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Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, parlando con i giornalisti a Teheran, dove sta partecipando ai funerali del leader martire, ha descritto lo Stretto di Hormuz come una risorsa strategica per l’Iran, di importanza paragonabile alla deterrenza nucleare. Secondo Medvedev, la capacità di Teheran di influenzare una delle vie navigabili più vitali del mondo le conferisce una notevole influenza geopolitica.
Al termine della sua visita in Iran come inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin per porgere le condoglianze di Mosca ai funerali della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, caduto martire nei raid israelo-americani, il funzionario russo ha affermato che lo Stretto di Hormuz è diventato un vero e proprio strumento strategico per l’Iran, paragonandone il potere deterrente a quello di un’arma nucleare.
Riferendosi allo stretto di Bab el-Mandeb, ha osservato che l’Iran possiede un’arma di riserva, dato che in caso di un conflitto regionale più ampio, anche il traffico marittimo attraverso questo passaggio strategico potrebbe essere interrotto.
“Spero che non si arrivi a quel punto, ma tutti i Paesi che cercano lo scontro nella regione dovrebbero prenderne atto “, ha avvertito Medvedev.
L’ex presidente russo ha inoltre commentato gli sforzi diplomatici in corso tra Teheran e Washington, descrivendo il memorandum d’intesa firmato di recente come base per i futuri negoziati.
Ha tuttavia indicato che permangono differenze significative tra le due parti, prevedendo che sarebbe estremamente difficile raggiungere un accordo globale.
Secondo Medvedev, la revoca delle sanzioni contro l’Iran incontrerebbe probabilmente notevoli ostacoli, poiché non tutte le forze politiche negli Stati Uniti sostengono l’allentamento delle sanzioni. Inoltre, il finanziamento della ricostruzione dell’Iran rappresenterebbe una sfida importante.
Secondo Medvedev, i recenti attacchi militari statunitensi contro l’Iran non solo erano ingiustificati, ma costituivano anche una violazione delle norme del diritto internazionale, dato che sono stati lanciati mentre Teheran e Washington erano impegnate in negoziati.
Il funzionario russo ha inoltre accennato a un approccio pacifico, già proposto in precedenza da Mosca, per risolvere le preoccupazioni relative al programma nucleare iraniano. Ha sottolineato che i negoziati restano preferibili al confronto militare.

Durante la sua visita a Teheran, Dmitry Medvedev ha incontrato anche il presidente iraniano Massoud Pezeshkian. Ha riferito che le due parti hanno discusso della possibilità di creare una piattaforma che consenta ai paesi sanzionati di coordinare i propri sforzi contro le misure restrittive illegali. Questa iniziativa, inizialmente proposta dall’Iran diversi anni fa, potrebbe in definitiva assumere la forma di un accordo o di un’organizzazione internazionale che riunisca gli stati sanzionati.
L’ayatollah Khamenei è stato martirizzato in seguito agli attacchi aerei non provocati condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio.
Questa aggressione, che ha causato anche la morte di alti funzionari e innumerevoli civili, ha spinto l’Iran a reagire con almeno 100 ondate di attacchi decisivi e riusciti contro obiettivi americani e israeliani nella regione. La rappresaglia ha costretto gli Stati Uniti ad annunciare unilateralmente un cessate il fuoco il 7 aprile.
Pochi giorni dopo lo scoppio della guerra contro l’Iran, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha deciso di imporre restrizioni al transito nello Stretto di Hormuz, bloccando così centinaia di navi e petroliere collegate agli aggressori nel Golfo Persico.

Durante il conflitto, i leader iraniani affermarono che questa vitale via di transito energetico, attraverso la quale solitamente transita quasi un quinto del petrolio mondiale, era aperta a tutti tranne che agli Stati Uniti, a Israele e ai loro alleati.
Di conseguenza, queste restrizioni hanno fatto impennare i prezzi globali dell’energia e gli esperti avvertono che l’impatto potrebbe raggiungere livelli storici se gli scontri dovessero continuare.
Traduzione: Luciano Lago