noto il Patriarcato di Gerusalemme.

I due religiosi sono stati fermati lungo il percorso, mentre procedevano privatamente e senza alcuna caratteristica di processione o atto cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro. Di conseguenza – si legge in una nota congiunta del Patriarcato di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa -, e per la prima volta da secoli, ai capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa.

Il Patriarcato: “Misura palesemente irragionevole e gravemente sproporzionata”

“Questo episodio – spiega ancora la nota – costituisce un grave precedente e manca di rispetto alla sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme”. Il comunicato prosegue: “I Capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità e, fin dall’inizio della guerra, si sono attenuti a tutte le restrizioni imposte: le riunioni pubbliche sono state annullate, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, in questi giorni di Pasqua, rivolgono lo sguardo a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro”.

“Impedire l’ingresso al Cardinale e al Custode, che ricoprono la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa cattolica e i Luoghi Santi, costituisce una misura palesemente irragionevole e gravemente sproporzionata” puntualizza il Patriarcato Latino. “Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie – prosegue la nota – rappresenta un allontanamento estremo dai principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello Status Quo”.

Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo per il fatto che la preghiera, in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano, sia stata in tal modo impedita.

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La polizia: “La richiesta del Patriarca è stata respinta per ragioni di sicurezza, in programma un incontro per trovare soluzioni”

“Dall’inizio dell’Operazione ‘Ruggito del Leone’ e in conformità con le direttive del Comando per il Fronte Interno, tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli, in particolare quelli sprovvisti di aree protette, al fine di salvaguardare la sicurezza pubblica. La richiesta del Patriarca è stata esaminata ieri ed è stato chiarito che non poteva essere accolta per i motivi sopra indicati” riferisce la polizia israeliana in un comunicato. Il Ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che la polizia incontrerà il Patriarca e “si impegnerà a esplorare soluzioni che consentano di mantenere una routine il più normale possibile, garantendo al contempo la sicurezza pubblica”. “Tutte le misure di sicurezza e precauzionali nella Città Vecchia sono una diretta conseguenza dei lanci missilistici iraniani” afferma il Ministero.

 

L’Ufficio di Netanyahu: “Nessuna intenzione malevola”

L’Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha assicurato che “non c’era alcuna intenzione malevola” nell’impedire al cardinale Pizzaballa di celebrare la Messa nella Chiesa del Santo Sepolcro. Il divieto di accesso da parte della polizia israeliana, ha sottolineato l’ufficio del premier su X, è stato dettato “solo dalla preoccupazione per la sua sicurezza e quella del suo seguito”. “Negli ultimi giorni, l’Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme. In un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro” ha riferito l’ufficio di Netanyahu.

 

Herzog: “Ho telefonato al Patriarca Pizzaballa, profondo dolore per l’incidente”

Il presidente Israel Herzog ha telefonato a Pierbattista Pizzaballa, al quale ha espresso il suo “profondo dolore per lo spiacevole incidente avvenuto questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme”. Lo ha dichiarato il capo di Stato israeliano in un post su X. “Ho chiarito che l’incidente è scaturito da preoccupazioni per la sicurezza, dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele, a seguito di precedenti episodi in cui missili iraniani sono caduti nella zona della Città Vecchia di Gerusalemme nei giorni scorsi” ha sottolineato Herzog. Infine, nel corso della conversazione telefonica con il Patriarca latino di Gerusalemme, il presidente israeliano ha ribadito “l’incrollabile impegno dello Stato di Israele a favore della libertà di religione per tutte le fedi e a preservare lo status quo nei luoghi santi di Gerusalemme”.

 

L’ambasciatore Peled: “Era stato informato, è in una zona di conflitto, avremmo preferito una risposta diversa dal governo italiano”

Il cardinale Pizzaballa “era stato informato” che l’ingresso nei luoghi di culto “non era consentito per questioni di sicurezza” ma il cardinale “ha deciso di non rispettare la nostra richiesta”. Il divieto di ingresso “è stata un’azione necessaria, ora cercheremo di capire se ci può essere una soluzione alternativa”. Lo ha detto l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled, sottolineando che Gerusalemme “è una zona di conflitto” e quindi “la sicurezza delle vite umane viene prima delle libertà di culto”.

Avremmo preferito una risposta differente, ma comprendiamo la sensibilità del mondo cristiano” rispetto a questa situazione, ha detto ancora l’ambasciatore israeliano Peled commentando le proteste del governo italiano per la decisione di Israele di fermare il Patriarca. “Tra amici si possono avere differenze di vedute, domani avremo una discussione aperta, sincera, magari anche conflittuale” come è successo anche in passato, ha aggiunto Peled.

“Comprendiamo che quello di oggi è un giorno significativo per i cattolici e non avevamo alcuna intenzione di offendere i credenti cristiani in tutto il mondo, ma dobbiamo comprendere che siamo sotto attacchi missilistici, l’intera città di Gerusalemme è stata chiusa per cristiani, musulmani e anche per gli ebrei per un mese, i missili hanno colpito tutta la città, persino il Santo Sepolcro” ha proseguito Peled. “Proprio mentre parliamo, razzi e missili stanno colpendo Gerusalemme, dieci milioni di israeliani sono nei rifugi e quindi dobbiamo comprendere che è una zona di conflitto” ha puntualizzato l’ambasciatore in Italia d’Israele.

L’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede: “Siamo impegnati a garantire la sicurezza”

“Israele si impegna a preservare la libertà di culto, garantendo al contempo la sicurezza, di fronte alla minaccia rappresentata dai missili iraniani” scrive sul suo account di X l’ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, Yaron Sideman, dopo il caso. Sideman ritwitta anche quanto già affermato dall’Ufficio del primo ministro israeliano sui luoghi santi fatti bersagli dall’Iran.

 L’ambasciatore Usa in Israele: “incidente Pizzaballa difficile da capire”

“L’azione odierna della polizia israeliana, volta a impedire al Patriarca latino Pizzaballa e ad altri tre sacerdoti di accedere alla Chiesa per impartire una benedizione nella Domenica delle Palme, costituisce un spiacevole incidente che sta già avendo gravi ripercussioni in tutto il mondo”. Lo ha detto l’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee su X. “Il fatto che al Patriarca sia stato precluso l’accesso per una cerimonia privata risulta difficile da comprendere o giustificare”, ha messo in evidenza Huckabee.