Il “Kalibr” ha stupefatto il Pentagono. Usa ritirano la portaerei

Sono quei 26 missili da crociera che navi russe hanno lanciato da navi nel mar Caspio ed hanno colpito centrali dei terroristi jihadisti in Siria, 1500 chilometri più in là, dopo aver scavalcato in volo due stati, Irak e Iran. Subito l’ufficio-propaganda del Pentagono ha sminuito la faccenda: “Quattro di quei missili sono caduti in Iran”, il paese che avrebbero dovuto sorvolare (con l’Irak)  per colpire in Siria. Insomma, la solita vanteria: noi americani, coi nostri satelliti, li abbiamo visti cadere. Che schiappe i russi.

In realtà, ha detto al Daily Beast Eric Wertheim, il massimo esperto Usa di forze navali, il Pentagono, a porte chiuse, è completamente sbalordito dal mega-missile russo. Tanto più che l’intelligence – incredibilmente – occidentale ignorava l’esistenza di un simile missile con tali prestazioni; era al corrente di un mezzo più vecchio (che loro chiamano SS-N-27), con una portata di massimo 200 chilometri, ma non di questo SS-N-30 che dopo percorsi 1500 chilometri, piomba sul bersaglio al triplo della velocità del suono.

Come del resto ignorava le capacità tecniche e militari di cui hanno dato prova i russi una volta deciso l’intervento in Siria: la rapidità, preparazione, snellezza, “invisibilità” degli aerei arrivati sul teatro senza che la famosa intelligence strumentale li vedesse (ma evidentemente gli americani non hanno nemmeno una intelligence umana posizionata con normali occhi nei pressi di Latakia), le prestazioni degli elicotteri d’assalto Mi-24 Hind, il sovrano dominio dello spazio, la precisione geometrica della distr uzioni dei depositi, apparati di comunicazione, centri di comando, fabbriche di esplosivi, e centrali di rifornimento dei jihadisti. Una rapidità che ha lasciato basiti gli ambienti della NATO, in confronto alla macchina pesante e burocratica che hanno reso l’Alleanza atlantica. Una nettezza di obiettivi – preparare l’attacco di terra delle truppe siriane, aprendo le vie logistiche a loro e negandole ai jihadisti – da mozzare il fiato.

http://www.thedailybeast.com/articles/2015/10/09/russia-s-new-mega-missile-stuns-the-globe.html

Wertheim, da esperto navale, è rimasto impressionato dal fatto che le navi da cui i russi hanno lanciato i Kalibr sono piccole, navi di 200 piedi (60 metri): Gli americani, per lanciare missili vagamente similari (i Tomahawk), devono farlo da fregate e incrociatori lunghi almeno il doppio, “che spostano 9 mila tonnellate d’acqua”. I mezzi russi, ne spostano solo  1500. La conclusione:   “navi piccole, grande potenza di fuoco”. Mosca ha mostrato che – come e più degli Stati Uniti – è capace di “colpire duro e da lontano” senza mega-portaerei.

Questi lanci dal Caspio dimostrano che la Russia ha ripreso il suo posto “nel club esclusivo delle potenze mondiali” e “che noi non disponiamo del monopolio della potenza. Ciò dovrebbe suonare campanelli d’allarme al Pentagono”.

Washington è da giorni tutto un grido: Mosca bombarda “i nostri”, la nostra Al Qaeda, l’opposizione moderata nemica di Assad, non l’IS!

E come fanno a saperlo? “Non abbiamo la lista di quelli che subiscono i bombardamenti da parte della Russia”, ha ammesso venerdì in conferenza stampa il portavoce del Dipartimento di Stato John Kirby, per poi medicarsela: “anche se l’avessi, non troverei corretto parlarne a questa tribuna”. In altre parole, la suprema, eccezionale intelligence degli Usa non sa chi precisamente stanno colpendo i russi; è del tutto cieca su quel che sta accadendo in Siria. La sua “humint” (intelligence umana, ossia spie e infiltrati sul terreno) è da molti anni zero, sostituita dalla “digint”, intelligenza digitale, satelliti, droni, intercettazioni (molto meno pericoloso per gli agenti): ora si scopre che anche questa vale nulla.

E’ un po’ il problema di cui è il simbolo comico la tecnologia dell’aereo invisibile (ai radar), costosissime macchine inerentemente instabili, mai veramente a punto (l’F-35 è lungi dal funzionare), mentre i russi hanno dimostrato di rendere invisibili – agli occidentali – i loro normali caccia e bombardieri con semplici apparati di disturbo delle onde-radar montati a bordo.

Sembra che agli Usa rimanga una sola assoluta e inconcussa superiorità rispetto a Mosca: la propaganda e disinformazione, ossia la diffusione di notizie false sul proprio stato di superpotenza e su quanto i russi siano delle schiappe. E’un’arma efficacissima, nella misura in cui i media occidentali, liberamente, volonterosamente, la diffondono.

Venerdì, l’amministrazione Obama ha annunciato l’abbandono del piano per armare e addestrare i “ribelli moderati” in Siria, cancellando la spesa di 500 milioni a questo scopo chiesta da Pentagono. Secondo DWN, Deutsche Wirtschaft Nachrichen “esperti militari di alto livello hanno consigliato un ritiro militare completo degli Stati Uniti dalla Siria”

Circa il 40 per cento delle infrastrutture di Daesh sono state eliminate – in questi pochi giorni – dai bombardamenti russi. Gli americani non l’hanno saputo dalla loro intelligence, ma dall’ambasciatore di Siria a Mosca, Riad Hadda.

La parola che useranno gli americani – è un’altra delle loro ammirevoli invenzioni – sarà “deconfliction”, e sarà venduta come un coordinamento delle comunicazioni coi russi per evitare incidenti involontari. O come titola l’organo di propaganda chiamato Le Monde, “Washington e Mosca sono pronte per discutere sulla Siria”.

http://www.lemonde.fr/proche-orient/article/2015/10/10/washington-et-moscou-prets-pour-des-discussions-sur-la-syrie_4786707_3218.html

Più oggettivo il nostri sito Difesa online: “Siria, gli USA ritirano la portaerei: Putin è il padrone del medio oriente”.

Come disse un famoso giornalista, “notizia” è quello che qualcuno ha interesse a nascondere; tutto il resto è pubblicità.

12 commenti


  1. Ogni tanto si può anche ridere, unico rammarico è nel fatto che dobbiamo ridere del nostro governo e della maggioranza dei nostri politici e dei giornalisti reggicoda. Prima Renzi si esibisce in una battuta fulminante: noi non interveniamo in Siria contro l’ISIS, non vogliamo che si ripeta il disastro della Libia. Ma in Libia siamo intervenuti a favore dei ribelli contro l’Assad libico. Si è un poco confuso, poco male. Poi l’ambasciatore americano chiede il nostro intervento. Allora contrordine: trasformiamo i nostri quattro caccia da esploratori in assalitori: basta cambiare qualche pezzo e modificare l’ingaggio. Diciamo poi che la nostra buona volontà sarà premiata lasciandoci mano libera in Libia. Per fare cosa? La Libia è grande, troppo grande ed un intervento con truppe a terra richiederebbe almeno 50000 uomini che non abbiamo, oltre ad un supporto aereo vero, che non abbiamo. Fermi tutti. La fortuna viene in nostro soccorso. Abbiamo detto che ci occorre un mese per intervenire contro i tagliagole in Irak. Fra un mese forse sarà tutto finito e i primi a tirare un sospiro di sollievo saranno gli americani che eviteranno una figuraccia a livello planetario. Noi nel nostro piccolo abbiamo questa filosofia: io spero che me la cavo. Ma il risultato vero è nel fatto che la NATO si è rivelata essere una tribuna dove gli americani danno ordini cretini a paesi denazionalizzati, mentre l’Europa esiste per ordinare assurdi tagli dei nostri ulivi, per non avere una politica e per far finta di obbedire ad una Germania piombata nello sconforto della crisi delle sue automobili, mentre forse i tedeschi si rammaricano di non aver assunto consulenti napoletani per organizzare le loro stupide truffe.


    1. ottime considerazioni! il finale poi … ” i tedeschi si rammaricano di non aver assunto consulenti napoletani per organizzare le loro stupide truffe” mi ha strappato almeno risata perché per il resto non ci resta che piangere…


      1. gli usa,si sa,sono megalomani da sempre. il brutto,è che ormai ogni loro assurdo capriccio,viene eseguito all’istante da paesi ”alla carlona” come il nostro. i russi,hanno dichiarato e pubblicizzato coscentemente,il loro riarmo. ma ovviamente,non tutti i segreti sono messi in piazza. come fanno i megalomani…ed ecco che sono rimasti a bocca aperta. ma non avendo piu’ nessuna fiducia nell’occidente,campione,come avete giustamente detto,in propaganda falsa e pro usa,non vorrei che qualche megalomane piu’ megalomane e pazzo,decida lo scontro aperto. in quel caso,non ci saranno piu’ segreti sulla rinata..(ma mai morta) potenza, sopratt. nucleare, russa…solo che saremo tutti vaporizzati…..noi,che come popolo,amiamo i russi,ma i politici….non certo del popolo,,,,sono zerbini degli usa. permettendo l’esistenza di importantissime basi ”nato”…direi statunitensi..piu’ corretto….rendendoci obiettivi e bersagli obbligati!!! e non parlo solo di aviano o la sicilia!!! solo l’abruzzo,non ha basi significative,per il resto,siamo uno dei primi bersagli dei nuovi missili russi. solo che non potremo piu’ dire a nessuno quanto avevano ragione………..

  2. Piero61

    salve
    beh, io con gli americani ci ho lavorato e dei russi ho visitato una base navale nel Baltico; i primi sono decisamente, pieni id mezzi, ho visto in Arabia Saudita scaricare centinaia di aerei e mezzi terrestri per ore ma, a livello umano e di preparazione professionale, lasciamo stare.
    I secondi ho avuto modo di vederli nella fase di transizione dalla fine del Soviet al dopo: erano da mesi senza stipendio ma, tutti, ufficiali e marinai, vivevano a bordo con le famiglie e i campi sportivi della base (immensa) erano diventati orti e coltivazioni.
    Pur non capendo io, una parola di russo e loro di inglese o italiano, siamo subito entrati in simpatia e amicizia e ho avuto la netta impressione, diventata poi certezza che è molto meglio averli a fianco che contro…
    saluti
    Piero e famiglia

    1. Piero61

      …tutte le persone dovrebbero essere contente di questi avvenimenti…almeno abbiamo una speranza
      saluti e buon fine settimana
      Piero e famiglia


  3. In realtà si vocifera da almeno due anni (ne ho trovato traccia sul Limes) dell’esistenza di missili navali Russi a medio raggio lanciabili dal Caspio, in grado di colpire fino nel cuore del mediterraneo (portaerei USA comprese).


  4. Oggi è stato veramente comico leggere su “Repubblica” nel solito pistolotto domenicale di Scalfari,orami completamenete rincitrullito, che la potenza militare russa è assai limitata rispetto a quella USA….si vede.

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