Kiev inizia la riconquista del Donbass?

Inizia l’assalto al Donbass! L’Ucraina ha portato nel Donbass un centinaio di carri armati, droni shock e MLRS

Secondo il sito russo Avia.pro, il regime di Kiev si prepara a prendere d’assalto il Donbass nel giro di poche settimane. “Oltre a inviare veicoli aerei senza pilota del tipo Bayraktar TB2 nella regione di Kramatorsk, si è appreso che l’esercito ucraino ha inoltre trasferito circa un centinaio dei loro carri armati nell’area di demarcazione del fuoco: il numero totale di veicoli blindati attualmente in queste aree supera le cento unità, il che indica le intenzioni di Kiev prendere d’assalto il Donbass.

A circa 60 chilometri da Donetsk, tra i 40 ei 50 carri armati ucraini sono stati visti trasferiti lungo una linea ferroviaria nella regione. Kiev non ha ufficialmente commentato queste informazioni, ma gli osservatori OSCE non sono stati ammessi nell’area.

“L’esercito ucraino ha negato l’accesso alla missione di monitoraggio dell’OSCE alla stazione ferroviaria, dove ieri sono stati visti 42 carri armati e supporti per cannoni semoventi. “Alla stazione ferroviaria a 60 km da Donetsk, nella città di Konstantinovka, i soldati delle forze armate ucraine non hanno consentito il pattugliamento dell’OSCE. L’ufficiale dell’esercito ucraino ha sostenuto che questa misura è stata causata da problemi di sicurezza , afferma il rapporto dell’OSCE , “informa la comunità di Telegram. Osservatore militare “.

Va notato che fonti precedenti hanno riferito che le forze armate ucraine si stanno preparando a prendere d’assalto il Donbass con il coinvolgimento di UAV turchi, MLRS e veicoli blindati.
Maggiori dettagli su: https://avia.pro/news/nachinaetsya-shturm-donbassa-ukraina-styanula-na-donbass-okolo-sotni-tankov-udarnye-drony-i

Fin qui Avia.

Se la notizia è confermata, Kiev non può che agire su pressione della Ue, della NATO – come del resto si vociferava da settimane – e del Deep State che probabilmente ha necessità urgente di mettere Trump di fronte al fatto compiuto di una crisi bellica maggiore appena dichiarato presidente dalla Corte Suprema , eventualità che sembra sempre più inevitabile.

Così si spiegano le provocazioni gratuite contro Mosca della Merkel, dalla menzogna Navalny-avvelenato al riposizionamento ultra-americanista della sua AKK, fino alla messa in crisi del completamento del NordStream2, e ingerenze sempre più pesanti della Commissione europea sulla crisi (alimentata) della BIelorussi+sia: fino a stanziare 24 milioni di euro per finanziare attivisti, manifestanti e media oltre a blogger, studenti “pro-democrazia” per rovesciare Lukashenko. Un finanziamento nemmeno segreto, ma dichiarato con tanto di comunicato stampa UE appunto per provocare: i fondi, dice, sono per “il finanziamento di cittadini e organizzazioni locali della società civile, gruppi sociali, attivisti per i diritti umani, che vogliono continuare il loro lavoro di contestazione nel quadro dei movimenti di protesta e / o continuare a fornire aiuti ai servizi pubblici pèresi di mira da loro “, ossia dai contestatori.

Si aggiunga quest’altra: Macron ha contestato l’accordo di con cui Putin, il 10 novembre, ha riportato la tregua fra re tra Armenia, Azerbaijan nel Nagorno-Karabakh, con il rapido invio di truppe russe a garanzia: troppo rapido per Macron, che sperava di intromettersi lui nel Caucaso, in una crisi a cui (ora s’intuisce) l’avventurismo europero non è stato estraneo. Al ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian è stato ordinato di sollecitare pubblicamente Mosca a chiarire le “ambiguità” sul cessate il fuoco. Ha detto all’Assemblea nazionale francese: “Dobbiamo rimuovere le ambiguità sui rifugiati, la delimitazione del cessate il fuoco, la presenza della Turchia, il ritorno dei combattenti e l’inizio dei negoziati sullo status del Nagorno-Karabakh”.

Il dispetto e la rabbia per la soluzione prontamente trovata deve aver avuto una parte anche nell’altra gravissima provocazione: mentre Lavrov e Shoigu volavano verso la capitale armena Yerevan evidentemente per metter a punto il negoziato con l’Azerbaigian, e la Georgia ha chiuso all’aereo il suo spazio, nello stesso momento una quantità impressionante di caccia e bombardieri dei una dozzina di paesi NATO sono decollati , vistosamente armati di missili, ad “avventarsi” sul volo russo. I l’intelligence di Mosca ha contato: “Bombardieri strategici B-52H Stratofortress della base aerea di Mildenhall sul Mediterraneo in direzione dell’Europa, caccia F-16 decollati dalla base degli Emirati Arabi Uniti, le aero-cisterne Stratotanker KC-135 pure decollate dalla base britannica e la turca Incirlik, laereo da ricognizione Bombardier Challenger 650 è in testa sorveglianza lungo la costa russa del Mar Nero “,
Maggiori dettagli su: https://avia.pro/news/nachinaetsya-shturm-donbassa-ukraina-styanula-na-donbass-okolo-sotni-tankov-udarnye-drony-i

L’aereo di Lavrov e Shoigu insidiato dai caccia e bombardieri NATO

E’ chiaro che se davvero Kiev cerca di riprendersi il Donbass con le armi su istigazione burocratica, non potrà contar sulla sorpresa. Anzi secondo voci locali, i russi hanno accumulato, anche in depositi sotterranei, armamento sufficiente a riconquistare (liberare) l’intera Ucraina: “Si pentiranno amaramente di avergliene dato il pretesto. Questa volta ai duemila militari della NATO canadesi, tedeschi, americani, rimasti nella sacca di Debalcevo nel febbraio 2015, non sarà data, come allora, dignitosa via d’uscita”. Ovviamente il vostro cronista vede in questo mettere con le spalle al muro una media potenza per costringerla ad attaccare, una replica molto collaudata dell’avventurismo imperiale americano. Essendo la media potenza la più grossa padrona di testate nucleari e della triade per spedirle sul bersaglio, la prudenza sconsiglierebbe – almeno a Berlino e Londra – di partecipare al gioco.

Prima che Trump s’insedi?

Ma bisogna contrastare Trump che, assicura il gran reporter Elijav Magnier, “No, non sta preparando una nuova guerra in Medio Oriente”.

A proposito di The Donald, un amico mi ricorda che nel 2018, il 12 settembre, ossia due anni prima che si parlasse dei brogli elettorali democratici attraverso le macchine Dominion e i server sparsi fra Germania e Spagna, Trump aveva emanato un ordine esecutivo il cui titolo così recita:

ORDINE ESECUTIVO SULL’IMPOSIZIONE DI DETERMINATE SANZIONI IN CASO DI INTERFERENZA STRANIERA IN UN’ELEZIONE DEGLI STATI UNITI

Secondo l’amico, il team Trump già sapeva che cosa bolliva in pentola democratica, e così Trump con Giuliani e forse Bannon hanno preparato la trappola, lasciando fare ai Dem per poi incastrarli in maniera definitiva. “Considera che tutta la squadra di Biden è connessa ad alto livello con la Smartmatic e perciò anche con la Dominion”.

Infatti nella conferenza stampa di Rudy Giuliani, al suo fianco l’attorney Sidney Powell hanno parlato di “mucchi di indizi di una associazione a delinquere [conspiracy] criminale internazionale”

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