“Nel 2016 la fine degli Usa ”, profetò Messing, il veggente di Stalin

Essendo i tempi quelli che sono, molti lettori mi segnalano profezie. Molti mi hanno mandato quelle di padre Paisios del Monte Athos, scomparso nel 1994, dichiarato santo dal Sinodo ortodosso: impressionanti in quanto parlò di una guerra della Russia contro la Turchia, che non era nemmeno immaginabile 20 anni fa. I greci avrebbero ripreso Costantinopoli. “La Turchia sparirà dalla mappa del mondo…Il Medio Oriente diverrà un teatro di guerra – vide – a cui i russi prenderanno parte. Molto sangue sarà versato”. La fase decisiva, l’intervento cinese oltre l’Eufrate, sarà preceduta dalla “distruzione della moschea di Omar”, al cui posto gli ebrei ricostruiranno il Tempio”.

Ad un monaco cattolico che lo andò a trovare qualche anno prima della sua morte, annunciò “il papa, il quale metterà assieme tutti, cattolici, protestanti, figli del diavolo, mussulmani… Li metterà insieme lasciando a ciascuno libertà… Viviamo in tempi di Apocalisse, (…)Voi come vi comporterete quando il papa farà così?”.

“I pii avranno grandi prove, ma il tempo sarà breve. Le persecuzioni porteranno i cristiani ad unirsi, in modo del tutto naturale, con la separazione delle pecore dai capri. Allora, la profezia «un solo gregge e un solo pastore», realmente si realizzerà.”

http://famigliacattolica.blogspot.com/2014/03/discorsi-e-profezie-di-padre-paisios.html

 

Che dire? Le “profezie” sono da maneggiare con le molle. René Guénon ha scritto pagine memorabili sull’uso (e la creazione) delle “profezie” da parte i certi servizi , per creare uno stato d’animo collettivo funzionale agli scopi dei poteri occulti. E’ da deplorare che di queste profezie non vengano indicate fonti certe e testi critici, il quando e il dove e il come furono pronunciate, e quali testimoni le hanno ascoltate: ciò rende facile sospettare che siano, diciamo, interpolazioni posteriori. Putin ed Erdogan ai ferri corti? Ecco che si “trova” la profezia di padre Paisios. Una profezia che corrisponde ai desideri di chi la scopre.

Può ben essere nata dal desiderio (come gli hronir di Borges) anche la profezia che una tv russa, Ren Tv, ha attribuito a Wolf Messing, morto nel 1974: un sensitivo da palcoscenico celebre in URSS, il cui spettacolo consisteva nell’eseguire gli ordini che gente dal pubblico gli dava “telepaticamente”. Ebbene, Messing avrebbe predetto (cito): il 2016 sarà l’anno “in cui gli Usa cesseranno di essere una superpotenza, e cadranno ad un tale livello da esser considerate irrilevanti. In una condizione tale che nessuno penserà più all’America come a un oppositore. Sarà inflitto un colpo devastante all’economia Usa, dopo il quale, semplicemente, collasserà. Ma il 2016 non sarà solo fatale per gli Stati Uniti. Secondo Messing, il Giappone, insieme a Taiwan, attende il più forte impatto, paragonabile solo ad un colpo nucleare. Da dove verrà, il veggente non ha precisato, ma aggiunse che il paese soffrirà grandi perdite economiche ed umane”.

Cito, ovvio, da Renf Tv: ossia da una fonte di molto incerta credibilità, a dir poco. Dove, quando, a chi Messing avrebbe detto queste cose? Le ha lasciate scritte? Pubblicate o no? Niente di più vago e che si più si presti all’accusa di profezia-espressione di desiderio.

Se la riporto,   però, il motivo c’è: anche la Teresa Neumann, la mistica tedesca stigmatizzata, cattolica, che per 35 anni non prese altro cibo se non l’Ostia, viveva periodicamente la Passione di Gesù ed è in corso di beatificazione, predisse la stessa cosa a un soldato americano che andò a vistarla nel ’52. Il mio paese entrerà in guerra contro l’Unione Sovietica?, domandò il militare. Lei rispose: No, ma verso la fine del secolo, il suo paese sarà devastato economicamente da una serie di grandi disastri naturali.

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Inoltre, la “fonte” imprecisata e imprecisabile della profezia di Messing ha una spiegazione nella sua stessa vita. Nacque nel 1899 a Gora Kalwaria, presso Varsavia, da una misera famiglia ebraica. Ragazzo, scappò a Berlino per fuggire alla miseria. Con poca fortuna. Un giorno, per la fame, svenne; fu creduto morto (come si capirà dopo, cadeva in catalessi spontanea, una facoltà che apprenderà in seguito a provocare a volontà) e portato all’obitorio. Qui fu rianimato da un neurologo, “professor Abel”, che ne intuì le qualità mentali, e credette alla sua capacità di leggere le menti altrui e gli insegnò a svilupparla.   Sotto la guida di Abel, il piccolo ebreo imparò a cadere in catalessi volontariamente (era in quella condizione che, apparentemente, prediceva il futuro) e ad assumere un dominio speciale del proprio corpo, rendendolo insensibile. In breve, a 16 anni poteva mandare alla famiglia i primi soldi producendosi, nei teatri di Vienna in qualità di “fachiro” – il pubblico poteva piantargli dei chiodi nel torace – e produrre i suoi “esperimenti mentali” di lettura del pensiero di spettatori, a cui rivelava particolari della propria vita. Ma era tutt’altro che un personaggio da circo; forse piuttosto una personalità come l’italiano Gustavo Augusto Rol (Torino 1903-1994, che sedusse e convinse spettatori d’alto rango con esperimenti telepatici che forse erano veri, forse trucchi); vollero conoscerlo Einstein e Freud, il quale gli insegnò a perfezionare lo stato di auto-ipnosi. Vent’anni di tournées tra Vienna, Varsavia, Berlino. Nel 1937, già quarantenne di successo, suscitò l’attenzione non benevola del Terzo Reich: in una esibizione aveva predetto la sconfitta delle armate germaniche se fossero scese in guerra contro l’URSS. Si sa che fu messa una taglia di 200 mila marchi sulla sua testa; nel ’39, quando i nazisti occuparono Varsavia, la città fu tappezzata di volantini che promettevano la ricompensa per la cattura di Messing. Fu effettivamente arrestato, picchiato, ma – almeno così raccontò lui – controllando le menti dei suoi carcerieri riuscì a sfuggire loro sotto il naso.   Riparò in Unione Sovietica nel novembre ’39; al confine, presentò come lasciapassare uno dei volantini tedeschi che ne chiedevano la cattura. Poté entrare, ma naturalmente   si rese conto presto che nell’impero del materialismo storico i suoi strani talenti potevano costargli il Gulag. Ma la polizia politica era allora piena di ebrei; qualcuno lo presentò a Panteleymon Ponomarenko, allora capo comunista della Bielorussia, che gli rilasciò un permesso per esibirsi in teatro. Una sera, agenti nell’NKVD interruppero l’esibizione e lo prelevarono: era arrivato l’ordine di condurre Messing a Mosca. Al Cremlino. Davanti a Stalin e Lavrenti Beria, il capo della polizia segreta. Stalin voleva mettere alla prova le sue pretese qualità. Gli chiese   di provare ad uscire dal Cremlino nonostante le guardie, a cui era stato ordinato di non lasciarlo passare.   Seguito a distanza da un funzionario, Messing passò le porte e i posti di guardia indisturbato; fuori, sulla piazza, salutò con la mano i due temibili governanti che lo guardavano dalla finestra. Le guardie, dopo, giurarono che l’uomo che avevano lasciato passare era Josip Stalin in persona…Sia vera o no questa storia, il regime usò Massing e i suoi pretesi poteri in molte occasioni: di alcune parlò egli stesso in famose interviste, di molte altre tacque. Una volta Nikolai Bulganin, membro del Politburo, lo mandò a prendere   perché trovasse una valigetta con documenti segreti, che era stata smarrita; la trovò, indicando precisamente il luogo che “vedeva”. Qualche volta predisse il destino di uno sconosciuto di cui gli venne mostrata la fotografia.

E' stato una celebrità
E’ stato una celebrità

Ricordava spesso e volentieri di come, poco prima dell’invasione nazista, fosse stato invitato a parlare ai comandi supremi dell’Armata Rossa; ad essi raccontò che la guerra sarebbe stata enorme, ma si sarebbe conclusa con la vittoria sovietica. Precisò anche la data: tra il 3 e il 5 maggio 1945. Quando il conflitto finì, Stalin gl inviò un telegramma di congratulazioni: aveva indovinato. Massing conservò ovviamente il telegramma per tutta la vita. Molto meno loquace fu sul motivo per cui, dal ’43, cessò di prodursi in teatro e lavorò per il governo e i militari. Ma basta per intuire che il veggente era un patriota sovietico, di casa fra le alte personalità del Partito. Forse fu uno degli ultimi a vedere Stalin vivo, venti ore prima del suo decesso; anche se quegli incontri – per i quali veniva prelevato senza preavviso, nel pieno del Terrore Rosso, non di rado di notte, per poi trovarsi davanti a Stalin, Beria o Kalinin che gli chiedevano qualche azione paranormale – gli procuravano “molto stress”.

Messing durante una sua esibizione
Messing durante una sua esibizione

Ottenne però da questi potenti di poter continuare l’attività che amava,   calcare le scene come veggente e telepatico. Il pubblico sovietico lo amava, era famoso. Lui preferiva i teatri di provincia, anche perché tutte le volte che si produceva nelle grandi città, Mosca, Leningrado, il locale Partito Comunista, insospettito al più alto grado di quelle pretese “dimostrazioni di sedicente spiritualità”, attivava la polizia segreta, che sorvegliava ogni suo gesto sulla scena. Dal 1950 fino alla morte, prima di ogni esibizione di Massing, il direttore del teatro   saliva sul palco e leggeva una Dichiarazione della Accademia delle Scienze, Istituto di Filsofia, in cui si avvisava che le capacità di Massing di leggere nelle menti era basata su una sua speciale abilità di indovinare i pensieri del prossimo leggendo i loro movimenti involontari ed inconsci che un pensiero fa’ attivare nel corpo umano, dato che ovviamente la telepatia non esiste essendo la realtà puramente materiale.

Lui stesso si era abituato a dire, e ripeté in molte interviste: “Non è lettura della mente a mia, è lettura dei muscoli. Quando gli esseri umani pensano intensamente, il cervello trasmette impulsi a tutti i muscoli; movimenti che mi sono addestrato a percepire ed interpretare”. Il che naturalmente sorvolava sul fatto che lui indovinava i pensieri di persone nascoste dietro una tenda o del tutto assenti dal suo campo visivo. Ed ancor meno spiegava i suoi stupefacenti talenti   riguardo alla lettura del futuro, l’insensibilità fisica auto-indotta, l’auto-catalisi. Ma il Partito era così placato.

Mica tanto. Benchè celebre e patriota sovietico, evidentemente protetto dal potere, quando Massing morì nel ’74, il Kgb immediatamente entrò in casa sua e confiscò il diario personale, sequestrò le note, gli appunti, tutto.

E’ possibile che sia quella la fonte da cui Renf Tv ha ottenuto le strane profezie di Massing sul 2016? Dal dossier – sicuramente gigantesco- che il Kgb ha raccolto su di lui, completo dei suoi responsi resi ai vertici del Politburo, negli anni di consulti segreti che gli chiedevano le alte personalità del partito?

http://ren.tv/novosti/2016-01-02/messing-predskazal-v-2016-godu-polnyy-upadok-ssha-i-moshchnyy-udar-dlya-yaponii

 

Riguardo allora le brevi note riferite dalla tv russa per il 2016 con un certo rinnovato interesse. Detto da un uomo che visse prima del 1974, l’accenno al Giappone e a Taiwan sarebbe notevole: allora né l’uno né l’altro paese avevano l’importanza politico-economica di oggi, che sono centrali di produzione di semiconduttori – oggetti che allora non potevano nemmeno immaginarsi. Il grave impatto che colpirebbe le due nazioni insieme sembra alludere ad un disastro naturale di proporzioni epocali (del resto possibile dato che entrambi giacciono sul sismico Anello di Fuoco), che ben potrebbe coinvolgere la Superpotenza affacciata sul Pacifico.

Ma non meno significativo ciò che la Renf Tv dice della Russia. Ahimé molto stringato, ma eccolo: Massing nel 2016 “ha predetto per essa tempi difficili; secondo lui, cederà territori alla Cina, ma se volontariamente o nel corso di ostilità, il veggente non ha precisato. Ma queste circostanze non intaccheranno il suo potere, al contrario. In questo anno, secondo lui, la Russia diverrà la più spirituale ed influente potenza del mondo”.

Se questo l’ha detto un uomo che ha vissuto sotto l’Unione sovietica, è davvero una predizione da stupire: allora – e ancor molto dopo – nessuno avrebbe mai pensato alla Russia come ad una potenza spirituale. Se fossimo sicuri che non siano “profezie” di recentissima creazione, però.

 

 

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21 commenti


  1. Leggere de le doti di questi veggenti non mi stupisce avendo la fortuna di conoscere e frequentare una Persona che ha queste facoltà, questo dono. Di riflesso mi sono anche interessato di Gustavo Rol e le sue “opere”.
    E devo dar ragione a Blondet quando mette in guardia dalla “fabbrica”, e dall’ “uso” che si fa, delle profezie.
    Un veggente è un uomo che ha un livello di coscienza superiore alla nostra, e in questo stato di Coscienza Superiore è capace di spostarsi, fuori dalle coordinate spazio temporali che noi comuni mortali usiamo, e sì, vi può essere una certa difficoltà di individuazione di luoghi e date, ma ci sono anche dei limiti a quel che possono vedere e comunicare.
    Il vero punto della loro “opera” è la dimostrazione che la realtà, la vita, non sono solo materia, ma c’è dell’Altro, quell’Altro da cui Tutto scorre, e a cui Tutto torna.
    Condizione imprescindibile della loro opera è il Bene degli uomini intesi come singoli e come comunità.
    Mai l’azione di chi ha ricevuto questo dono è finalizzata ad interesse personale o partigiano.
    Il Fine è la crescita spirituale dell’uomo, e dell’umanità intera.


    1. Gustavo Adolfo Rol Torinese, uno dei grandi Iniziati del 900 non “sedusse “nessuno con i suoi “esperimenti” che furono sempre fatti in ristrette cerchie di amici e conoscenti, mai e dico mai, trasse beneficio di alcun genere da questa sua ativita’, aiuto’ in vari modi un grande numero di persone Nessuno gli insegno’ la auto-ipnosi Ebbi l’onore di conoscerlo.Non fui mai invitato,purtroppo,ma suggerisco di leggere perlomeno le biografie in circolazione prima di giudicare sommariamente e impropriamente persone di altissimo profilo spirituale.Non confondiamo i Maestri con …altri


  2. Dio ha creato il tempo e lo spazio ed è quindi non governato da loro, il futuro è già noto a Dio ed è tutto scritto, conosce le nostre scelte lasciandoci la libertà di scegliere, le azioni di Dio sono già state prese, chiesero : ma se è già stato tutto scritto di cosa si occupa Dio nei nostri tempi? Rispose un imam : di questioni che rivela ma che non comincia. Lasciamo il futuro quindi a Dio


  3. Il punto di vista islamica: in tempi remoti alcuni umani si facevano aiutare dai demoni per conoscere realtà sconosciute agli altri, i demoni per saperlo spiavano nel cielo gli angeli addetti alla creazione degli eventi, questi uomini erano sempre sconvolti per il loro contatto con i demoni, quando fu rivelato il corso invece il cielo era sorvegliato, tutto ciò è raccontato nella sua Aljin

  4. rino

    Non sono bravo in questo genere di cose, ma quello che predisse il padre greco è la triste realtà dei giorni nostri. Della distruzione della moschea di Gerusalemme possiamo solo dire che ci sono tutti i prodromi: quello che succederà dopo è facile da prevedere.
    Chi è bravo a scrutare il cielo avrà notato coincidenze significative: il natale passato è coinciso quest’anno con il natale di Muhammed, come ho letto dal sito iraniano di informazioni. Inoltre la luna piena ha illuminato il cielo dello scorso natale e se non mi sbaglio era possibile scorgere una cometa. Troppe coincidenze anche per chi non se ne intende.
    Di questi tempi…

  5. Apollineo

    Altro articolo interessante, utili le forme prudenziali suggerite.
    Insisto nell’elogiare il direttore per le Sue abilità di narratore storico, esortandolo a pubblicare gli articoli non editi ancora in forma di libro. Spero possa CONTINUARE ad illuminarci ancora, non tanto e non solo su figure filologicamente poco riscontrabili, quanto su altre più vicine alle nostre realtà: Suor Elena Aiello, la beata Katerina Emmerich (“50-60 anni dopo il 1900 il diavolo verrà liberato”…. “vedo due chiese, lo strano rapporto tra due papi…ecc.), la già citata Teresa Neumann (“il tempo di massimo potere dell’anticristo durerà 18 anni, cioè 6+6+6, dal 1999 al 2017); e poi, le apparizioni di La Salette, sconvolgenti eppure riconosciute dalla Chiesa; l’apparizione a Leone XIII, legata a quelle successive di Fatima (13 ottobre 1884 e 13 ottobre 1917);
    ma su tutto, l’esortazione a combattere questi tempi apocalittici con armi spirituali. Da questo punto di vista i vari Messing lasciano invece perplessi, anche se destano curiosità. Del resto, solo la minoranza europoide crede, nel mondo, stolidamente, che tutta la realtà sia quella fenomenica. Un credo nutrito di banalità e luoghi comuni che ottundono il cervello.

  6. Bruno

    L’apparizione a Leone XIII è importante. In quel caso il diavolo chiese un determinato periodo di tempo, cioè i 100 anni , che però partono dal 1917 e non dal 1884; quindi seguendo i numeri dovremmo essere vicini. però sappiamo anche che profezie, castighi ed altre cose possono essere modificati dalla nostra preghiera, che in misura della sua sincerità e disinteresse avrà l’effetto di cambiare i destini; che bello però continuare a pensare alla Divina Misericordia che tutto ordina e tutto asseconda al suo dettato, ed anche alla grande arma che Dio ha donato a noi uomini per impetrare il suo intervento, cioè la preghiera e sopratutto la preghiera alla Vergine Maria. A proposito una vena d’ironia che non guasta mai; posso continuare a recitare il Rosario o devo stare attento per non offendere i miei fratelli separati protestanti?

  7. Maurizio Blondet

    La realtà è multidimensionale ed è tripartita. Esiste un livello spirituale, uno psichico-animico, uno fisico-materiale. Il livello intermedio è quello che mette in comunicazione gli altri due ed è quello nel quale agiscono anche gli angeli decaduti. E’ il livello teologicamente chiamato praeternaturale per distinguerlo da quello spirituale chiamato sovrannaturale. Ora nel livello preaternaturale anche Lucifero ci sguazza ed è, in quanto angelo, capace di cose in apparenza proprie del livello spirituale, comprese le “profezie”. Per questo la Chiesa ha sempre chiesto, prima di dichiarare la sovrannaturalità di un evento straordinario, una attenta verifica onde distinguere la sua origine spirituale o meramente praeternaturale e quindi potenzialmente luciferina. Uno dei segni di distinzione è il tono della coscienza del soggetto durante certi fenomeni. Se si tratta di un autentico mistico, la coscienza in estasi resta lucida, consapevole anche se a un livello più alto ed anche spesso “fuori dal corpo” ossia insensibile al dolore fisico. I fenomeni di origine meramente praeternaturale, di tipo ambiguamente luciferino, assomigliano a quelli mistici ma sono da essi molto differenti. In genere il paragnosta, a differenza del mistico, cade in tranche, ossia in uno stato di non-coscienza assolutamente diverso dall’estasi, non sente dolore fisico ma la sua esperienza psichica è tormentata, parla lingue non conosciute (come i mistici e gli apostoli a Pentecoste) ma senza averne consapevolezza sicché il suo corpo sembra piuttosto usato che ispirato. Il paragnosta è posseduto, il mistico è elevato. Il paragnosta può avere visioni del futuro, proprio perché è posseduto da un potere comunque angelico come quello luciferino, ma molto limitate e sovente imprecise o tali che poi non si realizzano perché provenienti dal “padre della menzogna”. Il mistico, per grazia di Dio, legge nei “cuori” degli uomini. Il paragnosta percepisce i pensieri nella loro dimesione esclusivamente cerebrale. Secondo la Tradizione non è il cervello che pensa veramente ma il cuore, sede della coscienza e centro ontologico dell’uomo (recenti ricerche scientifiche hanno acclarato che il cuore, anche in senso fisico ossia neurologico, ha un ruolo fondamentale nei processi cognitivi, decisionali e volitivi). Insomma è sempre bene andarci con assoluta prudenza quando, come nel caso trattato da Blondet, siamo al di fuori di un sicuro alveo tradizionale (e non intendo dire tradizionale solo in riferimento al cattolicesimo).
    Saluti.

    Luigi Copertino


  8. Che il cuore sia l’organo deputato al pensiero mi sembra un’assurdità delle più grandi mai sentite.
    ( in attesa di leggere il famigerato documento della Tradizione)
    Faccio umilmente notare che esistono persone trapiantate con un cuore artificiale che è semplicemente una pompa idraulica attivata elettricamente da batterie.
    Dovremmo pensare che il “paziente” così trapiantato sia incapace di pensare?
    Oppure che tutti i trapiantati attuali con organi di altri, prendano il pensiero del donatore?
    E’ semplicemente assurdo.
    Però, se lo dice la Tradizione….. 🙂


    1. Il cuore non è una pompa, il cervello non è una calcolatrice e l’anima non è una pila, gli impulsi che muovono il cuore vengono prodotti dal cuore stesso, il battito cardiaco è influenzato dalle emozioni, un paziente con un cuore meccanico come si comporta con la paura? Il cervello manda adrenalina nel sangue e altri segnali al cuore meccanico che non risponde, il cervello quindi si trova una risposta non prevista, i pazienti muoiono non per malfunzionamento della pompa


    2. ha mai sentito parlare di una certa Claire Sylvia? é una donna che ha subito trapianto polmoni -cuore.Dopo l’intervento la sua personalità è cambiata :le piacevano cose che prima non avrebbe mai mangiato (fast food) e musica rap. Sognava di trovarsi con ragazzi e ragazze nere…per farla breve rintracciò chi le aveva donato gli organi conobbe la sua famiglia e constatò che la sua personalità ora era un misto con quella del donatore..tutto questo è nel libro “un cambio di cuore”…
      Anche altri trapiantati riportano Strani ricordi” e gusti cambiati… Tutto il corpo è mente.

  9. Maurizio Blondet

    La solita annotazione da bar dello sport. Non c’è cellula del nostro corpo che non subisca cambiamenti continui nella sua struttura biologica e molecolare ad ogni istante. Se la nostra coscienza dipendesse da questa base biologica noi non avremmo alcuna autoconsapevolezza di noi stessi, come gli animali. Anche le cellule cerebrali, che sono quelle che invecchiano con minor celerità delle altre, mutano continuamente nella loro composizione molecolare. Sicché noi non dovremmo essere capaci di conservare neanche il ricordo di quanto abbiamo fatto un solo istante fa. Il cuore va inteso come centro ontologico dell’essere umano. Allo stesso modo come il sole è il centro ontologico del nostro sistema solare. Si tratta di corrispondenze che rinviano ad un ordine di significato che una intelligenza chiusa per preconcetto non può neanche sospettare. Il centro è in ogni ente il punto nodale del proprio essere. Nell’uomo è punto nodale del sé. Chiunque sia in grado di guardarsi dentro noterà che il proprio senso di consapevolezza non verte sui mutevoli pensieri ma su ciò che ci rende capaci di auto-identità, di percepirci come “io” distinto dal “tu”, e questo lo si percepisce quale radicamento nell’intimo. Scuole psicologiche che hanno superato il riduzionismo da bar dello sport, come la psicologia trans-personale o la psicologia umanista, hanno dimostrato che l’autocoscienza umana è in rapporto diretto con superiori livelli dell’essere che, radicati in essa, tuttavia la oltrepassano. Da quei livelli partono le esperienze mistiche.

    Luigi Copertino

  10. Maurizio Blondet

    @ rossi franco

    Quanto segue è una sintetica recensione di alcune opere pubblicate recentemente da neurocardiologi, una branca specializzata della neurologia. Spiega quel che mi sembra tu non riesci a focalizzare. La questione del cuore artificiale è del tutto ininfluente se si tiene conto del fatto che quanto ha scoperto la neurocardiologia non è la radice vera ed autentica dell’estrinsecarsi della “rete informazionale”, di parlano questi scienziati. Quella radice – anche se i neurocardiologi non lo dicono – è spirituale ed i fenomeni individuati dai neurocardiologi ne sono solo la manifestazione fisiologica che appunto rinvia a quella radice trascendente. E’ esattamente quanto hanno, ormai, appurato anche i biologi non più succubi della mitologia (neo)darwinista ossia che l’informazione contenuta nel Dna, o meglio nella varia combinazione delle sue quattro basi immaginabili come lettere di un alfabeto o note di una sinfonia, non sta nella sua base genetica e molecolare ma oltre. Il Dna ne è solo il veicolo materiale. Ma quel che conta è il messaggio ossia l’informazione che esso veicola: e questa è “platonicamente” immateriale. Come ha detto uno scienziato “In beening was information”, “In principio era l’informazione”. Ossia “In principio era il Verbo” (Gv. 1,1).
    Cari saluti.

    Luigi Copertino

    Scoperte scientifiche sul cuore quale centro delle funzioni cognitive e volitive.

    Si pensa sempre che sia il cervello a regolare l’attività mentale, e invece è il cuore. È l’attività pensante che è programmata per corrispondere al cuore non il contrario… Non tutti sanno che nel cuore ci sono molti più neuroni magnetici che nel cervello? Il rapporto è quasi di 1000 a 1. Per gli antichi Egizi, la sede del pensiero attrattivo non era nella testa, ma nel cuore, loro lo sapevano già…Recentemente è stata fatta la scoperta di un vero e proprio sistema nervoso all’interno del cuore, che può farsi risalire al 1991, quando dopo lunghe ricerche, uno dei primi pionieri della Neurocardiologia, una nuova disciplina che ha fornito importantissime informazioni sul sistema nervoso nel cuore e su come il cervello e il cuore comunichino tra loro tramite il sistema nervoso: il Dr. J. Andrew Armour, ha introdotto il concetto di un “cervello del cuore”. I neuroni quindi esistenti nel cuore, lo abilitano ad agire indipendentemente dal cervello, per imparare, ricordare, scegliere e persino avere sensazioni. Il libro recente “Neurocardiologia” del Dr. Armour e del Dr. Jeffrey Ardell, fornisce una panoramica della funzione del sistema nervoso intrinseco del cuore e del ruolo dei neuroni autonomi centrali e periferici nella regolazione della funzione cardiaca. Il sistema nervoso del cuore contiene circa 40.000 neuroni, detti neuriti sensori, che rilevano gli ormoni circolanti, le sostanze neurochimiche, la frequenza cardiaca e la pressione, che invece il cervello non ha. L’informazione ormonale, chimica, della frequenza e della pressione viene tradotta in impulsi neurologici dal sistema nervoso del cuore e inviata dal cuore al cervello tramite diversi percorsi. È sempre tramite questi percorsi nervosi che i segnali di dolore e altre sensazioni vengono inviate al cervello. Questi segnali arrivano anche ai maggiori centri cerebrali, dove possono influenzare la percezione, le decisioni e altri processi cognitivi. Il cuore insomma, comunica con il cervello in un modo che influenza significativamente come noi percepiamo e reagiamo al mondo. Il cuore sembra mandare chiari messaggi al cervello ai quali non solo esso risponde, ma obbedisce. Abbiamo già accennato al fatto che nell’embrione il primo organo a formarsi è il cuore. Di fatto, è il cuore che regola finanche l’attività mentale. Come abbiamo accennato le ultime scoperte scientifiche dimostrano che è l’attività pensante che è programmata per corrispondere al cuore e non il contrario.
    Si sa… il cervello (e la sua area pensante: la mente-intelletto-logica) crede di essere il capo (da qui anche il nome di testa=capo) e vorrebbe sempre tener testa. Tuttavia è il cuore la più ampia area ritmica che accoglie la nostra intelligenza intuitiva, è il cuore il “governatore“… Il cuore fisiologico è l’organo più sonoro del nostro corpo, il suo ritmo scandisce il contrarsi e l’espandersi del movimento energetico della vita in ogni punto nodale dell’organismo. In questo senso tutto il corpo pulsa nel Cuore, anche se a una prima occhiata distratta potrebbe sembrare che sia il cervello il centro di comando. In verità siamo di fronte ad un naturale sistema cibernetico. Il cuore possiede anche un sistema nervoso autonomo, per più della metà è costituito da neuroni e può diminuire e accelerare i propri battiti senza ricevere impulsi dal cervello. Lo sviluppo evolutivo del cervello che si è dimostrato progressivo e plastico sembra richiedere ora più che mai il coinvolgimento del cuore. Ebbene, le emozioni e le sensazioni non solo sarebbero alla base del processo di memorizzazione delle esperienze, ma sarebbero responsabili della maggior parte dei meccanismi neurofisiologici che regolano o bloccano il funzionamento dell’intero organismo vivente.
    Da differenti esperimenti e ricerche emerge che il cuore, da sempre sede delle emozioni, e il sistema limbico, vero “cuore del cervello”, costituiscono il centro della complessa unità psicosomatica. Uno dei maggiori contributi alla riunificazione della dicotomia umana in medicina è dovuto al lavoro e alla visione pionieristica di Candace Pert. La Pert, neurofisiologa, direttrice del centro di biochimica cerebrale del NIMH, National Institute for Mental Health, è una delle più importanti figure nell’ambito della ricerca internazionale sul cervello: ha infatti scoperto le endorfine e un vasto numero di neuropeptidi, le molecole che trasmettono le informazioni nel sistema nervoso.
    Pert ha evidenziato che i neuropeptidi sono i mediatori sia delle informazioni, sia delle emozioni, e sono attivi praticamente in tutte le cellule del corpo, nel sistema nervoso, ma soprattutto nel sangue, nel sistema immunitario e nell’intestino. Queste scoperte l’hanno candidata al Nobel per la medicina, ed hanno creato -come spesso accade in questi ultimi anni- una sorta di rivoluzione nel modello di essere umano della medicina ufficiale. Come l’editore John Maddox ha riportato su “Nature“, le persone più esperte in questo campo sostengono che ogni stato d’animo è fedelmente riflesso da uno stato fisiologico del sistema immunitario (ecco dunque l’importanza della psicosomatica).
    Ma torniamo ai nostri neuropeptidi, che a quanto pare secondo gli scienziati dovrebbero essere considerati delle molecole “psichiche“, in quanto non trasmettono solo informazioni ormonali e metaboliche, ma “emozioni” e segnali psicofisici: ogni stato emotivo (amore, paura, piacere, dolore, ansia, ira…), con le sue complesse sfumature chiamate sentimenti, è veicolato nel corpo da specifici neuropeptidi. Questo significa che l’intero corpo “pensa“, che ogni cellula o parte del corpo “sente” e prova “emozioni”, elabora le proprie informazione psicofisiche e le trasmette ad ogni altra parte attraverso una fittissima rete di comunicazioni di estrema varietà comunicativa. Tutto il corpo è vivo, intelligente e cosciente, ogni cellula prova piacere e dolore ed elabora strategie metaboliche per il benessere collettivo. Finalmente la medicina scopre che il corpo non è una macchina! Su queste basi teoriche e sperimentali, Candace Pert parla dell’essere umano come di una complessa “rete di informazioni in cui ogni aspetto psicofisico umano è visto come parte di un’unica organica realtà. Tra i primi moderni ricercatori sulla psicofisiologia che hanno esaminato le “conversazioni” tra cuore e cervello, ci sono John e Beatrice Lacey. Durante 20 anni di ricerca, negli anni ’60 e ’70, hanno osservato che il cuore comunica col cervello in un modo che influenza significativamente come noi percepiamo e reagiamo al mondo. Numerosi esperimenti hanno ora dimostrato che i messaggi che il cuore manda al cervello influenzano le nostre percezioni, i processi mentali, gli stati emotivi e le prestazioni in modi profondi. Le ultime ricerche suggeriscono che il cuore comunica informazioni relative allo stato emozionale (come riflesso dagli schemi nella variabilità della frequenza cardiaca) al centro cardiaco dello stelo cerebrale (medulla) che a sua volta porta al nucleo intralaminare del talamo e dell’amigdala. È per questo motivo che si dice: “Mettici il cuore!“, è lui che fa la differenza, anche quando si gioca una partita, nello sport non è sempre il talento (la tecnica… che rimanda alla logica razionale della mente) a far prevalere… ma è il cuore! Il cuore può improvvisamente creare e trasmettere più forza fisica di quanta ne abbiamo, come è capitato in alcune sbalorditive azioni compiute da uomini in casi di pericolo. Quando viene concepito un bambino.. il cuore inizia a battere prima ancora che il cervello sia formato. Questo apparente paradosso ha portato i medici a chiedersi da dove provenga l’ “intelligenza” necessaria ad avviare e regolare il battito cardiaco. Gli scienziati di Boulder Creek, in California, collegato all’Università di Stanford, hanno scoperto che il cuore ha una sorta di proprio cervello, un autentico cervello con vere e proprie cellule cerebrali. È molto piccolo, ha soltanto circa quarantamila cellule, ma è un cervello e ovviamente è tutto ciò di cui il cuore ha bisogno.


    1. Detto in modo elementare, il cervello davanti ad un evento emozionante riceve segnali da tanti organi per l’elaborazione e il confronto con le esperienze nella memoria per poi produrre un azione e sembra che sia il cuore a comandare, il cervello riceve l’ordine per poi comandare a sua volta gli altri organi, il cervello elabora comanda ma non decide, si dice al cuore non si comanda


  11. La mia sarà anche un’annotazione da bar sport ma la mia domanda è rimasta inevasa anzi, meglio aggirata.
    Lei sostiene che :
    ” Secondo la Tradizione non è il cervello che pensa veramente ma il cuore, sede della coscienza e centro ontologico dell’uomo (recenti ricerche scientifiche hanno acclarato che il cuore, anche in senso fisico ossia neurologico, ha un ruolo fondamentale nei processi cognitivi, decisionali e volitivi).
    In attesa di legge i documenti della Tradizione che lo affermerebbero, ripeto la mia domanda semplice da Bar sport.
    Se, come dice Lei, è il cuore che pensa, tutti i pazienti che hanno un cuore artificiale, ovvero una pompa elettrica al posto della vecchio cuore, possono o non posso pensare?
    Non è il caso che Lei mi sfoggi tutta la sua cultura.
    A me basta una risposta alla mia domanda da Bar Sport.
    Considerato che in italia da molti anni vengono impiantati cuori meccanici, ( o bionici come li chiamano i giornalisti) vorrei sapere da Lei se questi pazienti, sono o non sono in grado di pensare.
    Non mi sembra una domanda molto difficile 🙂
    O si o no!!!
    Tutto il resto, mi creda, non è di mio interesse. 🙂
    La saluto.


  12. Dicevano i saggi : il cervello è il cavallo che ti porta fino al palazzo della fede ma che non entra con te, io aggiungerei ed è il cuore che ti fa entrare

  13. Maurizio Blondet

    @ rossi franco

    La risposta è stata ampiamente data. Basta leggere. Pertanto ripeto quanto già testualmente scritto:

    “La questione del cuore artificiale è del tutto ininfluente se si tiene conto del fatto che quanto ha scoperto la neurocardiologia non è la radice vera ed autentica dell’estrinsecarsi della ‘rete informazionale’, di parlano questi scienziati. Quella radice – anche se i neurocardiologi non lo dicono – è spirituale ed i fenomeni individuati dai neurocardiologi ne sono solo la manifestazione fisiologica che appunto rinvia a quella radice trascendente”.

    Per quanto riguarda il resto non si tratta di sfoggio di cultura ma di semplice informazione, dal momento che il testo riportato non è mio ma tratto da un sito scientifico che, a sua volta, cita gli studi di scienziati sottoposti ed approvati dalla comunità scientifica.

    Saluti.

    Luigi Copertino

  14. Maurizio Blondet

    @ rossi franco,

    considerato che tutto il resto non è di tuo interesse (ed è questo a mio giudizio il tuo problema) forse dovrebbe riflettere su questo

    “Finalmente la medicina scopre che il corpo non è una macchina! Su queste basi teoriche e sperimentali, … l’essere umano (appare) come … una complessa ‘rete di informazioni’ in cui ogni aspetto psicofisico umano è visto come parte di un’unica organica realtà”.

    Il problema dei trapianti, se preso in un’ottica meccanicistica, porta a far credere che il l’uomo sia una macchina e quindi sia il risultato della giustapposizione di pezzi eterogenei e pertanto sostituibili con altri pezzi meccanici. Questo è quanto pensava Cartesio nel XVII e si è pensato, contro la Tradizione, per i tre secoli successivi, quando, in ambito scientifico, prevaleva il paradigma meccanicista. Ora, la sorpresa è che proprio nell’ambito scientifico il vecchio meccanicismo è stato superato, dalle stesse ricerche scientifiche più recenti, e la scienza è tornata ad una concezione “olista” (o se si vuole “organicista”) della realtà, ossia esattamente alla concezione che era propria della Tradizione. Quella per cui gli esseri si sviluppano da una unità iniziale nella quale è già potenzialmente contenuta tutta l’articolazione successiva, che pertanto rimane strutturalmente connessa con l’unità originaria. Non è la sostituzione del cuore biologico, di carne, con un cuore artificiale a fare la differenza, perché, come già detto da me nella mia risposta, anche le interconnessioni “informazionali” scoperte dalla neurocardiologia che legano il cuore fisico al cervello e che condizionano partendo dal cuore il cervello, non sono qualcosa di fisico ma l’espressione fisiologica di una radice che è oltre ossia trascendente.

    Saluti.

    Luigi Copertino


  15. Sono particolarmente d’accordo con Copertino. Non a caso si parla di ‘Sacro Cuore’ di Cristo e non di ‘Sacro Cervello’. Però non bisogna esagerare in questa visione. Il cervello è l’organo fisiologico che permette alla mente (invisibile, ma manifesta) di esprimersi: probabiilmente ne esiste una controparte sottile, visto che i morti nei nostri sogni ragionano. Il Cuore era anticamente immagine dell’Intelletto trascendente per stare a Guénon, anche la Coppa el Graal è un’immagine del Cuore oltreché del Sole o del Cielo. L’esoterismo di varie tradizioni c’insegna però che è nel Sommo Capo che si ottiene la ricongiunzione col Divino, quella congiunzione (in sanscrito ‘yoga’) che era propria delle origine. Tuttavia, si dice che dopo averla ottenuta essa va a riposare nel Cuore. Sicché potremmo interpretare il Capo come sede dell’Unità Divina ed il Cuore come ciò che ricongiunge all’Assoluto. Purtroppo il Cattolicesimo col dogma trinitario paritario (le 3 Persone intese su un piano orizzontale) ha semplificato la visione della Divinità. Pur esistendo il corrispettivo di questa visione anche in India, l’Induismo ha conservato di Essa una visione verticale qual era propria – lo si legge chiaramente nei Sinottici e negli altri testi – anche del N.T.: lo Kshara Purusha (Persona Mortale) non è la stessa cosa dell’Akshara Purusha (la Persona Immortale, identificata a Krishna, come fa il Cristianesimo con Cristo) e tanto meno del Purushottama (la Persona Suprema); che va oltre il concetto di Dio, dell’Uno in senso teologico e filosofico. In altre parole potremmo definire l’intero corpo come un tempio sede dello Spirito Santo: non a caso nell’Esicasmo ortodosso si fa discendere il Santo Spirito nell’ombelico in maniera quasi yoghica. Mentre il Sommo Capo corrisponde al Figlio ed il Cuor al padre. Questa è anche la visione dei Vangeli Apocrifi, che identificano il Salvatore ad un riverbero di Adamo (il Propator, il Primo Antenato) e pongono al di sopra di tutto il Padre (l’Autopator, cioè l’Autogenerato), come fa del resto l’esoterismo islamico con Maometto, il “sigillo dei Profeti”. Vi è però una diversa visione, in base alla quale, potremmo identificare il Padre al Capo ed il Cuore a Cristo. Qualcuno potrebbe scorgere in quanto detto una contraddizione, ma per gli antichi il Profeta, l’Avatara era superiore alla Divinità stessa (il ‘Padre’) in quanto presente sia in cielo sia in Terra. Tale visione, comunque, non si trova né nell’Ebraismo né nell’Ebraismo, doveMosé e Maometto assumono sempre un ruolo subordinato rispetto all’Altissimo (Yahweh, Allah). La riscontriamo unicamente nel Vishnuismo e nel Cristianesimo esoterico medievale, ovvero il Templarismo rosicruciano di stampo graaliano. Che è peraltro connesso con un’interpretazione segreta del Miracolo dei Pani e dei Pesci, molto al di là di quella semplicemente teologica.

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