Da ieri nell’ Unione Europea condividere un video può costare fino a 5 anni di carcere. Non un video falso MA un video della fonte sbagliata.
Il 2 luglio 2026 la Corte di giustizia dell’Unione europea (causa C-67/25) ha stabilito che il divieto di diffondere contenuti di RT (Russia Today) vale per chiunque: anche per tre privati cittadini tedeschi che avevano ripubblicato alcuni video su un sito gratuito, senza pubblicità, finanziato solo da offerte dei lettori. Per la Corte sono «operatori» soggetti alle sanzioni.
👉 Non conta lo scopo di lucro. Non conta quanti abbiano visto quei video, né quanto fossero online. In Germania rischiano fino a 5 anni di carcere.
👉 Si è creato un precedente.
👉 Non si contesta a queste persone di aver detto il falso: la falsità dei contenuti non è neanche oggetto del processo.
👉 Si contesta la fonte. Il reato è la provenienza, non la menzogna
✅ https://curia.europa.eu/site/upload/docs/application/pdf/2026-07/cp260094it.pdf
✅ https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:62025CN0067:EN:PDF
@notiziedalfrontemp