La candidatura Bagnai e il cambio di paradigma

Di Enzo  Pennetta

Da quando il Prof. alberto Bagnai ha annunciato la sua decisione di passare dal livello di informazione e divulgazione a quello operativo ho pensato che qualcosa di nuovo stava veramente accadendo in politica.

La mia pressoché totale identità di vedute con il Prof. Alberto Bagnai su argomenti che non riguardano solo l’economia ma che spaziano anche dalla cultura alla scuola fino all’informazione non deve essere sfuggita a chi legge queste pagine, del resto la scelta fatta in tempi non sospetti di mettere come foto di profilo su Facebook quella che mi ritraeva vicino a lui alla conferenza organizzata dalla GILDA di Modena del 3 maggio 2017 era abbastanza eloquente.

La sua scelta di accettare la candidatura come indipendente nelle fila della Lega mi spinge adesso a fare delle considerazioni che potrebbero essere anche una riflessione potenzialmente utile ad altri sulla presente situazione socio politica.

Il fatto che una persona che in passato ha votato comunista oggi, per restare coerente con il proprio pensiero, si trovi a candidarsi come indipendente in un partito come la Lega merita una seria riflessione. La logica argomentativa di Alberto Bagnai e la sua indiscutibile coerenza ci portano di fronte all’evidenza che siamo in una fase storica che va affrontata con un approccio nuovo, chi dunque in questo contesto continuasse ad orientarsi con i paradigmi abituali si verrebbe a trovare in una posizione anacronistica e fuorviante.

Intanto bisogna prendere atto che le tradizionali categorie di “destra” e “sinistra” sono state ampiamente svuotate del loro significato e ridotte ormai troppo spesso ad espedienti di marketing impiegati per accaparrarsi il voto di elettori che ancora credono che ad un’etichetta corrisponda un effettivo contenuto del barattolo. Tempo fa scoprii parlando con un paio di colleghi che nel momento in cui proclamavo questa evidente realtà venivo rinchiuso nella neocategoria del “rossobrunismo”, cioè il fatto di constatare l’inesistenza attuale di qualcosa che corrisponda ad una vera destra e sinistra nei partiti più rappresentativi ti rende secondo tale classificazione un curioso conciliatore di opposte ideologie manco fossi un novello Cusano.

Ciò premesso la questione va inquadrata nella reale contrapposizione che è quella tra chi vuole una neoliberista  e internazionalista sottomissione dello Stato a forze incontrollabili del capitale e della finanza globalizzata, o meglio una dissoluzione dello Stato in una società liquida a favore di entità sovranazionali non elette, e chi invece vuole uno Stato solido, costruito su corpi solidi, orientato all’interesse nazionale come garante dell’equità sociale, della tutela delle classi più deboli e della redistribuzione del reddito. Per agire in questo moderno scenario bisogna dunque attuare nuove forme di politica, uscire fuori dalla gabbia destra-sinistra e da reazioni pavloviane da tifoseria secondo le quali “quel partito mai…” e dare accesso alle aule parlamentari a  quelle singole persone in grado di dare concretezza alle istanze della società dei corpi solidi.

Il tempo a disposizione per intervenire e fermare la marcia verso la liquefazione della società è ormai ridottissimo, chi ha la memoria storica necessaria, la preparazione culturale adatta e la determinazione ad opporsi a tutto questo deve essere messo in condizione di agire, persa l’occasione, scivolando sulle varie finestre di Overton verso una dissoluzione huxleyana, il Mondo Nuovo potrebbe divenire irreversibile.

Per questo ho deciso di dire pubblicamente che sostengo Alberto Bagnai, lo sostengo per le sue idee e spero che possa esprimerle nel prossimo Parlamento e magari nel prossimo Governo, a prescindere da qualsiasi discorso partitico.

da critica scientifica.it

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